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Radiestesia e medicina vibrazionale

di Roberto Beghini 4 mesi fa


Radiestesia e medicina vibrazionale

La facoltà dell'uomo che misura i campi vibrazionali usata a scopo terapeutico e non solo

La radiestesia si potrebbe definire come “la capacità umana di percepire i campi vibrazionali della materia”, verso la quale ci si rende ricettivi e sensibili, captando le sue “radiazioni” o energie sottili.

Si parte dal presupposto che ogni elemento (animale, vegetale e minerale) vibra di una propria frequenza, definibile anche come “lunghezza d’onda”, la cui misurazione è effettuabile con la tecnica radiestesica. Per far questo si adottano specifiche tabelle "tarate" in Angström o Unità Bovis (U.B.).

Indice dei contenuti:

Radiestesia e bio-risonanza

La radiestesia, molto versatile, è peculiare per testare tutta la gamma dei rimedi vibrazionali (essenze floreali, elisir di pietre preziose e di cristalli, rimedi omeopatici ecc.), e può essere complementare ai test kinesiologici e a quelli eseguiti tramite strumentazioni bioelettroniche (EAV, Vega Test ecc.).

Alla base del funzionamento della radiestesia sembrerebbe esservi un fenomeno di bio-risonanza.

Per ricordarci cos’è la risonanza basta pensare al famoso e semplice esperimento scolastico eseguito con due diapason, da cui si evince che elementi di natura simile vibrano in maniera praticamente identica, poiché hanno la stessa lunghezza d’onda, e perciò risultano essere in qualche modo “legati” energeticamente.

Il nostro essere, avvalendosi di questa capacità, funge da analizzatore biologico ed è perciò in grado di comunicarci quale musica, colore, cibo o rimedio vibrazionale sia compatibile o incompatibile per noi.

Siamo analizzatori biologici

Sono propenso a credere che le informazioni e le risposte, probabilmente sotto forma di messaggi elettromagnetici, siano elaborate dalla cooperazione cervello-subconscio, e rese manifeste a livello neuromuscolare tramite microspostamenti corporei, che determinano le oscillazioni degli strumenti radiestesici, i quali fungono da amplificatori di segnali.

Secondo questa tesi l'uomo, come una stazione radio ricevente ed emittente, sarebbe in grado di recepire “vibrazioni-informazioni” provenienti dall’esterno, elaborarle ed interpretarle con tempi praticamente immediati.

Queste operazioni bioenergetiche probabilmente includono frequenze e fasi di magnetismo ed elettromagnetismo, ma potrebbero essere veicolate anche da qualche forma di energia ancora poco nota.

Mi riferisco ai lavori dello scienziato ed astrofisico russo Nikolaj A. Kozyrev (1908-1983) riguardo i Campi Torsionali Dinamici – fonte di energia potentissima, non di ordine elettromagnetico né gravitazionale – che viaggiano a velocità superiore a quella della luce (velocità superluminale). Questa Energia forse è la stessa implicata nelle ricerche radiestesiche e teleradiestesiche, nella trasmissione a distanza del pensiero, nella preghiera e nell’uso della radionica.

Si evince che nella radiestesia l'elaborazione dei dati è ultraveloce (ogni misurazione radiestesica innesca una risposta immediata), ed è probabile che vi siano emissioni biofotoniche (i biofotoni sono quanti di energia elettromagnetica), con le quali avvengono scambi di informazioni.

Non per nulla alcuni scienziati, come Fritz-Albert Popp, sostengono che nell'organismo umano la regolazione dei processi cellulari, e l'attivazione delle relative reazioni biochimiche, sono da attribuire ai biofotoni.

Gli strumenti della moderna radiestesia

Il biosensore (altrimenti chiamato: biotensor, biotensore, bio-antenna, biotester ecc.) è per antonomasia lo strumento della moderna radiestesia, ed è tendenzialmente il più adottato dai terapisti.

Questo utensile consta di un manipolo generalmente in ottone o acciaio, ma ne esistono modelli anche in bachelite e legno, dalla cui testa parte un’astina sottile in acciaio (flettente), al cui vertice è inserito un “grave” (recettore), generalmente a forma di rondella o di spirale.

Il biosensore si può definire come un “amplificatore di segnali”, poiché esalta, attraverso le oscillazioni del recettore, gli impercettibili movimenti neuromuscolari del nostro corpo, probabilmente derivanti dagli input ricevuti dalla collaborazione cervello-subconscio.

La codificazione di queste oscillazioni determina la corretta interpretazione degli esiti dei test.

Ulteriore e importante strumento di ricerca è l’indicatore radiestesico (pendolo), insostituibile per ricerche tramite l’utilizzo di quadranti.

Misuriamo l'energia dei cibi

Propongo ai gentili lettori di provare a misurare, con la tecnica radiestesica, il grado di freschezza degli alimenti, impiegando sia un biosensore che un indicatore radiestesico (pendolo).

Per iniziare, un esercizio molto semplice è il seguente: nel caso usiate un biosensore, sospendete il recettore (rondella o spiralina) di piatto sopra a delle uova.

Utilizzatene alcune molto fresche, alcune meno, ed altre addirittura oltre la scadenza. Più le uova sono fresche e maggiormente il recettore oscillerà verticalmente, oppure ruoterà in senso orario (spin destrorso), a seconda della convenzione adottata.

Mentre oscillazioni orizzontali o rotazioni antiorario (spin sinistrorso) indicheranno che le uova non sono fresche, bensì molto vecchie, quindi non salutari.

Stessa cosa se si impiega un indicatore radiestesico: più l'alimento è fresco e più la rotazione destrorsa sarà vigorosa, ampia e veloce. Al contrario, meno è fresco e più l'indicatore compirà rotazioni lente, strette e anergiche, oppure ruoterà antiorario se non sarà più commestibile.

Impiego dei quadranti

Esercitandovi con queste misurazioni verificherete di persona l’enorme differenza vibrazionale tra un cibo fresco appena colto e uno conservato. Per ottenere parametri più precisi si possono impiegare dei quadranti.

Ad esempio potete disegnare su un foglio bianco un semicerchio e dividerlo in dieci tacche equidistanti, contrassegnando ogni tacca, da sinistra a destra con valori da 1 a 10.

Stabilite nella vostra mente (auto-taratura psichica) che più i cibi sono freschi più l'indicatore radiestesico dovrà oscillare verso il valore 10. Al contrario, meno i cibi sono freschi tanto più indicherà valori verso o al di sotto del valore 5.

Quindi toccate con la mano libera l’alimento in questione e sospendete l’indicatore al centro del semicerchio ponendovi mentalmente la seguente domanda: “quanto è fresco questo alimento?”.

Osservate senza preconcetti su che valore si dirige insistentemente l’indicatore.

Un altro quadrante molto utile per rilevare il grado di freschezza dei cibi è quello delle percentuali, adottato dal dott. B. Bhattacharyya, realizzato in maniera simile al precedente, sempre con valori crescenti iscritti in un semicerchio da sinistra a destra, ma che andranno dallo 0% al 100%. Le domande test sono le seguenti:

  • "in che percentuale questo cibo è fresco?";
  • "in quale percentuale questo cibo per me è benefico?".

L'utilizzo del quadrante delle percentuali è indispensabile per effettuare misurazioni di precisione, in quanto molto versatile e utilissimo per svolgere qualsiasi tipo di indagine.

Qui di seguito alcuni suoi impieghi:

  • misura il nostro livello energetico (incremento o decremento della nostra energia);
  • misura la funzionalità bioenergetica di un organo o di un apparato;
  • misura la funzionalità dei chakra;
  • misura lo stato generale di salute;
  • misura il grado di biocompatibilità di cibi, farmaci, fitoterapici, rimedi vibrazionali ecc.

Imparare a testare col biosensore

In primis, dobbiamo "codificare" le principali oscillazioni, movimenti che saranno la chiave per ottenere esiti accurati. La presa del manipolo del biosensore deve essere leggera ma nel contempo salda.

Non è la regola, ma in genere la maggioranza dei radiestesisti, facendo uso del biosensore, adotta spontaneamente e volentieri le seguenti convenzioni:

  • oscillazione verticale (strumento che chiama) per indicare risposte affermative e/o bio-compatibilità;
  • oscillazione orizzontale (strumento che taglia) per le risposte negative e/o bio-incompatibilità.

Altre oscillazioni riscontrabili, che dipendono anche dalla convenzione adottata, con significato rispettivamente identico a quelle appena riportate, sono le seguenti:

  • il recettore ruota destrorso (in senso orario): indica che c'è risonanza;
  • il recettore ruota sinistrorso (in senso antiorario): indica che c'è dissonanza.

Mind reset 

In questo contesto ritengo particolarmente adeguate le parole del dottor Albert Leprince, il quale nel suo libro Radiestesia Medica scrive: “Il solo ostacolo che si frappone a precisi esami è l’autosuggestione. Il principiante soprattutto deve astrarsi dal suo strumento, sdoppiare in certo qual modo la sua personalità ed esaminare i movimenti del suo pendolo come se questo fosse tenuto da una altra persona o sospeso a un chiodo”.

In realtà, con l’allenamento, la sola intenzione sarà in grado di mettere in azione la ricerca radiestesica.

Alcuni impieghi della radiestesia

La tecnica radiestesica può essere impiegata principalmente per i seguenti scopi:

  • test dei rimedi vibrazionali quali: elisir floreali, elisir di pietre preziose, elisir di cristalli, rimedi omeopatici e omotossicologici;
  • test su farmaci, fitoterapici e prodotti erboristici;
  • test su integratori e alimenti;
  • test per le intolleranze alimentari;
  • test per il corretto funzionamento dei chakra;
  • test sui cristalli per la cristalloterapia;
  • test sull'apparato dentale, anche per ricerche su singoli denti;
  • check-up bioenergetico dei singoli organi e apparati;
  • test sul grado di salute;
  • rilevamento della propria lunghezza d’onda;
  • ricerca delle zone geopatogene;
  • ricerche idriche;
  • ricerche di cose o persone scomparse.

Roberto Beghini

Roberto Beghini è naturopata e ricercatore nel campo delle energie sottili. Si interessa, insieme alla moglie Marina Dioguardi, di medicina naturale e naturopatia da circa 30 anni. Ha studiato e sperimentato diverse scuole di nutrizione e attualmente sta sostenendo l'approccio nutritariano...
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