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Un’infanzia con la Ruota dei Numeri

di Johanna Paungger, Thomas Poppe 1 anno fa


Un’infanzia con la Ruota dei Numeri

Leggi un estratto dal libro "Il Codice Segreto della Data di Nascita" di Johanna Paungger e Thomas Poppe

In questo libro mi piacerebbe raccontarvi un aspetto molto particolare che caratterizza la nostra vita in una fattoria montana del Tirolo: l’antica saggezza appresa riguardo all’influsso, vasto e decisivo, che i numeri della data di nascita hanno su ciascuno di noi. Il giorno, il mese, l’anno e il decennio della vostra nascita costituiscono infatti una combinazione di numeri che racchiude un tesoro. Tesoro che grazie a questo libro potrete scoprire. È come la combinazione di una cassaforte, il contenuto della quale è destinato a voi soltanto.

Se ripenso al cammino compiuto con il nostro lavoro e i nostri libri, mi rallegra vedere che un numero sempre maggiore di persone ha voluto e potuto tornare a ispirarsi ad antiche conoscenze. Il calendario della luna sta via via diventando sempre di più un punto di riferimento nella vita quotidiana di molti di noi. Ci mostra come utilizzare la forza delle fasi lunari per le più diverse attività.

Oggigiorno non esiste in pratica nessuna categoria professionale che non ne approfitti, in un modo o nell’altro. Allora è giunto il momento di svelare il segreto della Ruota dei Numeri tirolese.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Il Codice Segreto della Data di Nascita

Scoprire il senso della vita e raggiungere gioia e salute grazie alla ruota dei numeri

Johanna Paungger, Thomas Poppe

(15)

«Può capitarci di avvertire una dolorosa frattura dentro di noi perché, pur avendo la consapevolezza di deviare in qualche modo dalla via giusta, non abbiamo la forza e la lucidità di riprenderla. Il codice segreto della data di nascita può...

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Indice dei contenuti:

Una tradizione famigliare che non ha quasi bisogno di parole

A casa nostra non esistevano manuali esplicativi, né discorsi per spiegare la Ruota dei Numeri. Conoscevamo senza esitazioni il suo funzionamento, senza sapere il perché. Ci convivevamo, apprezzavamo quasi quotidianamente il suo significato e il suo valore e ci lasciavamo guidare. Per noi era un aspetto naturale della vita, come il susseguirsi delle stagioni, o il tuono che segue il lampo.

La Ruota dei Numeri scorreva nel nostro sangue. Non utilizzarla sarebbe stata una pazzia, ci sarebbe sembrato strano, insensato. Semplicemente, perché era efficace e preziosa e funzionava alla perfezione. L’applicavamo in silenzio, quasi senza parlare. Ora so che la cerchia di persone che ne conosceva l’utilizzo era assai più ristretta di quanto immaginassi da bambina. Anche molti di coloro che si rivolgevano a mio nonno in cerca di aiuto ignoravano resistenza della Ruota dei Numeri, sebbene attingessero generosamente ai suoi pregi.

I miei primi ricordi relativi alla Ruota dei Numeri sono piuttosto vaghi. Una cosa però è ancora nitida nella mia mente: conoscevo i numeri prima ancora di andare a scuola. Non avevo colto il loro significato profondo, ma mi era capitato spesso di disegnarli per mio nonno su carta colorata. A volte, in occasione di compiti difficili e sforzi intensi, ci dava dei piccoli foglietti che riportavano numeri e colori in aiuto e sostegno per l’impresa da compiere. Sempre, però, in modo apparentemente casuale, e quasi di nascosto.

I bambini hanno una sensibilità innata per la segretezza; e infatti noi non parlavamo mai di questa tradizione al di fuori della cerchia famigliare, e di rado persino tra di noi. Ricordo, però, che legavo sempre i miei foglietti in cerchio, perché così la loro energia era ancora più intensa.

Guarire con la Ruota dei Numeri

Mio nonno era un autentico guaritore e la Ruota dei Numeri faceva parte del suo tesoro segreto di metodi di cura. Essendo un vero « medico delle persone », possedeva la capacità di riconoscere e curare le cause di ogni disturbo; i sintomi esteriori per lui erano soltanto un’indicazione per arrivare alla radice del problema. Per questo curava ogni paziente in maniera assolutamente individuale.

Mi ricordo che capitava assai di rado che due individui con gli stessi sintomi ricevessero lo stesso trattamento.

Il nonno ricorreva alla Ruota dei Numeri in particolare con le persone caparbie che non nutrivano troppa fiducia per i suoi metodi «alternativi». Ma, poiché lui era molto paziente anche con le teste di legno, faceva per loro tutto il possibile.

Talento e responsabilità

I numeri hanno influito molto nei miei rapporti con gli altri bambini. Infatti, eravamo una schiera numerosa e genitori e nonni in genere erano molto attenti a quali numeri aveva a disposizione ciascuno di noi: i compiti venivano assegnati di conseguenza, sia nella vita quotidiana che in occasioni più importanti. Questo trattamento differenziato trovava quasi sempre la sua giustificazione di fronte agli ottimi risultati ottenuti da ciascuno di noi. Ma, ovviamente, ai nostri occhi di bambini presentava anche alcuni lati negativi: ad esempio, ricordo che i miei numeri, che fin da piccola mi portarono al lavoro autonomo e responsabile, inducevano mia madre a ripetere spesso: «Ah, per Hanni non serve. È già capace da sola».

Ciò che in apparenza non mi serviva, tuttavia, a volte mi sarebbe piaciuto riceverlo: un po’ più di attenzioni, maggiore sostegno, un pizzico di aiuto in più. Spesso i bambini, in particolare i maggiori, vengono caricati di eccessive responsabilità per le quali non sono ancora pronti, ma non dicono niente. Ho imparato sulla mia pelle che una certa dote indicata dalla Ruota dei Numeri può comportare il pericolo di sopravvalutare un bambino. Comunque, non sono la sola, perché altri miei fratelli hanno vissuto la mia stessa esperienza e ne sono stati molto rattristati. In passato, non si parlava di queste sensazioni, tuttavia, per fortuna, nel corso della vita è possibile rimediare, e il modo migliore è non caricare a propria volta i figli di oneri assurdi. Infatti, di solito, le ferite ricevute nell’infanzia guariscono evitandole ai propri figli. È una legge di natura!

La Ruota dei Numeri spesso si rivelava utile quando ci veniva affidata la cura di bambini del vicinato. In tal caso, c’informavamo in anticipo della loro data di nascita, in modo da sapere di che cosa avrebbero potuto aver bisogno per viaggiare sereni nel mondo dei sogni. Ad esempio, se avevamo a che fare con animi molto sensibili, quelli con un 8 e/o un 3 nella data di nascita, era meglio evitare di raccontare fiabe paurose prima che andassero a dormire, perché la loro capacità d’immedesimazione nella storia gli avrebbe impedito di prendere sonno. In nessun caso, infatti, si può lasciar soli questi bambini, una volta che si siano addormentati. Viceversa, i bambini con 9 e/o 8 possono anche essere lasciati da soli per un’oretta prima del ritorno dei genitori. Quelli con 7 e/o 2 vanno fatti sfogare prima di metterli a letto, mentre quelli con l’accento su 6 e 1 hanno bisogno di stancarsi con un rompicapo, una sfida o una storia avvincente. Per i bambini del centro, con 5 e 0, è sufficiente la promessa di tornare il giorno dopo. A loro piace avere tutto programmato, ogni giocattolo al suo posto, l’orsacchiotto o la bambola del cuore sul letto. Anche nella scelta dei colori di biancheria da notte, lenzuola e cameretta, noi tenevamo conto della Ruota dei Numeri.

In effetti, l’efficacia di questa antica tradizione mi è sempre stata molto evidente soprattutto se applicata ai bambini.

Il momento giusto

A volte mi viene chiesto come mai abbia aspettato fino a oggi per pubblicare un libro sulla Ruota dei Numeri e che cosa c’impedisse di parlarne più apertamente da bambini. In realtà, avrei voluto pubblicarlo già al principio del 2000, perché la particolare energia di 2 e 0 contenuti nella cifra del nuovo millennio ha indotto un cambiamento anche nella ricezione d’informazioni di questo tipo da parte delle persone. In questo decennio siamo diventati tutti più sensibili rispetto a questi valori, davvero importanti, senza bisogno della benedizione degli scienziati. Tuttavia, molti fatti accaduti all’epoca mi fecero capire che non era ancora il momento opportuno. Questa antica scienza è troppo preziosa per ridurla a una «moda» passeggera e io mi sento profondamente responsabile, quale sua custode. Tutto ha un suo momento giusto. E quasi mai si rivela con decisioni affrettate.

Il secondo motivo della mia esitazione si fonda sulle condizioni sociali di allora come di adesso: come contadini ci si ritrova quasi sempre soli nella comunità locale. L’autorità è riservata (tuttora come in passato) alla Chiesa, il preside, il sindaco e il medico. A volte ho la sensazione che l’agricoltura si sia trasformata in una industria arida, troppo dominata da nozioni scientifiche e irrispettosa della natura per poter salire un gradino più in alto nella gerarchia sociale.

A mio avviso un agricoltore biologico che vive e lavora in accordo con la natura merita una considerazione maggiore, perché contribuisce a costruire un futuro più umano e a mantenerci tutti in buona salute, portando in tavola alimenti sani. Tuttavia, in passato, agli occhi superficiali dei più, queste persone erano considerate semplici « contadini » e poste su un gradino infimo della scala sociale artificialmente determinata. Proprio questa scarsa opinione per loro ha fatto sì che, nel corso dei secoli, i contadini sviluppassero strategie quotidiane e di sopravvivenza, per affermarsi nella convivenza con tutte le altre « classi ». È da qui che deriva il detto « contadino, cervello fino ».

Un elemento fondamentale di queste strategie era la determinazione anticipata delle future potenzialità di un bambino. E con la Ruota dei Numeri tirolese non è difficile, come vedrete. La Ruota faceva quindi parte di un programma di difesa segreto sviluppato da coloro che nei secoli sono stati esposti alle forme più disparate di sfruttamento e oppressione.

Tra le componenti essenziali di questa strategia di sopravvivenza ce sempre stata la segretezza, ovviamente necessaria, e di conseguenza il silenzio che ha sempre regnato intorno alla Ruota dei Numeri. Inoltre, ai tempi della mia infanzia, noi bambini non parlavamo con i nostri genitori così apertamente come accade oggi. Allora i bambini parlavano solo quando venivano interpellati.

L’affrontare apertamente i problemi, le incessanti chiacchiere infantili, le interruzioni, il dialogo « alla pari » tra adulti e bambini erano tutte cose impensabili, in particolare per noi ragazze. Per fortuna, i tempi sono cambiati, anche se, a volte, nutro diverse perplessità su quanto oggi è diventato la norma. Posso dire, comunque, che gli attuali metodi di comunicazione avrebbero causato quasi sicuramente una perdita ancora più rapida di molte preziose tradizioni.

«Dove va a finire la capacità di osservazione, se posso chiedere tutto ad altri in qualsiasi momento?»

Se da ragazzi ci si accontenta soltanto delle risposte degli adulti e si fonda il proprio sapere esclusivamente sui libri e su Internet, si perde un intero universo d’informazioni. (E persone del genere vanno poi a occuparsi di « politiche agricole » a Bruxelles.) Io, invece, imparai l’utilizzo della Ruota dei Numeri solo in maniera indiretta: attraverso l’osservazione, l’imitazione e l’applicazione fiduciosa, ma soprattutto ascoltando i discorsi degli adulti, ogni volta che mi era possibile, persino di nascosto, se necessario. Oggi so che l’apprendimento attraverso l’osservazione e l’ascolto si radica molto meglio nella mente che non attraverso i metodi scolastici tradizionali. La segretezza nasceva in particolare da genitori e nonni: nessuno parlava apertamente della Ruota dei Numeri, eppure passavano chiari messaggi «tra le righe». Uno in particolare era ricorrente: la Chiesa è contraria!

E con questo arriviamo al terzo motivo che mi ha indotto a rimandare fino a oggi la diffusione delle mie conoscenze sulla Ruota dei Numeri. Erano innumerevoli i segnali che indicavano che questa faccenda dei numeri era considerata dalla chiesa cattolica alla stregua di una superstizione nata da tradizioni pagane, e di conseguenza è stata marchiata come « non cristiana ». Ricordo che ci veniva predicato instancabilmente che la salvezza discende dal dolore e dalla rinuncia, e che la vita gioiosa viene solo dopo la morte, mentre prima ci sono solo sofferenza e tormento. Per noi bambini era una prospettiva inquietante, perché intuivamo, o meglio sapevamo benissimo, che cosa si nascondeva dietro questi minacciosi ammonimenti. Dovunque chiese o sette, che non attingevano alla fonte della fede, esercitassero influsso e potere, l’interesse maggiore della Chiesa era, ed è, quello di opporsi e screditare tutto ciò che potesse in qualche modo spingere le pecorelle all’indipendenza spirituale. Per questo le istituzioni ecclesiastiche hanno sempre rivendicato il monopolio rispetto a forme di sapere « esoterico » come la rabdomanzia, il pendolo, la conoscenza del momento giusto, rerboristeria, la cabala, e molte altre, che ci aiutano ad affrontare la vita quotidiana. Ritengo tutto ciò ridicolo, visto che per secoli la Chiesa ha utilizzato a sua volta quelle « superstizioni » in ogni maniera possibile. Nelle chiese più antiche non esiste scranno che non sia stato sistemato senza aver prima usato la bacchetta da rabdomante o il pendolo. Tuttavia i fedeli non potevano utilizzare questi sistemi senza l’aiuto di esperti riconosciuti dalla Chiesa!

Il che è ovvio perché, affermando che l’uomo non è in grado di trovare una via diretta verso Dio e che per questo necessita sempre e comunque di un intermediario, la Chiesa deve poi agire in modo da cementare tale menzogna e rendersi indispensabile. E noi bambini sentivamo chiaramente questa pressione. Ma da noi c’è un vecchio proverbio che dice: « Non devi permettere a nessuna chiesa di rubarti la fede ».

La Ruota dei Numeri era pertanto ritenuta una vera e propria scienza occulta di cui non parlavamo quasi mai, neppure tra di noi. Soltanto in occasione dell’ultima riunione di famiglia ho manifestato agli altri il mio desiderio di renderla finalmente nota, e le reazioni sono state disparate, dal raccapriccio alla benevola compassione. Il senso di timore derivante dall’aver diffuso questa sapienza mi accompagna tuttora. Ma mi sono resa conto che non è giusto aver paura. Al contrario! Sarebbe un peccato se non rendessi pubblico questo sapere.

La Ruota dei Numeri può contribuire in una certa misura a creare rapporti più equi e sani nel mondo. Con l’aiuto della Ruota le persone possono riconoscere molto meglio le proprie doti e i propri punti deboli. Di conseguenza, grazie a questo libro vi sarà più facile ed efficace cambiare direzione, sostenere e incoraggiare. E gli ambiti di applicazione sono molteplici: negli uffici, nelle scuole, negli asili, per medici e guaritori, per consulenti personali...

Ci auguriamo che la Ruota dei Numeri possa essere per voi utile e preziosa come è stata, ed è tuttora, per noi. Se saprete usarla con criterio, saggezza e attenzione, svelerà a voi e a molti altri un mondo nuovo, più amico.

Il Codice Segreto della Data di Nascita

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Johanna Paungger, Thomas Poppe

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Johanna Paungger

Johanna Paungger

Johanna Paungger è nata nel 1953 a Walchsee nel Tirolo. È vissuta insieme ai suoi nove fratelli e sorelle in una fattoria e fin da piccola, grazie al nonno, si è resa conto dell'importanza delle fasi lunari e del loro fondamentale influsso sui ritmi della natura. Nel 1969...
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Thomas Poppe

Thomas Poppe

Thomas Poppe è noto in tutta Europa per numerosi libri dedicati all'influsso della luna sulla natura e l'uomo.
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