800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

Tipi di orto - Estratto da "Il Maxi Libro dell'Orto"

di Enrica Boffelli, Guido Sirtori 5 mesi fa


Tipi di orto - Estratto da "Il Maxi Libro dell'Orto"

Leggi in anteprima un capitolo dal libro di Enrica Boffelli e Guido Sirtori e scopri tutti i segreti per progettare e organizzare il tuo orto

Solo la mancanza di tempo e di "passione" impediscono il coltivare un orto. Non è un problema di spazio o di luogo geografico in quanto tutte le regioni del mondo presentano clima favorevole all'allevamento di almeno alcune delle specie vegetali coltivabili a questo scopo.

Con una serie di piccoli accorgimenti è possibile avviare la coltivazione anche in vaso, sul balcone o sulla terrazza, persino sul davanzale della cucina. Certamente la disponibilità di una superficie di terreno, anche esigua, facilita notevolmente le cose.

Indice dei contenuti:

Ogni orto è diverso

Per crescere e per svilupparsi in modo ottimale, le piante necessitano essenzialmente di luce, aria e acqua o meglio di quell'acqua che circola nel terreno ricca di sali minerali solubili. Sono proprio questi ultimi la base del nutrimento di tutte le piante e, quando la loro presenza nel terreno risulta insufficiente, possono essere somministrati dall'uomo sotto forma di concimi.

Il terreno ha anche funzione di sostegno e ancoraggio delle radici ma, il semplice nutrimento che permette la coltivazione degli ortaggi può essere somministrato anche utilizzando semplicemente acqua arricchita con questi sali minerali, opportunamente dosati e in diverse miscelazioni, in funzione della specie coltivata e dello stadio vegetativo in cui si trova la pianta.

Ma andiamo con ordine. Per produrre verdure per tutto l'anno, a uso familiare, sono sufficienti circa 100 metri quadrati di terreno a persona e le varietà oggi a disposizione degli appassionati sono talmente numerose e di dimensioni, colori e forme variabilissime che rimane solo l'imbarazzo della scelta.

Un davanzale può ospitare solo gli ortaggi che maggiormente rispondono alle necessità familiari: qualche pianta aromatica, qualche pomodoro a ciliegia, lattughe o ravanelli, prezzemolo, basilico o un bel vasetto di peperoncini multicolori che occupano poco spazio e possono rallegrare e profumare l'ambiente.

Maggiore disponibilità e varietà di prodotti si possono ottenere su terrazze e balconi assolati, dove trovano spazio contenitori destinati a più ortaggi, magari inseriti in un contesto di piante ornamentali. L'ideale è comunque il classico orto di casa, sul retro dell'abitazione, dove è possibile coltivare tutto quello che si può desiderare, anche sperimentando varietà, specie e tecniche nuove.

Sul davanti della casa, invece, si possono realizzare dei bellissimi orti-giardino come l'esperienza francese del jardin potager insegna.

L'orto minimo

Quando il terreno disponibile è esiguo, nella programmazione dell'orto è importante, oltre al massimo sfruttamento della componente spaziotempo, la scelta oculata degli ortaggi da coltivare. Si sceglieranno ortaggi a ciclo rapido e che occupano poco spazio aiutandosi anche con la scelta della coltivazione i file che permette il passaggio tra i filari senza ricorrere alla sottrazione di terreno per far posto alle stradine tra le prode.

Si dovrà distribuire la vegetazione in funzione del movimento giornaliero del sole disponendo le piante in base alle diverse altezze, in modo che i rampicanti non nascondano il sole alle piante di taglia più ridotta.

Per avere una rotazione continua così da poter raccogliere sempre qualcosa, possiamo sostituire le piante prossime a esaurirsi con altre già pronte al trapianto.

Per far questo, dobbiamo riservare una striscia di terreno al semenzaio, ma se non c'è posto per i cassoni, dato l'esiguo numero di piantine necessarie possiamo anche seminare in plateau di plastica o di torba, da tenere in un luogo riparato: un portico, uno scantinato non buio, un corridoio, un sottoscala. Inoltre, con una modica spesa, è possibile acquistare anche al supermercato piantine già pronte al trapianto, di specie e varietà che si vogliono coltivare.

In luogo dell'irrigazione per scorrimento e infiltrazione, si adotta l'irrigazione a pioggia o a goccia, che consentono una maggiore utilizzazione dello spazio. La rete di recinzione può servire, dal lato esposto al sole, come sostegno per pomodori, piselli, fagioli ecc.

Il vivaio e i cassoni possono avere forma lunga e stretta e costituire la cordonatura delle aiuole.

L'orto nei terreni scoscesi

In collina e anche in montagna, esistono dolci pendii esposti a mezzogiorno che rappresentano l'ideale per impiantarvi l'orto. Ma spesso in una piccola proprietà vi sono soltanto fazzoletti di terra scoscesi, e il terreno è perlopiù accidentato.

Innanzitutto vale la pena di sfruttare per l'orto tutti i piccoli appezzamenti piani, poiché il giardino riesce benissimo, scegliendo opportunamente le piante (cespugli, tappezzanti ecc.), lungo le scarpate. Ma anche queste, se le parti in piano non sono sufficienti o non esistono, possono essere sistemate e trasformate in orticelli. Naturalmente occorre procedere a lavori di preparazione che si basano su tecniche del tutto particolari. Se i ripiani hanno l'inclinazione giusta e l'esposizione conveniente, si procede come in pianura.

Se invece i ripiani vanno costruiti artificialmente mediante muretti a secco elevati in senso perpendicolare al pendio, è un grave errore sbancare a monte per colmare a valle, perché così facendo si mette a nudo da un lato il sottosuolo non coltivabile e si seppellisce dall'altro 10 strato attivo superficiale. Questo strato attivo è composto da terreno buono, ricco di humus e microrganismi, che collocati in profondità sono destinati a soccombere e a non essere utilizzati dalle radici delle piante.

Errato è anche colmare il dislivello con terra d'apporto, sia pure ottima. In entrambi i casi si ottiene un substrato di caratteristiche eterogenee, al quale sono da addebitarsi i risultati difformi degli esemplari di uno stesso ortaggio coltivati a pochi centimetri di distanza tra loro.

Il modo corretto di operare consiste nell'asportare temporaneamente lo strato attivo "coltivabile" e metterlo da parte; quindi si agisce sul sottosuolo, distribuendolo in modo da ottenere il livellamento; infine si ridistribuisce la terra accumulata. Se il pendio è orientato verso esposizioni non idonee, si innalza un muretto di sostegno in modo da modificare la pendenza.

Entriamo ora in un discorso di carattere estetico più che tecnico: la coltivazione degli ortaggi in un terreno estremamente limitato, oltre che scosceso, irregolare, solcato da gradinate e sentieri, può trovare soluzioni molto piacevoli. E opportuno ricavare delle piccole aiuole nelle anse delle gradinate, delle piazzo-le lungo i sentieri, impartendo al terreno l'inclinazione adeguata.

Le singole aiuole o piazzole vanno sostenute con una cordonatura rocciosa, o in mattoni o altro materiale, a seconda delle caratteristiche dell'ambiente, per impedire all'acqua di erodere i bordi, di asportare la terra scoprendo le radici, di dilavare i fertilizzanti. La piantagione di timo serpillo, di menta, di origano — piante aromatiche a portamento tappezzante —, lungo il bordo inferiore della cotonatura impedisce smottamenti e costituisce un gradevole e utile contorno.

L'orto nel cortile

Sono molte le abitazioni in città e in campagna che hanno un modesto giardinetto più o meno quadrato e simile a un cortile, spesso disposto per metà sul davanti, verso la via d'accesso, e per metà sul retro dell'edificio.

In genere, dove naturalmente non manchi l'adeguata insolazione, all'orto viene destinata la parte del giardino non visibile dalla strada.

Risulta certamente utilissimo il riparo costituito dal muro della casa, contro il quale si addossano i cassoni e i letti caldi e che in climi non troppo favorevoli permette di prolungare oltre la norma il raccolto di qualche ortaggio. Se invece il terreno si trova totalmente sul davanti della casa, allora l'orto va interpretato come "giardino", va cioè realizzato con il massimo ordine e può affiancare il vialetto d'accesso.

Un problema non troppo facile da risolvere si presenta quando lo spazio è angusto e per di più recintato da un muro che preclude per la maggior parte del giorno i raggi del sole, che lambisce gli ortaggi soltanto quando splende alto nel cielo.

In questi casi l'unica soluzione possibile è quella di costruire dei terrapieni, elevando dei muretti, preferibilmente a secco o di mattoni, così da portare la superficie coltivabile a un livello più elevato. La situazione migliora ulteriormente inclinando il terreno verso sud o sud-ovest in modo da approfittare al massimo delle ore di sole.

I muretti di sostegno possono essere ingentiliti da ciuffi fioriti di specie tappezzanti a portamento ricadente, così nel piccolo giardino non si rinuncerà alle piante ornamentali. La stessa soluzione si adotta per il bordo superiore del muro di cinta, escludendo siepi e rampicanti che sottraggono spazio, luce e nutrimento agli ortaggi.

L'orto-giardino

Un orto ben tenuto, in cui crescono ortaggi sani e ordinati, ri-inserisce perfettamente nel giardino e non comprendiamo coloro che vogliono a tutti i costi nasconderlo alla vista, relegandolo in una posizione inadatta, magari ombrosa o ventosa, oppure lo circondano di alte siepi.

È sufficiente qualche elemento decorativo che leghi orto e giardino, evitando nette divisioni: una staccionata dipinta di bianco o di verde, adorna di roselline selvatiche, un antico abbeveratoio ricolmo di gerani, un pozzo su cui si avvolge un rampicante fiorito, un tino che fa da contenitore a una ricca composizione di cespugli.

Lungo uno o più lati si possono coltivare delle strisce di fiori da recidere, alcuni dei quali, come le alte dalie, i gladioli, i garofani, richiedono sostegni e quindi non stanno bene nel giardino. Ma vogliamo considerare qui anche l'orto-giardino, vale a dire l'orto interpretato in chiave ornamentale. Ci sembra una proposta interessante per coloro che, avendo a disposizione realmente poco spazio, sono combattuti tra il desiderio di piantare delle rose e quello molto più utilitario di coltivare degli ortaggi.

Le soluzioni possono essere diversissime, in rapporto all'estrema variabilità delle situazioni, per cui possiamo soltanto suggerire qualche idea. Per esempio quella di impiegare cespi di lattughini colorati come bordura di un'aiuola di pomodori nani "ciliegia", di comporre una festonatura di carote e ravanelli ai piedi di una spalliera di piselli, di creare un fantasioso mosaico di insalatine diverse.

Senza andare troppo nell'originale, possiamo consociare i fiori con gli ortaggi, purché non rubino il sole: tageti, nasturzi, zinnie nane, petunie, costituiscono una bordura poco ingombrante e, dato il ciclo annuale, con radici modeste. E sufficiente qualche vaso, magari un po' speciale, appoggiato qua e là in mezzo all'orto per creare un insieme insolito e allegro.

L'orto in terrazza

L'ampiezza della terrazza e la sua posizione, di solito particolarmente assolata, consente la coltivazione di un gran numero di specie ortive. Un elemento importante da considerare è la buona conoscenza della capacità di tenuta delle strutture. Il peso dei contenitori e del terriccio possono infatti alterare la stabilità della terrazza.

Si può sopperire all'eventuale inconveniente utilizzando contenitori fabbricati con materiali leggeri (plastiche e derivati), distribuendoli in modo uniforme senza gravare su uno stesso punto e utilizzando, per i vasi più profondi, un "fondo" di materiale inerte (al di sotto del terriccio) come vermiculite, perlite ecc. — tutti componenti molto più leggeri della terra. Tutto dovrà essere effettuato in contenitori di forma e dimensioni variabili.

In commercio ne esistono di diversi materiali e dalle fogge più strane che permettono anche di arredare l'ambiente con gusto e personalità.

Una soluzione molto economica e certamente pratica è quella di utilizzare contenitori di polistirolo o semplici cassette di legno.

Nel primo caso sarà necessario bucherellare il fondo per favorire lo sgrondo dell'acqua, nel secondo conviene sempre rivestire l'interno della cassetta con fogli di polietilene per impedire la fuoriuscita del terreno dalle fessure. Anche in questo caso è indispensabile praticare dei fori sul fondo del rivestimento del contenitore. Le cassette per il contenimento del terriccio devono avere diverse profondità in funzione degli ortaggi che si vogliono coltivare.

Le piante che hanno radici fascicolate o poco profonde come gli spinaci, la lattuga, i piselli, i fagiolini, i ravanelli ecc. hanno bisogno di uno strato di terra non superiore ai 25-30 cm. Per gli ortaggi a radice fitto-nante (carote, sedano, prezzemolo) conviene scegliere contenitori più alti da riempire con uno strato di terriccio più spesso (50-60 cm) per consentire l'approfondimento e lo sviluppo dell'apparato radicale.

Per le piante che crescono maggiormente in altezza o a chioma espansa (pomodoro, cetriolo, fagiolo e fagiolino rampicanti, peperone, melanzana) conviene utilizzare comuni vasi da fiore. Una sola pianta per vaso sarebbe l'ideale, ma se le dimensioni del contenitore lo consentono si possono costruire anche dei "castelli" di fagioli e di pomodori utilizzando canne di sostegno disposte "a tenda indiana".

Importante, per la vivibilità della terrazza, è mantenere una gradevole sistemazione degli arredi, esteticamente apprezzabile, distribuendo con criterio la vegetazione ortiva che dovrà sempre essere in sintonia con le piante ornamentali.

Nelle zone centrali delle grandi città (e purtroppo ormai non solo in queste zone!),dove l'inquinamento dell'aria è un problema da non sottovalutare, è consigliabile sostituire il terriccio utilizzato per gli ortaggi almeno una volta all'anno, in quanto è proprio sul terreno che i vari elementi inquinanti si depositano e, penetrando in profondità, possono essere assorbiti dalle radici delle piante.

E conseguenza logica che gli ortaggi coltivati sulle terrazze di città, in particolare quelli da foglia, dovranno subire più accurati e più numerosi lavaggi prima di essere consumati a tavola.

L'orto sul balcone

Sul balcone, invece, gli spazi ridotti sconsigliano i tentativi con ortaggi molto voluminosi (zucche e zucchine, cardi, carciofi). Il maggior ombreggiamento e gli angoli più riparati invitano a scegliere specie che si sviluppano soprattutto in altezza (pomodori, fagioli e fagiolini rampicanti, cetrioli ecc.).

È necessario ridurre i quantitativi e prestare maggior cura alle piante, procedendo più frequentemente con operazioni di contenimento della vegetazione, eliminando o legando le ramificazioni laterali. Le piante più adatte ad essere coltivate su un balcone sono sicuramente molte essenze aromatiche: ciuffi di erba cipollina, prezzemolo, basilico, origano ma anche le innumerevoli varietà di peperoncino piccante possono trovare spazio tra i vasi di essenze ornamentali.

Una classica e piacevole consociazione è quella delle aromatiche sopracitate con i gerani. Salvia e rosmarino possono stare nello stesso vaso con altre "specie mediterranee" come la lavanda. Ai piedi di un arbusto ornamentale si possono sistemare alcune piantine di lattuga, di rucola, o alcune varietà di pomodori nani o comunque "varietà determinate" (significa non rampicanti).

In cassette come quelle dei gerani si possono seminare a file carote, spinaci e cicorie da taglio. Singoli contenitori saranno destinati agli ortaggi estivi (pomodori, peperoni, melanzane ecc.), tutto in funzione delle dimensioni del balcone che si possiede. Le diverse tonalità di verde delle foglie arredano, rendendo variegato ed allegro anche uno spazio esiguo. Importante è non ammassare troppe piante nello stesso contenitore.

Anche se il balcone è un luogo abitualmente frequentato, e questo consente di controllare con facilità eventuali manifestazioni morbose, una ridotta circolazione dell'aria unita a un'eccessiva somministrazione di acqua possono causare facilmente l'insorgere di marciumi, soprattutto sugli apparati radicali degli ortaggi.

Balconi troppo assolati, inoltre, richiedono nella stagione estiva e soprattutto nelle ore più calde del giorno, una protezione ombreggiante (ideale è l'utilizzo di piccoli graticci di canne o l'installazione di tende da sole).

 

Tratto dal libro:

Il Maxi Libro dell'Orto

Come progettare, impiantare, suddividere e organizzare il tuo orto

Guido Sirtori, Enrica Boffelli

Il maxi libro dell'orto di Enrica Boffelli e Guido Sirtori è un manuale pratico per fare l'orto, semplice e senza fronzoli, pensato per chi vuole progettare, organizzare e curare un orto senza rischiare di perdere tempo e denaro.

Vai alla scheda

Enrica Boffelli è un'insegnante, autrice di numerosi volumi dedicati ai lavori di orticoltura e giardinaggio.
Leggi di più...

Guido Sirtori è un docente di chimica ed esperto e appassionato di coltivazione di specie antoche, ornamentali e da frutto, è autore di numerosi libri su giardinaggio e orticoltura.
Leggi di più...

Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su Tipi di orto - Estratto da "Il Maxi Libro dell'Orto"

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste