800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza — Lun/Ven 08:00-12:00/14:00-18:00

Un maestro spesso frainteso - Estratto da "Wilhelm Reich"

di Roberto Maria Sassone 2 mesi fa


Un maestro spesso frainteso - Estratto da "Wilhelm Reich"

Leggi l'introduzione del libro di Roberto Maria Sassone e scopri il pensiero di un grande e controverso maestro attraverso le parole di un suo allievo

Questo piccolo scritto vuol essere il mio atto d’amore nei confronti di Wilhelm Reich che considero idealmente un mio Maestro.

Avviso però i lettori che scrivo queste pagine con un atteggiamento volutamente e consapevolmente irrazionale, ovvero come se avessi compreso tutto di Reich; ed inoltre ho notato con sempre maggiore chiarezza che alcuni suoi estimatori (per fortuna non tutti) abbiano capito di lui solo quei concetti che non scuotono le loro coscienze e che possono essere adoperati per sentirsi rivoluzionari ed anche per giustificare alcuni atteggiamenti trasgressivi. Dulcis in fundo ho constatato di persona che alcuni ne abbiano letto solo qualche libro, tralasciando i più scomodi, come Etere, Dio e Diavolo, La Superimposizione cosmica. Ascolta Piccolo Uomo e L'Assassinio di Cristo.

Mi dispiace se ciò che scrivo possa creare in qualcuno un senso di fastidio, ma alla fine le parole e le opinioni si perdono e svaniscono e fra alcuni anni nessuno saprà di un certo Sassone, come di tanti altri conoscitori di Reich molto più saggi di me.

Nessuno possiede la verità e certamente non sono io ad averla, ma mi piace giocare, sapendo che tutto si trasforma, che la morte sopraggiunge su questo agglomerato umano e che il mondo proseguirà senza nemmeno accorgersi delle mie belle idee. L’unica verità in questo ambito è che siamo degli ignoranti che di tanto in tanto colgono una pagliuzza dorata e gridano di aver trovato un tesoro.

Non ho tesori da consegnare, ma solo piccole esperienze intime.

Ma allora perché scrivere questo ennesimo libro, a che pro? Beh, perché dovrebbe esserci un motivo? Scrivo semplicemente per mio piacere. Certamente c’è anche la gioia di comunicare almeno ad una persona recettiva una visione che apra il respiro e la vista.

Ciò che m’inquieta e talvolta mi irrita è assistere allo scempio che viene ripetutamente fatto di Wilhelm Reich il cui pensiero geniale è metodicamente stuprato, mutilato addomesticato, ricondotto alle misere categorie del Piccolo Uomo, in nome della scienza, del buon senso e dei nuovi modelli avanzati.

Naturalmente lo scempio più grande viene fatto sulla teoria della sessualità in cui il pensiero e le ricerche di Reich sono state più che mai distorte ed inquinate da ogni mentalità appestata e pornografica. Strumento efficace di questa operazione è sempre la calunnia, che fa tanto presa sulle piccole menti lascive.

Si dice che Reich sia superato, che sia visionario, paranoico, che sia impazzito...ma anche se tutto questo fosse vero (e non lo è), nulla toglierebbe alla sua genialità. I più grandi uomini sono sempre stati al di fuori di ogni categoria, spesso sofferenti, inquieti, sopra le righe, a disagio con una società che non poteva rispecchiarli. Reich stesso sviscera questo argomento nel suo libro sublime L’Assassinio di Cristo.

Certamente in alcuni campi la scienza è andata molto avanti e Reich non aveva gli strumenti che ci sono adesso, ma non sono superate le sue intuizioni e la sua visione del mondo, dell’Uomo e della società. Penso invece che per molti aspetti il suo sguardo sulla sessualità, sulla società e sull’energia vitale e cosmica (orgonomia) sia molto lungimirante rispetto a ciò che sappiamo, anche se non ha potuto sperimentare come avrebbe voluto, se fosse nato in questo periodo storico. Non mi stupisce che proprio su questi argomenti sia più attaccato.

Reich ancora adesso è scomodo; negli ambiti psicologici ed accademici non depone bene dire di essere reichiano. Allora alcuni adoperano lo stratagemma di “rifarsi una verginità”, dicendo che, pur essendo reichiani, vedono le sue esagerazioni e sostenendo che in vecchiaia era andato un po’ fuori di testa. Continuano dicendo che sono critici su di lui, soprattutto sull’energia orgonica e sulle strane teorie formulate intorno ad essa. Poi con aria comprensiva e benevola affermano che bisogna capirlo perché è stato cacciato via dappertutto, ostracizzato, condannato, quindi non è strano che abbia iniziato a dare i numeri! Ho sentito tante volte questi discorsi.

Non sto affermando che non si debba avere un atteggiamento critico nei suoi confronti, ma in maniera sana, lucida, autorevole e soprattutto lontana da preconcetti ideologici e proiezioni nevrotiche.

Reich si rivolterebbe nella tomba sentendo questi discorsi, lui titano, coraggioso, determinato, guerriero, coerente fino all’ultimo, a costo della vita!

Le categorie dello studioso ben pensante non si applicano a Reich; il piccolo uomo continua ad abbassare il livello di chi lo fa sentire inferiore, adoperando l’efficace arma della svalutazione. Ne conosco tanti di studiosi così, che rivisitano il suo pensiero per renderlo digeribile. Sicuramente molti di essi penseranno la stessa cosa di me e ciò mi fa sorridere perché vedo continuamente la commedia che recitiamo. Si è sempre ridicoli quando ci si prende troppo sul serio.

Ho sempre avuto antipatia e diffidenza per le etichette ideologiche e quindi non amo il termine “essere reichiano” usato come se fosse una specie di religione. Voglio precisare però cosa significhi per me essere reichiano. Per prima cosa non vuol dire essere “seguace” o “fanatico” di Reich, ma RICONOSCERE UNA MATRICE DI APPARTENENZA CHE DÀ IL COLORE, LO SPESSORE, IL SAPORE E L’IMPRONTA AL MIO PENSIERO. Reich è stato idealmente il mio maestro ed è per me una fonte da cui scaturisce sempre nuova linfa.

Invece una delle cose che ho imparato da giovane, mio malgrado, è che per alcuni c’era solo Reich, mentre tutti gli altri allievi erano dei traditori. Guai a nominare Alexander Lowen; tanto peggio se si accennava a Pierrakos. Gli altri poi erano inesistenti.

Ho anche imparato che ci sono coloro che si definiscono VERI reichiani e che si contrappongono ai cosiddetti FINTI reichiani. Naturalmente ognuno si professa detentore del marchio di autenticità e si osserva una vera Torre di Babele. Ma poi cosa vuol dire essere un vero reichiano? Mi rattristano tutte queste diatribe tra scuole e movimenti.

Voglio anch’io buttarmi nella mischia, ma con lo spirito dei cuccioli quando si rincorrono, si rotolano e si azzuffano tra di loro giocosamente; quindi tornando al discorso sul vero reichiano, fornisco la mia versione: dicesi vero reichiano chi ha compreso Reich nell’essenza, nell’anima, senza rinchiuderlo nei dogmi, come spesso si fa con il pensiero dei Grandi. In fondo solo Reich, con umorismo, potrebbe definirsi reichiano. Ma si può dire la stessa cosa al contrario: Reich non era reichiano, quanto Buddha non era buddhista e Cristo non era cristiano!

Reich va letto, non solo con animo sgombro da pregiudizi, ma deve essere conosciuto attraverso un’esperienza personale energetico-corporea che non si può limitare a qualche anno di terapia. Ci deve essere un lavoro continuo e costante sulla propria struttura del carattere. Alcuni psicoterapeuti non lavorano sul corpo da anni e non hanno la percezione della pulsazione vitale e del flusso, molto fisico e concreto, dell’energia vitale che scorre in loro. Tanto meno hanno l’esperienza del contatto profondo con il nucleo, il CORE, come Reich lo chiamava. I loro corpi sono poco recettivi ed è evidente che le loro considerazioni sono frutto di processi intellettuali esclusivamente cognitivi. Reich non è un’ideologia, ma un’esperienza da VIVERE.

Sentire il corpo è sentire se stessi, senza sovrastrutture, senza considerazioni, opinioni, rappresentazioni. Sentire il corpo è cogliere la Verità, non in quanto concetto, ma come sensazione incarnata. Quando Reich parlava del senso orgonotico intendeva il senso primario attraverso cui percepiamo la VITA che scorre dentro e fuori di noi e in ogni manifestazione dell’universo.

Wilhelm Reich

dall’energia vitale alla spiritualità naturale

Roberto Maria Sassone

Sentire il corpo è sentire se stessi, senza sovrastrutture, senza considerazioni, opinioni, rappresentazioni. Sentire il corpo è cogliere la Verità, non in quanto concetto, ma come sensazione incarnata. Questo saggio è il...

€ 10,00 € 8,50 -15,00%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Roberto Maria Sassone

Roberto Maria Sassone, psicologo, psicoterapeuta, analista reichiano, nato a Palermo il 24 maggio 1950, allievo del neuropsichiatra Federico Navarro, insieme al quale fonda a Napoli nel 1979 la Scuola Europea di Orgonoterapia (SEOR). Nel 1992 fonda a Roma la Società Italiana di Analisi...
Leggi di più...

Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su Un maestro spesso frainteso - Estratto da "Wilhelm Reich"

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. — Nimaia e Tecnichemiste