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Primo passo - Estratto da "Neuro Quantica Evolutiva"

di Sergio Audasso 8 mesi fa


Primo passo - Estratto da "Neuro Quantica Evolutiva"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Sergio Audasso e scopri come riuscire a comunicare con il cervello e cambiare il tu modo di vivere

Oggigiorno tutti parlano di comunicazione. Vari tipi di comunicazione si aprono al mercato dell’opportunità. Esiste la comunicazione efficace, la comunicazione ecologica, la comunicazione persuasiva, la comunicazione energetica, solo per citarne alcune. Ma a volte però i nostri pre-giudizi, le nostre convinzioni in merito, o il dare per scontato qualcosa, provocano e fanno nascere i nostri più grossi problemi relazionali. Quante volte abbiamo reagito con veemenza credendo di essere nel giusto? Quante volte siamo stati cosi certi della nostra idea da scatenare nei nostri interlocutori reazioni a nostro avviso insane o ingiustificate?

Indice dei contenuti:

I primi strumenti d’uso: la comunicazione

Voglio iniziare con un esempio emblematico, la storia di una famiglia inglese.

Una famiglia inglese trascorse le vacanze estive in Germania, e durante una delle frequenti passeggiate osservò una casetta di campagna che sembrava adatta per le successive vacanze. Chiese chi fossero i proprietari e seppe che apparteneva a un pastore protestante con il quale stipulò subito il contratto di affìtto.

Di ritorno in Inghilterra i turisti si ricordarono improvvisamente di non aver notato il w.c. e, data la pignoleria inglese, decisero di scrivere al pastore pregandolo di informarli dove si trovasse. La lettera fu redatta in questi termini:

«Sono la signora che ha stipulato con lei il conttatto di affìtto della sua casetta in campagna. Non ho notato, però, il w.c. e perciò la prego di illuminarmi in proposito».

Ricevuta la lettera, il pastore non comprese l’abbreviazione w.c. e, credendo trattarsi di una cappella di una setta anglicana chiamata Wale’s Chappel, rispose in questi termini:

«Ho apprezzato moltissimo la sua richiesta, signora, e ho il piacere di informarla che il luogo che le interessa si trova a soli 12 km dalla casa, il che è alquanto scomodo soprattutto per chi ha l’abitudine di andarci con frequenza. Chi ha l’abitudine di trattenervisi parecchio per le sue funzioni, è bene che si porti da mangiare, così può trattenersi sul luogo tutta la giornata. Il posto si può raggiungere a piedi, in bici, in auto, ma è preferibile arrivarci al momento giusto per non rischiare di restare fuori o per arrecare disturbo agli altri. Nel locale c’è posto per 40 persone a sedere e per 100 posti in piedi. C’è l’aria condizionata per evitare l’inconveniente dei cattivi odori. I sedili sono di velluto rosso. Si raccomanda di arrivare a tempo per poter trovare il posto a sedere. I bambini siedono vicino ai grandi e tutti cantano in coro. All’entrata viene consegnato a ciascuno un foglietto: chi arriva in ritardo può servirsi del foglietto del vicino!! I fogli devono essere riconsegnati all’uscita agli incaricati, possibilmente non sgualciti, in modo che possano essere utilizzati le volte successive e almeno per un mese. Ci sono grandi amplificatori per i suoni, affinché si possano sentire anche all'esterno. Tutto ciò che si raccoglie viene devoluto ai poveri. Ci sono anche fotografi specializzati che prendono fotografie nelle diverse pose, in modo che tutti possano essere ritratti in un atto tanto umano. Distinti saluti».

Un piccolo pensiero maldestro, un piccolo fraintendimento, ed ecco che ogni parola assume un ruolo e un significato diverso. Parlare, comunicare, interagire con gli altri aumenta il rischio di essere fraintesi.

Ma la comunicazione più difficile è quella con noi stessi.

Comunicare con se stessi

Allora, come per la signora inglese, è necessario porsi la seguente domanda: In che misura ho contribuito a creare il problema?

Molto di rado, quasi mai, ci si pone questa domanda.

Anzi, quando abbiamo un problema si parte subito con la convinzione che la colpa sia di qualcun altro. Se c’è una discussione o una controversia, solitamente, la responsabilità, ricade sull’altro. Se qualcosa va male, significa che un altro ha fatto lo sbaglio. Se c’è un fuori programma, è sicuramente colpa di qualcun altro. A molti non viene in mente di potere essere i diretti responsabili o, quantomeno, di avere una parte della colpa.

Quasi sempre, all’apparenza, risulta più giusto credere che non sia colpa nostra. La cosa brutta è che con questa filosofia, diviene difficile individuare l’unico aspetto del problema sul quale siamo in grado di agire, e cioè quello che noi abbiamo contribuito a creare. È stupido e non serve a nulla stare ad analizzare gli errori e le responsabilità altrui. Raramente possiamo influire sugli altri e su come essi operano. Mentre è facile cambiare il nostro modo di agire.

Secondo strumento: le domande al cervello quantico

Se, per esempio, ci sentiamo, scontenti di come procede un rapporto d’amore o d’affari, riflettiamo sul modo in cui si sta trattando la persona con cui si sta interagendo.

La persona NQE attiva e sicura di sé interiormente, che esprimerai dopo aver letto questo libro, si pone delle domande tipo: “Sarò stato troppo esigente?”, “Presumo, forse, che la persona capisca cosa gli dico, mentre non è affatto così?”, “Sono stato corretto?”, “Sono stato chiaro nel relazionarmi?”, “Sono riuscito a farmi capire?”.

Queste domande sono molto utili alla persona NQE attiva (persona sicura di sé interiormente) perché:

  • scopre che quasi sempre è colpa sua;
  • scopre che può essere dalla parte della soluzione e quindi eliminare il problema. Con questo non si vuole dire che sia sempre colpa nostra, o che sia necessario stare sempre lì a riflettere sulle responsabilità e sui nostri difetti; sarebbe un’abitudine negativa lontana dalla filosofia e dalla NQE. Ma è di cruciale importanza che la persona NQE attiva sia sincera con se stessa e riconosca, in parte, la causa dei suoi problemi.

La persona che vuole eccellere nella vita deve avere il coraggio, tipico della persona NQE attiva, di guardarsi allo specchio e di riflettere sulle sue responsabilità umilmente e onestamente. In questo modo sarà capace e in grado di correre ai ripari e di creare meno problemi.

Strumento tre: incontrare la realtà. Introduzione all’idea di base

Cosa è reale? Per la quantistica si tratta di un insieme di elementi, in coesione con loro a livello frequenziale. Questi elementi sono inseriti in un campo magnetico e informazionale. Così come lo è il corpo, così lo è la realtà: un agglomerato di vibrazione e di informazioni mantenute in coesione da un campo di frequenze.

Tutto, in ogni istante si modifica seguendo lo schema delle informazioni ricevute. Incontrare la realtà è riuscire a comunicare la nostra realtà, ma ciò è impossibile. Perché lo si ritiene impossibile?

Perché è impossibile comunicare veramente la realtà così come essa è veramente senza utilizzare dei modelli mentali precostituiti.

Ciò significa che la realtà nella quale si vive, e si comunica, è il prodotto di un insieme di creazioni elaborate dalla mente sia in base alle memorie delle esperienze personali vissute che alla cultura a cui si è aderito per nascita. Le nostre paure, i nostri blocchi, i nostri condizionamenti non sono niente altro che idee inserite in questi modelli mentali.

Diviene pertanto evidente quanto sia difficile se non impossibile comunicare veramente la realtà. Dicendo questo, però, immetto nel tuo cervello, un messaggio preciso: è impossibile comunicare la realtà. Il messaggio, così formulato e ricevuto dal tuo cervello, crea un pre-modello mentale nella tua mente inconscia che vi aderisce. L’impossibilità di comunicare veramente la realtà diviene un’idea concreta nel tuo modello mentale facendoti così cadere in una trappola cognitiva. Ti spiego perché.

Non viene da me detto, specificato o identificato per chi, a mio avviso, è impossibile comunicare la realtà o in quale cornice diviene impossibile comunicare la realtà e a chi:

  • Forse per me?
  • Forse per gli uomini?
  • Forse per le donne?
  • Forse per le popolazioni di lingua italiana?

Allo stesso tempo, con l’utilizzo della parola “realtà” metto in atto una nominalizzazione, dò un nome, “realtà” appunto, a qualche cosa che è, nella sua essenza e per sua stessa struttura un’onda frequenziale, un processo in continua trasformazione. Nel darle un nome, battezzandola come “realtà, relego di fatto un processo in divenire, la realtà, in una dimensione avente uno spazio finito. Non riuscendo a percepire la vera “realtà” nella sua totale globalità finita diviene, quindi, impossibile da comunicare.

Esistono infatti filtri neurologici, filtri sociali e dei filtri individuali. Questi rendono ancora più difficile definire la realtà.

Strumento quattro: il concetto di credenze

In molte scuole di crescita personale questi filtri sono chiamati: credenze.

Allora mi domando, perché è così facile dire e dirsi: “Che ci posso fare? Sono fatto così”. Ed è per rispondere a questa domanda che ho suddiviso questo percorso in due sezioni.

La prima, è quella della comprensione, un po’ più passiva. La seconda, invece, è quella attiva, dell’azione concreta.

La prima aiuta a comprendere che “si può!”.

La seconda mostra come fare per trasformare questo “si può!” in atti. Inizia il viaggio alla riscoperta di te. Sappi però una cosa importante: fino a ora ho parlato a te in seconda persona o in prima persona plurale dal secondo passo o capitolo in avanti, leggendo sei tu che parlerai a te stesso. Sarà come pensare dentro di te e parlare a te nello stesso tempo. Sarà come iniziare una nuova relazione con la parte più intima di te stesso.

Bene. È giunta l’ora di entrare nel passo verso il gestire se stessi e rendere al massimo. La parte vera di te ti aspetta. E' vicino a te come la conoscenza che puoi ottenere.

Neuro Quantica Evolutiva

Parlare al cervello quantico e cambiare la propria vita

Sergio Audasso

NQE è l’evoluzione di studi e sperimentazioni dirette nella formazione e nella relazione d’aiuto di un modello operativo nato nel 2003 e creato dall’autore. NQE è stimolata dalla domanda: Siamo condizionati dalle...

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Sergio Audasso

Sergio Audasso si occupa di quantistica già da molti anni. Nel 2007 è stato tra i primi in Italia a divulgare l’idea dell’esistenza di un Cervello Quantico. Professionalmente è Formatore – Mental Coach - Counselor Supervisore – Psicosomatista –...
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