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Quando buoni e cattivi non esistono

di Joan Garriga 12 mesi fa


Quando buoni e cattivi non esistono

Leggi un estratto dal libro "Il Buon Amore nella Coppia" di Joan Garriga

Come succede spesso nelle questioni cardinali della vita, tutto è iniziato con un evento fortuito e in parte inaspettato. Era l’anno 2000 quando mi invitarono a impartire a Buenos Aires, a quattro mani con la direttrice del Centro Bert Hellinger in Argentina, un seminario per coppie basato sulle Costellazioni Familiari.

Nonostante lavorassi già da molti anni come terapeuta e formatore di terapeuti, non ero un grande esperto di coppia.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Il Buon Amore nella Coppia

Quando uno più uno fa più di due

Joan Garriga

(2)

Un saggio non convenzionale che aiuta realmente a liberarsi dagli schemi e dai modelli prestabiliti che ci impediscono di realizzare il “buon amore”, presupposto indispensabile per una relazione di coppia sana, vivace e arricchente. Un saggio...

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Quindi all’inizio feci resistenza, ma fu una resistenza un po’ troppo tenue poiché alla fine tenni il seminario. Fu un’esperienza interessante, profonda e commovente per le persone che vi parteciparono, e di grande valore anche per me.

A partire da quel momento iniziò a correre voce che io mi intendevo di coppia, e da allora sono andato in diversi luoghi del mondo organizzando seminari nei quali utilizzo la tecnica delle Costellazioni Familiari per aiutare a risolvere ogni tipo di problema - in particolare problemi di tipo amoroso - avendo a che fare sia con coppie che con persone single, sposate o in qualunque altra situazione.

Non mi considero un guru né un modello in questo campo. Di fatto, fin dal primo seminario, ho vissuto questo tempo come un cammino di apprendimento personale, come un atto di dedizione' verso gli altri e allo stesso tempo di crescita nel mio personale percorso affettivo.

Come molti, ho amato e amo, mi sono sposato, mi sono separato, ho sofferto, ho vissuto l’allegria e il dolore, ho commesso errori e probabilmente fatto anche qualcosa di giusto. Ho avuto molte relazioni di lunga durata, due figli, due divorzi e altre relazioni che hanno lasciato in me tracce di diversa intensità. In realtà, a volte sospetto con un certo umorismo che la Grande Saggezza mi spinga a impartire seminari per vedere se imparo abbastanza...

Ed è assolutamente vero che uno insegna con piacere ciò che ha ancora bisogno di processare e imparare, e possiamo affermare che il mondo delle relazioni di coppia e i suoi misteri sono infiniti. In ogni caso, non si tratta di raccontare la mia storia, ma di condividere ciò che ho imparato nei seminari che impartisco, dal momento che questo libro si nutre dell'esperienza decennale del mio lavoro con persone e con coppie, sulle loro tematiche relazionali e sulle loro Costellazioni.

Malgrado questo non sia un libro di Costellazioni, forse sarà il caso di spiegare brevemente in cosa consistono. È difficile farlo in maniera concisa, ma dirò che si tratta di un lavoro terapeutico sviluppato dallo psicoterapeuta tedesco Bert Hellinger relativo ai problemi di relazione - o di qualunque altro tipo - con un approccio sistemico, ovvero tenendo conto di tutto il sistema familiare della persona e di tutta la sua rete di legami (o quelli di ogni membro della coppia, quando il lavoro si svolge in due).

È un’esperienza che scuote, che agita interiormente e ci fa entrare in contatto con le sottigliezze e i movimenti profondi dell'anima. E che allo stesso tempo rivela i vincoli, le dinamiche e le realtà che, nell’ombra, stanno agendo sulla persona.

È una tecnica che permette di vedere in forma rapida come ognuno struttura i propri legami e come questi ci permettono di camminare con forza verso la vita o ce lo impediscono, come ci aprono delle porte o come ce le chiudono, come ci conducono verso la fortuna o verso la sfortuna, come ci guariscono o ci fanno ammalare, come ci creano problemi o ce li risolvono. E come i nostri vincoli amorosi con i nostri antenati, specialmente con i nostri genitori, sostengono i nostri legami amorosi con i nostri “presenti”, in una sorta di geometria precisa delle relazioni umane.

Più avanti mostrerò alcuni esempi illustrativi di situazioni che ho vissuto nei miei seminari, e sono sicuro che con questo si capirà meglio cosa sono le Costellazioni e come possono aiutare a comprendere e a migliorare le relazioni di coppia. Per chi non conosce il funzionamento delle Costellazioni Familiari, è bene segnalare che sono una rappresentazione della nostra famiglia o di altri sistemi di rilievo ai quali apparteniamo, siano essi un’azienda, relazioni di amicizia o altre.

Per questo si scelgono, tra i partecipanti, varie persone che rappresentino il padre, la madre, il/la partner o ex partner, i figli nati, quelli che non sono nati, i nonni, il capo... a seconda del problema sul quale si vuole lavorare e degli obiettivi che si vogliono raggiungere. In seguito, le persone scelte si posizionano nello spazio, dando espressione alla nostra immagine interiore del sistema, al suo funzionamento e alle relazioni tra i suoi membri.

Una volta fatto questo, si sviluppa la Costellazione in modo tale che si arrivi a far luce sulle dinamiche problematiche dell’ambiente in questione, su come renderle funzionali. Il cliente interiorizza così immagini e movimenti emotivi che, in maniera risolutiva, finiscono per trasferirsi nella realtà della propria vita. Malgrado abitualmente siano più potenti ed efficaci in gruppo, le Costellazioni si possono fare anche in forma individuale attraverso strumenti di rappresentazione che permettano di comprendere la struttura dei nostri legami e le sue conseguenze, attuando dei cambiamenti quando è necessario.

Questo libro non parla di ciò che si deve fare o di ciò che non si deve fare. Non parla di modelli ideali di relazione, ma di relazioni diverse, con le proprie regole e i propri stili di navigazione. Tuttavia, affinché risulti utile, parla anche di quelle questioni che abitualmente fanno in modo che le cose funzionino o non funzionino in una relazione di coppia, e degli ingredienti che facilitano o rendono difficile la costruzione di una buona relazione di coppia e il suo mantenimento. In questo senso, suggerisce sentieri affinché ognuno trovi la propria formula, il proprio modello e il proprio modo.

Viviamo in un momento di apertura, e allo stesso tempo di sconcerto, su come possono o debbono essere le relazioni di coppia; in questo senso, ciò che propongo, come si vedrà pagina dopo pagina, si colloca in una prospettiva di libertà e di rispetto, di fare e lasciar fare. Come esseri umani non dobbiamo sottometterci a dogmi di nessun tipo, né dobbiamo sentirci in colpa se scegliamo di non farlo. C’è troppa gente che soffre per il fatto di non riuscire ad adattarsi a uno schema di supposta normalità.

Qualche anno fa ho scritto: «Immaginiamo un mondo in cui, per esempio la vecchiaia, la malattia, la timidezza, la morte, la sofferenza inevitabile, fossero ben visti e formassero semplicemente parte del vivere nella stessa misura dei loro contrari, la gioventù, la salute, l’espressività, la vitalità e il godimento inevitabile. Troppe persone ancora soffrono la pressione di non adattarsi a ciò che comunemente viene considerato “bene”, ma chi è capace di affermare che una cosa è meglio di un’altra? Che, ad esempio, una vita è meglio di un’altra?»

Fortunatamente la vita è molto ampia e variegata, e ognuno ha le proprie predisposizioni e la propria singolarità. Ci sono persone che sono fatte per vivere con la stessa persona per tutta la vita; altre per avere dieci amanti allo stesso tempo; altre ancora per essere monache o frati. Alcune si orientano verso persone dello stesso sesso e altre verso persone del sesso opposto. Ognuno deve rispettare la propria originale forma di essere, inclusa la propria nevrosi o tendenza condizionata, nonostante si impegni per modificarla, e non cercare in ogni modo e con ogni mezzo di adattarsi a un modello ideale di relazione di coppia.

L’importante è l’accettazione amorosa di se stessi e della propria singolarità. E ognuno può trovare gioia nel rispettare la propria natura ed essere felice seguendola. Una volta ho conosciuto un monaco benedettino che mi raccontò che aveva sentito la vocazione religiosa quando era molto giovane. Nel corso degli anni visitò vari psicologi per individuare il trauma che aveva fatto sì che volesse essere frate. Ma dopo un certo tempo e numerose visite sul lettino, continuava desiderarlo. Cosi entrò in un monastero, dove tutt'ora vive compiaciuto della propria comunità e della propria vita.

Oggigiorno non esiste più un unico modello, piuttosto esiste la libertà di inventare il proprio modello. Non ci sono modelli, piuttosto desideri: tutti abbiamo il desiderio (e la necessità) di amare ed essere amati, di godere di una stabilità affettiva, di sentirci legati, di appartenere e, se possibile, di dare la vita, di servirla o di prendercene cura in qualsiasi modo. Questo desiderio si può sviluppare sia attraverso un matrimonio per tutta la vita come attraverso un living apart together (stare insieme, vivendo però ognuno a casa propria). In realtà, dopo secoli con un modello chiaro basato sul binomio uomo/donna come unità sentimentale e socioeconomica, stiamo reinventando la relazione di coppia. Oggi è più abituale che una persona sia "monogama sequenziale", ovvero che nel corso della propria vita abbia vari partner stabili, nello stesso modo in cui è frequente trascorrere molto tempo senza un partner stabile. Tutto questo comporta sia libertà che stress e incertezza nei legami.

La cultura, che stabilisce canali e forme per l’unione amorosa ai quali cerchiamo di adattarci, coesiste con la natura, e non dobbiamo dimenticare che proveniamo da orde nomadi di cacciatori-raccoglitori di più o meno centocinquanta membri, nelle quali i legami sessuali e familiari godevano di una grande libertà di forma, e che contrastano vivamente con gli attuali modelli di amore, così individuale, patriarcale, possessivo e legato al patrimonio.

Non è mio obiettivo approfondire una visione antropologica della coppia, ma piuttosto segnalare il conflitto che in molte persone si produce tra mente e istinto, civilizzazione e predisposizione, cultura e natura, e le conseguenti acrobazie mentali e sociali che cerchiamo di realizzare per compiacere le richieste di entrambi.

La mia esperienza mi dice che nelle relazioni di coppia non ci sono buoni o cattivi, colpevoli o innocenti, giusti o peccatori. Piuttosto, ci sono solo buone o cattive relazioni: relazioni che ci arricchiscono e relazioni che ci impoveriscono. C e fortuna e sfortuna. C’è buon amore e cattivo amore.

E l’amore non basta per assicurare il benessere: serve il buon amore. Il buon amore si riconosce perché in esso siamo esattamente come siamo e lasciamo che l’altro sia esattamente com’è, perché ci orienta verso il presente e verso ciò che è in procinto di avvenire invece di ancorarci al passato, e soprattutto perché produce benessere e realizzazione.

Non posso terminare senza dire che questo è un libro semplice che ha come oggetto tematiche complesse e profonde, invisibili a volte agli occhi della mente e appena intuite dagli occhi del cuore, il cui scopo è quello di fare un poco di luce affinché molte persone — che siano o non siano in coppia — scoprano, se possibile, una buona dose di benessere nelle questioni affettive. Chissà che questo scopo non si realizzi.

Il Buon Amore nella Coppia

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Joan Garriga

Joan Garriga

Joan Garriga, nato in Spagna nel 1957, è Psicologo Umanista. Ha frequentato i corsi di Diritto per tre anni e si è laureato in Psicologia presso L’Universidad Central di Barcellona. Interessatosi alla Terapia Umanista, si forma e si specializza in Terapia della Gestalt, PNL,...
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