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Un impegno concreto per un futuro libero dalla plastica

1 mese fa


Un impegno concreto per un futuro libero dalla plastica

Per salvaguardare il nostro pianeta è necessario fare scelte sostenibili oggi giorno e in tutte le nostre azioni. E per diventare davvero sostenibili e fare quindi la differenza è fondamentale conoscere cosa è realmente sostenibile e cosa invece non lo è affatto.

Nel settore della cosmesi un’azione davvero sostenibile si traduce nella scelta di abbandonare progressivamente l’uso dei packaging in plastica, adottando materiali alternativi, come il vetro e l’alluminio. Questa scelta è dettata dal fatto che attualmente nel settore della cosmesi non esiste un packaging altrettanto rispettoso per l’ambiente, a partire dalla tanto discussa bioplastica che, nonostante il nome, rappresenta una falsa alternativa e può trarre in inganno.

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza: la plastica tradizionale deriva da fonti fossili come il petrolio, e come ormai è universalmente riconosciuto gli impatti ambientali legati alla sua produzione e al suo smaltimento sono devastanti in termini di inquinamento. La plastica compostabile, realizzata con polpa di cellulosa, si utilizza principalmente nel settore alimentare, può essere gettata nell’umido ma purtroppo non è adatta al settore della cosmesi “liquida”, dal momento che a contatto prolungato con i liquidi si scioglie e si deteriora piuttosto velocemente.  La bioplastica invece è a tutti gli effetti una plastica, che invece di derivare dal petrolio, ha origine da un polimero ricavato dagli scarti della lavorazione della canna da zucchero.

E’ quindi possibile affermare che abbia una base biologica, derivando parzialmente da una biomassa ovvero da una pianta, ma non si può assolutamente dire che sia biodegradabile, ovvero che una volta dispersa nell’ambiente si decomponga in composti meno inquinanti.

La bioplastica quindi non è biodegradabile, non è compostabile e a fine vita viene smaltita in discarica e bruciata come la plastica tradizionale; se abbandonata, può necessitare fino a 1000 anni per degradarsi in pezzi più piccoli, rimanendo così a inquinare il pianeta.

A luglio 2021 entrerà in vigore la direttiva europea SUP (Single Use Plastic) che metterà al bando la plastica monouso e che non farà alcuna differenza tra plastica fossile derivante dal petrolio e bioplastica, considerate entrambe pericolose e inquinanti.

La soluzione al problema del packaging, e non solo nel settore cosmetico, sarebbe produrre meno rifiuti, specialmente quelli in plastica (anche quella definita bio), promuovendo materiali come il vetro e l’alluminio, che oltre a essere riciclabili non rilasciano nessuna particella in ambiente durante il loro processo di degradazione, e attraverso un impegno concreto anche nella diffusione della conoscenza in materia di sostenibilità.

Solo attraverso questo impegno con i consumatori sarà possibile un futuro più sostenibile!


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