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Questi compiti, che tortura... - Estratto da "W i Compiti!"

di Valentina Conte, Alessandro Rocco, Paola Saba 11 giorni fa


Questi compiti, che tortura... - Estratto da "W i Compiti!"

Leggi in anteprima l'introduzione al libro di Valentina Conte, Paola Saba e Alessandro Rocco e scopri come affrontare questo impegno con entusiasmo

COMPITI PER CASA: oggi, di fronte a queste tre parole, si apre per molte famiglie uno scenario apocalittico.

I compiti sono una dannazione quotidiana per molti ragazzi. Ma non basta, sono una dannazione anche per i genitori che non riescono ad aiutare il proprio figlio nel gestire questo percorso che spesso si trasforma in una salita molto ripida.

E allora iniziano:

  • discussioni;
  • litigi;
  • pianti;
  • minacce;
  • ricatti.

Tutti aspetti che di fatto inquinano la nostra vita e soprattutto quella delle famiglie di bambini e ragazzi dislessici o che hanno, in generale, difficoltà di apprendimento.

È specialmente per loro che abbiamo deciso di scrivere questo libro, anche se la sua lettura non farebbe male a qualsiasi genitore, a prescindere dai risultati scolastici dei figli.

Il nostro lavoro consiste soprattutto nell’aiutare i ragazzi dislessici (disgrafici, disortografici, discalculici, ADHD...) e le loro famiglie a “sopravvivere alla scuola” e a superare prove che non sono pensate per valorizzare il loro diverso stile di apprendimento.

Ma moltissimi dei ragazzi che chiedono il nostro aiuto sono studenti SENZA diagnosi - ma non per questo senza difficoltà - che hanno problemi a scuola, nello studio, nei compiti, nella relazione con gli insegnanti.

Spesso il metodo di studio è un grosso problema e bisogna dedicare tempo agli studenti per crearne uno personale ed efficace. Al tempo stesso dobbiamo supportarli nella ricerca ed espressione del proprio talento per evitare che i fallimenti scolastici installino nella loro mente la convinzione di essere incapaci o, peggio ancora, persone destinate a fallire anche nella vita.

Il nostro intervento, però, non si limita ai ragazzi. Aiutiamo anche i loro genitori a capire quali siano le difficoltà dei figli, ma soprattutto le loro risorse e le diverse modalità di apprendimento che li caratterizzano.

Spesso ci troviamo a lavorare con genitori che non riescono a relazionarsi bene con i figli e passano le loro giornate a urlare e a litigare.

Purtroppo tali conflitti limitano enormemente l’espressione delle potenzialità dei ragazzi, impedendogli di raggiungere risultati scolastici apprezzabili.

Creare a casa un ambiente funzionante può aumentare i risultati scolastici di un ragazzo in modo esponenziale. Per questo abbiamo deciso di estendere la nostra attività al contesto famigliare, creando strumenti e percorsi di supporto per i genitori dei ragazzi dislessici: articoli, video, podcast, corsi, webinar, perfino un gruppo su face-book e naturalmente anche libri come questo.

Qui abbiamo riportato molte delle esperienze fatte in questi anni, le sfide che abbiamo affrontato, le lezioni che abbiamo appreso dai ragazzi e le testimonianze di alcuni genitori che, applicando le nostre strategie, hanno contribuito al miglioramento dei risultati scolastici dei propri figli ma soprattutto hanno migliorato il proprio rapporto con loro.

Ogni giorno nel nostro percorso per genitori W LA DISLESSIA A CASA TUA! parliamo con genitori distrutti dai compiti perché non hanno strumenti per aiutare i figli.

Noi li aiutiamo a trovare le risorse per poter sostenere e non pressare i figli. Ci piace parlar loro di strategie per vivere la scuola in modo più leggero (non superficiale), ma soprattutto amiamo stabilire assieme a loro delle regole chiare per poter aiutare al meglio i ragazzi.

In questo libro abbiamo riportato alcune delle strategie già attuate da altri genitori che hanno affrontato il problema dei compiti nel modo giusto e hanno raggiunto risultati sorprendenti.

I loro racconti sono la prova di quanto l’ambiente possa influenzare i risultati scolastici di un ragazzo.

Spesso gli scarsi risultati scolastici suscitano tensioni in famiglia, ma raramente si presta attenzione al fatto che se le tensioni persistono, i risultati non potranno migliorare, anzi, spesso peggioreranno. Insomma, è come un cane che si morde la coda.

Nei racconti di molti genitori si trovano pomeriggi di vero delirio e litigi che scoppiano soprattutto nel fatidico momento dei compiti.

Probabilmente ti sarai chiesto: "Ma se i compiti sono cosi dannosi per la pace famigliare, perché avete scritto un libro intitolato addirittura W I COMPITI.".

Perché vogliamo staccarci dall’idea che i compiti siano sempre qualcosa di negativo e crediamo che, con il giusto atteggiamento e strategie efficaci, possano diventare un momento di vero apprendimento. Ormai in Italia c’è la corsa a chi toglie responsabilità ai ragazzi. Esistono movimenti che puntano all’abolizione dei compiti. Di tanto in tanto su Internet circolano lettere di genitori che sfidano il sistema e dichiarano di aver preso la decisione di non far fare i compiti ai propri figli durante le vacanze.

Ci sono gruppi, pagine e club che il più delle volte diventano un centro di raccolta di sfoghi e frustrazioni, comprensibili ma decisamente poco produttive.

Così non può funzionare!

Bisogna lavorare sugli strumenti da dare ai ragazzi per poterli aiutare a fare i compiti al meglio e renderci conto che, ad oggi, serve un cambiamento strutturale di tutta la scuola; ma prima di tutto bisogna partire dalle basi. I compiti non sono che il prodotto di un sistema che andrebbe rivoluzionato e non semplicemente riformato come si sta facendo da troppi anni.

Certo, le rivoluzioni non si compiono dall’oggi al domani e intanto il problema del compiti rimane.

E allora che fare? Il primo cambiamento lo devi fare tu!

“DIPENDE DA TE” è una frase che leggerai spesso nelle prossime pagine perché crediamo che per un genitore l’unica possibilità di riuscire a essere davvero un aiuto per un figlio sia partire da se stesso e dal proprio atteggiamento nei confronti dei compiti e, più in generale, della scuola.

Se tu non ti metti in gioco in prima persona, avrai di fronte a te, nel giro di poco, una realtà molto più complicata e molto meno piacevole di come te la immagini.

I compiti per casa sono un momento importante ma, allo stesso tempo, non sono la cosa più importante del mondo.

Non sono una questione di vita o di morte.

Non sono lo scopo ultimo dell’esistenza di tuo figlio.

Non sono l’unica cosa che conta.

Non hanno il peso che pensi tu.

Ma... ci sono e vanno fatti! (più tardi ti diremo anche perché); anche se sappiamo che questo momento il più delle volte è accompagnato da diverse paure e da molte domande.

Ogni giorno nel nostro gruppo W LA DISLESSIA!® (aperto anche a chi non ha figli con difficoltà di apprendimento) riceviamo molti messaggi di genitori disperati per tutto quello che succede nel mondo della scuola. Molto spesso ci sono richieste di aiuto riguardati il come gestire il lavoro pomeridiano.

Eccone alcune:

“Siamo alle solite, 3 ore perché si metta sui libri. Ho dovuto urlargli di tutto perché iniziasse. Sono disperata, come devo fare?”

“Anche vostro figlio si alza e si muove mentre fa i compiti?”

“Come posso aiutare mio figlio nei compiti?”

“Mio figlio non mi ascolta MAI, cosa sbaglio?”

“Ma è possibile che sbagli sempre gli esercizi?”

“Ce la farà mai a fare da solo?”

“Se adesso fa così fatica, cosa succederà alle superiori?”

Daremo una risposta a queste e ad altre domande in questo libro, ma prima vogliamo farti notare quanto hanno in comune.

Il denominatore è che esprimono tutte l’agitazione e l’ansia dei genitori, determinata in fondo da una loro insicurezza.

I motivi sono svariati, molti di questi arrivano dalla nostra educazione e da quello che ci è stato trasferito da genitori e nonni.

Siamo tutti cresciuti con l’idea sbagliata che i compiti per casa siano lo strumento attraverso il quale si impara davvero quanto fatto a scuola.

“Fai i compiti perché così non ti dimentichi le cose!” è una delle frasi d’ordinanza.

“I compiti sono necessari per far sedimentare le informazioni!" è il parente stretto della frase precedente. Avrai sentito sicuramente questa frase dagli insegnanti di tuo figlio.

L’idea di fondo può anche essere corretta, ma il motivo per cui vengono dati è troppo spesso diverso: servono per studiare cose nuove e sono davvero troppi.

E allora, soprattutto se hai un figlio con una difficoltà di apprendimento, ti ritrovi ogni santo giorno a fare le cose con lui o per lui (quando va male sul serio).

A quel punto ogni pomeriggio arrivano litigi e urla.

Vuoi davvero continuare così per tutto il percorso scolastico di tuo figlio?

Se sì, stai leggendo il libro sbagliato... Se invece vuoi pensare a qualcosa di diverso, scopriamo assieme cosa si può fare davvero.

Partiamo da una di quelle domande. Prova a immaginare per un attimo di dirti: “E se facesse da solo?”.

Come ti senti mentre ti ripeti questa domanda? Bene? Male?

Ora non ti abbiamo qui davanti a noi, ma è come se ti conoscessimo e possiamo immaginare che ti stia dando delle risposte di questo tipo:

  1. “Da solo non ce la può fare!"
  2. “E se poi non li finisce?"
  3. “E se li fa sbagliati e poi prende un brutto voto?"

Queste sono le prime risposte che generalmente vengono in mente (quando va bene).

Quando va male ci capita di parlare con genitori che dicono: “Già è isolato dalla classe, almeno se va bene a scuola si sentirà accettato!".

In quale uguaglianza matematica hai mai trovato scritto:

FA BENE I COMPITI = I SUOI COMPAGNI VORRANNO GIOCARE CON LUI?

Questo ragionamento è totalmente nella testa del genitore, ma è lui che crede che sia reale e in questo modo non fa altro che caricare il figlio di tante responsabilità che non gli appartengono.

Ma allora potresti chiedere: “Che cosa devo fare?".

La soluzione è continuare a sfogliare (e leggere) queste pagine con lo spirito che ha un bambino quando sta scartando i regali di Natale.

La soluzione è aver voglia di imparare con lo stupore della scoperta che hanno i bambini.

Se avrai questo tipo di atteggiamento, potrai accogliere con successo tutti gli spunti di questo libro.

Ti anticipiamo che non saremo troppo gentili e non andremo troppo per il sottile.

Partiremo dicendoti cosa devi smettere di fare. Devi smetterla di lamentarti, di contagiare tuo figlio con la tua ansia, di chiedergli com’è andata a scuola, di usare il registro elettronico come strumento di controllo maniacale.

Poi vedremo cos’è meglio fare per aiutare veramente tuo figlio a trovare la giusta motivazione, a essere sempre più autonomo e soprattutto ad acquisire la giusta sicurezza per affrontare non solo i compiti scolastici ma in generale le altre sfide della vita. Perché ti ricordiamo che la scuola è solo un momento della nostra vita e spesso i risultati scolastici non sono determinanti per la realizzazione di tuo figlio.

Alla fine ti suggeriremo cosa fare concretamente prima, durante e dopo i compiti per rendere questo momento davvero produttivo e utile.

E ora ti diciamo cosa NON TROVERAI in questo libro.

Non troverai l’illustrazione di tecniche di studio, indicazioni su come eseguire gli esercizi di matematica e di inglese o altre cose simili. Non perché non siano strumenti utili, ma perché ormai le librerie e il web sono inondati di metodi, strategie e risorse da scaricare. Dalle mappe mentali a quelle concettuali al metodo dei loci alle “100 ore per imparare l’inglese, il tedesco, il russo, il salto con l’asta, il punto croce” e tutto quello che vi viene in mente.

Ma la realtà è che puoi conoscere tutte le migliori tecniche di studio del mondo, ma se non affronti i compiti con il giusto atteggiamento mentale, quelle tecniche ti serviranno a ben poco.

Ora si tratta di capire qual é il risultato che vuoi ottenere: vuoi solo eseguire i compiti per evitare che tuo figlio prenda un brutto voto o vuoi sfruttare i compiti per aiutare tuo figlio a crescere come una persona responsabile del proprio successo?

Se hai scelto la seconda opzione, allora questo è il libro che fa per te.

Naturalmente è un libro, non una bacchetta magica! Non ti basterà averlo sul comodino per risolvere tutto quello che prima ti creava difficoltà.

Dovrai studiare e... FARE I COMPITI che ti daremo all’interno di questo percorso. Nelle diverse sezioni troverai gli esercizi da svolgere e una serie di domande a cui rispondere, oltre alla possibilità di ricevere dei contenuti bonus in video.

Abbiamo strutturato il libro come un percorso in 10 passi. Ogni passo è fondamentale per permetterti di raggiungere il risultato finale. L’ordine in cui dovrai fare questo viaggio non è casuale, ma è esattamente l’ordine che dovrebbe seguire ogni processo di apprendimento, dove la parte fisica (fare i compiti per casa, per intenderci) è solo negli ultimi passaggi.

Naturalmente se non farai le attività che ti proponiamo strada facendo, non prenderai una nota o un brutto voto! Ma seti impegnerai a eseguirli, potrai raggiungere due obiettivi:

  • potrai apprendere davvero quello che ti abbiamo suggerito e avrai maggiori chance di applicarle con successo;
  • sarai un buon esempio per tuo figlio.

Quindi, se sei pronta a impegnarti veramente: qua la mano, si parte!

W i Compiti!

Come dire definitivamente addio ai pomeriggio di urla e litigi

Valentina Conte, Paola Saba, Alessandro Rocco

Scopri come sopravvivere a pomeriggi d’inferno a causa dei compiti per casa. Credi davvero che sia impossibile vivere i compiti per casa in modo sereno? Con questo libro potrai fare pace con l’idea negativa che si è...

€ 17,90 € 15,22 -15,00%

Disponibilità: Immediata

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Valentina Conte

Valentina Conte è laureata in psicologia dell'educazione, responsabile e co-fondatrice del progetto W LA DISLESSIA!. Lavora per aiutare i bambini e i ragazzi a raggiungere la consapevolezza delle proprie capacità e talenti. E’ anche dislessica.
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Alessandro Rocco

Alessandro Rocco è sagace, intuitivo, estroso, capace di usare un'ironia pungente assieme ad una passione ed un amore incredibile per le persone e quello che a loro insegna.  Istruttore del centro di Bassano del Grappa, è uno dei più grandi esperti in Italia...
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Paola Saba

Paola Saba è psicologa dello sviluppo. Lavora al progetto W LA DISLESSIA! da quando, a 11 anni, la sua insegnante di matematica le ha detto che non sarebbe assolutamente stata in grado di continuare gli studi. Per lei si è anche laureata in lettere.
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