Pitaya, il superfrutto del cactus delle Ande
Comincia ad essere reperibile anche in Italia, fresca o essiccata. Il frutto è ricchissimo di importanti principi nutrizionali. Ed è pure buono - Articolo tratto da L'Altra Medicina Magazine n.42
Forse a causa della sua forma e dei suoi colori gli anglosassoni la chiamano “Dragon Fruit”.
La Pitaya, o meglio Pitahaya, è un frutto colorato, dal gusto particolare che richiama insieme il kiwi e la pera, con una polpa cremosa.
Può essere gustato sia fresco, sia essiccato.
La Pitaya è il frutto prodotto dalle piante di cactus della specie Hylocereus (nome scientifico (Hylocereus undatus). Originaria delle aree del centro e sud America – in particolare sud del Messico, Guatemala, Costa Rica, El Salvador – oggi è molto diffusa anche in tanti paesi dell’Asia.
Parliamo, dunque, di un frutto tropicale ancora poco conosciuto in Italia, ma in via di diffusione.
Chi si iscrive a questa newsletter sceglie di stare meglio, ogni giorno
Iscriviti ora per ricevere consigli pratici, approfondimenti selezionati e ispirazioni utili per prenderti cura di te, scegliere con più libertà e consapevolezza per stare bene ogni giorno.
In più, ricevi subito il 10% di sconto sul tuo primo ordine e 50 punti premio da spendere sul sito.
Che strana polpa….
La pianta si definisce pianta epifita, vale a dire che vive sopra ad altre piante che fungono da sostegno. Il suo portamento è strisciante o rampicante. Il periodo di fioritura è piuttosto breve e generalmente avviene di notte.
È interessante sapere che l’impollinazione viene effettuata dai pipistrelli o dalle farfalle notturne, le falene. La pianta produce diversi fiori con successive fioriture. Il frutto ha un peso compreso tra i 150 e i 600 grammi, è lungo 6-12 centimetri e ha un colore variabile in base al tipo (rosso o giallo): se lo tagliamo ci sorprenderà con la sua polpa cremosa caratterizzata da un aroma delicato e contenente numerosissimi semi neri commestibili che assomigliano a quelli del kiwi.

Tre tipi in base al colore
Spesso si semplifica parlando di Pitaya rossa e gialla, selezionando il frutto in base al colore della buccia: in realtà la giusta classificazione segnala tre varietà del frutto:
- Hylocereus undatus (Pitaya bianca o Pitaya dalla polpa bianca): frutto dalla buccia rossa con la polpa bianca. È il “frutto del drago” più diffuso.
- Hylocereus costaricensis (Pitaya rossa o Pitaya dalla polpa rossa, noto anche come Hylocereus polyrhizus): frutto dalla buccia rossa con la polpa rossa.
- Hylocereus megalanthus (Pitaya gialla o Selenicereus megalanthus): frutto dalla buccia gialla con la polpa bianca.
Le proprietà del frutto del drago
Un frutto Pitaya fornisce il 15% del valore giornaliero raccomandato di vitamina C, che rafforza il sistema immunitario, stimola la produzione di collagene e favorisce l’assorbimento del ferro.
Tra i minerali contiene calcio, ferro, magnesio e fosforo, i quali rendono interessante questo frutto per la salute dell’apparato muscolo-scheletrico e del sangue. La Pitaya è ricca di fibre e, soprattutto nella sua preparazione essiccata, favorisce la funzionalità intestinale.
Omega-3 e tante vitamine
Il frutto del drago, inoltre, è fonte di omega 3, acidi grassi essenziali, vitamina B e contiene anche molti antiossidanti, tra cui il licopene. Ha proprietà diuretiche e drenanti che contrastano la ritenzione idrica e la cellulite e migliora la salute della pelle e dei capelli. È poco calorico e saziante, pertanto è indicato in caso di dieta alimentare. Un consiglio finale: mastichiamo bene i semi contenuti nella polpa affinché siano più digeribili. I semi hanno un sapore che richiama quello della nocciola e sono ricchi di buoni lipidi. Insomma, un frutto che può arricchire la nostra dieta, per variare, non dimenticando di certo i tanti buoni frutti domestici delle nostre terre.

Quando e come mangiare Pitaya
La Pitaya è un ottimo frutto consigliato a tutti: bambini, adulti e anziani.
- Fresca può essere consumata al naturale, tagliata a metà e mangiata con il cucchiaino;
- con l’aggiunta di succo di limone e poco zucchero, si unisce ad altri frutti in macedonia o frullato. Oppure anche a pezzetti nello yogurt;
- con il succo frullato o estratto si crea la famosa “Agua de Pytaia” (vedi la ricetta);
- La polpa di Pitaya viene anche utilizzata per accompagnare o guarnire piatti di pesce, come se fosse una verdura.
- Il frutto del drago essiccato, sempre più diffuso nei negozi di prodotti naturali, è un ottimo snack di metà giornata, al naturale. Può inoltre essere aggiunto ai cereali (crunchies o muesli) della colazione insieme al latte vegetale di riso, di mandorla o di soia.

Pitaya gialla
La Pitaya gialla (Selenicereus megalanthus haw.) è molto diffusa nel territorio andino della Colombia dove viene raccolta a mano a un’altitudine fra i 1.400 e i 1.700 metri sul livello del mare, in un ambiente incontaminato. Per la coltivazione i campi vengono fertilizzati con concimi naturali derivati dal compostaggio di residui vegetali.
La Pitaya gialla fresca è un frutto molto sensibile agli sbalzi di pressione: questo complica il trasporto del frutto.
Come per la varietà rossa, la forma essiccata è la soluzione ideale per garantire al prodotto il massimo della qualità.
Chi si iscrive a questa newsletter sceglie di stare meglio, ogni giorno
Iscriviti ora per ricevere consigli pratici, approfondimenti selezionati e ispirazioni utili per prenderti cura di te, scegliere con più libertà e consapevolezza per stare bene ogni giorno.
In più, ricevi subito il 10% di sconto sul tuo primo ordine e 50 punti premio da spendere sul sito.