800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

Primo giorno - Estratto da "Il Metodo Sticazzi 24/7"

di Carla Ferguson Barberini 1 settimana fa


Primo giorno - Estratto da "Il Metodo Sticazzi 24/7"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Carla Ferguson Barberini per vivere le tue giornate con maggiore leggerezza e con più tranquillità

È vero, il lavoro nobilita l'uomo. Sì, più dormi più hai sonno. Certo, trovare il modo di rendersi utili riesce a darci una gran soddisfazione personale.

Ma diciamocelo, anche passare un'intera giornata a letto, alternando momenti di mummificazione ad altri di arenamento sul divano (per voi gente di lusso anche una sedia a dondolo andrà bene), può gratificare comunque il nostro spirito.

Indice dei contenuti:

Domenica

Proprio per questo l'agenda dello sticazzista, quello vero, quello talmente imbruttito che non lo turbi nemmeno con la dichiarazione dei redditi, o semplicemente quello che aspira a raggiungere vette sublimi di ascetismo post-moderno, non poteva non iniziare proprio dalla domenica.

D-O-M-E-N-I-C-A.

D come: "Domani lo faccio".

O come: "Oziare Orgogliosamente".

M come: "Ma che mi frega della dieta".

E come: "E dimmi che vuoi dormire".

N come: "No" (capirete a breve).

I come: "Insomma, ho detto no".

C come: "Catarsi eremitica".

A come: "Anche la prossima domenica".

Viene definito "il giorno della settimana civile tra il sabato e il lunedì".

Non soffermandoci troppo sul significato reale della parola "civile", notiamo come certi individui siano rappresentazione emblematica della società civile (appunto) nella quale viviamo: anche nel giorno da sempre dedicato al riposo (sin dai tempi di Nerone, che già solo per non essere membro del proletariato può venire definito aspirante sticazzista, "Tanto so' l'imperatore") ci sono persone che riescono a svegliarsi presto.

Puliscono casa, lucidano l'argenteria, preparano maestose colazioni e pranzi sublimi, mettono cravatta e scarpe di vernice o plateau e borsetta firmata per andare al bar, in chiesa o semplicemente in giro per la città; miei cari, rispecchiate a pieno il concetto di "civiltà" così come viene inteso oggi, e queste righe servono per mostrarvi la nostra ammirazione, senza nemmeno una punta di sarcasmo, perché il vero sticazzista vive e lascia vivere sempre, celebrando al meglio le diversità.

A voi va la nostra stima: ve la doniamo volentieri tutta, basta solo che non cerchiate di plagiarci. Noi ci andiamo bene così come siamo.

Ecco, per essere dei veri membri del la lega del movimento mondiale dello sticazzi, il più signorile dei country club mai esistiti, prima di celebrare le diversità altrui bisogna elogiare le proprie.

Siate quindi fieri di rientrare in quella categoria di individui che non vorrebbe un servizio da lucidare manco se glielo regalassero, e che se l'avesse ricevuto in eredità lo avrebbe venduto su eBay con un ghigno di soddisfazione che nemmeno Nerone mentre Roma bruciava (vedi sopra); guardatevi allo specchio e, dopo avere aperto la vostra mente fino ai limiti del concepibile, notate quanto quel bel pigiama a pois vi faccia un culo da paura; provate ammirazione per voi stessi quando, dopo una fase introspettiva di tre minuti buoni (passerete un sacco di tempo sul divano, come già accennato, tre minuti all'introspezione li potete dedicare), capirete di avere semplicemente voglia di restare tra le mura di casa o di fuggire gli impegni che durante il resto della settimana avreste accettato di buon grado.

Perché non si dica mai che gli sticazzisti non si confrontino ripetutamente con i propri impegni. Siamo esseri umani anche noi, santo cielo! La vera differenza, il vero valore, quel guizzo di brillantezza che farebbe impallidire pure la punta di un diamante, non risiede tanto nel cosa, signori miei, ma nel come.

È nel come che ci ergiamo nella nostra genialità.

Ecco, la domenica è un po' la nostra "Festa dei folli": tutto è sottosopra, tutto ciò che di senso non ne avrebbe diventa intriso di nobili e complessi significati; in questo capitolo non vi spiegheremo come portare a termine i vostri impegni, ma come non prenderli proprio.

Domenica mattina

Secondo una non specificata legge della fisica (o della fede), di domenica c'è il sole. Nei casi in cui non splenda dalle sette del mattino, o piove a dirotto per tutta la giornata o viene fuori verso le quattro del pomeriggio, deliziandoci con uno splendido arcobaleno e lasciandoci a piedi.

In che senso? Be', a quel punto non hai più scuse per la tua apatia e per la tua incontenibile voglia di restare in casa, perché "Adesso c'è il sole!". Gli unici che non ti biasimeranno per volere restare comunque in casa sono il tuo account Netflix o il televisore al plasma dal quale stanno trasmettendo qualche partita dell'82.

Di domenica splende il sole, in inglese si chiama SUN-DAY (un nome, una maledizione) e quindi le persone convinte di vivere un'esistenza più sana della tua ti inviteranno a fare cose (leggere con una punta di terrore nella voce). Da metà aprile in poi, per giunta, si tratterà di cose all'aperto (leggere con inquantificabile dose di terrore).

Preparatevi quindi a: svegliarvi all'alba dopo avere passato la notte a preparare panini con la frittata (vale soprattutto dalle Marche in giù), insalate di riso (questo va bene per tutta l'Italia) o anche chili non misurabili di parmigiana di melanzane che, ovviamente, avanzerà e che sarete costretti a mangiare per altri tre giorni (caso specifico del profondo Sud); buttarvi sotto la doccia ancora con gli occhi chiusi, lamentandovi lungo il tragitto letto-bagno per l'avere accettato un simile invito, tenendo le braccia ben salde e dritte davanti a voi per non rompervi il mignolo del piede contro un mobile qualsiasi che "Giuro, ieri non era lì" e facendo spaventare eventuali animali domestici, convinti che la mummia di Tutankhamon sia resuscitata per impossessarsi del corpo del loro padrone.

Nel caso ve lo stiate domandando, no, la doccia non vi sveglierà assolutamente, tantomeno vi aiuterà a riprendervi dal quasi come etilico della sera prima.

A seguire, per decidere cosa indossare e caricare tutto in macchina (la quantità di oggetti da portarsi dietro è direttamente proporzionale al numero di figli) impiegherete circa un'ora e mezza, e alla fine scoprirete di avere scordato le salviette imbevute (ma tanto ci sarà vostra cognata o, più in generale, la sorella di qualcuno che è lì con voi e che ne avrà circa tre pacchi nella borsa di scorta, perché a lei non pesano quattro borse, lei non suda e l'abbigliamento sportivo le sta anche bene).

Una volta arrivati nell'esotica riserva naturale, dopo avere impiegato tre quarti d'ora per trovare parcheggio, passerete metà del tempo a starnutire e l'altra metà a combattere la sonnolenza causata dall'unico antistaminico che avevate in macchina, fino a perdere completamente i sensi poco prima del dessert (se vi siete circondati di persone fidate, almeno ve ne lasceranno un pezzo), per poi svegliarvi quando si sono ormai fatte le otto di sera.

Dopo avervi spaventato abbastanza e ricordato che "va a finire così ogni santa volta", passiamo dunque ai metodi da adottare per evitare questo strazio.

Mettere in salvo la pelle può essere un compito facile, se si sa come farlo.

Le vostre opzioni, in sintesi, sono le seguenti.

Potreste abbandonarvi a danze sciamaniche tra il crepuscolo del venerdì e quello del sabato sera, così da evocare piogge torrenziali e nevicate proibitive.

È tra i metodi più diffusi nelle civiltà pagane, ma sembra non sortire grandi effetti nella nostra realtà occidentale. La maggior parte di quelli che hanno fermamente affermato il contrario, ora è agli arresti domiciliali (no, non è tutto oro ciò che luccica).

Il secondo metodo potremmo definirlo "Patti chiari, amicizia lunga". Consiste nel far sapere ai propri amici sin da subito che di domenica non ce ne frega più nulla delle bellezze naturali, dell'aria pulita, della loro propositiva tendenza a organizzare cose quando "siamo tutti liberi". Noi vogliamo restare a letto, poltrire, goderci la noia che tanto dura un giorno solo, senza per questo dover essere giudicati degli eremiti o, più semplicemente, degli stronzi. Amateci per quelli che siamo, così come noi amiamo voi e Dio ama tutti.

Ecco, i vostri amici probabilmente vi ameranno davvero per quello che siete, ma è proprio questo il problema: alcuni non riusciranno comunque a non invitarvi, insistendo affinché voi partecipiate alle loro scampagnate. Per alcuni di loro (quelli che in realtà non vi vogliono bene affatto o ve ne vogliono troppo, in certi casi non esistono vie di mezzo) sarete una sfida, una magnifica possibilità di attuare mirabolanti attività di makeover sulla vostra personalità. Andrà a finire che, probabilmente, non gli lascerete manco la lettiera del gatto quando farete testamento.

Se volete un consiglio, sfanculate subito questa tipologia di persone, perché per loro è Pasquetta tutto l'anno.

Per ciò che riguarda gli altri, invece, quelli che vi capiscono e vi accettano per quello che siete, ringraziate il cielo e dategli il contentino di cui hanno bisogno per sentirsi apprezzati: basterà scrivere sul vostro gruppo di WhatsApp "Mi raccomando, mandatemi una foto dalle cascate di Rocca Cannuccia!" e loro, in cambio, saranno lieti di portarvi in dono una caciotta che hanno comprato da una cara vecchina nella sua piccola e adorabile fattoria.

Li renderà felici avervi fatto capire che eravate comunque nei loro pensieri, per quanto non siete fatti della stessa pasta, e, dal loro punta di vista, "Comunque non sai che ti sei perso!" (e invece lo sapete benissimo ed è proprio questo il punto).

Be', ci avrete guadagnato in formaggio. E soprattutto, loro che sono tanto generosi ma che si sentono anche un po' persone migliori di voi, non vi richiederanno mai indietro i soldi che hanno speso.

Il terzo sistema è forse il meno fallace, oltre che il più utilizzato non solo dagli sticazzisti del mondo ma anche da chi finge candidamente di non rientrare in questa categoria. Lo chiameremo "Trovare una scusa".

Vi siete abbandonati a un sospiro di sollievo, vero? Ma no che non siete gli unici che lo fanno! Ci sono intere carriere basate quasi totalmente sulla capacità di assentarsi trovando scuse consone (ogni riferimento a plurimi politici italiani è puramente casuale).

Trovare una scusa è molto meno facile di quello che sembra, ma con impegno e dedizione si possono inventare delle storie splendide. L'ideale è sempre non darne più di una alla volta, ma se pensate di essere bravi abbastanza potete anche creare nella mente di chi ascolta (o legge dall'altro lato dello smartphone) colori e paesaggi splendidi, immagini straordinariamente dettagliate dei vostri malesseri o di quelli di chi vi circonda.

Qualche esempio? Vostra nonna non può stare male! Quella è roba da scuola elementare.

Ma voi potete essere stati colti da una diarrea fulminante o da crisi di vomito croniche (non date mai la colpa al sushi, che poi gli allarmisti del settimo giorno vanno in televisione a sfracellarci lo sfracellarle), avere qualche decimo di febbre, di quella fastidiosa che ti fa stare male ma non ti rincretinisce così tanto da farti dormire per due giorni e due notti; potreste anche avere mal di testa (crea però meno empatia) o dolori lancinanti in una qualsiasi parte del corpo che non vi permettono di arrivare in cucina senza difficoltà, "Figuriamoci di fare escursioni nei boschi".

Descrivete con meticolosa precisione le cinquanta sfumature del Fuoco di Sant'Antonio che vi sta consumando anima e corpo (non chiamatelo herpes zoster, anche se è il suo vero nome: i vostri amici potrebbe decidere di non ricorrere a Google e, di conseguenza, spaventarsi a morte; siamo pigri ma empatici), facendo rimpiangere ai più schizzinosi le scene splatter dei loro film preferiti quando vi lanciate in minuziose descrizioni dei dettagli.

Subito dopo avere dato libero sfogo a tali competenze narrative, state attenti a non fare preoccupare troppo i vostri cari, dato che non vorrete certo trovar-veli sulla porta di casa in gran pena mentre state già ballando in mutande come Tom Cruise in Risky Business.

Ricordate, insomma, che la virtù sta nel mezzo e le esagerazioni vanno bene solo se siete maschi che si vantano delle proprie dimensioni (a patto di spegnere la luce prima di spogliarvi; in ogni caso, il mondo è pieno di San Tommasi che devono toccare per credere, quindi, miei cari, anche lì c'è poco da fare).

Evitate inoltre di pubblicare foto, video o qualsiasi cosa sui social, gattini e canini inclusi, perché ricordate che siete con l'umore a terra e non di certo in modalità "condivisione col resto del mondo".

Menzione d'onore per tutti i "Caduti del Buffet", cioè quei poveri sticazzisti anonimi che mesi prima hanno ricevuto inviti per battesimi, comunioni, cresime, matrimoni, bar mitzvah. Purtroppo non avete molto scampo: una vostra assenza improvvisa potrebbe offendere i parenti, quindi sarete giustificati solo se in ospedale.

L'unica soluzione papabile è avvisare subito di essere già impegnati per un altro ricevimento ma, in quel caso, potrebbe destare sospetti l'assenza di foto o di generali testimonianze visive; vi consigliamo quindi di falsificare degli inviti o attuare tattiche di photobombing durante le cerimonie di sconosciuti, per poi mostrare le foto sui social e sperare che nessuno vi accusi di avere distribuito falsi d'autore in giro per l'etere.

Tirarsi fuori da queste circostanze è sempre un processo lungo e tortuoso, per cui solo i più forti d'animo possono intraprendere un tale percorso. Se non doveste sentirvi in grado, potete almeno trovare una piccola scusa (semplice ed efficace, in questo caso, come il ciclo mestruale se siete donzelle o il colpo della strega se siete dei finti macho che hanno spostato mobili per tutto il giorno precedente) per evitarvi l'effettiva celebrazione dei riti ecclesiastici con annesse folle oceaniche che manco nelle Nozze di Cana del Veronese o a un concerto dei Rolling Stones a San Siro, con tutte quelle povere vecchiette dalle vene varicose ferme sui banchi dalla settimana scorsa per tenere il posto (non stiamo parlando del concerto dei Rolling Stones, ovviamente).

Interessante come proprio le cerimonie coi parenti rappresentino la versione potenziata dei terribili pranzi domenicali che, per ovvie ragioni, necessiteranno di una sezione a parte.

Il Metodo Sticazzi 24/7

Carla Ferguson Barberini

Il metodo sticazzi ti rende felice, 24 ore al giorno, 7 giorni su 7! Dalla colazione del lunedì alla buonanotte della domenica, è sempre il momento giusto per dire «Sticazzi!» Stress e depressione del lunedì mattina?...

€ 11,00 € 9,35 -15,00%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Carla Ferguson Barberini è il nome scelto da un collettivo di professionisti della comunicazione che operano in vari ambiti. Sono tutti devoti del metodo sticazzi.
Leggi di più...

Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su Primo giorno - Estratto da "Il Metodo Sticazzi 24/7"

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste