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Prefazione alla terza edizione di "I Ching"

di Carol K. Anthony 3 mesi fa


Prefazione alla terza edizione di "I Ching"

Scopri come i Ching possono aiutarti a svelare tutte le possibilità

Sono passati ormai più di dieci anni da quando iniziai a raccogliere i miei appunti per questa guida all’I Ching. Da allora mi sono venuti in mente numerosi concetti che ho trovato utili per comprendere i consigli forniti dall’I Ching e per questo ho pensato che fosse giunto il momento di mettere questi cambiamenti a disposizione di tutti.

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I Ching

Guida all'I Ching. Il libro di tutte le possibilità

Carol K. Anthony

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Questo è l'alto grado di carattere che saremo in grado di raggiungere attraverso il cammino del saggio. Una umile, aperta equanimità è l'atteggiamento più fortemente creativo di tutti. Scritto con un linguaggio semplice...

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L’impianto generale della guida rimane lo stesso, tuttavia è stato inserito un aforisma all’inizio di ogni esagramma. Il suo scopo è quello di concentrarsi sul messaggio più spesso indicato dall’esagramma.

Un’altra novità della guida è l’aggiunta dei saggi sulla meditazione, sulla non-azione e sulla consultazione dell’I Ching.

I lettori delle prime due edizioni avranno notato il mio uso frequente del sovrano “il nostro sé”. Può essere utile spiegare che il termine “sé” è stato spesso utilizzato in modo inadeguato per parlare delle parti pluralistiche del sé definite dall’I Ching. Ho quindi utilizzato il sovrano “il nostro sé” per indicare l’Uomo Superiore (il nostro sé essenziale), e “noi stessi” per indicare gli “Inferiori” (il sé fisico o emotivo) in combinazione o no con l’“Uomo Inferiore” (ego-immagine di sé). Nella meditazione, il sé essenziale ascolta e osserva le altre parti del sé. A volte si siede come un sovrano e ascolta i suoi ministri, a volte è come un Gandhi e passeggia tra la sua gente.

I lettori delle precedenti edizioni della Guida potrebbero aver notato che a volte ho citato i commentari delle linee invece che le linee stesse. L’ho fatto solo quando i commentari sembravano più efficaci nello spiegare ciò che le linee cercano di dire. Ad esempio, in Entusiasmo (Esag. 16), la citazione “Dotato di connessioni aristocratiche” proviene dal commentario del Duca di Chou e non dal giudizio di Re Wen, “L’entusiasmo che si esprime porta sventura”.

Molte persone, a quanto pare, pensano erroneamente che i commentari sulle linee siano stati scritti da Richard Wilhelm, tuttavia Wilhelm chiarisce nella sua Introduzione che i giudizi sulle linee sono stati scritti dal Re Wen e che i commentari sulle linee sono stati redatti da suo figlio, il Duca di Chou, prima del 1150 a.C. Mi sembra una scelta valida citare sia dai giudizi che dai commentari, se così facendo si aggiunge chiarezza.

Ho incluso in questa edizione i due atteggiamenti principali che sembrano essere al centro del consiglio dato, in vari modi, nei vari esagrammi.

Essi sono:

  1. una totale indipendenza interiore, che ha come base una dipendenza dalla Potenza Superiore, e 
  2. un’incrollabile sospensione dell’incredulità.

Questi due atteggiamenti sembrano essere in perfetta armonia con il Cosmo, e quindi producono sempre benefici.

L’indipendenza interiore indicata è un’inamovibile fermezza di intenzioni e disimpegno di fronte a tutte le sfide. La fermezza nelle intenzioni è di essere senza intenzioni. Si impara presto che, mantenendo questo atteggiamento coinvolgiamo il potere del Creativo, il quale ci porta o a una corretta soluzione del nostro problema, e alla messa in pratica di una certa azione, o, come più spesso avviene, a una soluzione del problema senza il nostro intervento attivo. Al centro dell’indipendenza interiore c’è la nostra dipendenza dall’aiuto del Creativo, o Potenza Superiore.

La sospensione dell’incredulità si trasforma in un’umile accettazione di ciò che sta succedendo come parte dell’operato ondivago del Creativo. Questi due atteggiamenti si combinano in un’incrollabile modestia che esemplifica il Ricettivo. Anche se questi sembrano essere atteggiamenti passivi, non lo sono. Il segreto è che suscitano perfettamente i poteri del Creativo per risolvere ogni cosa nel modo corretto.

Lo studente dell’I Ching sviluppa questi atteggiamenti nel contesto della sua relazione con il Saggio, che insegna attraverso di essa. Lo sviluppo dell’indipendenza interiore è un processo lungo che richiede di padroneggiare un certo numero di lezioni attraverso l’esperienza.

È come se una serie di esperienze fosse stata programmata con lo scopo di mettere in discussione le opinioni, i concetti e le credenze che finora abbiamo dato per scontate. Ognuna di queste esperienze ci sconvolge per un certo tempo, fino a quando non raggiungiamo la nuova intuizione prevista. Questa sfida continua sembra interminabile, ma prima o poi, tuttavia, ci renderemo conto che la vera indipendenza interiore è basata sull’acquisizione del “punto di vista cosmico” che sviluppiamo attraverso i nostri studi con il Saggio dell’I Ching. Presto non potremo immaginare nessun altro metodo di apprendimento.

Col tempo avremo l’impressione che consultare l’I Ching sia come avere una conversazione con la Potenza Superiore. Questo meraviglioso libro non è solo un oscuro oracolo, nel senso greco o romano antico. La Potenza Superiore parla attraverso di esso chiaramente e definitivamente in risposta alle nostre richieste interiori.

L’I Ching risponderà in questo modo, naturalmente, solo se il nostro atteggiamento sarà sincero.

Esso parla con una gentile reticenza ai semplici curiosi e in modo incomprensibile agli scettici. Per trarre vantaggio dalla sua grande capacità di aiutare, siamo tenuti solo a sospendere, almeno momentaneamente, la nostra incredulità.

Tra i più recenti concetti che ho discusso in questa edizione ci sono:

  • come affrontare situazioni “a crescente tasso di gravità”;
  • l’invidia verso gli altri e verso se stessi;
  • l’ego a guisa di “bianco cavaliere dall’armatura scintillante”;
  • il gioco a “sono il re della collina”.

In tutte queste situazioni viene sfidata la nostra indipendenza interiore, e si pone la domanda: «Come dovremmo reagire?».

 Le consultazioni dell’I Ching rendono evidente che non è corretto reagire in modo tradizionale. Per progredire dobbiamo assumerci il rischio di reagire in modo nuovo. In tal modo, sviluppiamo l’autocomprensione e la forza che sottende l’indipendenza interiore e l’apertura mentale. Liberi da barriere, patti e difese, impariamo a servire il bene e il vero, senza recar danno e senza perdere la nostra dignità. Apprendiamo che nell’essere i migliori amici di noi stessi siamo in grado di essere veri amici per gli altri.

Frequentemente le consultazioni all’I Ching ci insegnano a correggere quello che l’I Ching considera pensiero decadente. Questo comporta spesso l’accettare nuove limitazioni che, ironia della sorte, portano a una liberazione del nostro vero sé.

Per esempio, possiamo pensare che sia un nostro dovere farci piacere le persone. Scopriamo, però, che non siamo obbligati a farci piacere nessuno. Dobbiamo, tuttavia, evitare attivamente di avere antipatie. Impariamo a mantenerci neutrali.

Se una persona ha commesso degli errori, cerchiamo di vedere i suoi errori in una luce giusta e moderata. Se ha violato la nostra fiducia, andiamo per la nostra strada, lasciandola a trovare la sua strada. Aiutiamo la persona se e quando diventa sensibile e ricettiva. Disperdiamo l’alienazione e lavoriamo costantemente per sospendere la nostra incredulità.

In tutto l’I Ching troviamo il concetto di lavorare attraverso il potere della “verità interiore”: la verità interiore si riferisce a ciò che sappiamo degli altri a livello interiore, e a ciò che essi sanno, a questo livello, su di noi. Si riferisce anche alla verità superiore che esiste in ogni situazione, che la vediamo o meno. Una volta che noi percepiamo questa verità superiore, è automaticamente comunicata agli altri senza alcuno sforzo da parte nostra.

Il potere della verità interiore ruota attorno alla nostra percezione degli eventi che osserviamo.

Spesso notiamo azioni errate ma non le consideriamo perché non riusciamo a trovare nulla di costruttivo per correggerle. Il problema del non considerare le azioni sbagliate è che comunichiamo una tacita approvazione a coloro che le commettono. L’I Ching ci avrebbe spinto a essere rigorosi e disciplinati nel riconoscere situazioni sbagliate per quello che sono. Tuttavia, giriamo la faccenda al Cosmo perché sia corretta, e noi ci disimpegniamo da essa. Il disimpegno autorizza il Creativo a correggere il problema. Se ci permettiamo di diventare alienati, o se interveniamo per correggere la situazione, la nostra diffidenza ci isola dall’aiuto del Creativo. Quando il nostro ego prescrive il rimedio, o impone soluzioni, cominciano quelle che l’I Ching chiama “diatribe” o “guerre”. Queste diatribe o guerre interiori possono continuare fra gli individui durante tutta la loro vita; possono continuare tra nazioni e popoli per generazioni.

L’I Ching, contrariamente a quanto si possa pensare, non ci porta una vera passività. Siamo, come si dice in Contemplazione (Esag. 20), in grado di raddrizzare ogni torto che vediamo, semplicemente allineando il nostro punto di vista con la più alta verità. Questo richiede che in ogni situazione abbiamo corretto e purificato il nostro atteggiamento interiore.

Che cosa è, in breve, un corretto atteggiamento interiore? È riconoscere che dipendiamo dalla Potenza Superiore perché ci conceda una percezione corretta a servire la Potenza Superiore mantenendo i nostri pensieri umili e buoni.

È il modo dell’I Ching di correggere il mondo attraverso la correzione di noi stessi. Infatti, quanto più sperimentiamo il modo dell’I Ching, più ci rendiamo conto che la società non può essere rigenerata attraverso nessun altro mezzo. Un altro concetto correlato all’indipendenza interiore è “andare avanti”.

Nella Sesta Linea di Dopo il Completamento (Esag. 63) ci viene consigliato di non guardare indietro con soddisfazione egoistica ai pericoli superati, ma di mantenere il nostro percorso costante. Il principio è anche descritto in Approccio (Esag. 19): non dovremmo fermarci a godere nei momenti buoni, o a disperarci durante i momenti difficili, ma andare avanti.

Ciò non significa che dobbiamo essere rigidamente concentrati sul futuro, così che all’interno di noi stessi siamo sbilanciati come la torre di Pisa.

Visti in meditazione siamo eretti e immobili. “Andare avanti” significa mantenere distacco e tornare al percorso, perché la vita è andare avanti. E noi andiamo avanti con essa, sia che commettiamo errori sia che riusciamo, salutando ogni cambiamento con umile accettazione.

L’obiettivo è quello di mantenere la nostra umiltà e costanza per tutta la nostra vita; così andiamo avanti fino alla “vera fine” (vedi Modestia, Esag. 15) reagendo con equanimità a tutti i vincoli, compromessi e liberazioni improvvise.

Come si dice in Scuotimento (Esag. 51), anche se lo scuotimento e il tuono riverberano a un centinaio di miglia, la persona evoluta non permette a una goccia di fuoriuscire dal cucchiaio sacrificale. Questo è l’alto grado di carattere che potremo raggiungere attraverso il cammino del Saggio.

Una umile, aperta equanimità è l’atteggiamento più fortemente creativo di tutti.

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Carol K. Anthony

Carol K. Anthony ha iniziato i suoi studi sull'I Ching nel 1971 ed è una dei massimi esperti mondiali di questa disciplina. Ha fondato la Anthony Publishing Company nel 1979 e ha scritto numerosi best-seller sul tema, pubblicati in inglese, tedesco, spagnolo, portoghese e croato.
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