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Un capello, un pelo speciale - Estratto da "Le Tinte Naturali per i Capelli"

di Gwendoline Clergeaud, Lionel Clergeaud 11 mesi fa


Un capello, un pelo speciale - Estratto da "Le Tinte Naturali per i Capelli"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Gwendoline e Lionel Clergeaud e scopri tutti i segreti per tingere i capelli in modo naturale senza prodotti dannosi

La particolarità del capello è il suo ruolo protettivo, che lo rende speciale sebbene abbia una costituzione chimica del tutto simile a quella degli altri peli.

 

Indice dei contenuti:

Il capello, un filamento di cheratina

È composto da due parti:

La parte interna: la radice

Situata nel derma, in fondo a un sacchetto cilindrico detto follicolo pilifero (vera e propria introflessione dell’epidermide nel derma), la radice costituisce la parte viva del capello. Impiantato in maniera obliqua, il follicolo pilifero si apre, a livello dell’epidermide, nell’orifizio pilosebaceo, detto anche ostio follicolare. Nella parte inferiore si trova il bulbo pilifero, a forma di pera, vicino al limite tra derma ed epidermide. Si divide in:

  • matrice del pelo: da questa zona di intensa moltiplicazione cellulare nasce e si costruisce il capello;
  • papilla del pelo: situata in fondo al bulbo, nutre il capello.

Poco al di sopra appare un rigonfiamento, il bulbo, sul quale si inserisce il muscolo erettore.

Il follicolo presenta due protuberanze, dette colletti, una inferiore, appena sopra il bulbo, e una superiore; tra le due si trova una parte cilindrica, detta istmo. In questa parte superiore si riversa, attraverso un piccolo canale, la ghiandola sebacea.

Il pelo è attaccato alla parte inferiore del follicolo pilifero, mentre nella parte superiore non vi aderisce.

La parte esterna: il fusto

Parte visibile del capello, esce dalla pelle secondo un angolo che varia da 31° a 59°. Non è dunque perpendicolare al cranio e segue alcune linee di crescita. Il capello è costituito da tre strati concentrici principalmente composti di cheratina.

Dall’esterno all’interno troviamo:

  • la cuticola, o epidermicola, che protegge gli strati sottostanti. Formata da grandi cellule piatte composte di cheratina, disposte a squame e impermeabilizzate da una sostanza intercellulare, la cuticola svolge la funzione di carapace nei confronti degli elementi esterni. Quando la cuticola viene distrutta, per esempio dalle tinte, gli altri strati diventano permeabili e il capello perde resistenza;
  • la parte intermedia, detta corteccia, o corticale, che rappresenta il 90% del peso del capello. Costituita da cellule lunghe cheratinizzate e raggruppate in fusi, la corteccia assicura al capello resistenza e morbidezza. Le cellule, che producono melanina, sono responsabili della colorazione del capello;
  • la parte centrale, detta canale midollare, è una specie di tunnel di cellule molto rade. Questa zona, come indica il nome, costituisce il midollo del capello.

Fisiologia del capello

Sulla nostra testa, da 100.000 a 150.000 capelli formano un vero e proprio casco protettivo. Nell’arco della vita, la densità dei capelli varia in funzione dell’età. In un neonato, questa raggiunge oltre i 1000/cm², in seguito diminuisce per arrivare a circa 700/cm² a venticinque anni. Ogni giorno perdiamo dai venticinque ai sessanta capelli. Oltre questo numero, il fenomeno diventa anormale e va immediatamente fermato.

Inoltre, la densità capillare può diminuire in funzione di numerosi fattori: per cause genetiche, ormonali, emotive, in relazione allo stile di vita, allo stato di salute, al mantenimento dei capelli, ecc. In molti casi si può giungere alla calvizie.

Il capello segue un ciclo di vita e da ogni follicolo pilifero possono nascere in media non più di quindici capelli. Il ciclo del capello si sviluppa nelle seguenti tre fasi.

La fase anagen

La papilla si trova a stretto contatto con il bulbo pilifero. La moltiplicazione cellulare è intensa e un giovane pelo vede la luce. All’inizio, il vecchio pelo è ancora nel follicolo, ma viene ben presto espulso. Durante questa fase, il capello cresce anche per cinque o sei anni, nonostante in alcuni casi la fase di crescita non superi i due anni.

Gli individui in cui tale fase è breve non riusciranno a far crescere i capelli oltre una certa lunghezza. Al contrario, una fase anagen lunga permette di avere capelli lunghi. In situazioni normali, più dei tre quarti dei nostri capelli sono nella fase di crescita. Infine, c’è una piccola differenza tra uomo e donna: il ciclo dura in media tre anni nell’uomo mentre è più esteso (da quattro a sette anni) per la donna.

La fase catagen

Chiamata anche fase di involuzione, è caratterizzata dal restringimento del follicolo, dall’assottigliamento del bulbo e dalla cessazione dell’attività delle cellule della matrice. La base del pelo si gonfia e il pelo si libera dalla matrice per risalire lungo il follicolo pilifero. Questa fase, di una durata che varia dalle due alle tre settimane, prepara il capello alla fase di riposo.

La fase telogen

Il capello non cresce più ma rimane attaccato al follicolo. Completamente cheratinizzato, migra lentamente verso la superficie. Il bulbo atrofizzato rimane a riposo e la papilla è isolata dal follicolo. Questa fase di riposo dura da sei a sette mesi, alla fine dei quali il capello cade e viene lentamente sostituito da uno nuovo che resterà al suo posto per quattro anni. I capelli a riposo costituiscono tra il 10% e il 12% del totale.

Il capello, un ammasso di cheratina

Il capello, filo flessibile di cheratina, fa parte di quelle che vengono chiamate fanere. Cresce da 0,3 a 0,4 millimetri al giorno, ossia una quindicina di centimetri l’anno, senza un ciclo stagionale, ma in maniera totalmente aleatoria. Ogni individuo possiede un certo numero di follicoli piliferi, ognuno dei quali produrrà, nell’arco della vita, una quindicina di capelli. Il numero di follicoli non può variare.

A livello chimico, la cheratina è una scleroproteina, una proteina fibrosa che contiene due amminoacidi principali, cistina e metionina, minerali come il calcio, il magnesio e lo zinco, molto pochi lipidi e non contiene acqua.

Questo fa sì che presenti le caratteristiche seguenti:

  • grande resistenza, in particolare alla trazione, grazie alla cistina;
  • resistenza agli enzimi, e in particolare alla putrefazione. Il capello morto finisce per cadere, ma per un tempo più o meno lungo conserva intatta la propria struttura;
  • resistenza alle sostanze chimiche. Sebbene il capello rimanga stabile in un intervallo di pH tra 4 e 8, e resista ai solventi organici, non bisogna dimenticare che è sensibile ai prodotti decoloranti, all’ammoniaca e ad altri prodotti che possono comprometterne la struttura.

Quanto ai capelli bianchi, la perdita del colore deriva dalla carenza di tirosina.

Le malattie del cuoio capelluto e il loro trattamento naturale

Il capello in sé si altera molto raramente, se non per fattori esterni quali decolorazioni o inquinamento atmosferico. I problemi compaiono soprattutto a livello del cuoio capelluto e possono derivare da svariati fattori. Le malattie del cuoio capelluto sono molteplici, qui non le affronteremo tutte, e alcune richiedono cure specifiche che non siamo in grado di trattare nel presente volume. I consigli forniti riguardano esclusivamente patologie benigne.

Fate attenzione se volete tingere i capelli. La minima patologia del cuoio capelluto è una potenziale porta d’accesso ai numerosi veleni contenuti nelle colorazioni chimiche. In caso di dubbio, scegliete una tinta completamente naturale.

Le allergie

Le allergie possono colpire il cuoio capelluto così come ogni altra parte del corpo e le cause sono tutt’oggi difficili da individuare. Nel caso del cuoio capelluto, le allergie possono essere causate da oggetti come cappelli, berretti, pettini, bigodini, caschi come quello da moto, o da prodotti, shampoo, lozioni per capelli, tinte, ecc.

I pruriti a livello del cuoio capelluto non sono sempre causati da allergie. Si pensi per esempio ad altre patologie, quali l’eczema.

Consigli naturali

Gli oli essenziali sono spesso il rimedio migliore, ma fate attenzione, perché possono essere essi stessi causa di allergie. Prima di utilizzarli, fate un test allergico applicando una goccia dell’o.e. prescelto nell'interno del gomito. In questo caso, privilegiamo la camomilla romana. Se il test allergico risulta negativo, potete applicare senza rischi tre volte al giorno una o due gocce di o.e. sulla zona colpita. Potete inoltre provare un talco agli oli essenziali che potete richiedere al vostro farmacista. Aggiungere a 100 g di talco le seguenti quantità di o.e.: 1 g di camomilla romana, 1 g di dragoncello, 1 g di geranio rosa, 1 g di palmarosa, 1 g di camomilla comune.

Latopecia areaia

Chiamata anche “area Gelsi”, l’alopecia arcata si caratterizza per la perdita di peli e capelli in aree circoscritte. Il cuoio capelluto resta intatto e non presenta lesioni, tuttavia i capelli cadono a placche. Le cause sono poco conosciute, ma alcuni ricercatori ritengono che si tratti di una reazione autoimmune, tanto più che questa è spesso associata a malattie autoimmuni come la vitiligine, il lupus discoide o l’artrite reumatoide. Nella maggior parte dei casi, i capelli ricrescono dopo qualche mese (le cellule matrici dei follicoli non sono distrutte). In alcuni casi, purtroppo, la malattia diventa cronica e i capelli non ricrescono.

Consigli naturali

  • Allungate a uno shampoo delicato una decina di gocce di o.e. di ylang-ylang. 
  • Fate un decotto con due cipolle tagliate in un litro di acqua bollente. Lasciate raffreddare e filtrate. Ogni giorno, frizionate il cuoio capelluto con questa lozione.
  • Massaggiate il cuoio capelluto con la lozione di ortica descritta a pagina 34.

I bernoccoli

A chi non è capitato di sbattere contro un palo che non aveva visto o, alzandosi, di sbattere la testa contro lo spigolo di un tavolo? A fatto compiuto, ecco che fa la sua comparsa il bernoccolo, una sacca di sangue bloccata sotto la pelle. Di certo la paura è maggiore del dolore, ma aspettate qualche giorno prima di passare dal parrucchiere.

Consigli naturali

  • Oltre alla consueta arnica, che dà sempre buoni risultati, applicate il prima possibile sul bernoccolo una goccia di olio essenziale di elicriso italiano.
  • Applicatelo nuovamente ogni ora.

La calvizie

La calvizie o uno scarso sviluppo dei capelli non sono fenomeni congeniti. La calvizie, chiamata anche alopecia, è generalmente acquisita e le cause sono svariate. Normalmente la perdita dei capelli dovrebbe essere causata soltanto dalla vecchiaia e dunque dalla ridotta attività dei follicoli piliferi. Eppure, al giorno d’oggi, circa un individuo su tre perde i capelli a trent’anni, per arrivare a uno su due a cinquant’anni. Si tratta di un fenomeno vasto e anormale.

Se escludiamo alcune malattie del cuoio capelluto che causano la perdita dei capelli a chiazze, la calvizie riguarda generalmente la totalità del cranio. La zona parietale è la prima a essere colpita, cosicché la sommità del capo inizia a perdere i capelli.

In seguito la calvizie prende piede molto spesso nella parte alta della testa, fino a che, se non si avvia un trattamento per combattere il problema, si estende all’intero cranio.

Le cause della calvizie sono ancora sconosciute e in questa sede possiamo soltanto formulare ipotesi su quelli che possono essere i fattori scatenanti: disturbi emozionali, profonda tristezza, sovraccarico intellettuale, insonnia persistente, malattie gravi (distiroidismo, ipoparatiroidismo, ipercorticoidismo, ipopituitarismo, lupus, periarterite, vaiolo, sclerodermia, sifilide, ecc.), disturbi della nutrizione (carenza di ferro, vitamine del gruppo B, zinco), affezioni dermatologiche (erisipela, tigna, ecc.) e altre patologie che causano un indebolimento dell’organismo.

Anche alcuni medicinali possono causare la caduta dei capelli:

  • antibiotici (gentamicina, ecc.);
  • anticoagulanti (eparine, destrani, ecc.);
  • anticonvulsivanti;
  • antigotta (allopurinolo, ecc.);
  • antinfiammatori (ibuprofene, corticoidi, ecc.);
  • antimitotici (clorambucile, vincristina, ecc.);
  • antitiroidei (carbimazolo, ecc.);
  • ipocolesterolemici (clofibrato, fenofirato, ecc.);
  • interferoni;
  • medicinali cardiovascolari (captopril, betabloccanti, ecc.);
  • metalli pesanti;
  • neurotropi;

... e altri prodotti. Questa lista è tutt’altro che esaustiva.

Si può anche accusare l’ereditarietà, che tuttavia non può essere reale se non dopo tre generazioni di calvi. E non dimentichiamo lo stress, male della nostra epoca e nemico dei capelli.

Esistono molti trattamenti naturali per la calvizie almeno quante ne sono le cause. Difficile dire quale ffinzionerà. Questo dipende dagli individui, ma nulla impedisce di tentare! I risultati non sono sistematici e dipendono dallo stato di avanzamento della calvizie e dalle cause reali.

Consigli naturali

  • Recenti studi giapponesi hanno evidenziato le proprietà della propoli e la sua azione terapeutica sulla calvizie, dal momento che stimola la ricrescita dei capelli. Fatto interessante: la propoli avrebbe effetto anche sui follicoli piliferi inibiti da molto tempo.
  • La tradizionale miscela di uovo e rum (di alta qualità). Per ottenerla, sbattete due uova dentro una miscela in parti uguali di acqua tiepida e rum. Applicatela sul cuoio capelluto massaggiando dolcemente. Lasciate asciugare e mantenete in posa tutta la notte. Al mattino, lavate i capelli con uno shampoo delicato. Ripetete due volte alla settimana.
  • Prima di lavare i capelli, cospargeteli di sale e spazzolateli.
  • Una lozione, ottenuta unendo in parti uguali acquavite di grano o rum e acqua, darebbe secondo alcuni ottimi risultati e favorirebbe la crescita dei capelli.
  • Utilizzate l’o.e. di cedro dell’Atlante. Applicate da tre a quattro gocce sulla testa massaggiando in modo da cospargere uniformemente. Ripetete spesso.
  • Altri oli essenziali. In un piccolo flacone, mescolate: 10 gocce di cajeput, 10 gocce di tea tree, 10 gocce di cedro, 20 gocce di geranio rosa, 10 gocce di limone, 20 gocce di zenzero, 10 gocce di palmarosa. Prima di lavare i capelli, versate quattro gocce della miscela in un po’ di shampoo dolce. Applicate lo shampoo massaggiando bene e lasciate agire da due a tre minuti. Sciacquate abbondantemente terminando con un risciacquo di acqua fredda.
  • Un complesso di vitamine del gruppo B può dare grandi risultati. Inutile indicare complessi vitaminici in capsule. Semplicemente, aggiungete alle insalate o ad altri piatti un bel cucchiaio di lievito alimentare.
  • Sale biochimico. Chiedete al vostro farmacista del Kalium sulfuricum 3 CH, flacone da 30 g. Ogni giorno prendetene un cucchiaio dosatore in poca acqua.

[CONTINUA...]

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