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Un esperimento fallito - Estratto da "Trasforma il Grasso in Energia"

di Dr. Joseph Mercola 1 mese fa


Un esperimento fallito - Estratto da "Trasforma il Grasso in Energia"

Leggi in anteprima un estratto dal libro del dottor Joseph Mercola e scopri come mangiare in modo corretto per mantenerti in forma e, soprattutto, in salute

Nella prima metà del Novecento, nonostante i produttori sostenessero che gli oli vegetali fossero salutari, tra la popolazione americana si verificò un massiccio incremento delle malattie cardiache. Anche se gli oli vegetali erano stati introdotti da poco sul mercato, nessuno si azzardò a ipotizzare che avessero un ruolo in questa epidemia. Al contrario, la colpa venne attribuita a sostanze nutritive ben note e diffuse da tempo immemore, e questo accadde sulla base delle ricerche tendenziose di un solo uomo.

Indice dei contenuti:

I grassi saturi diventano il nemico

La paura mortale dei grassi ebbe origine nel 1951, quando il professore americano di fisiologia Ancel Keys si recò in Europa per cercare la causa delle malattie cardiache. Keys aveva sentito dire che a Napoli il tasso delle malattie cardiovascolari era molto basso, quindi andò a osservare le abitudini alimentari dei napoletani.

L'Europa era stata devastata dalla Seconda guerra mondiale e la penuria di cibo continuò per molti anni nel dopoguerra. La situazione era particolarmente grave in Italia e in Grecia, che secondo un'inchiesta del 1951 erano i due Paesi europei con la minore quantità di cibo pro capite.

Di conseguenza, quella che Keys osservò era una situazione circostanziata e inusuale, ma egli la percepì come una tradizione di lungo corso e la codificò in quella che viene definita "la dieta mediterranea".

Keys notò che a Napoli i cittadini mangiavano principalmente pasta e pizza poco condite, accompagnate da verdure con olio d'oliva, formaggi e frutta a fine pasto, molto vino e pochissima carne, "fatta eccezione per la cerchia ristretta dei ricchi... [che] mangiavano carne ogni giorno invece che una volta alla settimana o due volte al mese" scrisse.

La moglie di Keys, un'analista di laboratorio, svolse uno studio informale sui livelli di colesterolo dei napoletani e "li trovò molto bassi tranne che nei membri del Rotary Club", ovvero la cerchia di persone che potevano permettersi di mangiare carne. Dalle osservazioni condotte con questo approccio scientifico, Keys dedusse che la riduzione del consumo di carne comportava una minore incidenza di attacchi cardiaci; la larga diffusione del formaggio (anch'esso una fonte di grassi saturi) in questo tipo di alimentazione gli sfuggì, ma anche in seguito Keys si rivelò molto abile a ignorare le prove che non confermavano le sue supposizioni.

Dopo il soggiorno in Italia, Keys continuò a cercare prove che confermassero l'associazione tra una dieta ricca di grassi saturi e l'alta incidenza di malattie cardiovascolari, raccogliendo dati di sei Paesi con elevati tassi di cardiopatie e un'alimentazione ricca di grassi saturi.^” Le prove sembravano convincenti, persino logiche. Per esempio, gli americani - che mangiavano molti grassi saturi - morivano di malattie cardiovascolari in proporzioni molto maggiori rispetto ai giapponesi, che ne mangiavano pochi.

Ma le prove erano omissive. Keys non aveva incluso altri dati, per esempio che i giapponesi mangiavano anche molti meno zuccheri e cibi trattati; e in generale mangiavano minori quantità di cibo rispetto ai loro contemporanei.

Inoltre Keys non aveva incluso Paesi che non avvaloravano la sua tesi, come la Francia, dove il consumo di grassi saturi era alto e l'incidenza delle morti per malattie cardiovascolari era bassa, fenomeno poi definito "il paradosso francese".

Eppure le sue idee si diffusero, dal momento che Keys scrisse numerose relazioni e libri best seller in cui propagandava il legame tra i grassi saturi e le malattie cardiache degenerative. Keys era anche un maestro nell'ingraziarsi personaggi potenti o in posizioni influenti.

Nel 1955, quando Eisenhower ebbe un grave attacco cardiaco, Keys riuscì a farsi ascoltare da Paul Dudley White, il medico personale del presidente. Alla conferenza stampa che si tenne il giorno dopo, White consigliò al pubblico di mangiare meno grassi saturi e meno cibi ricchi di colesterolo per prevenire le malattie cardiache: una raccomandazione che arrivava direttamente da Keys.

Keys usò i suoi contatti e la sua influenza per entrare nel comitato per la nutrizione della American Heart Association (AHA, associazione americana per la salute del cuore) che, da lui spronata, nel 1961 diffuse un documento ufficiale in cui consigliava alle persone a rischio di eliminare i grassi saturi.

Il 1961 fu anche l'anno in cui la rivista "Time" mise in copertina Keys con il camice bianco presentandolo come "il più influente esperto di nutrizione del XX secolo".

Nel 1970 Keys pubblicò lo Studio su sette Paesi in cui esponeva le sue prime ricerche su sei nazioni: lo studio destò clamore in tutto il mondo e da allora è stato citato in più di un milione di altre indagini. Anche se nelle ricerche scientifiche si limitò a evidenziare un'associazione tra i grassi saturi e le malattie cardiache senza mai dimostrare le cause di queste ultime, Keys vinse la battaglia dell'opinione pubblica. E tutt'oggi ne paghiamo il prezzo.

In gran parte sull'onda di Keys, le comunità mediche e i media americani iniziarono a raccomandare ai cittadini di smettere di mangiare il burro, lo strutto e il bacon - alimenti che consumavano da secoli - per sostituirli con pane, pasta, margarina, latticini scremati e oli vegetali. Questo cambiamento alimentare arrivò a essere codificato dal governo statunitense alla fine degli anni Settanta.

Cosa è andato storto

Dagli anni Cinquanta, quando Ancel Keys incentivò il passaggio a una dieta povera di grassi, gli americani hanno diligentemente ridotto il consumo di grassi animali. Il cambiamento si fece incalzante dal 1980, con l'introduzione delle nuove linee guida nutrizionali dell'USDA che portarono l'industria alimentare a produrre cibi a basso contenuto di grassi, sostituendo grassi saturi sani come il burro e lo strutto con grassi trans nocivi, oli vegetali sottoposti a raffinazione industriale e molti zuccheri raffinati.

Nonostante l'adesione a queste linee guida apparentemente "salutari", la salute pubblica negli Stati Uniti ha subito un tracollo, come dimostrano le tendenze in queste aree:

Diabete

Secondo i Centri per la prevenzione e il controllo delle malattie, nel 1978 il diabete era stato diagnosticato a 5,19 milioni di americani. Nel 2013 il numero dei diabetici è arrivato a 22,3 milioni: in trentacinque anni i diabetici sono più che quadruplicati.

Obesità

Secondo il National Health and Nutrition Examination Sur-vey (Indagine sulla salute e l'alimentazione nazionale), dal 1976 al 1980 il 16,4 per cento degli adulti americani era obeso (con un indice di massa corporea superiore a 30) o gravemente obeso (con un indice di massa corporea superiore a 35). Mentre negli anni Settanta era obeso un cittadino su sei, oggi l'obesità colpisce quasi un cittadino su due.

Cancro

L'obesità è un grave fattore di rischio per molte forme di cancro. Nel 1975 i nuovi casi di cancro riguardavano all'incirca 400 persone su 100.000;^** secondo le ultime stime, i nuovi casi di cancro riguardano quasi 449 persone su 100.000, con un aumento significativo del 9 per cento.^®

Malattie cardiache

All'obesità si associano anche le malattie cardiache. Da quando raggiunsero il picco negli anni Cinquanta, le morti per malattie cardiache sono calate, anche se questo risultato è dovuto ai progressi nelle cure mediche, più che a un miglioramento delle condizioni di salute.

L'incidenza delle malattie cardiache è ancora alta e tendenzialmente in aumento: nel 2010, il 39,9 per cento degli americani conviveva con qualche forma di malattia cardiovascolare e ci si aspetta che la percentuale salga ancora. Uno studio pubblicato su "Circulation", la rivista della American Heart Association, prospetta che entro il 2030 più del 40 per cento della popolazione americana convivrà con una malattia cardiovascolare.

Una volta capito cosa succede quando il corpo metabolizza gli zuccheri invece dei grassi, sarai in grado d'intuire quant'è alta la posta in gioco e potrai comprendere chiaramente come queste linee guida distorte abbiano contribuito al tracollo della salute pubblica.

Ricorda che per sua natura il corpo funziona meglio quando brucia i grassi invece degli zuccheri. Se mangi molti zuccheri e carboidrati non fibrosi che si convertono rapidamente in zuccheri, nel tuo corpo si producono più radicali liberi che danneggiano i tessuti rispetto a quando bruci principalmente i grassi. 

I radicali liberi comportano qualche beneficio per la salute, ma se mangi troppi zuccheri o carboidrati non fibrosi crei uno squilibrio in cui prevalgono i loro effetti nocivi. Questo squilibrio innesca una catena di danni ai tessuti, alle proteine, alle membrane delle cellule e al patrimonio genetico spianando la via a infiammazioni e malattie.

La guerra ai grassi saturi non ha solo compromesso la salute fisica. Da decenni gli americani si sentono consigliare dal governo, dai medici e dai mezzi di comunicazione che tutto ciò che serve per perdere peso e restare in salute è mangiare meno - in particolare consumare minori quantità di grassi saturi - e svolgere più attività fisica. La verità è che con un'alimentazione povera di grassi e ricca di carboidrati è molto difficile perdere peso.

In estrema sintesi, quando mangi carboidrati, il pancreas secerne insulina. E quanta più insulina circola nel sangue, tanto più il corpo riceve il segnale d'immagazzinare i grassi. In altre parole, seguendo le raccomandazioni alimentari codificate dal governo nel 1977 e ancora vigenti, noi americani stiamo facendo proprio le cose che ci portano a prendere peso e che c' impediscono di perderlo.

Quindi, se hai seguito le linee guida nutrizionali e hai cominciato a fare il pieno di pane, cereali senza grassi e latte scremato e frequenti la palestra più volte a settimana, ma i tuoi chili superflui aumentano invece di diminuire, di chi è la colpa? Secondo tutte le fonti convenzionali che divulgano consigli sull'alimentazione, la colpa è tua.

Il presupposto è che non ti sei impegnato abbastanza o non hai seguito le indicazioni nel modo giusto. Qvviamente questo è demoralizzante.

Una delle motivazioni principali che mi hanno indotto a elaborare la TMM e a scrivere questo libro è dimostrarti che hai assolutamente il potere di perdere peso e riconquistare la salute.

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Dr. Joseph Mercola

Il dr. Joseph Mercola è medico e scrittore New York Times Bestseller. Nei suoi 25 anni di ricerca e pratica medica ha avuto in cura migliaia di pazienti nel suo studio di Chicago. È un appassionato sostenitore della medicina naturale, ha integrato gli attuali protocolli per la...
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