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Perché è importante la diagnosi precoce nella salute dei denti?

di Veronica Vismara 1 anno fa


Perché è importante la diagnosi precoce nella salute dei denti?

Leggi un estratto da "Una Bocca Sana per un Corpo Sano" di Veronica Vismara e scopri come prevenire e curare le disfunzioni dell'organo masticatorio

Perché diamo così tanta importanza alla diagnosi precoce di queste disfunzioni?

La risposta sta nel fatto che l'organo masticatorio non può più essere considerato solo come un ecosistema dove batteri buoni e "cattivi" si contendono la supremazia sui nostri denti o le nostre gengive. C'è molto di più: esiste la funzione!

L'organo masticatorio è una macchina biologica, con molte possibilità di adattamento, che svolge del lavoro. Mastica, parla, deglutisce e a volte compie attività che apparentemente non hanno scopo (come serrare o bruxare) che sono lesive per l'organo stesso e, come abbiamo visto, possono esserlo per il corpo intero.

Anche le attività funzionali possono essere svolte in modo traumatizzante e provocare danni. Nel nostro percorso abbiamo visto come più precocemente si instaura una disfunzione (deglutizione o masticazione disfunzionale) o una parafunzione (serramento, bruxismo) o un'abitudine viziata (ciuccio, dito, onicofagia...), tanto più precocemente questo influenza lo sviluppo armonico delle arcate e dello scheletro della faccia in generale e tanto più precocemente i sintomi che da ciò derivano andranno a far parte di un quadro clinico che diventerà sempre più difficile risolvere.

Ne risulta che, più precocemente verranno intercettate, riconosciute e risolte disfunzioni o parafunzioni o abitudini viziate, tanto più facilmente e velocemente i sintomi potranno fare marcia indietro e potrà essere ristabilita l'armonia funzionale.

Vediamo di fare un piccolo riassunto e di aggiungere qualcosa a quanto detto fino ad ora.

Stai leggendo un estratto da 

Una Bocca Sana per un Corpo Sano

Come prevenire e curare le disfunzioni dell'organo masticatorio

Veronica Vismara

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Quale è il modo corretto di deglutire? E di masticare? Come avviene la corretta respirazione? E se mastichiamo o deglutiamo male, o serriamo i denti di notte o di giorno, cosa può succedere? Questo libro vi aiuterà a capirlo. Attraverso test di...

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Indice dei contenuti:

Impatto di una malocclusione a livello fisico ed emotivo

Una malocclusione può avere un impatto solo a livello funzionale e allora si manifesta come abbiamo già descritto con dolore a diversi livelli e in diverse zone, o con segni clinici come il click articolare.

Abbiamo già descritto nei capitoli precedenti tutte le possibili conseguenze di una malocclusione a livello fisico, ma vorrei ricordarle brevemente:

1) Problemi all'organo masticatorio stesso: usura dei denti con conseguenti problemi di sensibilità, problemi gengivali e parodontali, retrazioni gengivali e conseguente ipersensibilità dentale, dolori tipo nevralgie, dolori ai muscoli masticatori di mandibola e guance, click articolare e dolore all'apertura o ai movimenti masticatori, difficoltà e fatica nei movimenti masticatori, dolori riferiti a diverse zone del volto come orbita, orecchio. L'entità delle problematiche cambia a seconda dell'età d'insorgenza della disfunzione.

2) Problemi in altri distretti del corpo: dolore alla testa, al collo, alla schiena, agli arti, problematiche auditive, visive, posturali in generale.

È molto importante prendere in considerazione anche la componente emozionale.

Per componente emozionale intendo tutte quelle sensazioni e i sentimenti che la presenza del dolore cronico può suscitare e, in ultima analisi, l'impatto che queste hanno sull'umore. Una persona giovane o meno giovane che ha mal di testa o di collo in modo continuativo non solo ha una bassa qualità della vita, ma questa situazione crea un circolo vizioso con l'abbassamento del livello dell'umore.

Spesso i ragazzi devono smettere di fare sport o ridurlo drasticamente e questo non giova al ricambio energetico e al loro metabolismo che dovrebbe essere ben attivo. Anche il rendimento scolastico ovviamente può venire influenzato, perché studiare con il mal di testa diventa davvero difficile.

La stessa cosa accade anche agli adulti, dove ho notato che la componente depressiva dovuta alla mancata soluzione del loro problema diventa un amplificatore dei sintomi stessi.

Ma non possiamo trascurare il fatto che il dolore cronico, con tutta la buona volontà, sfocia nell'utilizzo di farmaci di sintesi analgesici sui cui effetti collaterali è meglio stendere un velo. Ovviamente io, come molti pazienti, cerco sempre di utilizzare rimedi naturali che non hanno effetti collaterali, ma quando il dolore è cronico e invalidante e impedisce una vita lavorativa e sociale normale, il farmaco chimico vince.

Esistono poi delle malocclusioni che hanno anche un impatto estetico e su questo tipo di problemi si è forse scritto addirittura troppo, visto che la società in cui viviamo mette così tanta enfasi sull'immagine.

Intendiamoci, non voglio dire che l'estetica non abbia la sua importanza, ma forse in questo momento storico gliene si dà anche troppa. Tutto è improntato sull'apparire e poco sull'essere. E la medicina non fa eccezione. Il bisogno di aderire ad un modello ideale spesso fa perdere di vista la funzionalità anche ai professionisti.

L'estetica ha una funzione importante, per carità, ma la ricerca di un'adesione forzata a dei modelli imposti può spesso portare non solo a trascurare la funzione, ma addirittura a danneggiarla. Parleremo nel capitolo dedicato alla metodica del nostro modello funzionale, che è strettamente aderente al modello scelto dalla natura ed è orientato alla funzione e non primariamente all'estetica.

Certo è che alcune malocclusioni hanno un impatto visivo importante e spesso l'adolescente ne soffre molto. Ma anche in questi casi suggerisco sempre ai genitori di non sottolineare in prima battuta il bisogno estetico, ma quello funzionale.

Suggeriamo ai nostri figli di intraprendere la terapia ortodontica per motivi di funzionalità, perché così masticheranno, deglutiranno e parleranno meglio!

Vi sembra scontato? E invece purtroppo assisto frequentemente a scene imbarazzanti in cui i genitori parlano dell'estetica mancata dei propri figli con una crudezza che rasenta la crudeltà. Qualcuno gli infila le dita in bocca per farmi vedere i difetti trattando il ragazzo come un cavallo!

Io in quelle circostanze cerco di non perdere la calma e di smorzare i toni ma poi, in separata sede, dico ai genitori quello che devo dire: sottolineare un "difetto" fisico è crudele e non certo amorevole, soprattutto in un'età in cui la personalità si sta formando; li invito poi a spostare l'attenzione sulla funzione, in modo da non mettere a disagio il ragazzo o la ragazza e ottenere così anche più attenzione e collaborazione da parte loro. In teoria "ogni scarrafone è bell'a mamma soja", ma con i modelli di oggi purtroppo non è sempre così.

D'altro canto non va nemmeno sminuito da parte dei genitori un bisogno estetico di un adolescente che lo manifesta, solo in virtù del fatto che "la bocca poi si sistema da sola" oppure che l'estetica non ha poi così importanza.

Il mio pensiero è quello di creare il più possibile un clima di accettazione e apprezzamento da parte dei genitori e di valutare di volta in volta se le esigenze estetiche sono richieste reali del loro figlio o se sono dettate da mode o aberrazioni di costume.

Io da parte mia sostengo sempre la tesi funzionale, che è sempre presente nelle malocclusioni importanti, quindi non sbaglio. In questo modo faccio sentire accettato il paziente ed evito di sottolineare i problemi estetici! 

Lo stato emozionale di un adolescente che si sente il brutto anatroccolo può avere un impatto importante sulla sua socialità, perciò vi consiglio di non essere mai giudicanti in senso negativo nei confronti dei vostri figli.

Una delle affermazioni che mi sento di sostenere è che se un organo masticatorio funziona bene sarà anche bello, ma purtroppo non vale la stessa regola al contrario: la bocca può avere un aspetto perfetto ma non avere le caratteristiche strutturali per funzionare in modo non traumatizzante.

Quindi come sempre il buon senso e l'etica del professionista devono fare indirizzare le decisioni per prima cosa sulla salute. E poi, solo se richiesto, sull'estetica. Io non ho mai espresso un giudizio negativo su un organo masticatorio dal punto di vista estetico.

Ricordo una ragazza con una terza classe open molto importante, cioè con un viso molto allungato e un morso aperto anteriore. Era giovane e non aveva sintomi, probabilmente era ben compensata. Ho esposto a lei e ai suoi genitori i rischi che un'occlusione del genere avrebbe potuto comportare in un futuro, ma ho anche detto che poteva decidere di intraprendere la terapia quando voleva. Dato che la malocclusione era di grande entità, la terapia risolutiva sarebbe stata solo chirurgica: la ragazza avrebbe dovuto sottoporsi ad un intervento di chirurgia maxillo-facciale, con tutti i disagi che questo avrebbe comportato.

Lei era una persona molto sicura di sé e non misurava il suo valore dall'estetica nonostante i suoi 21 anni era già molto matura emotivamente. Alla fine, la ragazza ha deciso di restare così e di tenersi monitorata se eventualmente fossero sopravvenuti dei sintomi o dei segni clinici tali da far sospettare che la malocclusione aveva preso il sopravvento sulle sue ottime capacità compensatorie.

Per quanto riguarda l'età adulta, ovviamente non faccio differenze. Il mio approccio è sempre molto rispettoso dell'immagine che la persona ha di sé.

Anche in questo caso ricordo una paziente con un affollamento dentale davvero importante che è venuta per chiedere una consulenza sull'opportunità o meno di fare una terapia ortodontica. All'esame clinico non evidenziava alcun sintomo: la deglutizione era corretta e la masticazione bilaterale e alternata, con un'ottima formazione del bolo. Non aveva dolori, non serrava né altro. Praticava yoga da molti anni ed era una persona estremamente tranquilla e pacifica.

Dopo un esame delle sue arcate in 3D (come vi spiegherò nel nostro studio utilizziamo uno scanner 3D intraorale per prendere le impronte dentali) ho notato che i due denti del giudizio superiori (gli inferiori non erano presenti) erano così inclinati da ferire quasi la guancia. Infatti, quello era l'unico disturbo che la paziente mi aveva riferito. In effetti il mio feedback sulla sua situazione e il mio consiglio fu quello di togliere i due denti "disturbatori".

Alla sua domanda: "Ma allora non devo fare ortodonzia?" risposi che lei non doveva proprio fare niente per motivi funzionali e che, qualora avesse voluto fare ortodonzia per esigenze estetiche, avrebbe sempre potuto farlo anche in un secondo momento. Ovviamente, dato l'affollamento le consigliai di fare molta attenzione all'igiene e di non saltare le visite periodiche e le sedute d'igiene orale professionale, a cui suggerisco di sottoporsi ogni sei mesi.

Per mia esperienza quando si forza qualcuno, adulto che non è sufficientemente motivato ad intraprendere una terapia ortodontica, è molto difficile ottenere la sua collaborazione e raggiungere il risultato che ci siamo posti. E questo vale per gli adolescenti quanto per gli adulti.

E questo è un ulteriore motivo, oltre che quello etico, che mi porta a non insistere mai per terapie non volute o delle quali non si è compresa bene l'importanza.

Impatto di una deglutizione disfunzionale a livello fisico ed emotivo

Anche in questo caso abbiamo già visto quali sono le cause di una deglutizione disfunzionale a livello fisico, ma le riassumiamo brevemente:

1) Problemi all'organo masticatorio: malocclusioni di diversi tipi ed entità, problemi respiratori indotti o mantenuti dalla postura errata della lingua, retrazioni gengivali e problemi parodontali, usura anomala dei denti con l'ipersensibilità che ne deriva. Può presentarsi una vera e propria disfagia (difficoltà nei movimenti volontari e automatici che mettono in atto la deglutizione), soprattutto in età avanzata. Le problematiche variano a seconda dell'età d'insorgenza della disfunzione.

2) Problemi in altri distretti del corpo: dolore alla testa, al collo, alla schiena, agli arti. Anche in questo caso possono presentarsi problematiche auditive, visive, di equilibrio e di postura in generale.

Molto importante nel caso di certe deglutizioni disfunzionali è il problema fonetico. La pronuncia di certe lettere può venire compromessa da un anomalo funzionamento dei muscoli della lingua che non sanno come deglutire e non sanno come pronunciare determinate lettere. Soprattutto la S, la T, la Z, la R e le sillabe più complesse come SC.

Qualsiasi sia il difetto, è necessario un intervento di correzione da parte di un logopedista. Anche se ho notato che quando viene rieducata la deglutizione spesso i difetti di pronuncia si attenuano e sono poi più facili da controllare.

Questo è intuibile per il fatto che la lingua che deglutisce e i suoi muscoli sono gli stessi che usiamo per pronunciare le parole, perciò una buona tonicità linguale ottenuta con una deglutizione corretta avrà un impatto positivo anche sulla pronuncia di certi fonemi.

A livello emotivo, la deglutizione disfunzionale in età adolescenziale può avere un impatto sociale importante se questa comporta un segno classico che è la scialorrea, ossia l'aumento della salivazione. Soprattutto quando è presente anche una respirazione orale. Questo fenomeno dell'aumentata salivazione può essere davvero importante.

Al mattino ci si può ritrovare con il cuscino bagnato per la saliva, ma di giorno si può presentare una situazione più imbarazzante: può accadere, se la deglutizione mantiene ad esempio un morso aperto, che mentre si parla ci siano dei piccoli schizzi di saliva che sfuggono al controllo delle labbra!

Un'altra evenienza che può comportare una deglutizione disfunzionale può manifestarsi con la sensazione del cosiddetto bolo isterico, di cui abbiamo parlato in precedenza. La sensazione di corpo estraneo in gola solitamente è considerata di origine psicosomatica, ma a volte questa sensazione può essere causata dal reflusso gastro esofageo che con l'acido, o semplicemente con i vapori dell'acido cloridrico irrita le mucose della faringe provocando quella fastidiosa sensazione.

Esclusa con esami appositi quest'ultima causa, a mio parere però esiste un'altra possibile motivazione oltre a quella psicologica. Secondo la nostra esperienza, capita che questa sensazione sia causata da una iperattivazione di certi muscoli della deglutizione che fanno da vicari ad altri, che invece non funzionano.

Come ricorderete, la deglutizione deve avvenire quando i masseteri sono attivi e i denti a contatto. In questo modo i muscoli sovraioidei possono sollevare agevolmente e rapidamente l'osso ioide e favorire la chiusura delle vie aeree inferiori. Da questo punto in poi la deglutizione non è più un atto volontario e a far progredire il bolo ci pensano i muscoli della faringe e della laringe.

Se però, come abbiamo visto, i muscoli masseteri non vengono reclutati perché i denti non vanno a contatto, il sistema sceglie qualche altro aiutante per poter sollevare l'osso ioide. Di solito si fa aiutare dai muscoli del collo (posteriori o laterali) o chiede ai muscoli sovraioidei un surplus di lavoro. I muscoli sovraioidei sono in stretta connessione attraverso fasce muscolari con quelli della faringe e laringe, che possono subire di riflesso la fatica e l'eventuale spasmo presente in una deglutizione disfunzionale. Ecco allora che un disturbo considerato psicosomatico può invece avere origine somato-psichica: la sensazione del nodo in gola o del corpo estraneo avrà di certo un effetto sulla psiche e l'umore della persona!

Quindi se vi hanno diagnosticato un bolo isterico, prima di prendere ansiolitici verificate se la vostra deglutizione è corretta.

Impatto di una parafunzione a livello fisico ed emotivo

Anche per quanto riguarda il serramento e il bruxismo, le due parafunzioni per antonomasia, abbiamo già descritto tutte le conseguenze a livello fisico nei capitoli dedicati, ma facciamo qui un piccolo riassunto.

1) Problematiche a livello dell'organo masticatorio: usura dei denti, retrazioni e bruciori gengivali e dell'osso alveolare con conseguenti problematiche parodontali o di sensibilità al caldo e al freddo.

L'usura dei denti può comportare quella che si chiama perdita di dimensione verticale, ovvero diminuisce la distanza tra punta del naso e mento. Avete presente quando qualcuno che porta la dentiera se la toglie? Ecco, l'effetto di un'usura importante dei denti può somigliare a quello. Può ricordare la caricatura del vecchietto del Far West!

A parte l'impatto estetico, una diminuzione della dimensione verticale oltre certi limiti può comportare danni e dolore ai muscoli, che si accorciano troppo.

Inoltre, anche serramento e bruxismo, a causa di connessioni tra un muscolo elevatore della mandibola (pterigoideo esterno) e il disco articolare, possono provocare click e dislocazione del disco stesso con conseguenti dolori spontanei all'ATM e problemi durante la masticazione.

2) Problematiche a livello di altri distretti: dolore alla testa, al collo, alla schiena, agli arti. La sensazione di aver dormito male e di non aver riposato accompagna spesso questa parafunzione, fino a sfociare nella stanchezza cronica e quindi nella difficoltà di concentrazione. La qualità del sonno è scarsa, a causa dell'impegno muscolare attivo durante la notte e la mancanza di un rilassamento ristoratore.

Abbiamo poi visto che possono essere presenti sintomi auditivi e visivi, come conseguenza secondaria di alterazioni posturali.

Tutte le considerazioni fatte sinora valgono ovviamente anche per il serramento diurno, parafunzione tanto presente quanto misconosciuta. Trovo sempre più persone che, a domanda diretta, rispondono che in effetti la loro postura a "riposo" è con i denti a contatto, se non francamente serrati, invece che leggermente staccati come dovrebbe essere.

Emotivamente siamo di fronte ad un gatto che si morde la coda. Come abbiamo visto, il più delle volte le parafunzioni hanno una origine emozionale. Lo stress e il bisogno di dissiparlo in qualche modo la fanno da padrone. Il problema è che le conseguenze di queste abitudini, il dolore cronico che ne deriva e la frustrazione di non riuscire a contrastare i sintomi in modo definitivo, spesso alimentano proprio quello stress che li ha generati!

Come vedremo a breve, è molto importante agire a più livelli (senz'altro sul sintomo), evitando che la parafunzione danneggi bocca e altri distretti. Secondariamente è importante agire anche sulle cause del sintomo, eliminandolo così alla radice.

Impatto di un'abitudine viziata a livello fisico ed emotivo

Quando abbiamo affrontato le abitudini viziate abbiamo visto quali ne possono essere gli effetti a livello fisico. Ricordiamoli.

1) Effetti a livello dell'organo masticatorio: suzione di dita o ciuccio e respirazione orale, fondamentalmente provocano malocclusioni e perpetuano una deglutizione disfunzionale. La respirazione orale provoca una iperattivazione dei muscoli delle guance (a causa della bocca sempre aperta) e questo mantiene il palato stretto. La lingua bassa poi non stimola il palato in senso trasversale e questa situazione si autoalimenta. Onicofagia e masticazione compulsiva del chewingum provocano dolore all'ATM, difficoltà alla masticazione e dolore ai muscoli masticatori. La salivazione aumenta e così la deglutizione, se non è corretta, peggiora e mantiene il quadro clinico alterato.

2) Effetti a livello di altri distretti: molto invalidante è la respirazione orale, che provoca una postura alterata del cranio che si inclina in avanti. Infatti, per poter respirare con la bocca bisogna tenere la lingua bassa e questo comporta un avanzamento del capo.

Questa postura altera anche la respirazione diaframmatica, che può diventare più corta e venire agita solo dalla parte costale (respirazione alta) a discapito di quella diaframmatica più profonda e ampia. L'aria inspirata dalla bocca non viene riscaldata né filtrata e quindi le persone incorrono quindi più facilmente in problematiche legate al sistema respiratorio, dalle riniti alle bronchiti, di tipo infettivo ma anche allergico.

Respirare con la bocca per cercare di incamerare più ossigeno comporta anche un affaticamento dell'apparato cardio-circolatorio, che diventa molto serio se è presente anche la roncopatia, il russamento. Su questo argomento esistono molti articoli e approfondimenti. Io mi limito a consigliare di porre rimedio il prima possibile a queste modalità respiratorie che, se perpetrate nel tempo, possono essere davvero invalidanti e perfino pericolose (se ad esempio sono presenti delle apnee notturne).

Ma è anche a livello cognitivo e comportamentale e quindi emozionale che la respirazione orale ha degli effetti importanti. Come sappiamo la Natura cerca di ottimizzare tutto, non spreca nulla. Quindi se una funzione non viene manifestata per un tempo lungo, alla fine finisce quasi per sopprimerla e utilizzare le nuove strategie apprese, anche se non sono corrette.

Avete mai provato a studiare uno strumento musicale e poi lasciarlo perdere? Vi sarete dimenticati come mettere le dita sul pianoforte o sulla chitarra, se non vi siete più esercitati. Lo stesso avviene con la respirazione o altra funzione appresa in modo errato.

Restando sempre a bocca aperta i respiratori orali tendono ad usare poco la muscolatura mimica e ad avere un'espressione del viso abbastanza standardizzata e fissa: in gergo si dice facies adenoidea, anche se non è sempre colpa delle adenoidi! A volte queste persone perdono la saliva dai lati della bocca e spesso questo fa macerare le labbra che appaiono sempre un po' secche e gonfie. Possono avere difetti di pronuncia o la voce tipica nasale (rinolalia) e, in generale, non avere un aspetto particolarmente vivace. Questo accade perché la qualità del loro sonno è scarsa.

Vi è mai capitato di non riuscire a dormire a causa di un brutto raffreddore, che vi impediva di respirare bene dal naso? Ecco, per chi presenta una respirazione orale cronica questa è la condizione standard: al mattino possono avere mal di testa e la loro concentrazione, a scuola ad esempio, può essere molto scarsa e così pure la loro memoria. Questo è dovuto anche al fatto che il Sistema Nervoso Centrale, a causa di una respirazione orale, risulta meno ossigenato.

Tutto ciò comporta, secondo alcuni autori, un accumulo di tossine che senza un'adeguata respirazione non vengono drenate e questo potrebbe addirittura mettere le basi per l'insorgenza di malattie degenerative come la demenza senile. Ovviamente questo non succede di norma ma, se una persona è già predisposta per costituzione o familiarità a certe malattie, respirare con la bocca non lo aiuta.

Nei bambini a volte persino l'enuresi notturna (fare pipì a letto di notte) può essere una conseguenza della respirazione orale. In generale il bambino respiratore orale è quello ritenuto un po' "addormentato" ed è spesso preso in giro dai compagni per la sua espressione fissa e priva di mimica. Questo può avere un impatto emotivo importante sulla sua psiche ancora in formazione. I bambini poi, si sa, sono schietti ma volte innocentemente crudeli.

Non voglio allarmarvi ma solo cercare di aumentare la consapevolezza degli effetti di sintomi (o abitudini viziate in questo caso) che spesso vengono trascurati. Ma tutto quello che ho descritto ovviamente non sempre accade. Capite però che dal punto di vista intellettivo ed emotivo, questa forse è una delle problematiche più importanti.

Quando mi trovo davanti ad un piccolo paziente respiratore orale, dico sempre che la respirazione comanda su tutto. Prima di fare qualsiasi cosa è necessario ripristinare la respirazione corretta, o quantomeno cercare di migliorarla.

Una Bocca Sana per un Corpo Sano

Come prevenire e curare le disfunzioni dell'organo masticatorio

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Veronica Vismara

Veronica Vismara

Veronica Vismara nasce a Monza il 25 ottobre 1962. Ha effettuato studi musicali sia classici sia di jazz; è stata corista di musica sacra nella corale del Duomo di Monza per 10 anni, e in varie formazioni di musica da camera. E' iscritta alla Siae ed è autrice di testi su...
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