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Prefazione - Antichi Maestri - Libro di Linda Johnsen

di Eckhart Tolle, Linda Johnsen 2 mesi fa


Prefazione - Antichi Maestri - Libro di Linda Johnsen

Eckart Tolle presenta il libro di Linda Johnsen e ci spiega perché è così importante conoscere gli antichi filosofi greci

L'antica Grecia è considerata a ragione la culla della civiltà europea. Ha prodotto creazioni e innovazioni senza precedenti in molti campi, come la letteratura, la pittura, la scultura, la politica, il teatro, l'architettura, e così via.

I greci inoltre hanno dato un importante contributo a quella che potremmo chiamare un'espansione delle capacità della mente umana e del loro campo di applicazione. Furono in grado di liberarsi dai limiti delle credenze dettate dagli influssi culturali, in cui milioni di persone sono intrappolate ancora oggi. Tali credenze sono accettate senza essere messe in discussione e sono parte integrante del condizionamento della mente.

Si può dire quindi che i filosofi greci ci abbiano insegnato a pensare. E' generalmente riconosciuto, e insegnato nelle università, che nel contesto culturale europeo la civiltà dell'antica Grecia diede origine al pensiero razionale e gettò le basi per lo sviluppo della scienza.

E' tutto vero, e se la storia fosse tutta qui non ci sarebbe bisogno di questo libro. Invece non lo è, ma è solo la metà di essa.

Nell'opera degli antichi filosofi greci c'è una dimensione, che potremmo chiamare "spirituale", trascurata dagli studi accademici e ampiamente rimossa. La loro capacità di pensare in maniera creativa e di superare i confini del condizionamento mentale dipendeva dalla facoltà di accedere, in misura maggiore o minore, alla dimensione interiore.

Gli Antichi Maestri parla di questo aspetto dimenticato ma essenziale della vita e del pensiero dei grandi saggi dell'antichità europea. Se sei pronto ad affrontare la dimensione interiore, avrai voglia di leggere il libro più di una volta. Sarai colpito dai filosofi greci e dalla loro profonda saggezza, smarrita per millecinquecento anni, riscoperta nel Rinascimento e poi dimenticata di nuovo.

L'argomento del libro non ha solo un interesse storico, ma è di vitale importanza per la nostra civiltà, se vuole sopravvivere. Bisogna riscoprire le nostre radici nella dimensione spirituale e ritrovare quella sfera interiore per superare la coscienza individualista, che è una delle cause principali della sofferenza umana.

La capacità di "pensare", che trova espressione nella ricerca e nella sempre maggiore espansione della conoscenza scientifica, è uno straordinario traguardo evolutivo, ma se non è bilanciata dalla "consapevolezza" può diventare pericolosa e distruttiva.

L'ego emerge quando c'è una totale identificazione con il pensiero, ma senza un fondo di consapevolezza. Una persona - o un'intera nazione - può essere posseduta da determinati schemi all'interno della mente condizionata. Quando il pensiero e la consapevolezza sono in equilibrio, emerge la "saggezza". Allora il pensiero diventa utile e creativo.

Ovviamente i filosofi antichi erano interessati alla conoscenza e, attraverso l'applicazione del pensiero razionale, alcuni di loro giunsero a scoperte incredibili. Per esempio, Democrito arrivò alla conclusione (2400 anni fa!) che ogni cosa nell'universo è costituita da particelle infinitesimali che chiamò atomi, separati l'uno dall'altro dal vuoto. Senza dubbio gli antichi greci erano interessati alla conoscenza, ma soprattutto alla saggezza o sapienza. Ecco perché si chiamavano "filosofi", che significa "amanti della sapienza".

La saggezza nasce dalla consapevolezza e può manifestarsi sotto forma di pensiero. Ma la radice della saggezza sta nel "non pensiero", ossia nella libertà dal pensare. Ecco perché Socrate disse: "La saggezza inizia con la meraviglia."

Che cos'è la meraviglia? Il dizionario riporta varie definizioni. Quella che si applica meglio al detto di Socrate definisce la meraviglia "estasiata attenzione o stupore verso qualcosa di misterioso o di nuovo". Perciò, quando parla di meraviglia, Socrate si riferisce a uno stato di calma interiore in cui non c'è pensiero. C'è consapevolezza, ma non ci sono narrazioni, interpretazioni o spiegazioni.

Questo è avvalorato da un altro dei suoi detti più famosi, che di solito viene frainteso. Quando gli fu chiesto perché l'oracolo di Delfi lo avesse chiamato "il più sapiente degli uomini", Socrate rispose: "Sono il più sapiente degli uomini perché io so una cosa, ossia so di non sapere." Quest'affermazione è a volte interpretata come falsa modestia (che è una forma di ego), ma ritengo che il filosofo si stesse riferendo allo stato di "non conoscenza" che precede ogni uso creativo della mente. In questo stato di calma interiore ci connettiamo con la coscienza incondizionata, così non siamo più intrappolati nella mente condizionata. Plotino lo spiegava così: "Lasciandosi alle spalle ogni pensiero, [l'anima] si abbandona al silenzio." La mente invece di rimanere chiusa in se stessa, nel proprio ego, diventa lo strumento di una facoltà superiore.

Lo stato di coscienza che Socrate descrive come "meraviglia" sollevò interrogativi che non erano mai stati posti prima nel contesto culturale europeo: qual è la natura del cosmo? Che cosa si nasconde dietro al mondo accessibile tramite la percezione sensoriale? Che cosa sono la bontà, la virtù, l'amore? Esiste un Essere supremo? Qual è la forma migliore di convivenza per gli esseri umani? Su quali precetti etici deve basarsi la condotta delle nostre vite? E poi trovarono delle risposte, che non furono definitive e perciò non produssero sistemi dogmatici, ma rimasero provvisorie ed esplorative. Questo significava che c'era ancora spazio per andare più in profondità.

La massima "Conosci te stesso" iscritta sul tempio di Apollo a Delfi, esortava a porsi la domanda più importante e profonda di tutte: "Chi sono io?". La risposta non poteva essere astratta ma basata sull'esperienza. Trovala e trasformerà te e la tua vita!

Potremmo dire che il requisito fondamentale di ogni pensiero creativo sia l'accesso alla coscienza incondizionata interiore, ossia alla dimensione "spirituale". Il pensiero discorsivo diventa sterile e persino distruttivo quando perde la connessione con quella dimensione. In altre parole la conoscenza conseguita solo attraverso il pensiero razionale, senza la consapevolezza che dà origine alla saggezza, può essere pericolosa; più grande è la conoscenza, più diventa potenzialmente distruttiva.

Questi antichi saggi pensavano che il compito più importante per noi esseri umani fosse la connessione consapevole con la dimensione spirituale. Da questo derivano la virtù, l'amore, il comportamento giusto e il pensiero creativo. E l'essenza di ciò che siamo. Ecco perché Pitagora insegnava: "Le persone si muovono in tutte le direzioni, incontrando una sofferenza dopo l'altra. Perché? Perché non sono connesse con se stesse."

La conoscenza è importante, ma la saggezza è fondamentale. I filosofi della Grecia antica insegnavano soprattutto la saggezza. Sebbene cercassero la conoscenza, alcuni di loro miravano essenzialmente alla trasformazione dell'essere umano, ossia della coscienza umana. Anche se le conoscenze che acquisirono gettarono le basi per lo sviluppo della scienza, molti di loro avevano più cose in comune con gli antichi guru indiani che con i filosofi accademici o gli scienziati moderni.

Un aspetto importante di questo libro è che presenta numerose prove a dimostrazione del fatto che molti filosofi greci conoscevano gli insegnamenti e le pratiche spirituali dell'antico Egitto e soprattutto dell'India, e ne furono influenzati.

Anche se sul nostro Pianeta sta avvenendo un "risveglio" spirituale collettivo che riguarda una piccola percentuale della popolazione totale, l'inconsapevolezza e la tensione individualista si stanno intensificando. Ciò rischia di condurre l'umanità a una crescente follia collettiva, che avrebbe come risultato violenti scontri, la distruzione e la rapida scomparsa della nostra civiltà.

Il poeta W.B. Yeats scrisse la famosa frase: "Tutto cade a pezzi; il centro non tiene." Il problema non è che il centro non tiene, ma che gli esseri umani non sono consapevoli del centro, ossia della loro essenza più profonda, che è la dimensione spirituale della vita.

Quando milioni di esseri umani vivono in questo stato di inconsapevolezza, cercando di trovare un'inafferrabile soddisfazione nell'appagamento dei sensi e nelle cose materiali, danno origine a una civiltà che è "come una casa costruita sulla sabbia, senza fondamenta", per parafrasare le parole di Gesù. Non c'è più nessun valore trascendente a tenere insieme la civiltà e "tutto cade a pezzi". Secondo me l'ingegno e persino il Quoziente Intellettivo, nel senso convenzionale della parola, non sono sufficienti a tenere insieme una civiltà o a rendere appagante la vita di una persona.

Leggendo questo libro, scoprirai che gli Antichi Maestri, che sono vissuti in un lontano passato e i cui insegnamenti più importanti sono stati dimenticati o cancellati, stanno tornando a vivere dentro di te. Intraprenderai non solo un viaggio a ritroso nel tempo fino alle origini della nostra civiltà, ma troverai anche te stesso in un cammino senza distanze e senza tempo nella dimensione della tua vera essenza.

Eckhart Tolle

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Eckhart Tolle

ECKHART TOLLE nasce in Germania nel 1948, dove trascorre i primi tredici anni della sua vita. Dopo essersi laureato all'Università di Londra, ha svolto un lavoro di ricerca e di supervisione presso l'Università di Cambridge. All'età di ventinove anni una...
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Linda Johnsen

Linda Johnsen scrittrice e studiosa di filosofia spirituale, con una particolare predilezione per la cultura indiana. Possiede una laurea in psicologia orientale e occidentale.
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