+39 0547 346317
Assistenza — Lun/Ven 08-19, Sab 08-12

Qual è davvero il nostro peso ideale?

di Silvia Goggi 16 giorni fa


Qual è davvero il nostro peso ideale?

Leggi un estratto dal libro "L'Anti-Dieta" di Silvia Goggi

Immagino il vostro scetticismo mentre, nella sezione della libreria dedicata ai testi di alimentazione, vi rigirate questo libro tra le mani.

Dopo aver visto fallire la dieta del minestrone, quella dell’acqua e la dieta a Zona, dopo aver speso l’equivalente di uno stipendio mensile in farmacia per comprare pasta-che-non-è-pasta e plum-cake-senza-cake, siete comprensibilmente sospettosi.

E non vi biasimo, sia chiaro. Ne avete provate troppe.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

L'Anti-Dieta

Per raggiungere e mantenere il tuo peso naturale bastano poche e semplici abitudini - Con oltre 100 ricette

Silvia Goggi

C’è la dieta del minestrone, quella dell’acqua, quella dissociata e ce ne sono molte altre ancora: tutte complicate, spesso avvilenti per il gusto e quasi sempre inefficaci. E poi c’è l’anti-dieta, che ci permetterà di raggiungere il...

€ 18,00 € 17,10 -5%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda

All’inizio funzionavano, per carità: trascorrevate ogni pausa pranzo con i colleghi a pontificare i vantaggi dati dal mangiare un etto di pasta a colazione e non toccare più carboidrati per il resto della giornata, e dal sostituire la cena con i frullati che vi vendeva a peso d’oro la vostra vicina di casa (impiegata di banca al mattino ma promoter nutrizionale nel tempo libero).

Cantavate vittoria non appena i jeans che vi andavano stretti si chiudevano nuovamente e ringraziavate in cuor vostro la dieta di turno che vi aveva portato a vedere il numero sperato sulla bilancia. Ma l’euforia non durava che pochi giorni.

La fame che avevate tenuto a bada con petti di pollo e gallette di riso tornava a farsi sentire prepotente e a pretendere, dopo tante rinunce, brioches, pizze ultrafarcite e gelato al cioccolato.

Invece di dare (come sarebbe giusto!) la colpa agli scellerati consigli ricevuti, ve la prendevate ogni volta con voi stessi e con la vostra mancanza di forza di volontà per non essere riusciti a portare a termine la dieta fino in fondo. Ripresi tutti i chili con gli interessi, andavate quindi alla ricerca di un nuovo programma miracoloso da seguire (stringendo i denti) per tornare in fretta al peso precedente. Lo sforzo si rivelava ancora una volta inutile, se non addirittura controproducente.

Perché dovreste quindi darmi fiducia, provando l'anti-dieta e lasciandovi alle spalle una volta per tutte quelle fatte in passato?

Perché così facendo potrete recuperare il rapporto con il cibo compromesso dai tentativi dietetici precedenti, condizione necessaria per riuscire a raggiungere e mantenere un peso inferiore a quello attuale (nel caso ovviamente sia necessario).

Ve lo prometto.

Lo so, lo so: tutti i libri che parlano di diete (e anche molti professionisti del settore) vi assicurano che, una volta seguiti alla lettera i loro consigli, non dovrete mai più farne una in vita vostra e manterrete il peso ideale senza fatica.

Dove sta allora la differenza?

Innanzitutto, ne L’anti-dieta non dovrete sorbirvi nessun noioso preambolo pseudo-scientifico che vi spieghi l’importanza del gruppo sanguigno, del biotipo o di particolari sequenze nel DNA per raggiungere il vostro obiettivo.

La realtà è molto più semplice di così, tanto che basterebbe una sola pagina per spiegare come si viene a creare del tessuto adiposo in eccesso e quindi come ottenere il contrario, nel caso lo vogliate. È veramente elementare: quando lo imparerete, nel prossimo capitolo, probabilmente stenterete a crederci e penserete con rimpianto a tutta la gioia che le mortificanti diete restrittive vi hanno sottratto. Ma meglio tardi che mai.

E, una volta fatti vostri alcuni semplicissimi concetti, scoprirete che non dovrete per forza seguire alla lettera uno schema rigido fino alla fine dei vostri giorni, ma che potrete decidere da soli che cosa mettere nel piatto. Per sempre.

Con le poche regole che impareremo nel Capitolo 4 vi dimenticherete della fame patita in passato a causa di diete inutilmente severe. Sarete in grado di preparare manicaretti che appaghino il gusto e la vista e che vi permettano di sperimentare ricette sempre nuove senza mai annoiarvi.

L’anti-dieta sarà la vostra ultima dieta perché, non appena avrete terminato la lettura di questo libro, diventerete i “nutrizionisti di voi stessi”, tornando finalmente gli unici, veri protagonisti della vostra alimentazione.

Una cosa, infatti, che mi ha sempre sorpreso, sin da quando ho iniziato a fare questo lavoro, è come si sia disposti a delegare a una figura esterna un atto intimo e vitale come quello di nutrirsi pur di perdere peso, soprattutto quando non si tratta nemmeno di una necessità reale.

Quando il premio in palio è chiudere un vestito di due taglie in meno, le più bizzarre indicazioni vengono eseguite senza fiatare, mettendo a tacere a forza il primordiale istinto della fame e rinunciando al sacrosanto desiderio di un piatto che soddisfi appieno.

Sul foglio della dieta c’è scritto di bere solo un tè senza zucchero a colazione e poi tirare dritti fino a pranzo? O di cenare con un etto di bresaola e un’insalata scondita? In nome della disperata corsa al peso ideale si fa (purtroppo) questo e altro.

Che poi, che cosa si intende veramente con peso ideale?

Dato che non voglio che né i miei pazienti né i lettori si fissino sui numeri, qualsiasi essi siano, non troverete tabelle per calcolare il vostro peso ideale: questo infatti è un concetto che va ben oltre un indice a due cifre.

Il peso ideale è il peso con il quale riuscite a fronteggiare senza fatica le attività della vita quotidiana e, se soffrite di qualche patologia cronica come diabete o ipertensione arteriosa, questa resta sotto controllo. Il peso ideale viene mantenuto con l'introduzione di una quantità di energia (e quindi di cibo) sufficiente a coprire i fabbisogni di tutti i nutrienti così che il vostro organismo possa svolgere al meglio le sue funzioni vitali. Il peso ideale non richiede che pratichiate quotidianamente un’attività fisica che magari nemmeno vi piace fino allo stremo delle forze, né di rinunciare a inviti a cena o a occasioni sociali.

Il peso ideale é quello che mantenete senza fatica, mangiando cose che vi piacciono.

Non iniziate a mettere in pratica i consigli dell’anti-dieta con in mente un numero preciso da raggiungere a tutti i costi: credetemi, quando arriverete a un peso ideale per voi ve ne accorgerete.

E non lo chiamerete più peso ideale, ma “naturale”: naturale per voi, in quel preciso momento della vostra vita.

Vi suonano strane queste parole pronunciate da un dietologo? Non vi biasimo.

I medici che, come me, si sono specializzati in Scienza dell’Alimentazione sono dipinti, nell’immaginario collettivo, come inflessibili sadici che provano estrema soddisfazione nel negare ai propri pazienti i piaceri della tavola e la gioia di affondare la forchetta in un bel piatto fumante di spaghetti al pomodoro.

Non è stato ciò ad attrarmi verso questo tipo di percorso post-laurea, semmai il contrario. Quando ero piccola, sulla mensola della nostra cucina facevano bella mostra due quadernoni verdi rilegati, con all’interno le indicazioni che il dietologo aveva dato a mia madre per tornare al suo peso forma dopo due gravidanze. A giudicare dalla quantità di cibo contemplato, più che una dieta sembrava un digiuno ascetico.

Visto che i fornelli erano già occupati da minestroni allungati che cuocevano per ore e zucchine che appassivano in brodo fino a sfaldarsi, per noi bambini venivano riscaldati al microonde o in forno dei panzerotti surgelati al formaggio o dei medaglioni di prosciutto cotto confezionati. Anche volendo fare la scarpetta al sugo pronto con il quale mia madre aveva condito la nostra pasta, in casa non c’era ombra di pane, considerato dal dietologo dei quadernoni verdi un peccato capitale.

La cosa che più gli somigliava erano dei prodotti da forno insipidi e pieni d’aria all’interno, che in bocca parevano carta vetrata: le cracotte. Erano immangiabili, ma evidentemente venivano considerate un cibo virtuoso per chi doveva perdere peso, dato che persino la Weight Watchers le valutava pochissimi punti.

Dopo qualche settimana di dieta e di sofferenze disumane, si iniziavano a vedere i primi segnali di cedimento. Nella dispensa, accanto alle cracotte, facevano la loro comparsa biscotti, cioccolato e merendine che venivano sgranocchiati compulsivamente (e di nascosto da noi) tra un pasto e l’altro.

Quando il senso di colpa per aver contravvenuto alle rigide regole della dieta diventava insostenibile, l’unico modo per espiare i peccati di gola era ricominciare a seguire i dettami dei quadernoni verdi con maggiore abnegazione. Fino al cedimento successivo.

Grazie a questa involontaria scuola di vita, come nutrizionista sono sempre entrata in punta di piedi nell’intimo dialogo tra un paziente e il proprio meccanismo di soddisfazione della fame, pesando le parole e scegliendole con estrema attenzione. Non ho mai perso di vista l’impatto che il foglio con il piano alimentare che consegnavo fresco di stampa avrebbe avuto nella vita dei pazienti e delle loro famiglie. Era una proposta che avrebbe agevolato oppure complicato la loro vita? Li avrebbe soddisfatti o affamati a tal punto che avrebbero mollato poco dopo? Avrebbe fatto nascere in loro la paura nei confronti del cibo o maturato la consapevolezza che mangiare qualcosa che ci piaccia è un piacere della vita e che essere sazi e contenti non esclude di poter perdere anche peso, quando è necessario?

Negli anni della specializzazione, in ospedale, non avevo molta scelta.

“Dare un piano alimentare” a un paziente significava (letteralmente) consegnare ciclostilati preconfezionati anni prima dalle dietiste, che venivano compilati più o meno uguali per tutti dal programma installato in ogni computer. Dopo quattro anni, avevo sì imparato a cambiare un toner, ma non quale fosse l’approccio corretto per aiutare le persone a perdere peso e a guadagnarci in salute (la percentuale di successo, con il metodo delle diete prestampate, era infatti piuttosto bassa).

Mi trascinavo annoiata per i corridoi contando i giorni che mancavano alla discussione della tesi, domandandomi come mai mi fossi scelta un lavoro tanto frustrante e ripetitivo.

Quando ho iniziato a esercitare la libera professione, ho deciso che avrei lavorato in modo completamente diverso.

Invece di trascorrere la metà della visita a rilevare il peso, lo spessore delle pliche cutanee, la percentuale di tessuto adiposo o l’indice di massa corporea, ho preferito focalizzarmi su ciò che i pazienti mangiavano, sui comportamenti che fino a quel momento avevano ritenuto fossero quelli giusti per dimagrire, ma che evidentemente non lo erano, dato che li avevano portati a rivolgersi per l’ennesima volta a un nutrizionista. Invece di far subire loro le mie istruzioni in modo passivo, spiegavo ai pazienti quelle poche nozioni di educazione alimentare sufficienti a far sì che quella con me fosse davvero l’ultima dieta e che capissero il ragionamento dietro al piano alimentare che andavamo a disegnare insieme.

Con le regole assurde ereditate da diete da fame che risuonavano ancora nella loro testa, quando scoprivano che la pizza si poteva mangiare anche in giorni diversi dal sabato e la pasta addirittura per cena non riuscivano a crederci.

«Ma è sicura che se mangio tutta questa roba dimagrisco?» mi chiedevano.

«Ne riparliamo il mese prossimo» li congedavo fiduciosa.

Alla visita di controllo erano raggianti, e non solo per la perdita di peso; questa era solo un dettaglio, la naturale conseguenza di un ritrovato rapporto con il cibo.

Dopo tante privazioni, era rinata in loro la gioia nei confronti del cibo e la consapevolezza di essere tornati i veri protagonisti della propria alimentazione.

E succederà anche a voi!

Non appena imparerete a maneggiare le semplici basi della nutrizione illustrate in questo libro, sarete in grado di decidere per sempre e in totale autonomia che cosa mangiare ogni volta che avete fame, senza che sia una fotocopia sbiadita appiccicata sul frigo a dirvelo (o impedirvelo).

Siete pronti a scoprire anche voi come sia possibile perdere peso e mantenere il vostro peso naturale mangiando per sempre e a sazietà piatti colorati e deliziosi? È tutt’altro che segreto, dal momento che in letteratura scientifica è già stato sperimentato più volte con successo. Ne parleremo nel Capitolo 3, ma abbiate ancora un attimo di pazienza.

Per riuscire a perdere quella quota di grasso che oggi concorre a peggiorare alcuni dei vostri attuali problemi di salute, dobbiamo prima capire una cosa: come è finito lì?

L'Anti-Dieta

Per raggiungere e mantenere il tuo peso naturale bastano poche e semplici abitudini - Con oltre 100 ricette

Silvia Goggi

C’è la dieta del minestrone, quella dell’acqua, quella dissociata e ce ne sono molte altre ancora: tutte complicate, spesso avvilenti per il gusto e quasi sempre inefficaci. E poi c’è l’anti-dieta, che ci permetterà di raggiungere il...

€ 18,00 € 17,10 -5%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Iscriviti alla nostra newsletter e ricevi novità, sconti, promozioni speciali riservate e un premio di 50 punti spendibili sul sito.

Procedendo dichiaro di essere maggiorenne e acconsento al trattamento dei miei dati per l'uso dei servizi di Macrolibrarsi.it (Privacy Policy)

This site is protected by reCAPTCHA and the Google Privacy Policy and Terms of Service apply.

Non ci sono ancora commenti su Qual è davvero il nostro peso ideale?

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.IVA e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
SDI NSIIURR
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l.