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Quel fiore che ci sceglie

  1 anno fa


Quel fiore che ci sceglie

Il Maestro insegnava a coltivare la nostra sensibilità per la bellezza. Quando un fiore colpisce la nostra attenzione, siamo noi ad essere stati scelti: un dono di cui fare tesoro.

Perché la bellezza è importante nelle nostre vite?

Quando si è emotivamente depressi, è praticamente un “lusso” preoccuparci degli altri e nutrire l’attitudine all’altruismo. Al contrario, quando ci troviamo in una condizione di pienezza e stabilità e i sentimenti traboccano di leggerezza e letizia, nasce in modo naturale il desiderio, la volontà di fare qualcosa per il prossimo.

Donare tale leggerezza d’animo (e conseguente miglioramento mentale e fisico) è il fine primario del metodo di Arte e Bellezza del maestro Mokichi Okada attraverso l’educazione al reale apprezzamento del bello. Può bastare un fiore.

L’esperienza pluridecennale acquisita dalla Mokichi Okada Association (MOA) attraverso i suoi corsi ci permette di affermare che i cambiamenti nei sentimenti hanno una sostanziale influenza anche sulla gestualità, sull’aspetto fisico e, in particolare, sull’espressione del viso.

Indice dei contenuti:

Impariamo ad osservarli

Tale metodo è semplice e facile da applicare poiché utilizza in particolare i fiori, considerati il miglior esempio della bellezza creata dal divino. Essi sono l’elemento naturale più vicino a noi e il più semplice da introdurre nelle nostre case e nei luoghi da noi maggiormente frequentati. Ci permettono, inoltre, di rimanere a contatto con la vibrazione della natura anche in un innaturale contesto urbano.

L’incontro quotidiano, nella nostra abitazione, con la bellezza dei fiori ci guida al piacere e alla gioia di un modo di vivere più ricco e più bello, influenzando grandemente la qualità della vita.

Grazie a un’attenta osservazione della corolla, dei boccioli, delle foglie, del gambo ed eventualmente del profumo, impariamo a coltivare l’amore verso i fiori e i vegetali, a godere della loro bellezza naturale e ad affinare la nostra sensibilità non solo da un punto di vista estetico.

La vivificazione floreale

Questo incontro personale con i fiori, i vegetali e il loro fascino naturale gradualmente influisce positivamente e in modo spontaneo sul carattere, sui rapporti con gli altri, sull’ambiente in cui viviamo e, naturalmente, sulla salute in senso globale.

Okada afferma: «Prendersi cura di loro con amore significa renderli pieni di vita e raggianti poiché posseggono vita e sentimenti».

Seguendo l’insegnamento del maestro Okada, in effetti, il gesto di porre un fiore o un ramo in un vaso, con l’intento di evidenziare al massimo la loro preziosa bellezza, è definito “vivificazione floreale”. E, nel tempo, scopriremo, con emozione, che non siamo noi a scegliere un elemento vegetale particolare in mezzo ad altri, ma che è lui – il fiore – a richiamare la nostra attenzione, a “scegliere” noi.

Un altro segreto della buona salute

Tale affinamento induce sempre più, in modo impercettibile ma costante, a godere della bellezza nella quotidianità, sfruttando ogni situazione possibile: l’osservazione di un singolo fiore, di una foglia solitaria, di piante, uccelli, animali, così come di tutte le manifestazioni artistiche create dall’uomo. Questo, per il Maestro Okada, permette di “edificare” il cuore umano attraverso la bellezza.

Tale apprendimento non ha limiti e ha una grande importanza in senso terapeutico. Ecco le sue parole: «Il segreto di una buona salute si trova anche nell’avere un po’ di tempo per godere della bellezza quotidianamente».

Il potere della gratitudine

Si tratta di un apprendimento graduale, che permette, come per magia, di cambiare nel piacere e nella gioia il modo di pensare e di agire, al fine di accompagnare l’individuo ad avvicinarsi sempre più a ciò che maggiormente tutti desideriamo: la felicità (o quantomeno una condizione di stabile serenità) e un buono stato di salute.

Precisiamo qui che il fine ultimo di tutte le pratiche del maestro Okada è sviluppare un pensiero di gratitudine verso la fonte della vita, ricco di bellezza e altruismo, perché un tale pensiero, accompagnato da un conseguente modo di agire, conduce al miglioramento assoluto della qualità dell’esistenza e, per gradi, a una condizione mentale e interiore di profonda pace e appagamento.

La bellezza che cambia la vita

Una signora, dopo aver cominciato a partecipare alle lezioni di arte floreale MOA ha affermato: «La bellezza ha risanato la mia mente e ha permesso un miglioramento della relazione con mio marito».

Una giovane donna, incapace di dedicarsi con perseveranza e concentrazione a qualunque attività per mancanza di energia vitale, grazie all’arte floreale ha raggiunto il controllo della propria volontà. Inoltre, la scoperta della bellezza nei fiori le ha permesso di vedere quella attorno a sé: dei paesaggi, delle antiche costruzioni e di scoprire il lato positivo delle persone. Continua ad affrontare una situazione di alti e bassi, ma ora ha la gioia di vivere la propria esistenza, di contribuire all’altrui serenità donando fiori a chi desidera ricevere energia.

Un’iniezione di energia

Il maestro Okada rammenta che l’essere umano è costituito da una parte visibile, nota come il “corpo fisico”, e da una parte invisibile, ovvero il “corpo spirituale”. L’unione di questi due corpi origina l’energia della vita. Egli afferma che godere della bellezza produce un recupero dell’energia, della vitalità: elevando la sensibilità si promuove il desiderio di vivere, ma soprattutto di vivere in pace e armonia poiché si riesce meglio a discernere il bene dal male.

Anche la scienza afferma che la condizione di sentimenti e pensieri influenza il corpo, svolgendo un ruolo importante nel rafforzamento del sistema immunitario.

Ripristinare il contatto con la natura

Se riflettiamo sulla storia dell’umanità, l’uomo è vissuto per millenni avvolto dalla natura, adattandosi al meglio. Attualmente, tuttavia, soprattutto nelle grandi città, tutto ciò che lo circonda è praticamente artificiale. Inserito in un tale ambiente, la sua forza naturale difficilmente può agire.

La situazione nella quale è caduto l’uomo moderno è definita “sindrome da segregazione”, ovvero una situazione di isolamento e separazione dagli altri: dei genitori dai figli, della mente dal corpo e, ancor più grave, la separazione dalla natura.

Dunque, è assolutamente fondamentale “ripristinare” quanto più possibile il contatto con la natura, poiché ciò non solo facilita l’eliminazione dello stress, ma favorisce l’azione della capacità naturale di guarigione.

La “cura” del giardino

Alcune recenti ricerche confermano tutto ciò.

Il dottor Suzuki, responsabile della Clinica MOA di Tokyo, cita, ad esempio, il caso di un ospedale nordamericano nel quale i pazienti, con problemi identici e sottoposti allo stesso tipo di chirurgia, sono indirizzati per la convalescenza verso due reparti apparentemente uguali. Uno di essi fronteggia un muro, l’altro si affaccia su un bel giardino. Ebbene, i pazienti che possono godere della vista dei fiori e delle piante del giardino hanno un più rapido recupero, quasi non si lamentano di dolori, fanno minor uso di analgesici e vengono dimessi più rapidamente.

La pratica dell’Arte e Bellezza

  1. Le parole “chiave” di questa pratica MOA sono: «rilassatevi, sentitevi a vostro agio e agite con calma». Si suggerisce di fare un lungo respiro e di rilassare consapevolmente le spalle.
  2. Anche osservando il medesimo paesaggio, gli stessi fiori o le stesse opere d’arte, la percezione può essere differente secondo il modo con cui si osserva, si apprezza e si prova piacere e gioia.
  3. Fondamentale è l’emozione che nasce nello scoprire la bellezza.
  4. La condizione dei sentimenti di una persona può cambiare sostanzialmente dopo aver scoperto come apprezzare e gioire della bellezza nella quotidianità.
  5. La bellezza ha la forza di guarire la sofferenza emotiva e, in una certa misura, anche quella fisica: più abbonda, più la persona inizia a modificare il modo di osservare e interagire con gli altri individui.
  6. Quando si modifica il modo di interagire, anche il comportamento degli altri cambia, favorendo la comprensione e l’apprezzamento reciproci.

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