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Solo un gioco di carte?

di Marianne Costa 11 mesi fa


Solo un gioco di carte?

Leggi un estratto dal libro "I Tarocchi Passo a Passo" di Marianne Costa

Questo libro è il frutto di quindici anni di esperienza maturata dalla pubblicazione de La via dei Tarocchi il cui successo ha contribuito a rendere al Tarocco la sua identità autentica: quella di un gioco profano e iniziatico allo stesso tempo, “cattedrale tascabile”, secondo la definizione di Alejandro Jodorowsky, ma anche strumento di orientamento psicologico e compagno delle nostre domande esistenziali.

Mi succede spesso di incontrare, in seminari o master class, delle persone che hanno imparato a leggere il Tarocco riferendosi esclusivamente alla nostra opera.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

I Tarocchi Passo a Passo

Storia - iconografia - lettura - interpretazione

Marianne Costa

Il Tarocco è, essenzialmente, un gioco di società. Comparso nell’Italia del XV° secolo, diventa il beniamino di tutta Europa e la sua produzione si concentra in Francia sotto una forma particolare che verrà chiamata “Tarocco di Marsiglia”....

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Parallelamente, l’interesse del pubblico e degli esperti per i tarocchi storici, dal Rinascimento italiano ai giochi francesi del XVIII e del XIX secolo, non ha cessato di crescere. Si è aperto un ricco campo di ricerche ispirato particolarmente dal lavoro del filosofo e storico Michael Dummett le cui opere sono autorità ai giorni nostri. Numerosi giochi antichi sono stati riscoperti, rieditati in edizione limitata, esposti nei musei (come il tarocco Soia-Busca recentemente ammesso agli onori della Pinacoteca di Brera), ma anche interpretati, ri disegnati o ricolorati da “mastri cartai 2.0” che hanno sostituito le tecniche della grafica contemporanea agli antichi stampi in legno di pero.

Questa dinamica, portata dalla rivoluzione digitale che rende accessibile un numero di immagini e di informazioni senza precedenti, ha acuito la curiosità dei praticanti di Tarocchi, quelli che li utilizzano in una prospettiva d’introspezione psicologica, spirituale e concreta. Neppure io sono sfuggita a questa onda di energia e di informazioni: la mia collezione di tarocchi si è arricchita e, sia per rispondere alle domande degli allievi che per chiarire il mio approccio, ho sentito il bisogno di confrontare gli elementi storici alla mia pratica di insegnante e di tarologa.

La domanda che mi tormentava e che mi tormenta ancora si potrebbe riassumere così:

“Come è possibile che un gioco di carte, prodotto dell’artigianato, trascinato nel fango per circa due secoli dall’uso divinatorio e spesso tossico che se ne è fatto, sia portatore di un influsso spirituale così luminoso e si avvicini con tanta grazia e finezza al misterioso “gioco dell’essere” che costituisce l’interrogazione sincera del presente?”

Questo libro è il tentativo di esplorare questa domanda, se non proprio di risponderle. Voglio qui rendere omaggio alla passione e alla curiosità dei miei allievi del mondo intero che attraverso le domande e la fiducia che mi hanno dimostrato mi hanno incitato ad affinare il mio approccio, a superare i miei limiti, la mia pigrizia e le idee ricevute. Le loro scoperte, le lacune di cui mi hanno reso partecipe, la loro sete di progredire e anche certi controsensi e malintesi ricorrenti che ho potuto osservare, hanno influenzato il mio approccio pedagogico.

Per esempio, il Tarocco è conosciuto soprattutto per gli Arcani maggiori, la serie dei ventidue trionfi (atouts in francese) allegorici che la caratterizzano. Ma i 56 arcani detti “minori”, figure e carte numeriche, sono anch’essi importanti nella comprensione e nell’interpretazione del Tarocco. L’esperienza mostra che è possibile e anche semplice per un lettore principiante approcciare l’integralità del gioco già dai primi tempi dello studio. Ciò nonostante, il più delle volte, gli Arcani minori restano sconosciuti e inutilizzati. D’altra parte, più la pratica del Tarocco si diffonde e si distingue dalla cartomanzia propriamente detta, più la necessità di un quadro deontologico si fa sentire. E difficile insegnare per iscritto ciò che deriva dall’arte della relazione, ma ho voluto ugualmente proporre qualche elemento per rispondere a questa domanda:

“Come migliorare in quanto lettori di Tarocchi? Esistono degli strumenti per scovare e dissolvere le nostre rigidità inconsce, le nostre mancanze, i nostri eccessi, i nostri difetti ricorrenti? Come distinguere le proiezioni personali dall’intuizione autentica?”

La vera risposta di un tiraggio, la sola valida, è quella che parla al cuore del consultante. Il tarologo dovrà dunque esercitarsi per diventare un portavoce, traduttore o messaggero di una dimensione più profonda e più informata, già presente nel consultante. Questa capacità di precisione e di trasparenza si acquisisce con la pratica, a forza di tentativi ed errori, e presuppone una messa in discussione costante di sé stessi.

Le proposte presentate in questo libro sono il frutto di un cammino verso ciò che chiamo il “Tarocco integrale”, cioè la capacità di leggere con la totalità del gioco senza escludere nessun aspetto di sé stessi e accogliendo tutti gli elementi della situazione nella quale la lettura avviene. Questa esigenza di integrità obbedisce alla struttura stessa del Tarocco che si rivolge a tutti i campi dell’esperienza umana senza lasciare nulla da parte.

Dal più denso al più sottile, dal più intimo al più manifesto, dal più triviale al più sacro, le sue allegorie compongono un paesaggio totale, sostenuto dalla collaborazione amorevole del femminile e del maschile: Regine e Re, Imperatrice e Imperatore, Papessa e Papa, le coppie del Tarocco sono i pilastri di un impero simbolico dove si respira l’equilibrio e la pace.

Noi ci avviciniamo a queste allegorie per confidare loro le nostre incertezze e i nostri conflitti interiori e loro ce li chiariscono, rispondendo con pazienza a tutte le nostre domande, senza fare una selezione, accogliendole tutte, le più ingenue, le più egoiste, le più materialiste; e sono pronte anche ad accompagnarci, se ne abbiamo l’ambizione, verso l’essenziale.

Più la pratica si approfondisce e più si può considerare che questo Tarocco è, a tutti gli effetti, uno strumento legato alla Via, qualunque sia l’orientamento spirituale di ognuno.

L’ambizione di questo libro è quella di offrire una visione di insieme del gioco, sia sintetica che dettagliata, permettendo a chiunque si senta attirato dal Tarocco di praticare la lettura delle carte in un’ottica di approfondimento personale e di comunicazione benevolente verso l’altro. E accessibile sia ai principianti che alle persone che hanno già familiarità con il Tarocco. Non ha la vocazione di essere un manuale propriamente detto, nel senso che non è un elenco di significati. L’idea è piuttosto quella di presentare un panorama simbolico, storico e pratico di questo gioco che continua, dopo secoli di esistenza, ad affascinare e ad attrarre degli amatori, nel senso nobile del termine, degli innamorati provenienti dai quattro angoli del mondo.

Cominceremo con un capitolo dettagliato sulla storia del Tarocco di Marsiglia, destinato a orientare la pratica piuttosto che a nutrire una curiosità puramente accademica. È indispensabile situare la nascita e l’evoluzione del gioco (o ciò che ne sappiamo oggi) nel contesto culturale, estetico e spirituale che gli appartiene per entrare nella relazione, la più esatta possibile, con le sue allegorie.

Il rigore storico è il complemento necessario dello studio contemplativo che, invece, potrebbe andare alla deriva verso la fantasia pura. Lo studio oggettivo dei fatti ha il merito di dissipare qualche leggenda così tenace quanto inesatta, in primo luogo quella che fa dell’antico Egitto la culla del Tarocco, o dell’alfabeto ebraico la struttura di riferimento degli Arcani maggiori.

Ma, l’approccio accademico ha ugualmente i suoi limiti: la storia dei giochi di carte essendo incompleta e lacunosa, si costruisce in parte su delle ipotesi. D’altro lato, l’approccio storiografico non prende molto in considerazione le correnti minori e gli insegnamenti spirituali confidenziali (che non hanno, per definizione, la vocazione di occupare il palcoscenico della scena pubblica né di lasciare tracce negli archivi), la cui influenza può, pertanto, farsi sentire o risorgere intatta a secoli di distanza, come testimoniano le tradizioni mistiche viventi.

In un secondo tempo studieremo la struttura e anche l’“anatomia” del gioco del Tarocco, sulla base del suo contesto culturale d’origine, ma anche come un’opera d’arte obbediente a sue leggi proprie. Come le cattedrali romaniche o le statue di Michelangelo, il Tarocco è paragonabile a un organismo vivente.

Per esaminare la sua dinamica in tutta la sua maestà e la sua potenza, conviene approcciarlo non in modo analitico, come nella maggior parte delle opere che si limitano a stabilire una lista di carte e del loro significato, ma in un modo funzionale: quali sono le parti di questo grande corpo? Quali funzioni compiono, come sono legate fra loro? Così come ci si avvicina a un monumento di arte sacra, andremo a visitare e a conoscere il gioco in tutti i suoi dettagli.

Troverete alla fine del libro un riassunto dei significati delle carte, espressi per livello numerologico, che potrà servirvi come promemoria.

Tutta la terza parte tratta, invece, della lettura del Tarocco. Che uno la avvicini in maniera solitaria (la lettura per sé stessi) o relazionale (la lettura per un’altra persona), il Tarocco si rivela di una pertinenza sorprendente nel momento in cui si “gioca” a interrogarlo. Ma la maniera in cui risponde alle nostre domande resta, in fin dei conti, nell’ordine del mistero: più la nostra domanda è sincera, più la nostra presenza è acuta, più la risposta delle carte sarà luminosa e trasformatrice.

Perché il Tarocco ci permette di ricevere delle risposte alle nostre domande più profonde? Da dove viene la coerenza del suo linguaggio visuale, numerologico e simbolico? Questa domanda che siamo in tanti a condividere mi sembra che sia destinata a rimanere aperta, ma possiamo provare ad arricchirla con uno studio che coinvolga sia l’intelligenza che il cuore, sia l’introspezione che la relazione integra con l’altro.

Il Tarocco di Marsiglia può essere considerato come un’opera artigianale, collettiva, proveniente da una tradizione in cui la dimensione mistica del lavoro non era qualcosa di vano, ma in cui anche i dettami del commercio giocavano un ruolo centrale. Questo modello resta depositario di un senso dell’ordine, della bellezza, del ritmo in cui è possibile disvelare degli influssi spirituali ancora viventi.

Parigi, Buenos Aires
Aprile 2016-Marzo 2018

I Tarocchi Passo a Passo

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Il Tarocco è, essenzialmente, un gioco di società. Comparso nell’Italia del XV° secolo, diventa il beniamino di tutta Europa e la sua produzione si concentra in Francia sotto una forma particolare che verrà chiamata “Tarocco di Marsiglia”....

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Marianne Costa

Marianne Costa è scrittrice, attrice, cantante rock e traduttrice. Dopo una formazione teatrale con Jaques Lecoq ha lavorato a Sarajevo, dopo la guerra, come assistente di Letteratura francese alla facoltà di Lettere e come collaboratrice al Centro Culturale André Malraux. Da...
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