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Siamo nati per leggere?

di La Redazione di Macrolibrarsi 2 mesi fa


Siamo nati per leggere?

La fatica di leggere e il piacere della lettura: riflessioni e consigli

I lettori appassionati lo sanno bene: leggere, se fatto con piacere, regala incredibili soddisfazioni. Ci apre la mente a nuovi punti di vista, ci permette di esplorare nuovi universi, migliora il modo in cui parliamo e ci aiuta a pensare liberamente, senza pregiudizi.

I libri sono uno strumento per trasmettere e condividere la nostra cultura con le altre persone e con chi verrà dopo di noi.

Ma la lettura è anche un’attività complessa che non ci viene naturale e, troppo spesso, viene vista come un obbligo. Come fare per ritrovare il piacere di leggere?

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Leggere è faticoso

La fatica di leggere è reale ed è un’attività che non ci viene naturale. Questo sforzo coinvolge sia il corpo, che la mente.

I nostri occhi, infatti, non sono stati creati per restare a lungo fissi su una superficie senza distogliere lo sguardo. Questo vale non solo per gli schermi dei computer, degli smartphone e degli altri dispositivi elettronici, ma anche per le pagine di un libro.

Per quanto riguarda la mente, invece, mentre leggiamo il nostro cervello è impegnato in un’enorme lista di attività delle quali spesso non ci rendiamo conto. Deve riconoscere le lettere presenti nel testo, capire quale parola formano nel modo in cui sono disposte, associare ad ogni parola il suono con cui viene pronunciata e unirla alle altre parole che formano la frase per capirne il senso. Non a caso, anche quando si legge in silenzio, l’impressione che si avverte è quella di sentire la voce di un lettore nella nostra mente.

Con la pratica e l’allenamento quotidiano questo sforzo diventa sempre meno pesante, ma per un lettore che non ha modo di esercitarsi quotidianamente spesso può diventare un vero ostacolo.

I ragazzi trovano i libri noiosi

Anche i ragazzi sono sempre meno propensi alla lettura.

Nell’era di Internet, dei messaggi sulle chat, dei social, della ricerca immediata delle risposte alle domande sul web, dedicare del tempo a un libro può sembrare un’attività noiosa, per la quale non vale la pena spendere del tempo.

Sono abituati a testi brevi, di immediata comprensione e scritti con un vocabolario ristretto, piuttosto che a opere lunghe per le quali serve concentrazione e tempo per assimilarne i concetti.

I libri vengono letti dalla maggior parte di loro soprattutto a scuola, durante le lezioni o come compito per casa, trasformando quello che dovrebbe essere un piacere in un dovere, demotivandoli ancora di più.

Un ragazzo che non si appassiona alla lettura o che non trova un valido motivo per leggere sarà un adulto che avrà maggiori difficoltà a capire testi lunghi e complessi.

Recuperare il piacere della lettura

Cosa può aiutare coloro che leggono poco o non leggono affatto a ritrovare il piacere di aprire le pagine di un libro?

Ecco alcuni concetti che potranno aiutarti.

1. Leggere non deve essere un obbligo

Anche se è fuori discussione che dia grandissimi benefici, sia al corpo che alla mente, la lettura non deve mai essere un’imposizione. Leggi quello che più ti piace o ti appassiona, senza curarti del giudizio degli altri; in tutti i libri si possono trovare degli spunti di riflessione.

2. Se un libro non ti appassiona, smetti di leggerlo

Costringersi a leggere un’opera che non piace e non appassiona non solo è inutile, ma anche controproducente. Non solo non si riesce a capirne davvero il senso nascosto tra le pagine, ma il nostro umore peggiorerà e lo stress aumenterà. Quindi, se vuoi smettere di leggere un libro, fallo e basta. Anche se si tratta di un classico o di un testo che tutti consigliano. Ognuno di noi ha il diritto di avere i propri gusti letterari, anche se questi sono diversi dalla maggior parte delle persone.

3. I libri cartacei sono più facili da leggere

Soprattutto se sei un lettore alle prime armi, leggere un libro cartaceo è più facile rispetto a quelli digitali. Tenere un libro tra le mani e sfogliarlo, sentire il profumo della carta, è appagante per tutti i sensi, mentre migliorano anche la concentrazione e l’attenzione. I testi su carta infatti vengono letti in modo lineare e continuo e le pagine fisiche ci consentono di orientarci meglio all’interno del testo, dando alle parole una connotazione più reale.

4. Crea la tua piccola routine quotidiana

Per i lettori più accaniti trovare il tempo da dedicare alla lettura non è un problema, sono in grado di farlo in qualsiasi momento e in qualsiasi condizione. Per chi non legge spesso, invece, trovare il momento giusto può essere più complicato. Il modo migliore per essere costanti è creare un piccolo rituale quotidiano. Prenditi del tempo per te e crea un’atmosfera adatta a concentrarti, in modo da dedicare la giusta attenzione alle pagine che hai davanti. Anche 15 minuti al giorno possono essere sufficienti, l’importante che questa routine diventi un momento positivo al quale torni volentieri.

5. Inizia con l’ascolto

Ascoltare qualcuno che legge un libro ad alta voce può essere un buon modo per avvicinarsi alla lettura. L’ascolto in sé è un’attività che richiede meno sforzo della lettura, permette di immergersi nella storia con più facilità e ti può anche regalare una possibilità unica: quella di farti “contagiare” dall’entusiasmo e dalla passione di chi quell’opera la ama.

E per i bambini e i ragazzi?

Leggere ad alta voce ai bambini, anche a quelli più piccoli, è un buon modo per farli entrare a piccoli passi nel mondo dei libri. Inoltre è un’attività che fa bene anche agli adulti.

Per quanto riguarda i ragazzi, invece, sicuramente avere un genitore che legge stimola la loro curiosità e il desiderio di provare. Attenzione però a non trasformarlo in un obbligo, altrimenti si rischia di ottenere l’effetto contrario.

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