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Un libro a quattro mani - Estratto da "Le Porte degli Elohim"

di Massimo Barbetta, Mauro Biglino 8 mesi fa


Un libro a quattro mani - Estratto da "Le Porte degli Elohim"

Leggi in anteprima l'introduzione tratta dal libro di Massimo Barbetta e Mauro Biglino e apprendi le loro nuove scoperte su quanto è stato scritto nella Genesi

Una domanda che si potrebbe fare il lettore, guardando la copertina del presente volume, potrebbe essere: “Perché un libro a quattro mani sull’Antico Testamento?”.

Beh, è la stessa che si sono fatti gli autori qualche tempo fa. La prima e logica risposta che essi si sono dati è: “Perché non farlo? Perché non unire le ricerche che viaggiavano in modo assolutamente autonomo, ma su binari paralleli, e che, con il passare del tempo, rivelavano sempre di più una sorta di automatica inevitabile convergenza?”.

Il desiderio di coniugare i percorsi in un lavoro unico, è maturato nel tempo, lentamente, dopo aver preso atto di quanto stava avvenendo, senza operare forzature e senza alcuna definizione preventiva di obbiettivi comuni: gli autori, infatti, da quando si sono incontrati, hanno condiviso un interesse particolare, talora un vero e proprio ardore, nell’indagare le antiche culture, alla ricerca di enigmi e misteri non ancora svelati.

La comune educazione scolastica classica, con lo studio della lingua e della letteratura greca e latina, li hanno indubbiamente facilitati, abituandoli a un approccio lessicale e culturale diverso da quello italiano consueto. La domanda successiva, che essi si sono fatti è stata: “Come possiamo unire i nostri lavori in questo ipotetico libro evitando di essere ripetitivi?”, seguita dal conseguente “E... come lo facciamo?”.

Per qualche tempo questi quesiti sono rimasti senza risposta, anche a causa delle ricerche dei due autori, della stesura di libri, della loro rifinitura e delle presentazioni degli stessi. Con il trascorrere dei mesi, però, rimaneva salda la sensazione, poi divenuta convinzione che i due cammini parevano procedere proprio con questo obbiettivo non dichiarato a priori e che, quindi, prima o poi, essi avrebbero trovato, con naturalezza, una loro forma di espressione primaria.

Massimo, era assorto nell’assimilare le conoscenze astronomiche degli antichi egizi, spulciando copie anastatiche o “computerizzate” di antichi volumi dimenticati in polverosi scaffali di lontane biblioteche, alla ricerca di enigmi sui "Neter-u” e sulla loro patria; investigando il Libro dei Morti, i Testi delle Piramidi, ma, soprattutto, i geroglifici del Libro dell’Amduat, con due dizionari di geroglifico, sulle gambe e sulla scrivania, con quelli di ebraico e di greco, posti su di uno scaffale poco lontano, con gli occhi, a volte assonnati, a seguire attentamente lo schermo del “computer” od a preparare e a ideare le immagini e i testi su “Power Point” da portare alle presentazioni.

Mauro, attento a verificare con precisione le sue traduzioni dall’ebraico, a informarsi sui misteri dell’archeologia mesopotamica sull’origine delle civiltà, e a raccogliere preziose fotocopie di antichi testi greci, latini ed ebraici, da citare durante le conferenze nascosti nella sua borsa, sempre pronto ad organizzare nuovi discorsi, su cui porre una giusta enfasi che facesse rivivere, negli spettatori, il suo sentimento per le decodifiche appena fatte e le nuove scoperte durante le sue innumerevoli presentazioni in giro per l’Italia, anche se la stanchezza cominciava un po’ a farsi sentire.

Durante una delle loro solite brevi, ma intense e piacevoli, conversazioni telefoniche. Massimo, sorpreso e un po’ emozionato, aveva detto a Mauro, a sua volta stupito: «Lo sai che sto trovando delle conferme ebraiche nella Bibbia di alcuni argomenti che avevo scoperto nel mondo egizio!».

I mesi passarono veloci, per i due autori da quel giorno, finché un pomeriggio Massimo telefonò a Mauro, dicendogli, con il consueto stupore: «Non ci crederai... ma lo sai che sto trovando una quantità enorme di dati e informazioni nella letteratura extra-biblica, utilissime per le nostre ricerche!».

A quel punto, Mauro, dopo pochi istanti di silenzio, esclamò, convinto e sereno: «Massimo, ecco l’argomento del nostro libro!». Di fronte al tono interrogativo di Massimo, Mauro proseguì: «Esamineremo nei dettagli quei versetti della Bibbia che sono condivisi dagli antichi egizi!... Ci aggiungeremo poi quei passi che si accostano di più alla letteratura extra-biblica. Vedremo anche di fare una ricerca attenta delle varie traduzioni per capire bene il significato di certi versetti». E concluse, incoraggiando Massimo: «Vedrai che ce la farai. .. con il mio aiuto e... non ci vorrà neanche troppo tempo!!».

E così avvenne sul serio.

La breve digressione di cui sopra vuole essere soltanto un simpatico modo per rendere partecipi i nostri lettori dell’entusiasmo per questo lavoro che finalmente ha trovato la via per venire alla luce. Il libro si pone, attraverso un’attenta analisi lessicale ed epigrafica tra i vari testi e le diverse traduzioni una serie di domande, a cui si cerca, ove possibile, di rispondere.

La “Creazione”, descritta nel primo capitolo della Genesi, avviene realmente sulla Terra? Di "'Adam”, ce ne sono stati, forse, diversi prima di arrivare all'“Adam” terrestre? Perché sono indicati quattro diversi verbi ebraici per descrivere l’attività creativa in Genesi? Dietro la “querelle” sulle possibili origini del termine “Elohim” ci sono soltanto interessi grammaticali ed etimologici o ci sono riferimenti a segreti arcani, a essi riferiti? Che cosa si nasconde dietro il segreto del "Serpente Teli” e del volto di Yahweh o del Messia, da ricercare in cielo?

Perché i riccioli e i peli della barba vicino all’orecchio (sinistro) erano così importanti e sacri per gli ebrei, che si guardavano bene da raderli? Avevano forse una strana connotazione cosmogonica e una ben precisa collocazione astronomica all’interno del volto di Yahweh e del Messia?

Quanto erano importanti, per i dotti e saggi ebrei, la “Coda (carnosa) dell’Ariete” e lo spazio celeste verso la costellazione del Toro? Era, forse, in questa zona di cielo che poteva essere collocata la (una delle) residenze celesti di Yahweh, da cui egli guardava verso il basso la Terra? Come faceva Yahweh e il suo "Kavod" a raggiungere la Terra in pochi secondi? Come mai gli ebrei parlavano di una rugiada “speciale”, di provenienza divina dalle spiccate qualità taumaturgiche, indirettamente collegata a un certo spazio celeste?

Mosè aveva forse conoscenze di tipo alchemico? Che cosa c’è dietro la strana “spada fiammeggiante” poco fuori il "Gan Eden"? Perché la costellazione ebraica di "Kimah" era stata abbinata al "Gan Eden" celeste, salvo poi cercare, in ogni modo, di dissimulare questa rivelazione? Perché c’erano due "Gan Eden", uno celeste, primigenio, e uno terrestre, più tardo? Quale strana e complessa struttura li collegava pressoché stabilmente? C’era un possibile accesso al "Gan Eden" dalla terra di Israele? Quante informazioni ebraiche segrete sono giunte, seppure velate da strani simbolismi, quasi fino alla nostra epoca?

Tutte domande apparentemente impossibili da rispondere e che, finora, sono state del tutto ignorate da chi non ha una buona e radicata conoscenza della mistica e dell’autentico “folklore ebraico”. Esse possono, tuttavia, trovare una risposta o, quanto meno, una possibile spiegazione, con alcuni elementi che agiscono da importante collante o da ripetitivo trait d’union.

Se volete saperne di più, accompagnateci in questo avventuroso viaggio di ricerca.

Che la lettura abbia inizio!

Le Porte degli Elohim

Ipotesi bibliche ed extrabibliche da Adamo al Gan Eden

Mauro Biglino, Massimo Barbetta

(3)

Quando ci si chiede se l’uomo è stato fabbricato da civiltà intelligenti è possibile che il cosiddetto testo sacro per eccellenza ci fornisca tracce della loro provenienza esterna? L’Adam è stato fatto realmente sul...

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Massimo Barbetta

Massimo Barbetta (1961) Medico oculista, è appassionato degli studi classici e delle lingue antiche: latino e greco, e, in forma amatoriale, di ebraico e geroglifico. Da oltre 15 anni è cultore della storia medievale, della cultura e delle leggende dei sumeri, dei babilonesi, degli...
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Mauro Biglino

Mauro Biglino cura le edizioni di carattere storico, culturale e didattico per diverse case editrici italiane. Studioso di storia delle religioni e traduttore di ebraico antico per conto delle Edizioni San Paolo, collabora con diverse testate giornalistiche. Da circa 30 anni si occupa dei...
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