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Un'alimentazione corretta anche per gli animali - Estratto da "La Salute nella Ciotola"

di Alessandro Prota 3 mesi fa


Un'alimentazione corretta anche per gli animali - Estratto da "La Salute nella Ciotola"

Leggi l'introduzione del libro di Alessandro Prota e scopri come curare l'alimentazione dei tuoi animali per prevenire malattie e disturbi

L'effetto dell'alimentazione sull’organismo animale nel suo complesso, e sui differenti organi e tessuti, e il legame tra regimi alimentari e malattie negli animali non sono ancora stati chiariti e approfonditi da studi scientifici esistenti, come invece accade per l’essere umano.

Di conseguenza, da anni ormai baso il mio operato e le mie scelte cliniche sulla letteratura scientifica a disposizione sull’uomo e sulla mia esperienza di veterinario; da tempo, infatti, utilizzo l’alimentazione come fattore terapeutico su cani e gatti, con notevoli risultati.

Molto di ciò che troverete in questo libro, dunque, è dedotto per analogia con il mammifero uomo e suggerito sulla base della mia pratica con i mammiferi cani e gatti. Non pretendo che questo approccio assuma la caratteristica di ricerca scientifica comprovata, ma ritengo sia un suggerimento prezioso per scoprire nuovi percorsi terapeutici capaci di sollecitare studi di cui si avverte un grande bisogno.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

La Salute nella Ciotola

Come prevenire e affrontare i tumori di cani e gatti con la giusta alimentazione

Alessandro Prota

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L'incidenza delle malattie (tra cui i tumori) è in costante aumento anche tra gli animali domestici, cani e gatti in particolare. E, come ormai tanti studi scientifici hanno dimostrato, il regime alimentare seguito e la...

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Secondo la mia trentennale esperienza ambulatoriale di medico veterinario, l’incidenza dei tumori nel cane e nel gatto sta crescendo a ritmi spaventosi e sta assumendo le dimensioni di una “epidemia”. Inoltre, si sta abbassando notevolmente l’età di insorgenza di cancro, linfomi e leucemie che hanno subito un’impennata, insieme a mastocitomi, tumori dell’intestino, del fegato, del pancreas, del polmone e, non ultimo, del cervello. Sta aumentando l’aggressività dei tumori stessi, che rispondono meno di prima ai trattamenti chemioterapici.

I motivi sono tanti; siamo di fronte a un aumento dell’inquinamento atmosferico ed elettromagnetico, l'alimentazione dovrebbe servire per ridurre gli effetti devastanti delle sostanze cancerogene mentre invece il cibo, lavorato e snaturato dall’industria, non fa che contribuire ad aumentare l’attività delle sostanze inquinanti, aggravandone anche il carico con gli additivi alimentari, i conservanti, le micotossine e i metalli pesanti che contiene. Il cibo dovrebbe essere il primo elemento di prevenzione, invece è considerato un argomento di nicchia riservato solo a pochi che, con coscienza, portano avanti una filosofia di sana gestione alimentare volta al mantenimento della salute.

Con questo libro cercherò di trasmettere alcuni principi fondamentali di gestione alimentare, tratterò gli argomenti con pochi termini tecnici al fine di farmi comprendere agevolmente dai proprietari degli animali e di far capire bene i concetti di base di una sana alimentazione. Dopo anni di attività ambulatoriale ho preso coscienza che mentre mi dedicavo a patologie complicate tra consulenze e operazioni, tralasciavo le basi importanti per il benessere dell’animale, cioè quelle alimentari. I prodotti che mi venivano suggeriti dai vari rappresentanti che venivano in ambulatorio non permettevano di seguire una dieta come quella che un animale osserverebbe in natura e molte patologie che curavo erano provocate dal cibo che mi veniva consigliato dall’informazione scientifica. Per troppi anni sono stato bersagliato da una pubblicità incessante di pet food presso il mio studio.

Mi accorgevo che delegavo la mia professionalità semplicemente a quella bustina di croccantini, senza sapere quello che c’era dentro. Ero diventato un semplice prescrittore di diete industriali, senza rendermi conto di che cosa stavo suggerendo e del danno che stavo provocando ai miei clienti che, inconsapevoli, si fidavano di me. Ho cominciato, allora, a riprendere in mano i libri di fisiologia e biochimica per cercare di capire di cosa veramente necessitino il gatto e il cane. Tutti quei meccanismi di biologia cellulare erano solo un ricordo dell’università che purtroppo la professione ti fa dimenticare. Ho iniziato a domandarmi come si comportano il cane e il gatto in natura verso il cibo, quali sono le loro esigenze nutrizionali e soprattutto le correlazioni esistenti tra patologie e cibo. Vi siete mai domandati cosa mangiano un cane e un gatto in natura?

Il mio principale intento è stimolare la consapevolezza del potere dell’alimentazione e del ruolo fondamentale che una corretta alimentazione può svolgere per la salute dei nostri amici a quattro zampe. Da quando mi sono laureato in veterinaria negli anni ‘80, ho notato un deterioramento generale nella salute degli animali domestici. Sono convinto che la qualità del cibo e gli additivi chimici aggiunti siano la causa numero uno di tale declino. L’unica arma che un proprietario di animali ha per decidere sulla salute del proprio cane e gatto è puntare proprio sulla qualità degli alimenti. In campo veterinario molti professionisti, quando si tratta di alimentazione, delegano ormai da anni le loro conoscenze alle case produttrici di cibo industriale, che sponsorizzano congressi, corsi di formazione e scuole di specializzazione.

La medicina veterinaria negli ultimi anni ha avuto una grande evoluzione, migliorando nell’interventistica chirurgica e nella diagnostica, abbracciando sempre più specializzazioni e competenze e utilizzando strumenti sofisticati che non hanno niente da invidiare alla medicina umana. Ma l’iperspecializzazione ha fatto perdere di vista le nozioni basilari di fisiologia e biochimica inerenti al metabolismo e all’alimentazione. All’università difficilmente si parla di intolleranze, acidosi, celiachia (anche se non è stato ancora riconosciuto dalla veterinaria ufficiale, in base alla mia esperienza è ragionevole desumere che anche gli animali, così come gli umani, soffrano di questo disturbo); sono tutti concetti che il medico deve affrontare dopo la laurea attraverso una ricerca personale. Questa coscienza alimentare sta cominciando a interessare molti veterinari che vogliono riprendersi una competenza che per troppi anni è stata loro negata da un’industria mangimistica sempre più invadente e opprimente.

La prevenzione vera non significa fare continuamente esami costosi, e spesso nemmeno indicati nello specifico; la prevenzione vera si fa con l’educazione alimentare, impostando una dieta giusta per il paziente secondo le sue esigenze.

Con lo sviluppo dell'industria del petfood, la genetica del cane e del gatto si è dovuta adattare a un cambio di abitudini alimentari che ha stravolto le percentuali di proteine e carboidrati, ha generato carenze di grassi, vitamine e minerali, sconvolto l’organismo degli animali e provocato danni al DNA che poi si sono trasmessi e si trasmettono di generazione in generazione, con conseguenze negative strutturali e metaboliche.

Il cibo secco (le crocchette), per esempio, è quasi sempre estruso, cioè è stato riscaldato ad alte temperature che possono arrivare a più di 200° e che distruggono la maggior parte delle sostanze nutritive; inoltre, il cibo in scatola contiene materie prime di qualità scadente e nella maggior parte dei casi anche additivi sintetici, che sono nocivi per la salute (come ben spiegato anche nel libro di Jutta Ziegler Il Manuale completo della Salute del Cane e del Gatto, Jutta Ziegler, Macro, 2017).

Il cibo non va più considerato solo in termini di calorie ed energia, ma anche sotto forma di informazioni che entrano nel corpo e regolano processi cellulari più profondi. Se queste informazioni non vengono riconosciute dalle cellule, succede che molti degli alimenti che consumano i nostri amici a quattro zampe creano un lento e progressivo processo di squilibrio molecolare, un po’ come se il cibo moderno parlasse una lingua che il corpo non comprende.

Inserire nutrienti sbagliati induce alterazione dell’espressione genica, producendo reti di proteine disfunzionali che a loro volta modificano l’efficienza dei processi metabolici e rendono l’organismo più o meno suscettibile a specifiche malattie. Il cibo, infatti, è in grado di influenzare il modo in cui il DNA si esprime, attiva alcuni geni e ne sopprime altri, influenzando la genesi delle patologie.

La numgenomica è una scienza che studia le modalità con cui i nutrienti interagiscono con il genoma, quindi come regolano l’espressione genica e come influiscono sul metabolismo e sullo stato di salute o di malattia.

Tale disciplina ci insegna che la dieta può compensare o accentuare gli effetti di un polimorfismo genetico potenzialmente pericoloso. Uno stesso alimento può produrre effetti diversi in organismi diversi, secondo il diverso materiale genetico con cui interagisce.

Alcuni polimorfismi sono causa di malattie che vengono individuate con test genetici; il problema è che spesso la medicina veterinaria si concentra sull’individuazione delle possibili anomalie ma fa poco per evitare che le patologie correlate si manifestino. Per esempio, dà poca importanza alla qualità vera degli alimenti, affidandosi troppo all’industria.

L’industrializzazione del cibo ha creato una profonda rivoluzione che mal si concilia con le origini di cani e gatti: il cibo che l’uomo produce è in realtà un cibo “nuovo”, che non sempre risponde alle esigenze del codice genetico dei nostri animali.

L’alimentazione può tenere sotto controllo i geni che funzionano male, per esempio evitando che siano espressi e che producano il danno. Sono necessari molti anni affinché un’alimentazione inadeguata manifesti i propri effetti negativi sul DNA, ma ormai numerosi dati scientifici dimostrano come il cibo sia determinante nell’eziopatogenesi delle malattie cronico-degenerative tipiche della società industrializzata.

I geni determinano le vulnerabilità (genotipo), mentre ciò che si assume con l’alimentazione, l’attività fisica e l’ambiente determinano quanto queste vulnerabilità saranno in grado di influenzare la qualità e la durata della vita (fenotipo).

In futuro anche in medicina veterinaria sarà possibile, grazie a test realizzati sul DNA dalle cellule di sfaldamento della mucosa del cavo orale, valutare la predisposizione individuale verso patologie metaboliche, quali l’obesità e il diabete, patologie dell’apparato cardiorespiratorio, del sistema nervoso e immunitario.

In base agli esiti dei test si potranno prescrivere a ogni paziente integratori e diete personalizzati, creati su misura, che potranno prevenire o ritardare molteplici patologie e rallentare i naturali processi di invecchiamento.

Il cibo quindi va considerato non più solo come strumento per apportare calorie, ma anche come veicolo di informazioni per i geni. Stimolare i geni positivi e frenare quelli pericolosi: questo è il traguardo dell’alimentazione nutrigenomica.

La Salute nella Ciotola

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Alessandro Prota

Alessandro Prota è laureato con lode presso l'università di Veterinaria di Napoli. Stage Formativo Istituto di Chirurgia e Oftalmologia Università di Vienna 1989. Stage Formativo Istituto di Ortopedia e Oftalmologia Università di Zurigo 1990. Alessandro Prota ha...
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