800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza — Lun/Ven 08:00-12:00/14:00-18:00

Tu non sei la malattia - Estratto da "Happy Genetica"

di Richard Romagnoli, Pier Mario Biava 8 mesi fa


Tu non sei la malattia - Estratto da "Happy Genetica"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Pier Mario Biava e Richard Romagnoli e scopri come raggiungere la salute e la felicità grazie ai nostri geni

Quando le persone si identificano con la malattia cadono vittime di una errata percezione allontanandosi dalla propria reale identità.

Viviamo una vita completamente dedicata ad espletare ciò che dobbiamo fare, siamo sempre più occupati ad agire, soffocando quell’impulso primordiale che ci permette di scoprire la nostra vera natura esistenziale.

Indice dei contenuti:

Da dove vieni?

È stata data troppa importanza al corpo piuttosto che considerarlo realmente per quello che è, ovvero un veicolo, un mezzo attraverso il quale sperimentiamo questa esistenza terrena, fatta di gioie e dolori, di contrasti e di continue alternanze.

Qualsiasi azione intrapresa diventa importante quando è basata sulla consapevolezza di chi siamo.

Se confondiamo la nostra realtà con ciò che appariamo o pensiamo di essere, disconosciamo la bellezza, la saggezza e la conoscenza interiore di cui siamo custodi e depositari.

C’è molto di più in noi rispetto a quello che pensiamo di essere. In un piccolo seme è racchiuso tutto ciò che lo farà diventare, nel tempo, una meravigliosa pianta. Immagina se il seme pensasse di non essere destinato a divenire quella pianta: limiterebbe se stesso ad essere ciò che non è.

Spesso ci accade che per primi non riusciamo a riconoscere il nostro vero potenziale interiore, è come se fossimo quel seme assopito incapace di riconoscere la propria naturale essenza. Iniziando ad apprezzarci di più per quello che siamo, iniziamo a fare affidamento alla nostra forza interiore e a rivelare la nostra essenza, attraverso le esperienze dell’esistenza.

Quando avevo dodici anni mi feci questa domanda: “Chi sono io?’.

Ricordo che scrissi di getto su un foglio tutte le risposte che potevo avere sul mio conto. Diversi anni più tardi mi recai per la prima volta in India, per incontrare il mio Maestro. Un giorno Baba avvicinandosi mi sorrise e mi chiese: “Where do you come from?” ovvero “Da dove vieni?”. Io risposi immediatamente: “Dall’Italia, Swami”. Lui mi guardò perplesso, come se la mia risposta fosse sbagliata o incompleta e riprese a camminare lentamente, verso un’altra direzione lasciandomi nel dubbio di ciò che gli avevo appena risposto. Nei mesi successivi, dopo essere rientrato in Italia, ripensai al perché della sua domanda e mi sforzai di capire quale sarebbe stata la risposta migliore che avrei dovuto dargli.

Passarono un paio d’anni e finalmente ritornai in India dal mio Maestro. Un giorno Baba riuscì a riconoscermi tra migliaia di suoi devoti e venendomi incontro mi chiese: “Where do you come from?”. Guardandolo negli occhi il mio cuore iniziò a battere all’impazzata, pensai che non avrei dovuto sbagliare la risposta e così rimasi in silenzio, contemplandolo.

In quel momento sentii che l’unica cosa che potevo fare era di ammirare il suo dolce sguardo compassionevole, poi silenziosamente gli comunicai la risposta che avevo nel cuore. Normalmente quando qualcuno ci chiede da dove veniamo gli diciamo qual è la nostra città o il nostro paese di provenienza, ma quando a chiedercelo è un Maestro Spirituale allora cambia il significato di quella domanda perché ci sta portando ad un livello di comprensione molto più profondo, che non è mentale ma esistenziale.

Quel giorno trovandomi alla presenza del Maestro la risposta più autentica che mi scaturì nel silenzio della mente fu quella proveniente dalla voce del cuore. I Maestri e i saggi che hanno sperimentato la propria natura esistenziale sono consapevoli di essere oltre il corpo, oltre la mente, riconoscendo di essere parte di un tutt'uno.

Oltre il corpo e la mente, il Sé

Il grande Maestro Spirituale Sri Nisargadatta Maharaji diceva: “Quando hai capito che la destinazione è la strada e che tu sei sempre sulla strada, ma non per giungere a destinazione, ma per godere della sua bellezssa e della sua saggezza allora la vita cessa di essere un dovere e diventa semplice e naturale, una beatitudine in sé e per sé. ”

Se per qualche istante riuscissimo a riconoscerci per ciò che siamo, spogliandoci della limitata percezione che abbiamo di noi stessi, scopriremmo di essere oltre tutti i limiti che ci siamo imposti. Iniziando ad indagare la natura della mente iniziamo a scoprire quanto il benessere fisico, psicologico ed emozionale siano strettamente correlati alle sue funzionalità, così come affermano le neuroscienze. Purtroppo abbiamo permesso alla mente di renderci schiavi di impulsi e desideri sensoriali, rimanendo soggiogati da continui e irrefrenabili pensieri, fantasie e desideri inutili che anziché migliorare la qualità della nostra vita, ci allontanano dal vero senso di noi stessi.

Scoprire come possiamo utilizzare al meglio le funzionalità della nostra mente, rendendola al nostro servizio e non viceversa, è necessario per comprendere chi siamo, qual è la natura della vita e qual è lo scopo della nostra esistenza. Identificandoci totalmente con i sensi e con il corpo limitiamo di fatto la nostra reale natura, banalizzando la nostra stessa esistenza. E come se ci immedesimassimo con l’automobile sulla quale ci troviamo a bordo, disconoscendo di esserne i passeggeri.

Se possediamo un’automobile è necessario tenerla in buono stato, manutenendola, controllando di tanto in tanto i livelli dell’olio, assicurandoci dell’efficacia dei freni, dei pneumatici e del buon funzionamento del motore. Così pure possiamo considerare il nostro corpo come un veicolo speciale, che dobbiamo mantenere in buono stato attraverso un adeguato allenamento fisico e ad una corretta alimentazione e preoccupandoci di coltivare un approccio armonico tra mente, psiche ed emozioni.

Sri Sathya Sai Baba spesso ricordava: “Il corpo è il veicolo per il viaggio della vita. Se il veicolo non è correttamente mantenuto, si dovrà essere pronti ad affrontare gravi problemi durante il tragitto. ”

Il corpo è un dono immenso, affidatoci per un tempo limitato, e la nostra responsabilità è di averne cura. Sappiamo tutti che chi abusa di sostanze dannose, chi fuma e chi beve smodatamente alcool, danneggia gravemente il proprio corpo sottoponendolo al rischio di gravi malattie.

Per evitarne i contraccolpi è necessario agire su queste abitudini depotenzianti e negative e sostituirle con nuove abitudini felici e positive. Noi siamo i principali responsabili della salute del nostro corpo ed è necessario comprendere che lo stress, che generiamo e alimentiamo quotidianamente a causa di abitudini di vita sbagliate, è una delle cause principali dell’insorgenza di disturbi psicologici e mentali, di malattie cardiovascolari, gastrointestinali, scheletrico-muscolari e di altro tipo.

Analizzando la qualità di vita che conduciamo, sia al lavoro sia all'interno delle mura domestiche, possiamo renderci conto dei ritmi frenetici ai quali continuiamo a sottoporci e che sono insostenibili e controproducenti per il mantenimento di un equilibrato benessere fisico, mentale, psichico ed emozionale.

Appare evidente quanto sia sempre più complesso sfuggire allo stress, ma è necessario soffermarci a riflettere e a riconoscere quali sono le nostre reali esigenze e successivamente agire di conseguenza per riappropriarci dell’opportuna qualità e quantità di tempo per il nostro benessere psicofisico.

Perché mai dovremmo causare a noi stessi malessere e malattie? Rispetto ai secoli passati, grazie alle straordinarie illuminazioni della scienza medica e delle neuroscienze, oggi abbiamo la possibilità di prevenire molte delle malattie conosciute, adottando un comportamento alimentare e abitudini di vita più sani.

Con una maggiore consapevolezza di vita, più matura e basata sul rispetto verso noi stessi e tutte le altre forme di vita esistenti, possiamo fare molto per migliorare le nostre sorti e alimentare la speranza per una vita che sia quanto più salutare e complementare alla nostra natura.

L'empatia: il linguaggio della cura

Secondo uno studio scientifico pubblicato qualche anno fa dalla rivista Annals of Human Biology, sono più di trentasettemila miliardi il numero di cellule che compongono il corpo umano, e se pensiamo che le stelle che compongono la via lattea sono “solo” duecento miliardi, possiamo considerare il nostro corpo come un cosmo ben organizzato.

Come sappiamo lo scheletro è composto da oltre duecento ossa, mentre i muscoli di un corpo umano adulto sono oltre settecento e gli organi settantasei. Le attuali ricerche scientifiche, agevolate dall’utilizzo delle sempre più sofisticate strumentazioni tecnologiche, dimostrano la meravigliosa complessità del nostro corpo, che è un vero e proprio laboratorio multifunzione altamente super specializzato.

Se prescindiamo da tutte le definizioni già note che sono state attribuite per meglio definire il nostro complesso corpo-mente, ma iniziamo ad approcciarci con interesse alle più recenti rivelazioni scientifiche, come quelle fornite dalla fisica quantistica, appare evidente quanto sia limitante pensare “di essere il nostro corpo” anziché riconoscere di essere parte di una manifestazione infinitamente più vasta e illimitata rispetto a quanto ancor oggi poco conosciamo.

Dopo aver vissuto periodi storici bui per l’evoluzione dell'umanità, oggi siamo arrivati ad un bivio davanti al quale, consapevolmente o inconsapevolmente, ognuno di noi decreta attraverso le proprie scelte quotidiane, il futuro del pianeta e le sorti dell'umanità. Siamo tutti collegati in un’unica grande rete multidimensionale costituita da energie sottili, che oltre ad alimentare gli esseri umani, alimenta la vita di oltre ottomilioniquattrocentomila varietà di specie viventi.

Quando la maggior parte della popolazione mondiale sarà consapevole del principio di unità che la anima, e del fatto che ognuno di noi appartiene ad un’unica grande fratellanza mondiale, allora assisteremo ad un profondo cambiamento che permetterà alle guerre di cessare, e alla graduale scomparsa di quegli elementi di disturbo, che continuano ancora ininterrottamente a violare la pace, la sicurezza e il benessere dei popoli e delle nazioni.

Coloro che incitano alla violenza, che innescano le guerre, che pensano di arricchirsi approfittando della debolezza altrui, ignorano il fatto che saranno i primi a pagarne le sorti e le conseguenze in virtù della legge cosmica di causa-effetto. Iniziando a conoscere meglio noi stessi favoriamo un nuovo dialogo interiore, che dalla mente razionale ci accompagna dritti al nostro cuore spirituale, in quell’epicentro nel quale hanno sede tutte le nostre risposte esistenziali. Nessun rimedio è davvero efficace quanto la consapevolezza di chi siamo e della straordinaria forza che deriva dal nostro equilibrato atteggiamento mentale.

Come già ampiamente illustrato dal Prof Biava, quando un corpo si ammala sono diversi i fattori scatenanti che causano la degenerazione cellulare e che ne turbano l'equilibrio metabolico.

Come sono fondamentali le cure che permettono al corpo di ritrovarne l’equilibrio, è altrettanto necessario che la persona ammalata ripristini, e sia aiutata a ripristinare, la propria armonia mentale ed emozionale. Quando iniziamo ad approfondire i vari aspetti energetico vibrazionali che interagiscono con il corpo, iniziamo a riconoscere l’impatto che hanno i nostri pensieri, le parole e le azioni sul nostro stile di vita e quindi nel mantenimento di una buona salute fisica, mentale ed emozionale.

È ampiamente dimostrata l’importanza che assume il medico nel momento in cui deve comunicare la diagnosi al paziente, di quanto sia fondamentale per il medico saper creare quel corretto ed equilibrato contatto empatico con il paziente e i suoi familiari. Perché mai una persona ammalata, che si rivolge con fiducia ai medici, dovrebbe essere psicologicamente destabilizzata a causa di una scorretta comunicazione da parte di chi invece è preposto alla salvaguardia della sua salute? Perché un linguaggio amorevole non dovrebbe essere adottato negli ambienti ospedalieri, dove c’è maggiormente bisogno di premure, di gentilezza e di accoglienza?

Perché un paziente dovrebbe essere considerato un numero da protocollare, piuttosto che un essere umano da curare e del quale prendersi amorevolmente cura? Quando una diagnosi viene comunicata al paziente con un atteggiamento di profondo rispetto, è proprio in quel momento che si instaura quella potente fiducia che è necessaria a chi dovrà essere curato e a chi se ne prenderà cura.

Il medico deve essere sempre al servizio del paziente e mai il contrario. Ogni giorno centinaia di migliaia di operatori sanitari svolgono una missione delicata, offrendo la propria umanità e professionalità al servizio di coloro che necessitano delle loro cure.

Le parole pronunciate con calore e attenzione sono un balsamo lenitivo per la mente. Le persone ricordano a distanza di molto tempo le parole esatte pronunciate dai medici nel momento dell’interlocuzione della loro diagnosi. La malattia, oltre ad essere l’evidenza di un disequilibrio funzionale, rappresenta l’esigenza di chi ne sperimenta l’esperienza, di riappropriarsi di una migliore qualità di vita e di una più serena gestione del rapporto con se stesso.

Se la medicina fosse solo un enorme business, allora nessuno più potrebbe davvero prendersi cura di chi soffre, poiché gli ammalati diventerebbero clienti inconsapevoli di un affare chiamato malattia.

C’è un iter che trasforma ogni ammalato in consumatore, ovvero quando il medico prescrive le medicine al paziente, il quale in fiducia le acquista in farmacia. Le aziende farmaceutiche come noto producono questi prodotti chiamati medicine e riforniscono gli scaffali delle farmacie per mezzo dei loro distributori. Se le persone fossero più sane crollerebbe un sistema economico che impera da decenni poiché verrebbero vendute meno medicine, causando un grave crollo del sistema economico-finanziario mondiale.

Secondo le più recenti statistiche il trend dei consumatori di medicine è in aumento, ed è previsto che nei prossimi anni, con l’aumento dell’invecchiamento della popolazione mondiale, aumenterà il consumo di prodotti chimici, che gioverà inevitabilmente al fatturato delle multinazionali farmaceutiche. Solo quando la prescrizione dei farmaci ha lo scopo di alleviare la sofferenza dei pazienti e quindi somministrati per motivi terapeutici o per scopi curativi o preventivi e quando questo persegue la logica del reale benessere delle persone, nel rispetto dell’etica e dei valori umani universali, allora tutto questo è fondamentalmente lecito.

Ma quando l’interesse nei confronti delle persone ammalate è principalmente finalizzato alla sua speculazione ed è a carattere lucroso ecco allora che “Big Pharma” si rivela essere uno dei più grandi fallimenti dell’umanità.

La responsabilità delle case farmaceutiche e quella dei ricercatori scientifici e dei medici è davvero enorme e deve essere maggiormente riconosciuta dai governi che devono essere i garanti dei cittadini, non i protettori delle lobby. Per questo motivo è necessario che coloro che direttamente o indirettamente sono coinvolti nella grande missione di essere al servizio degli ammalati, siano consapevoli che l’unica logica, da seguire e da proteggere, è quella che punta unicamente al benessere delle persone, per riportare equilibrio in un sistema che è stato eroso a più livelli a causa di gravi corruzioni ai danni del servizio sanitario mondiale.

Il rispetto e l’attenzione nei confronti del paziente deve essere esercitato sempre e in qualunque contesto, sia a livello etico sia professionale, sia dagli operatori sanitari sia dai familiari, perché la cura che si instaura attraverso la relazione con chi si ritrova a vivere esperienze difficili e traumatiche, incide in maniera rilevante sul recupero del suo stesso benessere.

Sono molteplici gli aspetti da tenere in considerazione e che possono aiutare il paziente a rimettersi in forma. Stimolando e sperimentando emozioni positive il nostro corpo è in grado di produrre, in maniera più rilevante, le sostanze chimiche deputate alla sua guarigione.

Quando nei primi anni ’80 la clown-terapia venne accreditata negli ospedali, fu osservata l’importanza della pratica del sorriso nel favorire il miglioramento dell’umore dei pazienti, a sostegno dell’efficacia della humor therapy per il miglioramento del trattamento psicologico dei degenti. Già nel seicento, in Italia, il sacerdote carmelitano Angelo Paoli, beatificato nel 2010, amava truccarsi e camuffarsi per portare un po’ di ilarità e di sollievo agli ammalati e ai bambini; è considerato uno dei precursori della clown terapia portata poi in auge da Karen Ridd in Canada e da Michael Christensen e successivamente dal più famoso Hunter “Patch” Adams negli ospedali americani prima e in tutto il mondo poi.

La pet therapy, che nacque negli anni sessanta, grazie all’intuizione dello psichiatra infantile Boris Levinson, è riconosciuta oggi negli ospedali come prassi assistenziale e coterapica, in virtù dello speciale rapporto che si instaura tra i pazienti e gli animali domestici.

Negli ultimi decenni migliaia di ricerche scientifiche hanno dimostrato e convalidato l’importanza di pratiche benefiche come la mindfullness, e più recentemente dell’efficacia della risata incondizionata per il miglioramento psicofisico e il ripristino del benessere dei pazienti. Tra queste la meditazione viene accreditata, da numerose ricerche condotte nel campo delle neuroscienze, come una delle pratiche di benessere più efficace su più livelli: fisico, emozionale e psicologico.

Happy Genetica

Dall’epigenetica alla Felicità!

Pier Mario Biava, Richard Romagnoli

Una vera e propria rivoluzione scientifica e culturale! Un’opera unica, da due autori di best seller italiani Quando scienza e felicità si incontrano nascono progetti bellissimi come quello tra il Prof. PierMario Biava e...

€ 19,00 € 16,15 -15,00%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Richard Romagnoli

Richard Romagnoli è nato in Italia nel 1974 e vive nel sud dell'India dove ha studiato e approfondito direttamente con il Dr. Madan Kataria (Fondatore del Laughter Yoga Foundation) le virtù terapeutiche dello Yoga della Risata (Ashya Yoga).Lo stesso Dr. Kataria lo ha personalmente diplomato...
Leggi di più...

Dello stesso autore


Pier Mario Biava

Pier Mario Biava è stato docente universitario per molti anni, attualmente lavora presso l'Istituto Scientifico di Ricovero e Cura Multimedica di Milano. Ha isolato i fattori di differenziazione delle cellule staminali, che inibiscono la crescita tumorale, impediscono l'invecchiamento e la...
Leggi di più...

Dello stesso autore


Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su Tu non sei la malattia - Estratto da "Happy Genetica"

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. — Nimaia e Tecnichemiste