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Suggerimenti per la cura del corpo - Estratto da "La Pelle"

di Maria Treben 4 mesi fa


Suggerimenti per la cura del corpo - Estratto da "La Pelle"

Leggi un estratto dal libro di Maria Treben e scopri quali rimedi naturali utilizzare per la salute e la bellezza del tuo corpo

Ecco alcuni suggerimenti per la cura del corpo tratti dal libro di Maria Treben.

Indice dei contenuti:

Suggerimenti generali

BAGNO: per il bagno e per lavarsi non consigliamo nè bagno schiuma nè sapone. Versate invece nell’acqua pulita del bagno additivi quali estratti di salvia, timo, calamo, camomilla, pino e abete.

PELLE DEL VISO SECCA: tagliate per il lungo delle foglie carnose di aloe vera e mettetele in un piatto in modo da farne colare il succo gelatinoso. Versate il succo così ottenuto in un vasetto con coperchio e conservatelo in frigorifero. Prima di coricarvi spalmate sul viso il succo e lasciatelo agire durante la notte.

PELLE DEL VISO GRASSA: lavate il viso con succo tiepido di malva, non sciacquatelo, ma lasciate agire per un po’ l’estratto leggermente viscoso. Si può anche sbollentare della salvia, aspettare che l’infuso sia tiepido e aggiungerlo all’infusione di malva prima di lavare il viso.

Cura degli occhi

Il bagno oculare è consigliabile solo se si dispone di acqua di buona qualità. Da evitare rigorosamente acqua clorata.

Tuffate il viso nell’acqua fino alla radice dei capelli. Trattenendo il respiro sott’acqua aprite e chiudete ripetutamente gli occhi. L’iniziale sensazione di dolore all’apertura degli occhi si perde con l’abitudine. Sono particolarmente consigliati i lavaggi oculari di camomilla.

Mettete 1 cucchiaio colmo di camomilla in Va di litro d’acqua bollente, lasciate in infusione per qualche momento e aggiungetela al bagno oculare. Attenzione: l’acqua del bagno oculare non dev’essere troppo calda.

Venuzze del viso

Piccole vene dilatate del viso: una maschera di prezzemolo tritato finemente applicata al viso una volta la settimana, ha un effetto prodigioso.

Cura della pelle del viso

OLIO DI IPERICO: la pelle del viso ruvida si tratta al meglio con olio di iperico.

Mettete in una bottiglia i fiori giallo-oro di iperico senza comprimerli e versatevi dell’olio fino a coprirli. La bottiglia dovrà essere conservata in luogo caldo per 3 settimane finché l’olio avrà assunto un colore rosso. Filtrate quindi il contenuto della bottiglia attraverso un panno di lino pulito, spremete i fiori filtrati e versate l’olio di iperico in flaconcini scuri.

Frizionate giornalmente il viso con quest’olio e presto vi sarete liberati della pelle ruvida.

LAVAGGIO DI GALLIO: la pelle del viso appassita si tonifica con una tisana di gallio. Mettete in acqua bollente 1 cucchiaino colmo di gallio per ogni tazza, lasciate in infusione per Vi minuto, passate al colino e lavate il viso con l’infuso diverse volte durante la giornata.

RIMEDIO CASALINGO: chi soffre di pelle impura assuma per un certo periodo del lievito di birra purificato. Il lievito di birra ha effetto antisettico e disacidificante.

Cura dei capelli

LAVAGGIO DI CAMOMILLA: i capelli manterranno la loro bellezza fino alla vecchiaia sciacquandoli regolarmente con un infuso di camomilla dopo il lavaggio.

La cura dei capelli con un infuso di camomilla dopo il lavaggio, rende il capello più leggero, vaporoso e lucido. Mettete in 1 litro d’acqua bollente una manciata di fiori di camomilla, lasciate in infusione per Vi minuto e lavate i capelli con il macerato. Dopo il lavaggio i capelli non dovranno essere più sciacquati.

TRECCIA DI CAPELLI: pettinando i capelli con acqua di betulla, prima di farne una treccia, questa si manterrà bella per giorni e i capelli ne guadagneranno in lucentezza.

RADICE DI BARDANA PER LA CRESCITA DEI CAPELLI: le esperienze personali di Maria Treben con la radice di bardana:

All’età di 16 anni ho trascorso le vacanze scolastiche in un castello della Bassa Austria poco distante dal santuario di Mariazell. In questa località, il padre di mio zio, un industriale di Hannover, aveva costruito una fabbrica di macchinari e aveva preso in affitto metà del castello per sua figlia. Io avevo stretto amicizia con Tasso, un terranova dalle orecchie di velluto che apparteneva alla famiglia. Il cane ricambiava l’amicizia accompagnandomi ovunque.

Una volta, mentre scorrazzavo con lui per il parco correndo verso il castello, incontrai una donna anziana che si fermò per aspettarmi: “Ciao ragazzina”, mi disse, “chi sei? Che bei capelli che hai.” Io le risposi: “Una volta li avevo belli, ora li sto perdendo. Sono stata anche in una clinica specializzata in dermatologia.” Lei prese in mano la treccia bionda e disse: “Qui bisogna fare qualcosa per evitare che tu li perda! Guarda là, quella è la bardana. Estraine le radici, falle bollire e poi lava i capelli con il decotto. Vedrai che risolverai il problema è non perderai mai più un capello.”

Tasso scodinzolò allegro: aveva capito che qualcuno mi voleva aiutare... in un’altra occasione non avrebbe mai permesso che qualcuno mi avvicinasse.

Ringraziai e andai a cercare un erpice per scavare ed estrarre la gigantesca radice. Anche Tasso era tutto eccitato: abbaiava credendo che scavassi un buco per giocare con lui. Quando entrai nell’appartamento orgogliosa del mio bottino, mia zia mi rimproverò: “Non penserai mica di metterti a cuocere questa robaccia qui dentro appestando tutto l’appartamento.” La zia era già stata informata dalla portinaia che avevo scavato radici di bardana nei paraggi del castello.

Allora andai in giardino per cercare una pentola nel capanno degli attrezzi. All’epoca ero una principiante. Mia madre avrebbe saputo di certo cosa fare con le radici, pensai. Misi a bollire dell’acqua e lasciai cuocere per bene l’immenso quantitativo di otto radici. Detto per inciso, le radici non emanavano per nulla un cattivo odore, anzi al contrario... era un odore tra l’aspro e il dolce. Ero proprio felice! La preoccupazione della zia che l’abitazione puzzasse, era del tutto infondata.

Dopo il lavaggio dei capelli col macerato molto concentrato, ebbi però una grande sorpresa alla quale, allora sedicenne, non ero preparata. I miei capelli, di per sé folti, assunsero una forza tale che quasi non riuscivo a passare col pettine e la spazzola. Ebbi grande nostalgia dell’avvedutezza di mia mamma che di sicuro mi avrebbe dato un consiglio utile. Lei usava spazzolare ogni giorno i capelli lunghi di noi tre bambine, ma ora ero infelice e così decisi di farmeli tagliare. Quando, settimane dopo, ritornai a casa, mia madre scoppiò in lacrime non vedendo più la treccia bionda pendermi lungo la schiena.

Ma io avevo imparato una cosa: le radici di bardana sono di grande aiuto nella cura dei capelli e li rendono forti e folti.

È senz’altro più semplice comperare in una drogheria 100 g di radici anziché andarle a zappare: le radici fresche, infatti, vanno pulite senza però graffiarle... figuriamoci estrarle dalla terra!

Per un lavaggio di capelli si prendono 100 g di radici essiccate. Il giorno prima si mettono in un recipiente con 5 litri d’acqua fredda e il giorno dopo si fanno bollire per 5 o 6 minuti prima del lavaggio. I capelli si lavano col macerato e con sapone oppure shampoo alle erbe. Con una parte del macerato si sciacqua la schiuma e si ripete il risciacquo con acqua pulita.

Per il lavaggio consiglio di indossare guanti di gomma. Non lavate in nessun caso il viso col macerato per non rischiare di stimolare la crescita di peli! Nostro figlio Kurt ha avuto il paratifo all’età di quattro anni ed è stato ricoverato in ospedale per oltre mezz’anno. Più tardi, in età scolare, quando si presentarono problemi con la crescita dei capelli, ho cominciato a lavargli i capelli ogni settimana con 100 g di radici di bardana, come ho spiegato sopra. In breve, i capelli hanno ripreso a crescere folti e spessi! Una volta aveva immerso le mani nella bacinella e aveva sfiorato il petto con le mani umide. In quel punto s’è formata una macchia simile a un neo dove i peli crescevano più folti che sul resto del petto.

Cura delle mani

Per le mani ruvide e screpolate di chi lavora spesso in giardino, consiglio succo di limone fresco. Cospargete le mani di succo di

limone e strofinatele sotto l’acqua corrente. Una volta asciutte, massaggiatele con una goccia di glicerina e alcune gocce di olio di iperico.

MANI SCIUPATE: il lavoro in giardino sciupa e affatica le mani: immergendole per un quarto d’ora in una pappa di avena, diventeranno morbide e lisce e anche le unghie acquisteranno tono e non si spezzeranno più tanto facilmente.

Pelle (impura)

AGLIO ORSINO: grazie alla sua capacità di purificare il sangue, l’aglio orsino è particolarmente efficace contro la pelle impura cronica. Raccogliete le foglie fresche d’aglio orsino in primavera, lavatele e consumatele crude.

L’aglio orsino si può usare con tutti i piatti che normalmente vengono insaporiti o decorati con il prezzemolo. Le foglie d’aglio orsino sono anche ottime per preparare un’insalata oppure cotte come gli spinaci.

ESSENZA (TINTURA) DI AGLIO ORSINO: per disporre delle virtù terapeutiche dell’aglio orsino per tutto l’anno consiglio di prepararne l’essenza. Riempite una bottiglia di foglie o bulbi di aglio orsino tagliati fini, versatevi acquavite di grano a 38-40° e conservate la bottiglia per almeno 2 settimane in un luogo caldo. Di questa essenza si assumono 4 volte al giorno, da 10 a 15 gocce diluite in un po’ d’acqua.

CICORIA: mettere in infusione in acqua bollente 1 cucchiaino colmo di cicoria per ogni tazza, lasciar riposare per Vi minuto, filtrare e berne a piccoli sorsi una tazza la mattina.

La Pelle

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Maria Treben

Maria Treben (Žatec, 27 settembre 1907 – Grieskirchen, 26 luglio 1991) è stata una scrittrice ceca. Ha praticato per molto tempo la fitoterapia, esercitandosi in Austria e in Germania, studiandone le varie applicazioni. Per Maria Treben, profondamente cristiana, le erbe e le cure da esse...
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