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Quando manca l'Intelligenza sociale - Estratto da "Introduzione all'Intelligenza Emotiva"

di Ian Tuhovsky 2 mesi fa


Quando manca l'Intelligenza sociale - Estratto da "Introduzione all'Intelligenza Emotiva"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Ian Tuhovsky e impara a capire le tue emozioni scoprendo anche il modo migliore per gestirle

A differenza dell’immagine pubblica, le persone emotivamente intelligenti non sono quelle che reagiscono in modo impulsivo e spontaneo o che agiscono in modo vivace e impetuoso in tutti i tipi di ambiente sociale.

Kate e Eve, sebbene siano sensibili, non sono emotivamente intelligenti.

Kate è una giovane capo reparto in una grande azienda. Al primissimo incontro con la squadra annunciò: “L’atmosfera al lavoro è una cosa molto importante per me; dico sempre quello che penso e non tollero che si facciano pettegolezzi”. Parlava spesso delle sue emozioni sul lavoro. Quando era nervosa, urlava e sbatteva le porte.

Quando il team aveva successo, saltava su e giù dalla gioia e rideva a crepapelle. I dipendenti si sfidavano per indovinare il suo umore. Se fosse stato buono, avrebbero potuto organizzare praticamente tutto insieme a lei. Sfortunatamente, Kate spesso modificava le sue stesse decisioni. Oltretutto, attribuiva con leggerezza il successo degli altri a se stessa e spesso puniva i suoi dipendenti per i suoi errori.

Eve, una mamma single, sostiene che l’amore deve sempre essere coltivato. Lei e sua figlia Caroline parlano molto tra di loro, conoscono i reciproci segreti e sembrano avere un forte legame. Un giorno, però, esplode una “bomba” - Eve scopre che sua figlia è stata arrestata per taccheggio, mentre era sotto effetto di droghe. Nonostante Caroline giuri che si tratti della prima volta e che non succederà di nuovo, Eve non sa come perdonarla o come dimenticare l’accaduto. Si sente tradita e colpevole come genitore. Soffre così tanto che lascia sua figlia adolescente a casa da sola per alcune settimane, senza darle nessuna spiegazione e con il telefono spento. Va a casa di alcuni suoi vecchi amici, piange ogni notte e rivive il suo “fallimento” più e più volte. Non riuscirà a fidarsi di sua figlia per un paio di anni.

Ora immaginiamo che Kate e Eve avessero partecipato a un corso di Coaching sul QE e avessero appreso come gestire le loro emozioni e rispettare quelle degli altri.

Kate avrebbe realizzato che l’atmosfera sul lavoro dipendeva sia da lei che dal suo team. Avrebbe ascoltato ciò che i suoi dipendenti avevano da dire, si sarebbe preoccupata delle loro opinioni e avrebbe controllato le sue emozioni. Ogni qual volta avesse avuto una brutta giornata e fatto un errore, avrebbe avuto il coraggio di scusarsi per il suo comportamento. Avrebbe scelto di imparare dai suoi dipendenti, che erano migliori di lei in certe aree, piuttosto che punirli. Avrebbe capito che, come capo reparto, sarebbe dovuta essere un’autorità. Non avrebbe dovuto socializzare troppo con le persone o esporsi parlando della sua vita privata e dei suoi sentimenti. Non avrebbe più criticato le persone, ma rilasciato loro delle critiche costruttive sul loro comportamento. Avrebbe saputo come ricompensare i suoi colleghi per motivarli e l’avrebbe fatto spesso. Avrebbe ripetuto più volte che il successo di una società dipende da tutto il team, promuovendo i suoi dipendenti per i loro grandi progetti.

Quando Eve avesse scoperto ciò che aveva fatto sua figlia sarebbe stata sotto shock. Tuttavia, le avrebbe chiesto di parlare onestamente, ma solo quando l’agitazione iniziale fosse diminuita e avessero potuto parlare con calma di ciò che era successo. Sebbene Eve fosse arrabbiata e sentisse un forte risentimento nei confronti di Caroline, avrebbe cercato di non offenderla o tormentarla. Le avrebbe semplicemente parlato delle sue emozioni: “Mi dispiace. Mi sento ferita. Non mi merito questa terribile notizia e pensavo davvero che fossimo sincere e oneste Luna con l’altra”, e così via.

Alla fine avrebbe detto che amava davvero Caroline e che le importava del suo futuro. Sua figlia si sarebbe sentita in colpa e avrebbe ammirato il comportamento calmo, raccolto e maturo di sua madre. Avrebbero entrambe cercato di capire il motivo per cui Caroline si fosse comportata così e a cosa fosse dovuta questa disonestà nella loro relazione. Avrebbero voluto essere ancora così unite come madre e figlia, ma sarebbero state consapevoli del fatto che la loro relazione sarebbe cambiata. Avrebbero deciso di consultare un terapista familiare professionista finché tutto non si fosse chiarito.

METTERE LE EMOZIONI IN PRIMO PIANO NON SIGNIFICA AVERE L’ABILITÀ DI GESTIRLE SUL LAVORO E NELLA VITA PRIVATA.

Una persona può essere davvero empatica, e tuttavia mancare delle capacità che le permettono di essere un buon capo o partner. Essere emotivamente intelligenti non significa liberarsi del controllo emotivo, essere gentili o remissivi. Molti psicologi sostengono che il livello di QE non sia modellato geneticamente. L’intelligenza emotiva può essere appresa e sviluppata nel corso della vita.

Le persone emotivamente intelligenti spesso sono aperte verso nuove esperienze, mostrano sentimenti adatti alla situazione, sia positivi che negativi, riescono facilmente a socializzare con le altre persone e a stabilire nuovi contatti. Gestiscono bene lo stress, dicono “no” facilmente, valutano in modo realistico la loro realizzazione personale o quella degli altri, non hanno paura delle critiche costruttive e corrono rischi calcolati. Sfortunatamente, questo perfetto esempio di persona emotivamente intelligente è estrema-mente raro al giorno d’oggi.

Purtroppo, nel mondo contemporaneo la quantità di problemi emotivi sta crescendo in modo allarmante. Stiamo diventando sempre più ricchi ma sempre meno felici. La depressione, il suicidio, le separazioni, la solitudine per scelta, la paura dell’intimità, le dipendenze - questi sono segni evidenti che stiamo peggiorando sempre di più quando si tratta di gestire le nostre emozioni.

Il culto dell’informazione e il pensiero razionale, caratteristici della società moderna, spesso ne sono la causa, così come di molte altre patologie nella nostra esperienza di vita. Le persone mettono le informazioni su un piedistallo, danno loro la massima priorità e sono un po’ ossessionate dal desiderio di avere sempre più informazioni/ conoscenze, nonostante queste informazioni o conoscenze siano totalmente inutili.

Il problema principale del nostro mondo consiste nel fatto che tutti abbiano un cervello, ma nessuno abbia ricevuto un libretto di istruzioni con esso. So solo che ci sono poche persone che sono in grado di controllare in modo cosciente i loro pensieri, reindirizzare la loro attenzione e rilasciare o regolare le loro emozioni in modo saggio. Questo dovrebbe rappresentare un insegnamento di base, fondamentale sia a scuola che a casa!

Naturalmente, le società farmaceutiche hanno già trovato la loro risposta a questo problema - ti senti stanco? Ecco, prendi una pillola, prendine una manciata, ingoiale con coraggio, forza, forza, forzai Cosa stai aspettando?!? Infilatele in bocca e bevi un po’ di acqua. Non pensare agli effetti collaterali o a CAMBIARE TE STESSO.

Ci dimentichiamo che, a parte il ragionamento logico e verbale, abbiamo anche la capacità di esplorare e sperimentare il mondo in modo non verbale. Ti mostrerò come dar vita a una trasformazione interiore dopo che ti sarai liberato dal controllo del lato sinistro del cervello - la rivoluzione emotiva che ti aiuterà a ridefinire chi sei e cosa vuoi davvero dalla vita.

È facile notare quando l’emisfero sinistro del cervello domina le azioni quotidiane di una persona, in quanto esso è responsabile del linguaggio, del ragionamento razionale, della logica e dei fatti. Oggigiorno, siamo invasi dalle informazioni ovunque guardiamo - telegiornali, quotidiani, riviste, qualsiasi dispositivo collegato alla rete come Google, Facebook, YouTube - e dalla pressione sociale derivante dalla continua acquisizione di conoscenza, il culto del “pensiero razionale”. Guardati attorno e noterai quante persone riempiono la loro testa di informazioni inutili e dati senza valore, non perché ne hanno bisogno o vogliono imparare qualcosa, ma perché “si deve sempre approfondire la propria conoscenza" e “si dovrebbe sapere cosa succede nel mondo”.

Ebbene, se guardi costantemente i notiziari alla TV, che quasi sempre mostrano una visione distorta e manipolata del mondo con l’obiettivo di manovrare le masse, allora di sicuro non vedrai la realtà per ciò che è davvero.

LOGICA: L’ARTE DI PENSARE E RAGIONARE NEL PIENO RISPETTO DEI LIMITI E DELLE CARENZE DEL FRAINTENDIMENTO UMANO. AMBROSE BIERCE

L'IMMAGINAZIONE È PIÙ IMPORTANTE DELLA CONOSCENZA. LA CONOSCENZA È LIMITATA A CIÒ CHE SAPPIAMO E CAPIAMO, MENTRE L'IMMAGINAZIONE ABBRACCIA IL MONDO E TUTTO CIÒ CHE CI SARÀ DA SAPERE E CAPIRE. ALBERT EINSTEIN

La mente razionale, o la cosiddetta “ragione”, è diventato lo strumento più importante dell’uomo moderno. Sebbene il pensiero razionale rappresenti un ottimo risultato per l’evoluzione umana, in realtà, è totalmente inutile come strumento autonomo. Dai uno sguardo al passato e pensa quante volte hai provato a risolvere un problema o a prendere una giusta decisione usando solo il pensiero razionale. Quante volte si è rivelato impossibile o totalmente impreciso?

Questo eterno flusso di stimoli verbali fa lavorare il nostro emisfero sinistro alla sua massima portata, sovrastando il mondo delle emozioni, della creatività, dell’immaginazione e dell’intuizione - tutti aspetti della nostra esistenza legati all’emisfero destro. Veniamo continuamente invitati su ogni fronte a liberarci delle emozioni. “Pensa razionalmente!” “Le emozioni hanno troppo impatto su di te!" “Non agire sotto l'influenza delle tue emozioni!”.

Robert Wolcott Sperry, un famoso neuropsicologo americano e vincitore del premio Nobel nel 1981, una volta disse:

“L’elemento principale che emerge è che sembrerebbero esserci due modi diversi di pensare, uno verbale e uno non verbale, rappresentati rispettivamente dall’emisfero sinistro e destro, e che il nostro sistema scolastico, così come la scienza in generale, tenda a trascurare la forma non verbale dell’intelligenza. Ne deriva che la società moderna opera una discriminazione nei confronti dell’emisfero destro".

Questa descrizione sociale si traduce in un vero e proprio meccanismo patologico - IL MANCATO RICONOSCIMENTO DELLE NOSTRE EMOZIONI. Molti pensano che le emozioni siano qualcosa di sbagliato, che le persone non dovrebbero provarle né arrendersi ad esse.

Qual è il risultato di questo tipo di pensiero? I sentimenti dannosi si sovrappongono e diventano sempre più forti. Un ragazzo che è triste dopo essersi lasciato con la sua ragazza potrebbe anche sentirsi arrabbiato pensando: “Non dovrei essere così debole?'. Quindi, non solo dovrà gestire la sua tristezza ma anche la rabbia, così come tutti i nuovi sentimenti che emergono quando la tristezza e la rabbia si combinano tra di loro. È molto difficile lavorare in questo stato emotivo. Prima accetterà la tristezza e prima avrà la capacità di osservare e gestire queste emozioni.

L'ACCETTAZIONE, LA CONSAPEVOLEZZA e LA COMPRENSIONE di determinate emozioni sono la chiave per liberarsi di loro.

Se reprimi le emozioni che provi perderai il contatto con te stesso. Smetterai di accettarti per come sei. Sarai spinto a dire: “Devo sentirmi sempre bene”. Il rifiuto delle emozioni ci allontana dalla voce dell’istinto e ci porta a continue, e spesso inutili, riflessioni verbali.

È opportuno precisare che il “pensiero razionale” rappresenta l’evoluzione di quelle capacità che sono state create molto tempo dopo i meccanismi emotivi, non prima. Le emozioni sono tanto importanti, se non più importanti, del pensiero razionale e sono parte di chi siamo.

Quindi guardiamo la famosa frase: “Non agire sotto l’influenza delle tue emozioni!’’ sotto un diverso punto di vista.

I successi più grandi sono possibili solo se si lavora con passione, ispirazione, motivazione, gioia e creatività! Queste sono le emozioni che ci stimolano maggiormente ad agire e perseguire i nostri obiettivi. Sfortunatamente, quando le persone rimuovono le loro emozioni negative, di conseguenza negano completamente la loro emotività, perdendo così l’accesso alle emozioni costruttive.

QUANDO TI APRI ALLE ESPERIENZE E ALLA COMPRENSIONE DEL MONDO OPERATE DALL’EMISFERO DESTRO HAI LA POSSIBILITÀ DI SCOPRIRE UNA NUOVA REALTÀ.

Sei in grado di gestire molto meglio le tue emozioni e di capire gli altri, te stesso e le tue azioni. È facile per te scegliere la strada giusta nella vita. Comincia ad ascoltare il tuo intuito, che ti suggerisce sempre la soluzione migliore. Comincia a percepire sempre più spesso le emozioni reali e positive, come la vera gioia, la piena felicità o

la profonda gratitudine. È la strada che ti porterà verso la scoperta del tuo vero potenziale. Fiorirai come un bellissimo fiore o, come un bruco, ti trasformerai in una coloratissima farfalla.

Detto questo, è un processo a cui ti dovrai attenere. La diffusione di certe emozioni, l’acquisizione del controllo su altri sentimenti e la creazione di sintonia tra te stesso e le tue intuizioni, richiedono un lavoro costante e gli strumenti appropriati. Gli effetti di questo lavoro e processo sono stupefacenti e hanno la capacità di dare vita a una profonda trasformazioni dentro di te.

Quali sono le cose più semplici che puoi fare all’inizio?

La prima cosa che ti dirò di fare è molto semplice - RALLENTA un po’ (se è possibile... ma, a meno che tu non sia una madre single con quattro figli, è quasi sempre possibile).

Se lavori dodici ore al giorno, sei giorni a settimana e tutti i weekend e, invece di rilassarti e passare del tempo con la tua famiglia e gli amici, sprechi il tuo tempo libero a guardare le notizie alla televisione o il gossip, stai esprimendo costantemente emozioni negative e tossiche. È poco probabile che aggiusterai le tue relazioni con gli altri e con te stesso in questo modo.

Perfino i migliori coach o terapisti non possono prevedere tutte le tue reazioni emotive e darti un consiglio su come agire in ogni possibile situazione. Invece di leggere i giornali e guardare la televisione, che ti mostrano lo stesso modello di realtà soggettivo e pieno di messaggi negativi, comincia a scoprire il mondo da solo. Comincia a cercare delle nuove fonti di informazioni.

Disintossicati dalle informazioni per un po’ di tempo. Spegni la TV (o idealmente, gettala dalla finestra, di solito è utile) e limita il tuo tempo online. Potresti anche prenderti una pausa dai libri (non troppo però!). Dedica il tuo tempo libero a te stesso, alla meditazione e alla riflessione sulle cose che consideri importanti. Comincia a vivere di più, a provare nuove cose. Non giudicare queste esperienze verbalmente. Piuttosto, verifica come ti senti in queste nuove situazioni.

Spesso ci dimentichiamo che le nostre emozioni nascono nel nostro corpo. Supponiamo che tu sia arrabbiato. Senti la tensione nei muscoli, il battito che accelera così come il tuo respiro - in termini evoluzionistici è la parte più vecchia del cervello che si risveglia e prepara il corpo per “combattere o fuggire”.

Ecco perché è una buona idea cominciare l’allenamento lavorando con il corpo - hai bisogno di capire esattamente cosa succede quando sperimenti delle forti emozioni, sia positive che negative. Questo tipo di allenamento richiederà del tempo ma è necessario.

Finché non imparerai come leggere, dare un nome ed esprimere le emozioni in modo innocuo, sia per te che per chi ti circonda, non sarai in grado di capire davvero te stesso e gli altri.

Questi sono alcuni consigli che ti daranno delle idee fondamentali e ti aiuteranno a fare il primo passo verso la “liberazione” del tuo emisfero destro. Per agire in modo efficace, dovrai far sì che entrambi gli emisferi lavorino insieme per te.

Nota: La teoria relativa al “pensiero dell’emisfero destro e sinistro" è stata sfatata e classificata come un mito popolare-psicologico, o di eccessiva semplificazione, da molti neuropsicologi, in quanto, in realtà, di solito usiamo entrambi gli emisferi allo stesso livello di intensità per risolvere la maggior parte dei nostri problemi, sia logici che creativi.

Ai fini del capitolo precedente, ho usato il pensiero della parte destra e sinistra come una metafora del cervello emotivo/creativo/intuitivo/curioso contrapposto a quello razionale/logico, dove ognuno di essi può essere rafforzato e messo all’opera in modo efficace. In questo libro, ovviamente, mi focalizzerà sullo sviluppo e sul rafforzamento del cervello emotivo/ curioso.

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