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Quando mamma e papà si vogliono bene

di Istituto di Medicina Naturale 1 anno fa


Quando mamma e papà si vogliono bene

La salute del neonato, il carattere del bambino e la personalità dell’adulto di domani sono influenzati dal livello di affetto tra i genitori prima del concepimento

Non sarebbe solo una questione di genetica. La salute del neonato, il carattere del bambino poi, i comportamenti e la personalità dell’adulto di domani, sono strettamente legati al livello di affetto che esiste fra i due genitori prima del concepimento, durante la gravidanza e nelle settimane subito dopo la nascita del bambino; alla qualità della relazione, della comunicazione e degli accudimenti che essi gli propongono durante la gestazione e anche allo stile di vita e al contesto ambientale che condividono.

«La salute psicofisica si costruisce dal pre-concepimento e si sviluppa nel grembo materno. C’è una grande differenza fra la condizione di un feto “trasportato” dalla madre, quindi non voluto o ignorato, rispetto a quella di un feto “contenuto” dal grembo materno, quindi voluto, amato e accudito, possibilmente anche dal padre. Nel secondo caso, la qualità della vita del nascituro si colloca completamente su un altro piano».

A parlare è la dottoressa Gabriella A. Ferrari, oltre trent’anni di esperienza nel settore della gravidanza e della preparazione al parto. La dottoressa Ferrari è la Presidente di “9 mesi ed oltre”, Associazione nata a Parma nel 2010 con lo scopo di fare Educazione Prenatale nelle scuole e ai futuri genitori.

Il lavoro di informazione rivolto ai giovani è inserito in un Progetto Scuole che nel Nord Italia sta crescendo con rapidità. Lo scopo è sollecitare una presa di coscienza, fin da un’età molto precoce, sul fatto che la positività del rapporto di coppia e della qualità della relazione e della comunicazione che si instaureranno con il bambino sin dalla gestazione avranno una diretta ricaduta sulla salute psicofisica del figlio che verrà alla luce.

Il bambino come concentrato di emozioni

«Il bambino – sottolinea Gabriella A. Ferrari – è un concentrato di emozioni. Quello che avviene nelle settimane dopo il concepimento è così importante da imprimersi nel DNA. Un buon contatto emotivo tra entrambi i genitori e il nascituro è fondamentale. Il rapporto a tre, che si crea durante la gestazione, avrà un’influenza sulla relazione neonatale, influirà sulle future capacità relazionali e di socializzazione del bambino, oltre che sulla sua autostima.
Ci sono situazioni che hanno ripercussioni negative direttamente sul bambino, come ad esempio una gravidanza non voluta, una gestante che si trovi a vivere in un ambiente stressante e violento. Alcuni studi hanno evidenziato che i feti arrivano addirittura ad assorbire una depressione materna in gravidanza e alla nascita piangono sconsolatamente e mostrano i medesimi sintomi di depressione della madre».

L’importanza che il messaggio passi con sempre più efficacia fra i futuri genitori sta spingendo i promotori del Progetto Scuole a coinvolgere studenti sempre più giovani. Anni addietro il tutto era iniziato con conferenze, integrate dalla presentazione di video, rivolte a ragazzi e ragazze che frequentavano gli ultimi anni delle scuole superiori.

Oggi, in considerazione dei cambiamenti avvenuti negli stili di vita dei giovani, gli organizzatori avvertono la necessità di dialogare con gli studenti delle scuole medie, quindi di anticipare l’informazione alla piena adolescenza.

Epigenetica: un convegno a Urbino per fare il punto della situazione

Intanto di questi temi si sta parlando con sempre maggiore frequenza. Uno dei prossimi appuntamenti di rilievo sarà a Urbino, nelle Marche, il 3 e 4 ottobre 2015, in occasione del Convegno Nazionale di Epigenetica, dal titolo: “La Genetica da sola non determina la nostra salute”.

L’iniziativa è organizzata dell’Istituto di Medicina Naturale di Urbino. L’Epigenetica è una branca relativamente nuova di conoscenze relative alle modificazioni chimiche al genoma, senza alterazioni nella sequenza del DNA. E nella giornata di apertura uno dei relatori sarà proprio la dottoressa Ferrari, chiamata a parlare nella sessione che ha come titolo “Epigenetica perinatale: gravidanza e periodo neonatale”. Il titolo della sua conferenza sarà “9 mesi che valgono una vita”.

Si approfondiranno quindi alcuni studi nazionali e internazionali sull’influenza delle condizioni di vita familiari vissute dai bambini sin dal pre-concepimento e che lasciano un segno pesante, a livello genetico, nell’età adulta.

«L’esperienza prenatale – afferma la dottoressa Ferrari – ha un’importanza ancora non pienamente compresa dalla maggioranza delle persone. Già alla 27a settimana il bambino è in grado di memorizzare e quindi ha capacità di apprendimento. Memorizza la musica che ascolta nel grembo materno e la voce dei genitori poiché è stato dimostrato che riconosce entrambe dopo la nascita. Allo stesso modo riconosce e comprende se si trova in un ambiente amorevole. Infatti durante le ecografie alla presenza di entrambi i genitori, si vede come il bimbo reagisca maggiormente agli stimoli vocali affettuosi di entrambi i genitori e alle carezze del padre se quest’ultimo è in empatia con lui, mentre tende a isolarsi e a non rispondere se i genitori non entrano emotivamente in comunicazione con lui.
È importante capire quanto sia fondamentale creare il cosiddetto “nido d’amore”. Spesso si punta l’accento su altri aspetti della gravidanza e delle prime settimane di vita del bambino. L’affetto e l’armonia di coppia sono importantissimi e la loro mancanza ha effetti pesanti sulla gestante e di conseguenza sul bambino che porta in grembo: purtroppo questi argomenti sono ancora poco citati e quindi misconosciuti.
Siamo convinti che diffondendo queste informazioni fra gli adolescenti si possa promuovere in loro una migliore consapevolezza e un più alto senso di responsabilità in modo che, in seguito, possano avere un approccio più maturo di fronte alla scelta del loro partner e al loro futuro ruolo di neogenitori».

 

Articolo tratto da Vivi Consapevole n. 42

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