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Preparare il gomasio è fare bene l’amore

di Elsa Nityama Masetti 1 anno fa


Preparare il gomasio è fare bene l’amore

Elsa Masetti ci insegna come l’arte della cucina e l’arte dell’amore possono alimentarsi e sostenersi a vicenda

Scoprire l’energia sessuale è scoprire l’elemento fuoco. Quando, altrimenti, nel quotidiano abbiamo a che fare con questo elemento? Cucinare – fosse anche preparare l’acqua per il té – penso sia l’azione più comune per venirvi in contatto.

Del resto il semplice mettere del sale (maschile) nell’acqua (femminile) è compiere un atto sessuale, alchemico, creativo. È ricomporre l’acqua delle origini, l’acqua della vita.

Abitudine, distrazione, automatismo lo rendono meccanico, sebbene anche quell’ordinario momento – gettare del sale nell’acqua – riaffermi il nostro ruolo di co-creatori della vita.

Se non è la fiamma, è l’energia elettrica o quella del fiammeggiante sole, in ogni caso l’elemento fuoco è principe nell’alchimia, nella preparazione del cibo e facendo l’amore, entrambi al servizio della vita.

Indice dei contenuti:

Gli utensili giusti: suribachi e surikoji

Una preparazione culinaria che mi ha insegnato molto a proposito, tanto quanto uno dei noti Shivasutra, nel grande libro del Vigyan Bhairav Tantra, è la preparazione del gomasio, un condimento a base di semi di sesamo e sale.

Certo, puoi farlo anche con il macinino o con il vibratore, ops!, il frullatore. In questo caso è richiesto lo strumento manuale: il mortaio e il pestello. In essi, nella loro forma, è raccolta la saggezza del creare vita, vitalità.

Esistono dei freddi mortai di marmo, di metallo, con altrettanti pesanti ed efficienti batacchi, un tempo in uso nei laboratori erboristici e farmaceutici. In essi si procede, martellando con forza, a pestare erbe e altri alimenti.

Per carità, il martellamento non manca di buona volontà, tuttavia “spiaccicare” non è detto sia il miglior approccio nel caso di sostanze delicate, che rischiano di perdere la loro intrinseca sensibilità nel secernere principi vitali, in un crescendo di frizione e attrito.

Come si dice, il rischio, tornando al fuoco, è che se ne crei troppo e velocemente le braci si facciano, presto, cenere. In fondo non è un burro che vogliamo ottenere ma la fusione di due diversi elementi – il sesamo e il sale – in grado di mantenere nell’unione la loro integrità.

Meglio quindi che la tazza sia di “terra” zigrinata, striata, come il suribachi. Anche i muscoli dell’intima mucosa femminile, del resto, sono striati, come quelli del cuore.

E il pestello? Meglio che sia di legno, materiale tiepido e poroso. Dignitosamente eretto ma non duro, come il surikoji.

Come si prepara il gomasio

Bene, dopo questa breve disamina degli utensili, vado allo Shivasutra: All’inizio dell’unione sessuale poni attenzione sul fuoco dell’inizio, e così facendo, evita le braci della fine.

Imparare a bilanciare la fiamma è importante. E lo è particolarmente nella preparazione del gomasio, che si fa laboratorio di conoscenza del fuoco interiore. Conviene dedicarsi senza la fretta di finire, di mettere in tavola. Darsi tempo, diventare l’atto lento e circolare di muovere i semi nella padella, con un mestolo di legno, dal centro verso la periferia, disegnando una girandola.

Il calore asciuga e rende friabile il sesamo, lavato con attenzione, dall’interno verso l’esterno, non viceversa. Il seme ha da aprirsi, per accogliere poi il sale, non ha da incendiarsi nel bruciore. Se la fiamma è troppo alta dall’inizio, si rischia di bruciarlo e anche solo qualche seme bruciato può rendere troppo amaro il sapore finale.

Diverse sono le donne, casalinghe o meno, a conoscere questa amarezza. La friabilità dei semi tra le dita, più che un visibile cambiamento di colore, ci daranno il segno che è pronto. Del resto, se la fiamma è troppo bassa, il seme si lessa. Ah, grande è il buon senso, e la saggezza, d’imparar l’uso del fuoco! Vigili e rilassati, alziamo un po’ la fiamma fintanto che il seme canta. Appena scoppietta, abbassiamo un po’.

Ottimo esercizio femminile. Può essere scambiato per controllo, non lo è. Il controllo rende tesi e la tensione, brucia. S’impara a riconoscerlo.

Quando il seme è pronto, dosiamo, in proporzione, la quantità di sale. 14 a 1 fino a 20 a 1, a seconda della nostra condizione, più o meno umida, e quella della stagione.

La perfetta unione degli ingredienti

Anche il sale deve ricevere il battesimo del fuoco, per liberare eventuale umidità in eccesso e aggiustarsi al tepore del seme. Meglio se grosso, si fa fino sotto la pressione del pestello e le pareti armoniosamente “ruvide” del mortaio. Solo a questo punto aggiungiamo il sesamo, prima delicatamente tostato.

Si procede allora a unire i due ingredienti, attraverso movimenti circolari che ricevono una leggera pressione lungo tutto il perimetro della tazza, senza porre forza e peso verticale. Spingere, a spirale, il sesamo croccante verso la rotondità della parete sarà sufficiente ad aprirlo, con, al bisogno, qualche leggero colpetto in fondo e al centro.

Il buon profumo, nocciolato, non tarda a farsi sentire. Evitate per quanto possibile una sorta di accanimento. È buono che alcuni semi restino integri. La loro accudita e riscaldata oleosità provvede con facilità a unirsi al sale. Siate nei sensi, in ascolto, più che strategici ed ecco che il gomasio è pronto a dispensare le sue innumerevoli virtù nel ristorare la vitalità e il giusto equilibrio tra energie maschili e femminili.

Al prossimo regalo di lingerie sexy, donna, dona a tua volta un bel pacchetto. Con dentro cosa? Suribachi e surikoji, con il giocoso intento che il tuo lui impari, anatomia e pratica, oltre, ovviamente, la preparazione di gomasio fresco. Condimento a veloce ossidazione.

Articolo tratto da Vivi Consapevole n. 43

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Ricercatrice ad ampio spettro, ama definirsi un educatore CorpoMenteSpirito. LS in scienze dell’educazione (educazione-formazione degli adulti) è poi professionista iscritta a Sicool n°18 come counselor/operatore olistico: professione esercitata ai sensi della legge 4/2013. Esperta in...
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