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Perché la vitamina C è così importante al giorno d'oggi?

di Roberto Gava 3 settimane fa


Perché la vitamina C è così importante al giorno d'oggi?

Leggi un estratto da "L'Importanza della Vitamina C" di Roberto Gava e scopri uno strumento essenziale per difendere il tuo corpo dallo stress e dall'invecchiamento

Stiamo andando sempre più velocemente verso un mondo in cui la salute vera e profonda di ognuno di noi dipenderà esclusivamente dalle nostre scelte. Però... per fare scelte giuste dobbiamo avere un grado sufficiente di conoscenza, perché la conoscenza ci porta alla consapevolezza e quest 'ultima ci permette di personalizzare correttamente ogni nostra decisione.

Stai leggendo un estratto da...

L'Importanza della Vitamina C

Uno strumento essenziale per difendere il nostro organismo dalle infezioni, dal cancro e da innumerevoli altre patologie

Roberto Gava

La vitamina C è sicuramente tra le vitamine più importanti e a causa di una alimentazione scorretta e dell’inquinamento ambientale, rischiamo di essere tutti carenti. La vitamina C è la vitamina più utilizzata in assoluto e conosciamo tutti la...

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Indice dei contenuti:

Patogenicità dell'ambiente in cui viviamo

Ormai è noto a tutti che l'inquinamento rappresenta un problema importante a livello locale e nazionale ed è uno dei principali fattori di rischio sanitario di origine umana.

L'aria e l'acqua sono inquinate, è vero, e oggi lo sono ancora più di quanto lo erano 10-15 anni fa, ma oltre a quello che respiriamo e beviamo noi e i nostri figli introduciamo sostanze tossiche con l'alimentazione (specie diserbanti, fungicidi, insetticidi, fitoregolatori, nitrosamine, sostanze antigermoglio, ecc.) e, secondo un documento dell'aprile 2018 di Legambiente (Rapporto nazionale pesticidi nelle acque), i residui di pesticidi rilevati negli alimenti sono in continuo aumento.

Consideriamo inoltre che l'inquinamento atmosferico acidifica l'ambiente e uccide molti batteri presenti nel terreno (piogge acide) con conseguente ridotta assimilazione di sostanze nutritive (specie i minerali) da parte delle piante, che a loro volta sono meno capaci di sintetizzare le vitamine e quindi si impoveriscono di elementi nutritivi con contemporaneo impoverimento nutrizionale sia degli animali che si cibano dei vegetali, sia dell'uomo che si ciba di vegetali e di animali.

Infatti, rispetto alcuni decenni fa i cibi attualmente disponibili, oltre ad essere molto più ricchi di sostanze tossiche, sono molto più poveri di sostanze nutritive essenziali o biologicamente molto importanti (come vitamine, minerali, specie i minerali in tracce, aminoacidi essenziali, acidi grassi polinsaturi, prebiotici, probiotici, fattori di fitocrescita, ecc.) e ciò aggrava ulteriormente il già presente sbilanciamento tra i componenti nutrizionali che ritroviamo nei cibi attuali.

Oltre al problema delle conseguenze che l'inquinamento ha sulla nostra alimentazione e sulla nostra salute, va fatta anche un'altra considerazione altrettanto importante.

Sappiamo che il fabbisogno nutrizionale (vitaminico e minerale) che ci viene consigliato dal nostro Istituto Superiore di Sanità non ha valore assoluto, perché le necessità dell'organismo variano in relazione allo stato fisiologico (infanzia, adolescenza, gravidanza, allattamento, senilità), alla composizione della razione alimentare, all'attività fisica, alla presenza o meno di altri fattori come il fumo, l'alcool, i farmaci, all'incidenza (non sempre ben valutabile) dei contaminanti ambientali, allo stress, alla completezza o meno della nutrizione assunta e ad eventuali condizioni patologiche presenti nell'individuo.

Anche in considerazione di tutto questo e nonostante possa stupire dato che disponiamo di tanti cibi, oggi purtroppo la carenza vitaminica è più comune di quanto si creda e tra le sue principali cause ricordo essenzialmente:

  • inquinamento ambientale con impoverimento del suolo coltivato e dell'alimentazione degli animali da allevamento;
  • particolari condizioni patologiche della persona (come le infezioni);
  • uso e abuso di sostanze tossiche (farmaci, fumo attivo e passivo, alcool, stupefacenti, sostanze inquinanti, ecc.);
  • abitudini alimentari errate (diete irrazionali o regimi alimentari squilibrati per eccesso o per difetto);
  • scorretti metodi di preparazione e conservazione degli alimenti;
  • errati e/o esagerati metodi di cura o abitudini di vita (attività fisiche o sedentarie, esposizioni ad agenti climatici ed elettromagnetici, ecc.);
  • stress fisico o psicologico eccessivi;
  • ragioni economiche (scarso status socioeconomico e accesso limitato ai cibi nutrienti).

Ecco perché oggi è importante riscoprire gli integratori alimentari e in particolare alcuni minerali e le vitamine.

Tra questi, la vitamina C svolge sicuramente una grande importanza per i suoi eccezionali effetti antiossidanti e immunostimolanti e per di più è documentato che oggi siamo particolarmente carenti di questa vitamina.

Uno studio ha infatti dimostrato che livelli plasmatici di vitamina C inferiori a 11 μmol/L (cioè livelli di grave carenza) sono stati rilevati in molte popolazioni (Tabella 1).

Tabella 1 - Quota di popolazione in cui sono stati riscontrati gravi carenze plasmatiche di vitamina C.

PopolazioneQuota di persone con carenza di vitamina C
USA14% dei maschi e 10% delle femmine
India19% dei maschi e 13% delle femmine
Regno Unito40% degli anziani che vivono in istituti
Messico23% dei bambini e 39% delle donne
Russia occidentale79-93% degli uomini
India rurale45% delle donne in gravidanza

Pertanto, se bassi livelli di assunzione di vitamina C hanno effetti negativi sull'incidenza e sulla gravità delle infezioni, ciò può essere importante anche nelle fasce di popolazione nei Paesi occidentali e non solo nei Paesi in via di sviluppo.

Essenzialità della vitamina C

La vitamina C (nota anche come acido ascorbico oppure come ascorbato, intendendo in quest'ultimo caso il sale che si costituisce nell'organismo tra acido ascorbico e un minerale come sodio, potassio, calcio, ecc.) è una delle vitamine più importanti del nostro organismo essenzialmente per due motivi:

  • entra come attivatrice di tantissime reazioni enzimatiche indispensabili per la difesa e il mantenimento della vita;
  • è una vitamina che il nostro organismo non può sintetizzare e che neppure tiene in deposito in quantità sufficienti per garantire rifornimenti cellulari prolungati (come invece fa con le vitamine liposolubili A, D, E).

A tale proposito va detto che l'homo sapiens, le cavie, le scimmie, alcuni pipistrelli, alcuni pesci e molti uccelli non producono la vitamina C, mentre il resto del regno animale e il regno vegetale sono capaci di sintetizzarla a partire dal glucosio.

Si suppone che una volta l'uomo producesse la vitamina C nel proprio fegato impiegando nel processo 4 enzimi che convertono gli zuccheri in acido ascorbico. Oggi però abbiamo solo 3 di quei 4 enzimi e si pensa che la perdita di uno di essi sia stata causata da una mutazione che ha disattivato il gene dell'enzima gulonolactoneossidasi (GULO). A causa di questo "errore metabolico congenito", l'uomo deve acquisire vitamina C da fonti alimentari.

Quello che è interessante sapere è che i mammiferi che sintetizzano la propria vitamina C possono vivere 8-10 volte oltre l'età della loro maturità fisica, mentre quelli (come noi) che non hanno questa capacità e che devono assumere la vitamina C con il cibo, raggiungono a fatica le 3-4 volte. Si pensa quindi che se si potesse re-installare l'enzima mancante, la nostra vita potrebbe durare qualche centinaio d'anni.

Ci si chiede, infatti, se le famose età dei nostri progenitori biblici (Adamo 930 anni, Noè 950 anni, Sam 600 anni, Abramo 125 anni, Mosè 120 anni) non fossero motivate dalla presenza dell'enzima che è andato gradualmente piano piano riducendosi e poi scomparendo.

Se questo dato fosse confermato, potrebbe essere razionale assumere dosi giornaliere adeguate di vitamina C, sia per sopperire le carenze che al giorno d'oggi sono generalizzate, sia per contrastare la produzione dei radicali liberi che creano uno stress ossidativo patogeno e, come conseguenza di questo, per riuscire presumibilmente ad allungare la nostra vita.

Quindi, o noi assumiamo la vitamina C dall'esterno in dosi adeguate con frutta e verdura (principali fonti di approvvigionamento) o ne restiamo sprovvisti e ci ammaliamo lentamente ma gravemente fino a morire (era la fine che facevano i marinai dei secoli passati che stavano in mare molti mesi senza mangiare frutta e verdura).

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