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Sale iodato in cucina: tutti i pregi e i limiti

La Redazione di Macrolibrarsi
Un team di esperti per promuovere la salute a 360 gradi

Utilizzi il sale iodato in cucina? Ti hanno detto che fa bene alla salute? Scopri le sue caratteristiche, quando usarlo e perché.

Indice dei contenuti:

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Un pizzico di sale

Usa sempre poco sale, meglio mangiare insipido che salato! Quante raccomandazioni abbiamo ricevuto sul sale.

In natura esistono alimenti che conservano un sapore naturalmente salato ma la maggior parte di quelli che noi consumiamo abitualmente sono salati in maniera artificiale, ovvero viene aggiunto loro del sale per insaporirli.

Sappiamo che esistono diverse tipologie di sale. Citiamo alcune, tra le più utilizzate:

  • sale iodato
  • sale marino integrale
  • sale himalayano
  • sale alle erbe
  • sale celtico

Il sale è un minerale composto da due elementi: il sodio e il cloro. Entrambi sono fondamentali per la vita di tutti gli esseri viventi: aiutano il cervello e il sistema nervoso ad inviare gli impulsi elettrici necessari all’organismo.

In passato il sale era un bene prezioso, utilizzato come merce di scambio pregiata perché fondamentale per la conservazione dei cibi e utilizzato per le cure mediche. Le sue proprietà sono innumerevoli, ultima ma non meno importante, il ruolo che ha nell’insaporire i cibi.

La ragione per cui viene utilizzato con cautela è legata alla salute: il sale, se consumato in grandi quantità, può legarsi all’acqua presente nel sangue e aumentare la pressione sanguigna, con tutte le conseguenze che ne derivano.

Sale iodato: conosciamolo da vicino

Il sale iodato è un comune sale utilizzato in cucina. Viene ricavato dall’acqua di mare o dalle miniere di salgemma e quindi addizionato in maniera artificiale con iodio.

Perché si è sentita l’esigenza di creare un sale arricchito con lo iodio?

Questo minerale è molto importante per la salute della persona. Contribuisce allo sviluppo fisico e mentale del bambino ed è necessario anche in età adulta. Molto consigliato a chi soffre di problemi alla tiroide e alle donne in gravidanza, che ne necessitano per la crescita del futuro nascituro.

Attenzione però: non servono grandi ed esagerate quantità di iodio! Parliamo di circa 150 microgrammi al giorno, per ogni persona adulta e una quantità inferiore (circa la metà) per un bambino. Capiamo che sono dosi veramente infinitesimali.

Lo iodio non si trova facilmente in natura e per questo viene integrato attraverso il sale. Rimane un minerale utile ma del quale non bisogna abusare.

Controindicazioni del sale iodato

Quando si utilizza il sale, è sempre bene essere parsimoniosi e non sbilanciarsi, anche se il sale è puro, non raffinato e integrale.

Il sale iodato presenta delle controindicazioni che è bene conoscere.

Se lo si utilizza in forma eccessiva, si possono sviluppare malattie a carico dell’apparato cardiocircolatorio. La possibilità di aumento della pressione sanguigna può causare scompensi cardiaci e aumentare la possibilità di formazione di placche arteriose.

Attenzione anche per chi soffre di ipertiroidismo: lo iodio stimola la funzione tiroidea e in questo tipo di disturbo è bene cercare di effettuare l’azione contraria.

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Ultimi 5 commenti su Sale iodato in cucina: tutti i pregi e i limiti

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