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Perché mangiare verdure fermentate (e come farle)

di Francesca Rifici 20 giorni fa


Perché mangiare verdure fermentate (e come farle)

I benefici degli insalatini, e come autoprodurli

Gli alimenti fermentati sono un toccasana per il nostro intestino e il buon funzionamento della flora batterica intestinale. Scopriamo le verdure fermentate.

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Indice dei contenuti:

Quali sono le verdure fermentate?

Non sempre probiotici e prebiotici sono la scelta giusta: le verdure fermentate offrono un’ottima possibilità per ripristinare in maniera graduale il naturale equilibrio personale.

Esistono diverse tipologie di verdure fermentate che possono essere acquistate o possono essere preparate in casa, senza incorrere in nessun rischio.

Non esiste limite alla fantasia: tra gli alimenti fermentati più conosciuti troviamo il kefir, lo yogurt e i crauti ma in realtà qualsiasi verdura commestibile può essere fermentata. Possiamo far fermentare zucchine, cetrioli, bietola, cipolla, aglio, peperoni, melanzane, pomodori e qualsiasi vegetale rientri nella gamma dei nostri preferiti.

I benefici delle verdure fermentate

Le verdure fermentate contengono batteri benefici per l’equilibrio della flora intestinale e sono spesso più efficaci di alcuni probiotici perché riescono a superare la barriera dei succhi gastrici nello stomaco e di quelli biliari poi, andando a colonizzare le pareti del nostro intestino e limitando la proliferazione di muffe e batteri nocivi.

Ecco i principali benefici delle verdure fermentate:

  • sono alimenti predigeriti e quindi più facili da assimilare per il nostro apparato digerente
  • sono ricchi di enzimi indispensabili per la buona salute del nostro intestino, che favoriscono l’equilibrio della flora
  • il consumo di verdure fermentate porta un arricchimento di vitamine, soprattutto del gruppo A e B ma in generale di tutte le vitamine presenti nelle verdure
  • la presenza di batteriocine, microrganismi prodotti dalla fermentazione che hanno la capacità di ridurre la crescita di altri microrganismi dannosi, svolgendo così una funzione antimicrobica
  • favoriscono la regolarizzazione intestinale e il transito delle feci
  • svolgono un’azione antisettica sull’intestino, favorendo la sua pulizia
  • favoriscono la riduzione del gonfiore intestinale e del senso di pesantezza.

I benefici che si possono ottenere sono molti, soprattutto se vengono consumate con regolarità. Favoriscono il benessere dell’apparato gastrointestinale e sono particolarmente consigliate per coloro che tendono ad avvertire senso di gonfiore dopo i pasti e difficoltà nella digestione in generale.

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Come autoprodurre le verdure fermentate?

Una volta scelte le verdure preferite, si lavano e si tagliano a pezzi, aggiungendo del sale. A seguire, le verdure vengono poste in un recipiente di vetro o di ceramica, facendo attenzione che quest’ultimo sia ben chiuso, magari ponendogli sopra un peso per fare pressione. Perché fare questo? Per permettere all’acqua delle verdure di fuoriuscire.

Dopo le prime 24 ore, troveremo le verdure coperte dal loro stesso liquido e questa fase è essenziale per la buona riuscita della fermentazione. Se il liquido è scarso e non ricopre le verdure, basta aggiungere acqua fino a coprirle: non devono mai stare a contatto diretto con l’aria.

Non bisogna mai chiudere il recipiente con un tappo ermetico, basta un canovaccio o un tovagliolo resistente.

Se si desidera conservare le verdure a lungo termine, è consigliata una fermentazione al buio, al riparo dalla luce.

A questo punto i batteri naturalmente presenti nelle verdure iniziano a creare un ambiente acido, fino a produrre (in alcuni casi) una leggera muffa che può essere rimossa senza problemi.

Dopo due settimane di fermentazione le verdure sono pronte per essere consumate e possono essere trasferite in un barattolo con coperchio. Se si conservano al fresco, può durare per mesi.

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Francesca Rifici

Francesca Rifici, naturopata, è esperta di Medicina Tradizionale Cinese e Riflessologia. Ha approfondito negli anni la sua passione per la medicina alternativa con lo studio della cucina naturale, a basso indice glicemico. Organizza serate a tema legate all’energia degli...
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