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Riconoscere il problema - Estratto da "Mente Milionaria - Worthy"

di Nancy Levin 4 mesi fa


Riconoscere il problema - Estratto da "Mente Milionaria - Worthy"

Leggi un estratto dal libro di Nancy Levin e scopri come migliorare la tua opinione di te stesso e utilizzare la tua autostima per raggiungere i tuoi obiettivi

Il denaro. Lo amiamo. Lo odiamo. Ne vogliamo di più. Vorremmo non averne bisogno. Per molti di noi è una costante fonte di angoscia e di tensioni con le persone che amiamo. Se non abbiamo abbastanza denaro, fatichiamo per averne di più. Se ne abbiamo abbastanza, fatichiamo per tenercelo. E fatichiamo a capire come gestirlo.

Indice dei contenuti:

Ecco perché questo libro funziona

Ma il denaro dev'essere una fonte di angoscia? No! Il nostro rapporto con i soldi può essere meno complicato? Sì!

Perché ne sono così sicura? Perché ci sono passata. Ho lavorato per risolvere il mio rapporto disfunzionale con il denaro e ci sono riuscita. E ho aiutato molte altre persone a risolvere problemi finanziari che le stavano portando alla rovina.

Forse anche tu stai combattendo con problemi analoghi e sei intrappolato in qualche schema simile a uno di questi:

  • hai paura del tracollo economico, quindi eviti di guardare l'estratto conto della tua carta di credito o di verificare i movimenti del tuo conto corrente;
  • non ti lasci alle spalle una relazione infelice perché temi di non riuscire a mantenerti per conto tuo;
  • stai accumulando debiti e sei preoccupato perché pensi che non riuscirai mai a saldarli; guadagni quel che basta per mantenerti, ma non riesci a risparmiare nulla;
  • il denaro non ti manca, ma ti senti insicuro e hai paura di spenderlo. A prescindere dalla somma di cui disponi, non hai mai la sensazione di averne abbastanza.

I possibili scenari in cui puoi riconoscerti sono innumerevoli...

In altre parole, se stai leggendo questo libro c'è qualcosa che non va nel tuo rapporto con il denaro.

Magari hai letto tutti i (numerosi) libri sulla gestione finanziaria che esistono in commercio. Ti sembra che abbiano un senso, ma non funzionano per te.

Qual è il problema?

Ora te lo spiego. Il problema è che, nella maggior parte dei casi, i libri sulla gestione finanziaria ti insegnano a cambiare quello che fai con i tuoi soldi. Ti suggeriscono come e dove investire il tuo denaro, ti insegnano come funziona il mercato azionario, ti aiutano a non abusare delle carte di credito e ti spiegano la differenza tra i vari tipi di fondi d'investimento e fondi fiduciari.

Ma la vera chiave per accedere alla libertà finanziaria non la trovi cambiando quello che fai. La trovi cambiando come ti senti. E per farlo non basta imparare a investire oculatamente il proprio denaro.

E che dire dei libri sulle manifestazioni? Magari avrai scritto diligentemente le tue affermazioni quotidiane sull'abbondanza, ma nonostante questo, nulla è cambiato. Non avrebbe dovuto funzionare? Eh già. Sei condannato alla rovina? Ovviamente no.

Le affermazioni e le manifestazioni sono ottimi esercizi, ma di per sé non arrivano alla radice dei problemi. Grattano la superficie senza raggiungere e cambiare le nostre più intime sensazioni. E il nostro modo di sentirci è proprio il nodo cruciale. Tant'è che, lavorando sulla radice dei problemi, le affermazioni e le manifestazioni possono essere molto utili.

È per questo motivo che troverai un'affermazione alla fine di ogni capitolo, perché ti aiuterà a radicare in profondità il lavoro che svolgerai in ogni passo del processo.

Il segreto dell'autostima

Per affrontare seriamente i nostri problemi economici, dobbiamo analizzarci nel profondo ed esplorare non solo le nostre emozioni riguardo al denaro, ma anche quelle riguardo a noi stessi. Questo perché, sostanzialmente, i problemi finanziari sono riconducibili a problemi di autostima.

In altre parole, l'entità della nostra autostima determina l'entità del nostro patrimonio. Fino a quando non sentiamo davvero di meritare - nella nostra sfera interiore - la vita meravigliosa che desideriamo, non sentiamo di meritare il denaro nella sfera esteriore.

Sviluppiamo quindi degli schemi che ci impediscono di avere il denaro di cui abbiamo bisogno. Per esempio, anche quando saldiamo i nostri debiti... ne accumuliamo altri. Perché ci mettiamo in situazioni di questo tipo? Nessuno lo fa di proposito. Ma questi schemi sono tenaci perché vengono creati da emozioni inconsce e convinzioni negative che hanno iniziato ad attecchire durante l'infanzia.

Infatti l'autostima si crea in tenera età. Di conseguenza alcuni di noi sono inconsapevoli di non apprezzare il proprio valore, e fra loro molti si portano dentro convinzioni inconsce come "non sono abbastanza bravo", "non merito di essere amato" o "gli altri sono migliori di me". Le opinioni legate al senso di inadeguatezza condizionano i nostri comportamenti in molte forme.

Per esempio, una persona che ha problemi di autostima magari aspira a una promozione sul lavoro ma si sente intimorita dalla competizione. Potrebbe pensare "altre quattro persone si sono candidate per quella promozione. Oh... Allora non ho alcuna possibilità. Non provo nemmeno a propormi".

L'intreccio tra autostima e problemi finanziari si forma molto presto. Ed è per questo che dobbiamo cominciare a esplorare i problemi di autostima che risalgono all'infanzia. Se non districhiamo il groviglio di emozioni, convinzioni e paure che si sono codificate negli anni formativi, non solo avremo un rapporto disfunzionale con il denaro, ma lo avremo anche con noi stessi. E non riusciremo a risolvere il problema, a prescindere da quante affermazioni scriviamo o da quanti libri sull'economia leggiamo.

La mia cliente Darcy aveva provato a imparare qualcosa sulla finanza, ma non era in grado di uscire da schemi che si erano consolidati a causa di antichi problemi di autostima.

"Quando ho lasciato la casa dei miei genitori" raccontava Darcy, "non avevo idea di come pianificare le spese e gestire il denaro, e alla fine del mese ero sempre al verde. Ero consapevole di non voler vivere come avevano fatto i miei genitori, dissipando la busta paga senza risparmiare nulla. Ho frequentato molti seminari sulla pianificazione delle spese e la strategia finanziaria. Ma tutte le volte ricadevo nella vecchia abitudine di spendere denaro che non avevo. Lavoravo duramente per saldare i debiti, poi mi indebitavo di nuovo. Era un circolo vizioso".

Darcy doveva aumentare la sua autostima per aumentare il suo patrimonio. Ma, nonostante tutto ciò che aveva imparato sulla gestione del denaro, non è riuscita a fare progressi fino a quando non ha affrontato quelle profonde emozioni e convinzioni inconsce che compromettevano seriamente la sua capacità di crearsi la vita che desiderava. La sua storia è un esempio lampante di come l'entità della nostra autostima determini l'entità del nostro patrimonio.

Definiamo il "patrimonio" e la "libertà finanziaria"

Prima di procedere, vorrei definire un paio di espressioni che vengono ripetute spesso quando si parla di denaro. Per prima cosa chiariamo il significato di "patrimonio". Quando uso questa parola, non mi riferisco solo alla quantità di denaro di cui disponi o ai beni che possiedi. Non mi sognerei mai di affermare che possedere molti beni o un enorme portafoglio azionario sia la chiave della felicità.

Anche se in questo libro parlo molto di denaro, quando uso il termine "patrimonio" non mi riferisco solo al conto in banca, ma al livello di ricchezza, di intensità e di appagamento che puoi vantare in ogni ambito della vita. Hai la sensazione che le relazioni interpersonali ti arricchiscano? Hai un'ampia gamma di attività che riescono ad appagarti?

Possedere un patrimonio "sostanzioso" significa provare una sensazione di completezza.

In altre parole, non voglio solamente che tu disponga di più denaro, voglio che tu sia libero di crearti la vita che ti rende felice, qualunque cosa questo significhi per te.

A tale proposito c'è una frase dell'attore Chris Rock che mi piace molto: "Essere ricchi non significa avere molti soldi. Significa avere molte opzioni." Se possiedi un patrimonio sostanzioso, hai una profusione di opportunità.

E come definiamo la "libertà finanziaria"? Per alcuni individui essere liberi sul piano finanziario significa avere"tanti"soldi (quantificati in base a parametri soggettivi), con investimenti che crescono e molteplici fonti di reddito. Per me godere della libertà finanziaria significa non essere più intrappolata negli schemi disfunzionali e nei sistemi di convinzioni che mi portavano a faticare per pagare i conti o per saldare i debiti. E significa non passare più le mie giornate nel timore di non avere abbastanza denaro; timore che mi accompagnava anche nei momenti in cui le cose andavano bene.

Godere della libertà finanziaria significa avere un approccio rilassato al denaro. Fermati per un secondo e immagina come ti sentiresti se avessi questa rilassatezza. Anche le persone che comunemente vengono definite "ricche" non sono necessariamente rilassate rispetto al denaro. Perciò, invece di "libertà finanziaria", chiamiamola "serenità finanziaria".

Cosa significa essere sereni in ambito finanziario? Significa non essere più schiavi dei problemi di autostima che causano a loro volta problemi economici.

Con la serenità finanziaria abbiamo una miriade di opportunità. Il denaro non è più la fonte di tutto quello stress che sottrae così tanta energia alle gioie della vita. Riusciamo a fare le cose che ci garantiscono quell'intensità, quell'appagamento, quella completezza che ho descritto poco fa.

E il primo passo per creare un patrimonio sostanzioso ad ampio spettro è riconoscere il tuo valore, sapendo che non solo ti meriti una vita serena sul piano finanziario; ti meriti anche una vita che ti faccia sentire felice e appagato.

Qual è il quoziente del tuo valore?

La triste verità è questa: se vuoi misurare l'entità della tua autostima, ti basta valutare l'entità del tuo patrimonio. La tua situazione finanziaria è un riflesso diretto dell'opinione che hai di te e del tuo valore. Attualmente possiedi tutto il denaro che ti serve? Senti di saperlo gestire al meglio? Hai un gran numero di opportunità? Se onestamente non hai potuto rispondere "Sì" a queste domande, è probabile che tu abbia dei blocchi inconsci che riguardano il tuo valore.

Quando sentiamo di non essere abbastanza, o di non valere abbastanza, abbiamo anche paura di non avere abbastanza, né ora né mai. Questa paura è una profezia che si autoavvera, per cui adottiamo comportamenti irrazionali che ci impediscono di ottenere tutto ciò di cui abbiamo bisogno. È una logica dolorosa che opera nell'ombra del nostro inconscio e di cui molti di noi non si accorgono nemmeno.

Dobbiamo risolvere il problema alla radice, il che significa sostituire quelle vecchie sensazioni di inadeguatezza con un forte senso di autostima. Dobbiamo impegnarci a lavorare dall'interno per correggere questa visione distorta di noi stessi e sperimentare la libertà della ricchezza nella nostra vita. Finché non svolgiamo questo lavoro, continuiamo a sabotare inconsciamente la realizzazione dei nostri desideri. Che orrore!

Prendiamo per esempio la persona che, dopo aver vinto alla lotteria, ha perso in breve tempo ogni centesimo perché non ha mai svolto un lavoro interiore che le consentisse di sentirsi a suo agio con tutti quei soldi. O prendiamo me. Una volta ho seguito le indicazioni di un consulente finanziario e ho investito del denaro in un fondo comune, ma avevo una tale paura che controllavo il saldo ogni giorno. Sapevo bene che il mercato può fluttuare parecchio, ma ero così nervosa che ho ritirato tutti i soldi prima che l'investimento potesse fruttare.

Solo quando abbiamo guarito le ferite interiori riguardanti il nostro valore, e finalmente sappiamo di meritarci cose buone, ci apriamo a ricevere in abbondanza i doni che l'universo ha in serbo per noi. A questo punto abbandoniamo anche i vecchi comportamenti che ci hanno ostacolato. Quanto più crediamo nel nostro valore, tanto meno siamo disposti a perpetrare schemi distruttivi. Diciamo "Attenzione, io merito di meglio".

Perciò, se hai un problema con il denaro, devi guardare cosa si nasconde sotto la superficie. Suze Orman lo spiega così: "Non puoi risolvere un problema finanziario tramite il denaro. Puoi risolvere un problema finanziario solo risolvendo te stesso. Devi sempre guardarti dentro per comprendere il motivo delle tue privazioni."

L'intreccio tra autostima e patrimonio

Quando cominciamo a lasciar andare le convinzioni limitanti sulla nostra autostima, i problemi finanziari iniziano a dissolversi. Il rapporto causale funziona anche all'inverso. Quando guariamo le ferite emotive che riguardano le nostre finanze, anche gli altri ambiti della nostra vita iniziano a guarire. L'effetto che si produce sembra quasi miracoloso.

La storia della mia cliente Michelle è esemplare. Michelle e suo marito si erano sposati in giovane età. Tragicamente lui era morto pochi anni dopo, quando la mia cliente non aveva ancora compiuto trent'anni. Michelle aveva ereditato dal marito una grossa somma di denaro, ma si sentiva a disagio. Dopotutto quel denaro l'aveva guadagnato lui, non lei. Sentiva di non meritarlo. Per evitare quel disagio, Michelle aveva ingaggiato un consulente finanziario e gli aveva affidato la gestione del patrimonio. Così avrebbe potuto semplicemente dimenticarsene.

Negli anni seguenti, invece di usare il denaro che il marito le aveva lasciato, Michelle comprava tutto con la carta di credito, senza però avere i soldi per coprire il rosso sul conto ogni volta che arrivavano gli addebiti. Tecnicamente viveva in una condizione di abbondanza, ma non poteva trarne alcun beneficio: la sola idea di chiedere al consulente finanziario di poter utilizzare il proprio denaro la terrorizzava. In passato suo padre l'aveva rimproverata per alcune decisioni prese, perciò adesso temeva che il consulente finanziario avrebbe fatto altrettanto.

Probabilmente le avrebbe detto che le sue scelte non erano sagge. Magari si sarebbe comportato come se lei non avesse diritto a utilizzare i suoi fondi. Perciò Michelle continuava a mortificarsi e a sentirsi una fallita. Anche se quel denaro le apparteneva, i problemi di autostima la bloccavano: era paralizzata dalla paura.

Quando iniziai a lavorare con lei, Michelle mi rivelò che da molto tempo desiderava trasferirsi alle Hawaii. Ma, ancora una volta, sentiva di non meritarselo. Procedendo per gradi, abbiamo scavato in profondità per indagare i suoi problemi di autostima e per comprendere come si ripercuotessero sulla vita finanziaria. Grazie al lavoro che abbiamo svolto insieme - attraverso tutti i passi spiegati in questo libro - Michelle è riuscita a superare le convinzioni negative e ad affermare il diritto a esaudire i propri desideri. Anche se il consulente finanziario non approvava. Anche se il padre non condivideva le sue scelte.

Ed è anche riuscita a trasferirsi alle Hawaii! Come ha fatto? Rafforzando l'autostima, è riuscita a fornire precise istruzioni al suo consulente finanziario affinché depositasse del denaro sul suo conto corrente ogni mese. Ovviamente il consulente ha acconsentito senza esitazioni. Non ha reagito come temeva inizialmente Michelle. Lavorando al suo servizio, era suo compito fare ciò che gli veniva chiesto.

La storia di Michelle presenta anche un altro aspetto davvero interessante. Durante la nostra prima sessione lei mi aveva confessato che soffriva di bulimia dall'età di diciannove anni. Ogni singolo giorno degli ultimi quindici anni si era abbuffata per poi espellere forzatamente tutto ciò che aveva mangiato. "Ma non voglio affrontare questo problema nelle nostre sedute di coaching" aveva precisato. Era già stata ricoverata in due cliniche per disturbi alimentari ed era convinta che nessuna terapia potesse funzionare.

Da allora non abbiamo più parlato della bulimia e ci siamo concentrate sui problemi di autostima e su quelli finanziari. Ma sei mesi dopo l'inizio del nostro lavoro insieme, Michelle mi telefonò per dirmi che era accaduto un miracolo. Nelle ultime ventiquattr'ore non si era abbuffata e non aveva espulso forzatamente il cibo. Era il primo giorno, da quando aveva diciannove anni, in cui non aveva avuto comportamenti bulimici. Al momento della pubblicazione di questo libro, sono mesi che Michelle non si abbuffa per poi espellere il cibo.

Ciò non significa che la bulimia di Michelle fosse una conseguenza diretta delle sue paure nei confronti del denaro. Ma indica che la mancanza di autostima e la rinuncia a esercitare il potere compromettevano non solo il rapporto con il denaro ma anche il rapporto con il cibo. Il lavoro che abbiamo svolto sull'autostima ha avuto un naturale impatto su tutti gli aspetti della sua vita. Il suo "patrimonio" è cresciuto in molti modi, che vanno ben oltre il conto in banca.

La storia di Michelle non è insolita. È un esempio di come l'intreccio tra autostima e patrimonio possa creare situazioni drammatiche nella nostra vita.

Lo so per esperienza personale.

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Nancy Levin è Life Coach certificata. Esperta di coaching integrato, ha creato i programmi JUMP e WORTHY, nei quali aiuta i clienti - in sedute individuali e di gruppo - a creare una vita allineata ai loro desideri e alla loro verità. Ha lavorato alla Hay House per 12 anni come...
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