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Scegliere consapevolmente - Estratto da "Il Cibo della Gratitudine"

di Sara Campolonghi, Silvia Petruzzelli 10 mesi fa


Scegliere consapevolmente - Estratto da "Il Cibo della Gratitudine"

Leggi in anteprima l'introduzione a questo libro scritto dagli chef de La Grande Via e scopri come imparare a mangiare bene grazie alla Cucina Macromediterranea

Longevità in salute. Assumersi la responsabilità della propria salute è un impegno di cui farsi carico, nel rispetto di noi stessi e delle persone che ci amano e che ci stanno vicino. Prendiamoci cura di noi! Per farlo, partiamo dal nostro cibo quotidiano, impariamo a scegliere con consapevolezza ciò che mettiamo nel piatto.

Quando cuciniamo, rispettiamo i prodotti che la natura ci dona. Cucinare è un atto d'amore per noi stessi e per gli altri.

Attraverso il cibo passa l'energia che gli conferiamo nel momento in cui lo prepariamo. Se cuciniamo con amore, gioia e gratitudine, saranno queste le emozioni che trasmetteremo alle persone che condivideranno con noi i piatti preparati.

E il nostro cibo sarà più buono.

Quando mangiamo, cerchiamo di masticare a lungo, affinché il cibo possa essere nutrimento vero, per digerire e assimilare tutto ciò di cui abbiamo bisogno.

Indice dei contenuti:

Coltivare amore e gratitudine

Il sentimento di gratitudine aumenta la percezione di felicità. Questo potrebbe essere già sufficiente per spingerci a coltivarlo.

Oggi giorno, purtroppo, non ci esercitiamo molto nel "ringraziare". Sovente siamo portati a ricercare solo gli aspetti negativi della realtà. Ciò non giova al nostro umore. Oltretutto, rischiamo di perdere di vista ciò che di bello ci viene offerto dalla vita.

E se tenessimo un diario della positività e della gratitudine?

Ogni giorno riportiamo ciò che di buono ci è capitato. Impariamo a cercare questo aspetto (può essere anche semplicemente l'altra medaglia di un evento che apparentemente può sembrare negativo), esprimendo gratitudine. Anche quando prepariamo il nostro cibo, cerchiamo di dare il giusto valore all'impegno necessario alla preparazione dello stesso.

Ricordiamoci sempre che ciò che fa la differenza è l'amore con cui cuciniamo, per noi e per i nostri cari, e la gratitudine per i doni che la natura ci offre, per il cibo che ci dà la vita e che può renderci persone migliori!

Il cambiamento

Arriva un momento nella vita in cui si avverte l'esigenza di cambiare. Ciò che ci spinge al cambiamento è fondamentalmente la motivazione. A volte, questa è legata ad esigenze di salute: ci si sente fisicamente e mentalmente meno energici, compaiono piccoli sintomi che alterano il nostro equilibrio.

Altre volte si giunge a questo cambiamento nel tentativo di ritrovare sé stessi, di nutrire la nostra anima, attraverso un percorso di consapevolezza.

La consapevolezza

Cosa vuol dire consapevolezza?

Consapevole deriva dal latino: Cum (con) Scio (che significa sapere, conoscere). Consapevole è colui che sa: conosce i propri punti di debolezza e di forza; tenta di colmare le proprie lacune, valorizzando i propri talenti.

La consapevolezza è la forza che ci spinge a conoscere nonostante le difficoltà, la paura, le resistenze (anche sociali).

Consapevolezza è "sentire con": una sapienza che non può essere avulsa dall'esperienza. La consapevolezza è la capacità di sapere: sentire ciò che sappiamo e sapere (essere consapevoli) di ciò che sentiamo. Una conoscenza profonda che ci porta ad entrare in contatto con noi stessi.

Essere consapevoli è sentire e conoscere con l'anima.

La consapevolezza inizia con la voglia di cambiare, si coltiva attraverso un atteggiamento di disponibilità, apertura verso il nuovo e voglia di sperimentare; si alimenta con la buona informazione e con l'esperienza di un nuovo modo di essere.

E una specie di risveglio che permette di osservare il proprio stile di vita ed eventualmente modificarlo, procedendo, un passo alla volta, attraverso piccole scelte quotidiane. La consapevolezza dà propulsione al processo di cambiamento, diventa volontà e, quindi, ricerca attiva.

In questo modo, giorno dopo giorno, si percepisce che qualcosa è cambiato in meglio, si trova una nuova energia e si vuole fare ancora di più e meglio.

Le abitudini

La difficoltà maggiore, probabilmente, consiste nel cambiare le proprie abitudini. Le abitudini sono molto più che elenchi di comportamenti individuali, avulsi dal contesto in cui sono inseriti.

Il luogo dove si abita, le possibilità economiche, il tipo di lavoro, il terreno culturale influenzano le scelte, le idee, i comportamenti dell'individuo nella vita quotidiana; questi sono aspetti che, a loro volta, si intrecciano con le vite, le abitudini e le credenze delle altre persone, all'interno di un contesto di riferimento fatto di pratiche e significati.

Un contesto ampio e articolato che si muove su più livelli: psicologico, familiare, lavorativo, sociale, culturale, economico, ambientale e molti altri.

Sono tante le variabili in gioco che fanno si che le scelte individuali siano solo un tassello di un puzzle molto più ampio e che rendono il cambiamento delle abitudini un processo complesso.

Ognuno di noi si inserisce in un contesto a cui si adatta. Dopo un po' di tempo, questa realtà rappresenta la sua zona di comfort: tutto diviene normale, automatico, e in qualche modo rappresenta la migliore realtà possibile (la più semplice).

Le abitudini ci appiattiscono, creano degli stereotipi in cui ci identifichiamo, annullando il nostro Io.

Arriva un momento in cui si coglie che questa realtà non è più così adatta a noi: si percepisce che quelle abitudini ci impediscono di intraprendere un percorso più profondo alla ricerca della nostra identità, rischiando, oltretutto, di compromettere salute e benessere.

Il sintomo

Il sintomo è un segnale prezioso che comunica una condizione sottostante che sarebbe opportuno non ignorare. Ci indica che qualcosa non va e che è necessario effettuare un cambiamento.

La stessa malattia potrebbe essere letta sotto questa luce. Ecco che, quando abbiamo un problema, la soluzione non è quella di cercare un rimedio (che non è detto che sia la soluzione al problema stesso).

Eppure, questo è oggi l'approccio più comune: si cerca di sopprimere il sintomo (approccio sintomatico). Abbiamo mal di testa? Pensiamo che basti assumere un antidolorifico e passi tutto. Problemi di reflusso gastrico? Basta assumere un antiacido. Si è in sovrappeso?

Pensiamo di risolvere con i sostitutivi del pasto o con diete lampo. Ma il problema alla base del mal di testa, del reflusso o del sovrappeso rimane. In realtà, il sintomo non è la malattia, ma il modo in cui si manifesta uno squilibrio, il modo in cui il nostro organismo ci segnala la presenza di un disagio più profondo. Rimuovendo il sintomo, avremo semplicemente messo a tacere noi stessi.

La soluzione? Ascoltare il messaggio, interpretarlo, risalire alla causa del problema, lavorando su questa.

La difficoltà del cambiamento

Per chi è all'inizio del cambiamento, la nuova organizzazione può sembrare impegnativa.

Noi ci siamo già passate e abbiamo vissuto questa difficoltà in modo più o meno evidente. Sarebbe sufficiente porsi in modo positivo verso questo nuovo stile di vita, credere davvero che sia la scelta giusta per le nostre famiglie, e tutto si ridimensiona. A poco a poco, questa nuova scelta diventerà abitudine, quindi sarà tranquillamente inserita nella routine quotidiana.

Generalmente, quando si mette ordine nella propria alimentazione, e magari si inizia anche a fare il giusto movimento, il nostro corpo risponde.

A volte ci dà segnali molto diversi da quelli sperati: può comparire mal di testa, oppure possono acuirsi eventuali problemi di pelle già presenti; questo non dovrebbe allarmarci, perché sono effetti di liberazione, di scarico di tossine. Continuiamo sulla strada intrapresa e presto noteremo i benefici e l'energia ritrovata.

E se la nostra famiglia non ci segue?

Potrebbe succedere che i ragazzi o il nostro partner fatichino a cambiare abitudini alimentari, in quel caso, sarà necessario coinvolgere tutti informandoli attraverso spiegazioni, letture (anche di questo libro!), magari coinvolgendoli nelle nuove preparazioni. L'esempio conta molto.

Se i nostri familiari vedono che mangiamo con entusiasmo un piatto nuovo, saranno incentivati ad assaggiarlo e ad apprezzarlo.

Anche il loro palato ha bisogno di abituarsi a gusti nuovi e, a volte, serve tempo.

Sta ad ognuno di noi decidere come introdurre i nuovi alimenti: a volte è necessario abituarsi gradualmente, iniziando con il cereale semintegrale, e inserendo i legumi un paio di volte alla settimana.

E importante che le preparazioni siano gustose. All'inizio può essere necessario insaporire un po' di più... ma ricordate che è un periodo di transizione: voi che cucinate saprete dosare gradualmente gli ingredienti fino ad arrivare ad un'alimentazione corretta, sana e piacevole.

La via

Ciascuno di noi è diverso, ha una propria storia, proprie abitudini, idee e gusti particolari; ogni vita è fatta di tante situazioni, relazioni, difficoltà e responsabilità.

Dunque, ogni cambiamento inizia da un punto di partenza differente da quello di chiunque altro. E quando si decide che è il momento di cambiare, bisogna scoprire qual è la propria via, in modo da costruire il percorso più adatto a ciascuno di noi.

Il processo di cambiamento, infatti, può essere agevolato oppure ostacolato a seconda di come ci si pone di fronte agli eventi, di come si legge la realtà e sé stessi. Questo influenza anche la motivazione, la perseveranza e il risultato.

Per esempio, se una persona pensa di non essere in grado di cambiare e che ogni cosa che fa sarà sempre insufficiente rispetto a tutto quello che dovrebbe fare, ogni sua decisione o azione sarà sempre accompagnata da un senso di inutilità, inadeguatezza e frustrazione che cancellerà ogni tipo di motivazione a continuare, e ogni risultato sarà sottostimato o considerato inutile.

Se invece si considera ogni azione importante, questa sarà messa in atto con fiducia e vissuta come un passo di valore nel percorso di presa in cura di sé. Se ogni scelta, anche la più piccola, diventa espressione di salute e benessere per il corpo e per la mente, e del volersi bene, allora il senso positivo di efficacia, fiducia e amore per sé stessi diventerà la forza propulsiva e straripante nella costruzione del proprio benessere quotidiano.

E come ormai la scienza ha già ampiamente rivelato e sta dimostrando sempre più approfonditamente, la salute è davvero nelle mani di ognuno di noi. Il potere che ciascuno ha di determinarla, costruirla, migliorarla attraverso le proprie scelte è davvero immenso. Anche solo cucinando, camminando, respirando. Quante cose si possono fare, dunque... con grande semplicità! Attraverso piccoli passi quotidiani, che, uno dopo l'altro, diventeranno grandi.

Desideriamo cambiare. Come farlo?

Questo libro rappresenta lo strumento per cominciare. Una guida pratica non solo da consultare, ma da scoprire, da vivere giorno per giorno. Un connubio di antichi saperi e scienza moderna, per sostenere e accompagnare le proprie pratiche quotidiane con chiarezza, semplicità e serenità.

 

Tratto dal libro:

Il Cibo della Gratitudine

Guida alla cucina macromediterranea

Simonetta Barcella, Titti Gemmellaro, Silvia Petruzzelli, Rita Possemato, Elvira Lotti Matteotti

Le cinque chef collaborano attivamente con l’associazione La Grande Via, fondata dal dott. Franco Berrino per diffondere il prezioso messaggio della longevità in salute. Un libro dedicato a tutti coloro che cercano gioia e benessere anche attraverso l’alimentazione.

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Sara Campolonghi


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Silvia Petruzzelli

Silvia Petruzzelli è laureata in scienze dell’informazione, dopo una pluriennale esperienza in aziende multinazionali decide di cambiare vita, per ritrovare se stessa. Intraprende gli studi di naturopatia. Affascinata dalla medicina tradizionale cinese, prosegue il percorso con...
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