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Robot e Io reale - Estratto da "Super Coscienza"

di Colin Wilson 2 mesi fa


Robot e Io reale - Estratto da "Super Coscienza"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Colin Wilson e scopri cosa si intende realmente quando si parla di esperienze di "coscienza aumentata"

Chiesi a Maslow: «Pensi che possiamo imparare a raggiungere le esperienze di picco a piacimento?». Maslow scosse la testa: «No. Vengono quando vogliono e se ne vanno quando vogliono. Per quel che ne so, non c’è alcun metodo infallibile per procurarsele».

Ciò che mi disse mi sembrò una sfacciata contraddizione della sua filosofia ottimistica. Anche i Romantici credettero che “i momenti della visione” non possono essere controllati. Questo è precisamente il motivo per cui i Romantici erano così pessimisti. Erano passivi e inetti.

L’ottimismo di Maslow implicava che ci fosse un modo per far sì che tutto questo accadesse a piacimento. Io ho intenzione di trovarlo. Questo libro contiene l’essenza di ciò che ho scoperto.

Nella “coscienza normale”, è come se fossimo consapevoli di noi stessi al centro della rete, e solo di alcuni fili attorno a noi che ci mettono in connessione con le cose. Ma quando siamo felici ed eccitati – per esempio quando partiamo per le vacanze – la nostra eccitazione sembra causarci delle vibrazioni che si estendono sulla rete, e percepiamo questo stato di contentezza rispetto alle cose più distanti. In momenti di grande illuminazione mistica sentiamo che ogni cosa nell’universo è connessa a noi da fili invisibili.

Ognuno di noi ha dentro di sé un robot che si comporta come una sorta di valletto. Quando imparo qualcosa di nuovo – come guidare l’automobile o battere a macchina – lo faccio faticosamente e intenzionalmente. Ma subito il mio valletto robot prende il mio posto, e prosegue a digitare o a guidare in modo molto più efficiente di quanto possa farlo “io”.

Questo mi conduce alla mia personale intuizione di fondo. Possiamo dire che, nella nostra condizione di salute normale, ognuno di noi è circa 50% robot e 50% “io reale”. Quando sono stanco e scarico, divento 51% robot e solo 49% “io reale”. D’altra parte, quando sono felice e pieno di energia, sono 49% robot e 51% “io reale”.

Se usiamo l’intuizione degli umori ottimistici – quando siamo 51% “io reale” – per mantenerci a un alto livello di marcia e di ottimismo, possiamo raggiungere stati in cui siamo 52% o 53% “io reale”. Ecco cosa era successo agli studenti di Maslow che avevano avuto esperienze di picco.

Ha un’immensa importanza anche non dare troppo rilievo alle momentanee battute d’arresto, e soprattutto evitare la stupida abitudine di permettere a noi stessi, quando siamo scoraggiati, di iniziare a guardare al futuro e vedervi una serie di incombenti disastri e sconfitte. Il 90% dei nostri problemi sono creati da noi stessi. Questo è ciò che le scritture induiste intendono con «la mente è l’uccisore del reale».

I filosofi sono sempre stati sospettosi della bellezza della sessualità, perché hanno sempre guardato a essa come a un’esca il cui scopo è la continuazione della specie. Dopotutto, la bellezza del volto che ha fatto salpare migliaia di navi è solo superficiale. Nessun dubbio che Cupido sia visto come un ragazzino dispettoso che scocca frecce appuntite e velenose che inducono allucinazioni.

Qui Maslow può essere chiamato a testimone. Come esempio dell’esperienza di picco citava un marine che era stato per anni su un’isola del Pacifico senza mai vedere una donna e che, tornato alla base, alla vista di un’infermiera, ebbe una forte esperienza di picco, perché di colpo realizzò che le donne sono diverse dagli uomini, come i cavalli sono diversi dalle mucche.

In altre parole, la sua lunga astinenza dall’altro sesso lo portò a vedere le donne in modo oggettivo, come se fossero una specie sconosciuta. La sua reazione alla domanda se il sesso sia o meno un’illusione sarebbe stata una risata di scherno.

Pertanto possiamo concludere che la “Visione Ses­suale” è un’autentica forma di Facoltà X.

Se vai in una galleria d’arte che è mal illuminata, non puoi vedere i quadri come si deve. Eppure non dichiari, per questo, che ci siano dei brutti quadri. Questo è ciò che i filosofi pessimisti asseriscono riguardo alla vita.

Edmund Husserl colse la risposta fondamentale a questi cambiamenti d’umore quando riconobbe che la coscienza è intenzionale.

Quando “vedi” qualcosa, ciò non attraversa semplicemente i tuoi occhi. Devi focalizzare la tua attenzione su di esso, come una freccia. Se osservi il tuo sguardo senza questo atto di “intenzionalità” (cioè con assenza di attenzione) tu non vedi il tempo, così devi guardare ancora.

Super Coscienza

Alla ricerca delle esperienze di picco

Colin Wilson

Le esperienze di picco – o di “coscienza aumentata” – sono state una costante in letteratura, nella storia dell'arte e nella filosofia. Dopo una ricerca durata quarant'anni, in questo libro Colin Wilson si interroga...

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Colin Wilson

Colin Wilson è nato a Leicester nel 1931. Ha scritto decine di volumi tra cui i best-seller Il libro nero dei serial killer (con Donald Seaman) e Il grande libro dei misteri irrisolti (con Damon Wilson), entrambi pubblicati dalla Newton Compton. Autorità assoluta nel campo della criminologia,...
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