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Un falso mito da sfatare

di Armin A. Brott 2 mesi fa


Un falso mito da sfatare

Leggi un estratto dal libro "Sei diventato Papà" di Armin A. Brott

Nessuno sa davvero come o quando sia nato, ma uno dei miti più diffusi a cui siamo maggiormente legati sull’educazione dei figli è che le donne sono naturalmente più portate degli uomini ad accudire i bambini, sono istintivamente migliori nelle questioni genitoriali e che gli uomini sono praticamente incompetenti.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Sei diventato Papà

Guida pratica per i primi 12 mesi con il tuo bambino

Armin A. Brott

Un manuale che affronta tutti gli aspetti della paternità nel primo anno di vita del bambino. I neopapà avranno a disposizione non solo una guida che li accompagnerà mese per mese nella conoscenza dello sviluppo del...

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Indice dei contenuti:

Il segreto è semplicemente fare più pratica

I fatti, tuttavia, raccontano una storia molto diversa. Una quantità significativa di ricerche ha dimostrato che gli uomini sono intrinsecamente altrettanto portati all’accudimento e sensibili verso i bisogni dei loro figli quanto lo sono le donne. Quello che troppi uomini (e donne) non capiscono è che il motivo per cui le mamme sono genitori “migliori” è semplicemente perché hanno fatto più pratica. In effetti, il fattore più importante nel determinare la profondità delle relazioni a lungo termine padre-figlio è l’occasione.

Fondamentalmente, si tratta di questo: “Avere figli non ti rende genitore più di quanto avere un pianoforte faccia di te un pianista”, scrive l’autore Michael Levine in Lessons at the Halfway Point.

Genitore maschi e femmine si differenziano in una grande varietà di modi:

  • I papà tendono a giocare più con i loro figli di quanto non facciano le mamme e quel gioco tende ad essere più una lotta e più imprevedibile. In altre parole, i papà hanno più probabilità delle mamme di diventare un parco giochi umano.
  • I papà tendono a enfatizzare l’indipendenza più delle mamme e danno ai bambini più libertà di esplorare. Se un bambino sta lottando per afferrare un giocattolo che è appena uscito dalla sua portata, le mamme tendono maggiormente a spostarlo più vicino, mentre i papà sono più portati ad aspettare ancora un po’, per vedere se il bambino sarà in grado di prenderlo. Le mamme sono più propense a prendere in braccio un bambino che è caduto, mentre i papà sono più propensi a incoraggiarlo ad alzarsi da solo.
  • I papà utilizzano schemi vocali più complessi rispetto alle mamme, le quali tendono a semplificare ciò che stanno dicendo e a rallentarlo. Inoltre i papà tendono a fare ai loro bambini più domande a risposta aperta (chi, cosa, dove, quando, perché) rispetto alle mamme, un approccio che li aiuta a espandere il loro vocabolario.
  • I papà pensano di più a cosa un bambino farà al mondo quando crescerà; le mamme pensano di più al suo sviluppo emotivo. Quando si effettua un test, ad esempio, un papà potrebbe essere preoccupato del modo in cui il risultato influenzerà i piani futuri del bambino e la sua capacità di essere autosufficiente, mentre una mamma è più probabile che si preoccupi di come il punteggio lo farà sentire.
  • I papà tendono a rappresentare il mondo esterno mentre le madri rappresentano la casa. Potete vedere questo quasi ovunque dove i genitori sono fuori con i loro bambini: i papà di solito tengono i loro figli con la faccia verso l’esterno, mentre le madri li tengono con la faccia verso di loro.

Per favore, tieni presente che sto parlando di tendenze generali. Ci sono molte mamme che lottano con i loro figli e usano paroloni e molti papà che si affrettano a raccogliere bambini caduti e tengono i loro piccoli rivolti verso di loro.

Il punto è che fanno i genitori in modo diverso, non meglio o peggio, solo in modo diverso. E i bambini traggono grandi benefici da sperimentare molto entrambi gli stili.

Non dovrebbe sorprendere, quindi, che i padri abbiano esigenze molto diverse dalle madri quando si tratta di informazioni e risorse genitoriali. Ma da più di un decennio nel ventunesimo secolo, la stragrande maggioranza di libri, video, seminari e articoli di riviste sull’educazione dei bambini è ancora rivolta principalmente alle donne e si concentra su come aiutarle ad acquisire le competenze di cui hanno bisogno per essere genitori migliori. I padri sono stati essenzialmente ignorati, fino ad ora.

In cosa questo libro è diverso

Poiché i bambini cambiano così rapidamente, ho suddiviso per mese la maggior parte delle risorse destinate ai genitori (dalla nascita fino a dodici mesi) per focalizzarci soprattutto su come i bambini si sviluppano durante questo periodo. È una cosa molto importante, quindi impiegheremo il tempo necessario per affrontare questo aspetto. Tuttavia, l’obiettivo principale di questo libro è rivolto a come i padri cambiano, crescono e si trasformano nei primi dodici mesi di paternità. Questo è un approccio che raramente, se non mai, è stato tentato.

Passare da uomo a padre è uno dei cambiamenti più drammatici che tu possa mai sperimentare. Ti costringerà a ripensare a chi sei, cosa fai e cosa significa essere un uomo. Le tue relazioni con la tua partner, i tuoi genitori, i tuoi amici, i tuoi colleghi cambieranno per sempre mentre inizi a rivalutare ciò che è importante per te e riordinare le tue priorità.

Alcune fasi della transizione da uomo a padre arrivano all’improvviso: un giorno sei solo tu e la tua partner, il giorno dopo hai un bambino. Ma, per la maggior parte, la paternità è un processo graduale e in continua evoluzione che durerà tutta la tua vita. Molti di noi si trasformano e cambiano lungo linee abbastanza prevedibili, ma il viaggio è sempre un po’ diverso per tutti. Il primo anno potrebbe essere il più importante nel tuo diventare padre. E il momento in cui inizi a formare quei legami fondamentali genitore-figlio e cominci a creare le basi della tua relazione permanente con lui.

È anche particolarmente interessante perché la crescita e lo sviluppo che si verificano durante questi primi dodici mesi sono una sorta di versione concentrata di ciò che vedrai per il resto della tua vita da genitore.

Ciascuno dei capitoli è diviso in diversi paragrafi.

Cosa sta succedendo al bambino

Questa breve sezione è stata progettata per darti una panoramica delle quattro aree principali dello lo sviluppo del tuo bambino: fisico, intellettivo, verbale ed emotivo/sociale.

Molto di ciò che sperimenterai come padre è direttamente correlato, o in risposta, ai tuoi figli. Quindi conoscere le basi della crescita del tuo bambino aiuterà la tua stessa crescita in una prospettiva migliore. Ricorda, tuttavia, che i bambini si sviluppano a ritmi diversi e che la gamma di comportamenti “normali” è molto ampia. Se il tuo bambino non sta facendo le cose indicate nel mese previsto, non ti preoccupare.

Ma se è indietro di più di qualche mese, verificalo con il tuo pediatra.

Cosa stai attraversando

Dato che le cose che i neopapà pensano, che temono, di cui si spaventano, che sognano e per cui si rallegrano sono in gran parte state ignorate nei libri sui genitori, molti uomini pensano che i sentimenti e le preoccupazioni che essi hanno siano anormali.

In questo paragrafo approfondiamo cosa provano i neopapà e i modi in cui crescono e si trasformano, emotivamente e psicologicamente, nel corso della loro paternità. Sei molto più normale rispetto a quello che pensi. Ma aspetta, c’è di più...

Che sta succedendo alla tua partner

Uno degli aspetti più importanti dell’essere un buon papà è essere un buon compagno. Ecco perché includerò parti speciali nei primi capitoli che trattano il recupero fisico, emotivo e psicologico della tua partner e in modo specifico come aiutarla.

Tu e il tuo bambino

Questo paragrafo ti fornisce tutti gli strumenti necessari per comprendere e creare il rapporto più profondo e più stretto possibile con il tuo bambino, anche se hai solo mezz’ora di tempo al giorno da dedicargli. In questa parte trattiamo argomenti diversi come il gioco, la musica, la lettura, la disciplina e il temperamento.

Questioni familiari

Molti dei capitoli presentano questo paragrafo in cui discutiamo di una varietà di problemi che avranno un grande impatto non solo su di te ma anche sulla tua famiglia nel suo complesso.

Gli argomenti includono il pianto, la depressione post partum (che anche gli uomini ce l’hanno!), la sicurezza dei bambini, le finanze familiari e la ricerca di un’assistenza all’infanzia appropriata.

Molti capitoli includono anche una speciale sezione “Tu e la tua partner” che si concentra su argomenti specifici che possono influire sul tuo rapporto con la madre dei tuoi figli.

Perché lasciarsi coinvolgere?

Innanzitutto perché fa bene ai tuoi figli, alla tua partner e persino a te stesso:

  • Per il tuo bambino. Numerosi studi hanno dimostrato che più i genitori sono coinvolti con i loro bambini, meglio questi risulteranno in tutti i tipi di test di intelligenza. I bambini che sono privati del tempo di qualità con i loro padri nel primo anno di vita hanno problemi a formare relazioni stabili più tardi nella vita. Apparentemente, non avere un padre accanto rende difficile per loro sviluppare quel tipo di comportamento che avranno gli altri. Inoltre, più i papà sono coinvolti attivamente con i propri figli, più essi saranno fisicamente coordinati. Si sentono anche più a loro agio con gli estranei e gestiscono meglio le situazioni stressanti.
  • Per la tua partner e il tuo matrimonio. Le questioni relative alla divisione del lavoro sono una delle principali cause dello stress coniugale. Più sei coinvolto e di supporto emotivo, più felice sarà la tua partner e meglio svolgerà i suoi compiti genitoriali. Gli uomini, le cui partner sono felici nelle loro relazioni, tendono a essere più felici loro stessi. E gli uomini che sono felici nelle loro relazioni sono generalmente più coinvolti come padri. Questo non ha mai fine e non c’è motivo per cui dovrebbe.
  • Per te. Come vedremo in questo libro, essere un padre coinvolto ti influenzerà in molti modi. Imparerai a sentire, esprimere e gestire le emozioni (positive, negative e tutto il resto) che non avresti mai saputo di avere. Sarai più empatico e più capace di vedere le cose dalla prospettiva degli altri. In più, i padri che sono attivamente coinvolti con i loro figli tendono a essere mentalmente e fisicamente più sani e sono più propensi ad avanzare nelle loro carriere. Può anche cambiare il modo in cui pensi a te stesso. “La paternità aiuta spesso gli uomini a chiarire i propri valori e a stabilire priorità”, scrive il mio collega Ross Parke, uno dei pionieri della ricerca sui padri. “Può migliorare la loro autostima se essi riescono a gestire bene le loro richieste e responsabilità o, in alternativa, può essere inquietante e deprimente, rivelando i loro limiti e le loro debolezze. I padri possono imparare dai loro figli e maturare grazie a loro”.

Una nota sulla terminologia

Lui, lei, esso.

Nel passato non troppo lontano (e anche adesso, in verità) i libri per genitori, in cui si presume che il genitore sia la madre, fanno quasi sempre riferimento al bambino come “lui”. Data la questione che in inglese il pronome maschile è una sorta di termine generico, come padre di tre femmine, volevo vedere almeno una “lei” occasionale, solo per sapere che quello che stavo leggendo potevo effettivamente applicarlo alle mie bambine.

Ma, come scrittore, trovo che frasi come “suo o sua”, “lui o lei” e soprattutto “lui/lei” renda la lettura poco scorrevole e le frasi appesantite e non mi piace davvero usare “loro” come singolare. “Esso” non è la parola giusta da usare quando si parla di un essere umano e i pronomi neutri di genere non sono ancora pronti da utilizzare.

La soluzione? Alternerò “lui” e “lei” un capitolo alla volta. Tranne che in alcuni casi specifici (la circoncisione, per esempio), i termini sono intercambiabili.

La tua partner nella genitorialità

Nello stesso modo in cui chiamare tutti i bambini “lui” esclude resistenza di tutte le “lei”, chiamare tutte le madri “mogli” essenzialmente nega l’esistenza di molte, molte altre donne che hanno figli: fidanzate, amanti, conviventi, compagne e così via. Quindi, per evitare di fare qualsiasi tipo di affermazione sull’importanza (o mancanza di importanza, a seconda di come la senti) del matrimonio, mi riferisco alla madre del tuo bambino come “la tua partner”, proprio come ho fatto nel mio precedente libro The Expectant Father: The Ultimare Guide for Dads-to-Be.

Se qualcosa ti sembra un po’ familiare...

Se leggi The Expectant Father (e se non l’hai fatto, non è troppo tardi), potresti notare che c’è un po’ di sovrapposizione tra la fine di quel libro e la prima parte di questo. Ti assicuro che questa ripetizione di materiale non è il risultato della pigrizia da parte mia ma della necessità di dover coprire molti degli argomenti più importanti in entrambi i libri. Dopotutto, il parto che pone fine alla gravidanza è proprio quello che fa iniziare l’infanzia.

Cosa questo libro non è

Nonostante non ci sia dubbio che questo libro sia pieno di informazioni che non puoi ottenere da nessuna parte, non è destinato a prendere il posto del tuo pediatra, consulente finanziario o avvocato. Naturalmente, non ti suggerirei di fare qualcosa che non avrei (o non ho già) fatto. Tuttavia, prima di seguire ciecamente il mio consiglio, ti prego di risparmiare un sacco di preoccupazioni inutili e di verificare con un professionista appropriato.

Sei diventato Papà

Guida pratica per i primi 12 mesi con il tuo bambino

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Armin A. Brott

Armin A. Brott, esperto in genitorialità, ha dedicato il suo lavoro a fornire agli uomini gli strumenti, il supporto e le conoscenze per aiutarli a diventare i padri che vogliono essere. Ha scritto sulla paternità sette libri e centinaia di articoli.
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