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Perché le altre diete non funzionano e la Ketodieta sì

di Josh Axe 9 giorni fa


Perché le altre diete non funzionano e la Ketodieta sì

Leggi un estratto da "Keto: la dieta per bruciare i grassi, resettare il metabolismo, potenziare il cervello e ridurre il rischio di malattie" del dott. Josh Axe

Nonostante medici e organizzazioni per la sanità pubblica stiano combattendo una lotta contro l'obesità sin dagli anni Ottanta del secolo scorso e negli Stati Uniti si spendano 66 miliardi di dollari ogni anno nel tentativo di arginare il problema e liberarsi del peso superfluo, si sta portando avanti una battaglia persa.  La popolazione degli Stati Uniti sta diventando sempre più grassa e meno sana.

Nel 1980 era sovrappeso, o obesa, meno della metà degli americani adulti. Oggi lo sono oltre il 70 per cento, e quasi l'8 per cento ricade nella categoria dell'"obesità grave", con un indice di massa corporea (BMI) pari a o maggiore di 40.

È una tendenza preoccupante e che per certi versi rattrista non poco. Il sovrappeso è collegato a una serie di gravi problemi di salute, e la situazione sembra peggiorare costantemente. Secondo alcuni studi recenti, dal 2015 il numero delle persone attivamente a dieta è diminuito del 10 per cento. Ma perché i soggetti in sovrappeso abbandonerebbero i loro tentativi di raggiungere il peso forma?

Alcuni esperti sostengono che il numero delle persone che si mettono a dieta è diminuito perché lo stigma sociale dell'obesità è contrastato da una crescente opinione pubblica che spinge per l'accettazione del grasso.

Io credo, invece, che dipenda dall'approccio sbagliato nei confronti delle diete. Dopo diversi tentativi di perdere peso, sempre più persone sono arrivate al punto di non poterne più. E chi potrebbe dargli torto? Se ci provi e non riesci, più e più volte, a un tratto smetterai anche di provarci.

Per fortuna, oggi si conoscono le ragioni per cui la maggior parte delle persone che seguono una dieta tradizionale recuperano il peso perso in un arco di tempo che va da uno a cinque anni. È importante anche capire come mai i tentativi fatti sinora per perdere peso e restare in salute non hanno funzionato, e perché invece il mio programma di dieta chetogenica può aiutarvi a raggiungere i vostri obiettivi. 

Stai leggendo un estratto da

Keto

La dieta per bruciare i grassi, resettare il metabolismo, potenziare il cervello e ridurre il rischio di malattie

Josh Axe

Dall’autore bestseller americano la rivoluzione alimentare del momento: la dieta chetogenica con tutti i consigli per seguirla in modo corretto. L’unica con i menu per chi è vegetariano. La dieta chetogenica è quella che oggi si sta diffondendo...

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Indice dei contenuti:

Dopo una prima fase, si bruciano meno calorie perché l'organismo viene privato delle sue solite fonti di energia

Le ricerche indicano che, quando si perde il 10 per cento del peso corporeo con una dieta convenzionale, il metabolismo rallenta.

In effetti, il numero di calorie che si bruciano durante il giorno può diminuire del 30 o 40 per cento, sufficiente ad annullare completamente lo sforzo fatto per mantenere il peso raggiunto. E il metabolismo potrebbe impiegare anni a riprendersi.

Per continuare a dimagrire occorrerebbe mangiare sempre meno, una fatica a lungo termine che per la maggior parte delle persone è impensabile.

In che senso la cheto dieta è diversa?

Cambiando la composizione dei macronutrienti della dieta, si impedisce che il metabolismo subisca contraccolpi.

In uno studio del 2012 pubblicato sul Journal of the American Medical Association, i soggetti avevano perso tra il 10 e il 15 per cento del peso superfluo prima di iniziare una delle tre diverse diete di mantenimento:

  • una a basso apporto di grassi, con il 60 per cento circa del fabbisogno calorico quotidiano proveniente da carboidrati;
  • una a basso indice glicemico, con il 40 per cento circa delle calorie proveniente da carboidrati "sani" come cereali integrali e verdure;
  • l'ultima a bassissimo apporto di carboidrati, ossia solo il 10 per cento del fabbisogno calorico quotidiano, una quantità molto simile a quella del mio programma di dieta chetogenica.

Dopo ciascun periodo di dieta, veniva controllato il tasso metabolico dei vari soggetti e si è notato che la dieta a bassissimo contenuto di carboidrati impediva il rallentamento del metabolismo che spesso si verifica dopo una perdita di peso.

Infatti, le persone che seguivano una dieta di questo tipo, con pochissimi carboidrati, bruciavano in media 325 calorie al giorno in più rispetto a chi assumeva pochi grassi - diciamo le calorie che si brucerebbero con un allenamento intenso in palestra -, e circa 150 calorie in più rispetto a chi seguiva la dieta a basso indice glicemico.

In altre parole, diversamente da tutte le altre diete, la cheto dieta mantiene il metabolismo attivo a un tasso ottimale, tanto che si può continuare a mangiare nelle giuste quantità senza aumentare di peso.

Si ha troppa fame

Quasi tutte le diete che si sono susseguite negli anni - da quella del pompelmo a quella dell'aceto, fino alla dieta della sigaretta (sì, è stata di moda anche quella) e ai programmi dietetici più diffusi oggigiorno - si basano su una formula distorta che è sempre stata ritenuta irrefutabile dagli esperti: mangiare meno + bruciare di più = perdita di peso.

Vero, è un metodo che aiuta a dimagrire. All'inizio. Poi, si verifica qualcosa che nessuno aveva potuto prevedere. Quando si perde peso, l'organismo passa alla modalità "inedia" e adotta delle contromisure allo scopo di impedire ulteriori perdite di peso. Più chili si perdono, più il corpo combatte.

E usa tattiche brutali: non solo il metabolismo rallenta, ma il meccanismo di autoconservazione inizia a produrre un gran numero di ormoni correlati alla fame e al senso di sazietà. Aumenta la grelina, l'ormone della fame, e di conseguenza aumenta il desiderio di cibo, soprattutto di alimenti molto calorici e ricchi di carboidrati. La leptina, invece, l'ormone che regola il senso di sazietà, fatica a entrare in circolo e infatti, pur avendo mangiato in quantità ragionevoli, non ci si sente soddisfatti.

Ecco che, con l'assenza dell'ormone della sazietà e l'appetito alle stelle, ogni giorno diventa una lotta: l'organismo spinge inconsciamente a mangiare, mentre si sta disperatamente cercando di resistere. Questa è la ragione per cui fino al 95 per cento delle persone che dimagriscono con le diete convenzionali recuperano tutto il peso perduto (e spesso anche di più) nel giro di cinque anni.

Combattere contro il proprio corpo è una battaglia persa in partenza.

Perché la cheto dieta è diversa?

Può sembrare incredibile, ma il mio piano chetogenico consente di mangiare in maniera davvero soddisfacente. Chi lo prova si stupisce sempre di quanto si sente pieno e appagato. Un pasto mantiene sazi per tre-quattro ore.

Aumentare l'apporto di grassi elimina i morsi della fame tipici di quasi tutte le diete, perché il grasso richiede un lungo tempo di digestione, libera energia lentamente, quindi non si hanno picchi e poi cali energetici, come accade quando si brucia glucosio. E bruciare grassi anziché carboidrati sembra impedire il meccanismo che fa entrare l'organismo in modalità "inedia".

Uno studio australiano del 2013 ha messo in luce che anche quando i soggetti perdevano il 13 per cento del peso iniziale (una quantità significativa) con una dieta chetogenica, i livelli di grelina, l'ormone della fame, non aumentavano come avviene normalmente quando si dimagrisce. Quando si perde peso attraverso la chetosi, l'organismo non si ribella.

Contare sempre le calorie è noioso e fa concentrare solo su ciò che è vietato

Nel 1990 in America è stato approvato il Nutrition Labeling and Education Act: non appena i consumatori hanno potuto controllare le calorie contenute nei vari alimenti, hanno iniziato a contarle e a tagliarle. Le diete si ridussero a restrizioni e divieti, facendo sì che aumentasse la voglia di cibi proibiti. Chiaramente, non ci sorprende che un approccio così punitivo non sia sostenibile.

Contare le calorie ha poi un altro difetto fondamentale. Induce infatti a evitare fonti di grassi sani, perché i grassi hanno più calorie rispetto ai carboidrati: 9 anziché 4 per grammo.

Molti individui che pensano prevalentemente alle calorie fanno l'errore di scegliere cibi industriali con molti carboidrati e poche calorie al posto di grassi sani, ed ecco cosa accade: i carboidrati raffinati si scindono rapidamente in zuccheri e stimolano l'organismo a produrre più insulina, l'ormone secreto dal pancreas che regola la quantità di glucosio nel sangue. A sua volta l'insulina induce l'organismo a immagazzinare calorie sotto forma di grasso.

Dunque, più si consumano carboidrati poco calorici, più s'ingrassa.

Perché la cheto dieta è diversa?

Qui non si contano le calorie. Quando si assumono grassi di ottima qualità e pochissimi carboidrati, i pasti danno un senso di sazietà, si ingerisce naturalmente una quantità calorica adeguata e si dimagrisce senza neppure provarci. Per di più, i grassi non influiscono sul rilascio di insulina.

Ci hanno sempre detto che le calorie sono calorie, ma non è così. Una barretta ai cereali e una manciata di noci hanno più o meno lo stesso apporto calorico, ma la prima induce un picco insulinico, mentre le noci non hanno tale effetto.

Assumendo più grassi, in realtà se ne bruciano di più e se ne accumulano di meno. Non è fantastico?

Si mangiano i cibi sbagliati

Molti alimenti confezionati - e anche certi tipi di frutta e verdura - contengono obesogeni, ossia sostanze chimiche che inducono un accumulo di grassi. Sono sostanze subdole, che interferiscono con gli ormoni e possono rendere difficile dimagrire e mantenere un peso stabile.

I dolcificanti artificiali come l'aspartame e la saccarina, il glutammato monosodico (molto comune nella cucina cinese) e lo sciroppo di mais, ad alto contenuto di fruttosio, ricadono tutti nella categoria di cibi che fanno ingrassare. C'è poi un'altra sostanza obesogena, il bea (bisfenolo A), utilizzato negli imballaggi di plastica e per i cibi in lattina.

Ma anche gli alimenti sani possono essere problematici. Frutta e ortaggi di coltivazione non biologica contengono pesticidi e anticrittogamici che modificano il funzionamento degli ormoni e favoriscono l'obesità. Se non si fa in modo di evitare le sostanze , obesogene, si mina ogni tentativo di mangiare in modo sano.

Perché la cheto dieta è diversa?

Con la mia dieta si mangiano solo alimenti sani, genuini e non trattati chimicamente: ortaggi biologici coltivati senza pesticidi; carni di bovini allevati al pascolo; pesce di cattura e non di allevamento; uova di galline allevate in libertà; grassi e oli biologici di alta qualità.

Sono banditi gli alimenti confezionati e in scatola o addizionati di edulcoranti.

Nella mia dieta chetogenica non ci sono sostanze chimiche che fanno ingrassare, ma tanti cibi nutrienti, che aiutano a dimagrire e a raggiungere un benessere invidiabile.

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Josh Axe

Josh Axe è un nutrizionista statunitense, divulgatore scientifico specializzato in naturopatia. Il suo sito DrAxe è il più seguito nel mondo tra quelli dedicati alla medicina naturale. Collabora con le principali testate specializzate americane, tra cui Shape, PopSugar,...
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