Panettone: artigianale o industriale?
Pubblicato
1 mese fa
Roberta Favazzo
Web editor e foodblogger
Tutte le differenze tra il panettone artigianale e quello industriale: ecco come riconoscerli per una scelta consapevole
Protagonista indiscusso delle festività, il panettone è il dolce del Natale per eccellenza. Contrariamente a quanto si pensi lo si prepara da Nord a Sud: a Milano (e Brescia) da Iginio Massari, così come in provincia di Palermo dall’azienda Fiasconaro. Non manca chi (impavido) cede alla realizzazione del panettone artigianale fatto in casa.
Sulla sua supremazia tra i dolci natalizi tradizionali non si discute, non c’è famiglia che non ne consumi almeno uno.
Ma quale scegliere? È meglio un panettone artigianale o industriale? E, soprattutto, quali sono le differenze tra i due?
In questo articolo facciamo chiarezza, in modo da poter scegliere consapevolmente un alimento della tradizione che possa essere buono ma anche il più sano e genuino possibile.
Origine del panettone
Prima di passare all’analisi delle differenze tra le due tipologie, un cenno merita l’origine del panettone, che sembra sia da collocarsi verso la fine del XV secolo a Milano, ovviamente.
Nell’allora dimora di Ludovico il Moro, il cuoco di corte bruciò il dolce preparato in occasione del banchetto della vigilia di Natale. Per rimediare, lo sguattero (Toni il suo nome, da qui quello del dolce) unì al panetto di lievito madre che aveva conservato pochi e comuni ingredienti aggiungendo anche uvetta e canditi. Il resto lo conosciamo già.
Panettone artigianale vs. industriale, tutte le differenze
Nonostante a prima vista possano sembrare uguali, ci sono notevoli differenze tra un panettone artigianale e uno industriale. I meno attenti potrebbero venire ingannati dall’aspetto, ma è al momento dell’assaggio che chiunque può constatarle di persona. Ecco le più importanti da tenere in considerazione.
Ingredienti
A fare la differenza tra i due dolci natalizi sono, innanzitutto, gli ingredienti. Nella preparazione di un panettone artigianale l’utilizzo di materie prime di qualità è d’obbligo, pena la minima resa in termini di gusto.
Farina, burro (la ricetta originale non lascia spazio ad altri grassi), zucchero, uova, latte, burro di cacao: tutto deve essere fresco e scelto tra le migliori materie che il territorio ci regala (ciò non sempre avviene nella preparazione di un panettone industriale nel quale gli ingredienti, spesso e volentieri, sono di origine estera).
Imprescindibili in un panettone artigianale che si rispetti sono l’uvetta e i canditi (proporzionati nelle dosi). Il lievito, invece, deve essere naturale, ovvero la pasta madre. Le proporzioni da rispettare? Almeno il 16% di burro, il 4% di tuorlo d’uovo e il 20% di uvetta e canditi (o scorzette di arancia).
Lievitazione
Importante è anche la lievitazione, che deve essere lunghissima – data l’assenza del lievito di birra in favore della pasta madre - e che è alla base di un panettone soffice dentro e fragrante fuori.
Il peso di un panettone artigianale deve variare da 1 a 3 kg: si tratta di una fascia di peso che denota un’avvenuta corretta lievitazione.
Aspetto

Anche l’aspetto ci aiuta a individuare un autentico panettone artigianale: la crosta deve essere perfettamente dorata anche se più scura del solito.
La pasta all’interno, invece, deve essere gialla (grazie alle uova fresche) e presentare un’alveolatura uniforme. I canditi, infine, devono essere tagliati sul momento e apparire pieni e sodi (spesso nei panettoni industriali sono raggrinziti) e vividi nei colori. Devono, inoltre, emanare un buon odore.
Profumo e consistenza
Su questo non si discute, e l’olfatto ce lo conferma: il panettone artigianale sa di buono e genuino, il suo odore deve essere gradevole, intenso ma non troppo penetrante. E non si deve percepire la presenza di ingredienti artificiali che, se ci sono, si avvertono eccome.
La consistenza, neanche a dirlo, deve essere soffice e scioglievole, non deve rendere la masticazione particolarmente impegnativa, insomma. E, se strappato con le mani, ci si deve ritrovare davanti una porzione di impasto irregolare, come una grossa briciola.
Data di scadenza
Vi è mai capitato di utilizzare un panettone avanzato a Natale in occasione della successiva Pasqua, magari come base per un tiramisù? Ciò è possibile in quanto la data di scadenza di un panettone industriale è abbastanza lunga: si parla di parecchi mesi se non di un anno.
Quella dei panettoni artigianali, invece, non supera i due mesi e, anzi, per apprezzarne al meglio il gusto, si consiglia di mangiarlo “fresco”, ovvero non oltre una settimana dalla data di preparazione.
Prezzo
Ultimo parametro di paragone è il prezzo. Se è vero che un prezzo alto non sempre corrisponde a una elevata qualità, nel campo dei panettoni è uno dei fattori che ci permette di capire se quello che stiamo acquistando è un prodotto artigianale.
Il costo più elevato di quelli artigianali è dovuto alle materie prime di qualità utilizzate, ai lunghi tempi di produzione e al conseguente lavoro che ne sta alle spalle, che ha una durata minima di 30 ore.
A ognuno il suo: 5 panettoni da provare
Ciò premesso, è possibile trovare in commercio, e anche sul nostro e-commerce, degli ottimi panettoni artigianali bio realizzati da aziende attente nell’utilizzo di ingredienti di qualità e materie prime biologiche e vegetali, e nel rispetto delle obbligatorie fasi di preparazione. Eccone 5 da provare.
1. Panettone con Uvetta e Scorze di Arancia Candita
Realizzato con margarina vegetale, farina di tipo 1 e lievito madre, il panettone con uvetta e scorze di arancia candita è pronto ad accontentare i tradizionalisti. Si tratta di un prodotto artigianale che non può non trovare spazio sulle tavole natalizie.
Il nostro panettone con uvetta e arancia candita
2. Panettone Pera e Cioccolato Fondente Bio
Con pasta madre, il panettone Pera e Cioccolato Fondente Bio è perfetto per gli amanti dei dolci naturali. Prodotto genuino dal sapore delicato, può rappresentare un’alternativa al classico panettone artigianale con uvetta e canditi. Senza uvetta né canditi, è un mix perfetto per sorprendere gli ospiti a Natale.
Il nostro panettone Pera e Cioccolato Fondente Bio
3. Panettone con gocce di cioccolato e caffè
Con pasta madre, senza uvetta e con un ripieno di gocce di cioccolato bio e aromatizzato al caffè, questo panettone è adatto come nessun altro ai più golosi. È dolcificato con zucchero di canna è ottimo da servire a fette con una spolverata di zucchero a velo.
Il nostro panettone con gocce di cioccolato e caffè bio:
4. Panettone gourmet con pistacchio e cioccolato bio
C’è poi il panettone glassato bio, caratterizzato da un impasto super soffice e fragrante dovuto all’impiego di margarina vegetale, e dolcificato con zucchero integrale di canna.
Arricchito con pasta di pistacchio e il cioccolato fondente extra, è un panettone ottimo da gustare o regalare in vista del prossimo Natale.
Il nostro panettone glassato bio:
5. Panettone ai grani antichi bio
Per gli amanti del panettone solo con uvetta e senza canditi, ecco una versione di panettone senza canditi. Con pasta madre, farina di grani antichi, Senatore Cappelli, e dolcificato con miele è un panettone genuino condito con solo olio di girasole e impreziosito con olio essenziale di arancio ed essenza di vaniglia.
Il nostro panettone gluteen-free:
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