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Prefazione - Guida alla Consapevolezza e alla Quiete Profonda - Libro di William Samuel

di Andrea Panatta 2 mesi fa


Prefazione - Guida alla Consapevolezza e alla Quiete Profonda - Libro di William Samuel

Andrea Panatta presenta il libro di William Samuel "Guida alla Consapevolezza e alla Quiete Profonda"

Esiste un percorso diretto verso l'assoluto, Dio, l'Essere o qualsiasi altro nome vogliate dargli. Questo percorso diretto è in piena vista, ma appare talmente ben nascosto da risultare pressoché invisibile. Almeno fin quando non ci stanchiamo di cercare, e non ci arrendiamo completamente al fatto che, forse, non c'è davvero nulla da cercare.

La pensava così l'autore di questo piccolo gioiello, William “Bill” Samuel, che, interrogato su quale fosse il percorso da seguire per arrivare lì dove lui era arrivato, rispondeva: «Ah, i percorsi... I percorsi... in realtà tutti i differenti percorsi servono solo a farvi arrendere a ciò che è!» Ed è quando ci arrendiamo davvero, totalmente, che libri come questo diventano inevitabilmente chiari e luminosamente comprensibili.

William Samuel è stato scrittore, conferenziere, insegnante, ma anche uomo d'affari e soldato in diverse cruente battaglie, vivendo un'intensa vita nella quale i due apparenti opposti della materia e dello spirito hanno sempre cercato e infine trovato un'integrazione.

La storia di come ho trovato i suoi scritti ha tutti i connotati della classica scoperta “casuale”, che a ben guardare è stata però guidata da qualcosa di superiore che, come sempre succede, ha lentamente intessuto i fili affinché accadesse.

Dopo vent'anni di studi, letture e seminari, dentro di me si è verificato un importante cambiamento di rotta. Non è stato un passaggio lento e graduale, ma ha agito in me nello stesso modo in cui si accende o si spegne la luce. Prima cercavo pratiche, principi, leggi e regole per capire cosa bisognava fare per arrivare a quello stato nel quale tante volte mi ero accidentalmente trovato, quello stato che pareva essere il fine ultimo della ricerca interiore. Prima ero immerso in una grande complessità di metodi e tecniche.

Ma dopo questo improvviso passaggio di stato mi è parso che tante, troppe informazioni non andassero in direzione di una conoscenza diretta, ma che piuttosto la impedissero, oscurandola dietro una coltre di nozioni mentali, ridondanze e giustificazioni che parevano più un tentativo di razionalizzare l'esperienza e raccontare belle storie che non un puntatore sull'esperienza stessa. È in questo modo che libri e insegnamenti che non avevo mai considerato interessanti hanno iniziato improvvisamente a parlarmi, e io che cercavo miracoli e ogni sorta di capacità speciale, mi sono ritrovato a un tratto a sentire un potente richiamo a semplificare tutto, abbandonando molte inutili sovrastrutture per dedicarmi a una ricerca molto più semplice e fondamentale.

È così che mi sono imbattuto in William Samuel.

Sono arrivato a lui seguendo le orme di qualcuno che anni fa mi stava aiutando, insegnandomi cosa realmente fosse un percorso diretto («La strada senza strada» la definiva), quel percorso che si palesa alla vista quando tutto il resto ha perso la sua funzione e niente sembra bastare più a saziare il nostro divino scontento.

Un giorno, seguendo le indicazioni di questo insegnante, misi le mani su una raccolta di saggi riguardanti l'anima e l'autorealizzazione che conteneva, fra gli altri, dei brani di alcuni libri di Samuel. Sono convinto che – come affermava Ramana Maharshi (di cui Samuel sembra essere stato uno studente diretto) – sia sempre il vero Sé a insegnarci, e che guru, maestri, libri, conferenze e autori non siano che una temporanea forma che il Sé assume per insegnare e ricordare qualcosa a Se Stesso (cioè a noi). Afferma William Samuel: «Ogni insegnante, libro, scrittore, praticante, saggio, guru o venditore di noccioline, qualsiasi nome, titolo o etichetta abbia, è un aspetto della Consapevolezza (l'identità) che noi siamo».

Di certo per me i pochi brani in quella raccolta furono quanto di più vivo e pulsante avessi mai letto su uno qualunque dei testi sulla consapevolezza che ero solito divorare, e avevo la netta impressione che qualcuno stesse parlando proprio a me attraverso le pagine e i caratteri stampati. Perciò, dopo aver letto soltanto pochi passaggi, chiusi tutto, abbandonai quella raccolta e partii alla ricerca dei testi di Samuel (dei quali quello che avete fra le mani è forse il più noto), come immerso in una strana luce che non mi ha mai abbandonato per tutto il periodo in cui mi sono nutrito delle sue parole. Ed è un vero e proprio nutrimento quello che ho tratto e traggo ancora oggi dagli scritti e dalle conferenze di “Bill”.

Difficile per me non considerarlo un maestro, lui che nonostante tutto non ha mai voluto essere considerato tale. Infatti, a chi voleva chiamarlo maestro era solito dire: «Io racconto solo la mia storia, com'è successo e cosa mi ha permesso di capire. Ho fatto questo per trent'anni. Non è lo stesso che essere un maestro».

Difficile non paragonare il suo gentile, umile raggio di luce, donato con totale assenza di prosopopea, con il resto dell'offerta di questo grande mercato della spiritualità. E la gentilezza, la delicatezza e l'umiltà sono state le caratteristiche fondanti del messaggio di Samuel, che mi ha rapito fin dalle prime righe e che mi accompagna ancora oggi insieme ai pochi testi che ritengo fondamentali nel lavoro sulla coscienza.

William Samuel ci racconta di un ritorno a casa, verso una semplicità che è tipica dei bambini, e afferma che la “realtà ultima” può essere vista e sperimentata solo attraverso quella semplicità.

La consapevolezza della presenza di Dio, mai messa in discussione, è per Samuel il fondamento di tutta la sua attività di insegnamento, nella quale riecheggia un solo messaggio fondamentale: non c'è nulla da sapere, nulla da capire, niente che riguardi l'intelletto. C'è soltanto una realtà da esperire, qualcosa da vivere.

Probabilmente ci opporremo a tutto ciò e, almeno all'inizio, non lo capiremo. Se non altro, questo è quanto accadde a me le prime volte che lessi gli scritti di quest'uomo pacifico e sorridente, che dichiarava: «L'essere umano è spietato nei confronti di tutto ciò che evidenzia la nullità del suo ego soggettivo». Tuttavia, se lasciamo che le parole del libro agiscano su di noi, sarà molto difficile non cogliere che la totalità della consapevolezza e lo stato di grazia che ne deriva non devono necessariamente essere spiegate con migliaia di parole – che non hanno nulla a che fare con la nostra personalità individuale – e che non c'è uno schema fisso per arrivarci, né una rigida ritualità per rimanerci.

In realtà, non abbiamo nemmeno bisogno di pregare o meditare per essere in quella consapevolezza, perché siamo già quella consapevolezza (che in effetti è tutto ciò che esiste) e non c'è davvero niente che si possa fare per esserne separati.

Il solo atto che dovremmo reimparare è un ascolto, l'ascolto dell'essere, di quella voce infinitamente sottile, perennemente presente, che può essere udita solo dalla nostra pura consapevolezza. E non ci sono parole o intellettualismi che potranno convincerci. Nulla potrà farlo se non quel riscoprire, quell'esperire diretto e inequivocabile.

Certo, le opere di William Samuel non sono intellettualismo o esercizio filosofico, e non sono neppure mera speculazione. Si ha chiaramente la sensazione che chi parla attraverso le sue parole non sia la persona chiamata William Samuel, ma qualcosa d'altro, qualcosa che conosciamo bene e che in quelle parole ci sembra tanto lontano quanto stranamente familiare.

Come spesso spiegava durante i suoi seminari, Samuel aveva scoperto un modo di scrivere in synergistic overtones, ovvero riuscendo a usare le parole per veicolare una certa informazione o energia che andava molto oltre le parole stesse. Ricordo chiaramente un episodio al riguardo.

Qualche anno fa, seduto in macchina in un momento di ozio, i miei occhi si posarono su uno dei passaggi di questo libro. E non so dire cosa accadde in quel momento, se non che fui inondato da una sensazione di serenità, gioia e assenza di pensiero, stato che conoscevo bene ma che non avevo più provato da moltissimo tempo, uno stato che durò poi diverse settimane. Sapevo che era legato a ciò che avevo letto e al fatto che qualcosa in me aveva “compreso”, ma non riuscii mai a razionalizzare, a scriverne una teoria o a desumerne un metodo. Non riuscii mai a parlarne o a spiegarlo.

Il fatto è che di questi stati non si può parlare e nemmeno si dovrebbe. Sono stati che andrebbero vissuti senza il bisogno di descrivere alcunché. E questo testo, come anche gli altri scritti da Samuel, rappresenta una possibilità tangibile verso tale esperienza.

Questo libro non vi dirà come fare, non vi indicherà un altro “percorso” e non sarà un nuovo manuale pieno di passi ed esercizi (di quelli che piacevano tanto a me un tempo). Questo libro vi darà la possibilità di sperimentare direttamente quella “Ineffabile Realtà che è questa Identità-Io” e di lasciar cadere tutte quelle altre immagini che si spacciano per essa.

Guida alla Consapevolezza e alla Quiete Profonda

William Samuel

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ANDREA PANATTA, nato a Roma nel 1973, si occupa da anni di ricerca spirituale, sviluppo del potenziale psichico, discipline energetiche e Qigong. In passato ha studiato e praticato il Pranic Healing di Master Choa Kok Sui, esercitando per diversi anni la funzione di istruttore presso...
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