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di Simon Papa, Marco Strega, Marco Pugliese 10 mesi fa


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Leggi un estratto da "Materdea - Sussurri della Grande Madre"

La donna si rivide tornare al pensiero della festa. Ci sarebbero stati canti, balli, la celebrazione di uno degli otto Giorni Sacri dell'Anno e tutti sarebbero stati uniti nel celebrare l'arrivo della Luce, con le giornate che tendevano ad allungarsi sempre di più e nell'attesa della tanto desiderata primavera. Presto La Terra, il Sole e gli animali sarebbero risorti come a nuova vita e tutti speravano in una clemente stagione seguita da una lunga estate. Così come tramandavano i Racconti. Così come era sempre stato.

Si rabbuiò per un momento e i suoi occhi si fecero fessura: gli uomini poco per volta avevano dimenticato i vecchi riti, i nomi delle festività e dei vecchi Dei, i cicli e i principi della Natura che per secoli avevano accompagnato l'Uomo. Cosa sarebbe stato di Lui?


L'Uomo aveva dimenticato o aveva cercato di dimenticare e forse questo era persino peggio.


I sacerdoti dell'Unico Dio bollavano come eretico, malvagio e da estirpare come mala erba, ogni riferimento alle vecchie tradizioni e alle arcane sapienze.

I Racconti di quello che un tempo era saggezza, ed era bene tramandare e venerare, appartenevano sempre di più al mondo della fiaba e non più a quello dello Spirito. 

Il fuoco dell'Inferno aveva preso il posto del rassicurante focolare. Ma la tristezza sparì quando si trovò a ripensare a ciò che, tempo prima, un saggio amico che sapeva narrare storie straordinarie le aveva confidato sotto una falce di Luna.

Gli uomini, la rassicurò, continuavano a regolare la loro vita sulla ciclicità dell'anno e delle stagioni; erano solamente cambiati i nomi, le parole, le offerte, le liturgie dei riti. Ma i Misteri, la Madre Terra e le sue creature non sarebbero mai cambiate.

E comunque, lui aveva concluso, sarebbero sempre esistiti i Bardi a raccontare a chi avesse avuto orecchie per ascoltare e un cuore per accogliere, l'Antica Tradizione e l'Antico Sapere. 

I Bardi: coloro che avrebbero continuato a raccontare e tenere vivo il ricordo di quello che Era; finché esisteranno i Bardi nulla sarà dimenticato. I Bardi, luce nell'oscurità, come i raggi del sole che fendevano la bruma; perché al buio segue sempre la Luce. Cosi come all'inverno segue sempre la primavera.


I Bardi, se ancora esistevano, sarebbero stati la voce in terra della Dea Madre.


La Donna si strinse ancora di più nello scialle; cominciava ad alzarsi un filo di vento ed era davvero ora di rincasare. La Festa sarebbe iniziata al tramonto.

Era il giorno di Oimelc, la festa che i seguaci dell'Unico Dio chiamavano Candelora e la donna sorrise pensando a come tutto fosse cambiato, pur rimanendo identico a se stesso. L'Unico Dio sembrava aver sconfitto gli Antichi Dei, eppure aveva avuto ragione quell'uomo saggio. Gli uomini continuavano a vivere tutt'uno con le tradizioni, il trascorrere delle Stagioni e il ciclo che gli Antichi avevano sapientemente rappresentato nel Sacro Cerchio annuale, di cui Oimelc era un punto importante perché, come ricorrenza, era il giorno posto tra il solstizio invernale e l'equinozio di primavera.

La ciclicità della natura e della vita umana non si era modificata; nonostante i nuovi nomi avessero sostituito in maniera artefatta e opportunista quelli da sempre usati, le Vecchie usanze continuavano a essere parte integrante della vita di tutti.

Proprio mentre rientrava verso casa, la donna, istintivamente e senza un reale motivo, volse il suo sguardo verso la strada che conduceva in leggera salita, alle prime case alle porte del villaggio. E si avvide che un uomo si stava avvicinando percorrendo il sentiero alberato e ancora bagnato per le piogge dei giorni passati.

L'uomo era molto lontano ma la donna, pur non potendo ancora vederlo in viso, lo riconobbe subito; la camminata ondeggiante lo rendeva, a chi lo conosceva, immediatamente riconoscibile.

Era lui l'Uomo che l'aveva rassicurata sul fatto che il Vecchio Sapere non sarebbe mai andato perduto. Quell'Uomo che sapeva narrare storie straordinarie e rapire la mente e le orecchie di chi lo ascoltava che, dietro alle sue parole, rimaneva incantato e non si accorgeva del trascorrere del tempo.

La sua andatura era strana, sembrava quasi che camminasse sulle punte e, cosa ancor più strana, pareva che salite e discese, terra battuta o sentieri pietrosi non modificassero il suo incedere. E che nulla, di vivo o inanimato nel bosco, potesse ostacolarlo o nuocergli.

Portava i capelli lunghi e sciolti, una camicia scura intessuta di disegni floreali, una bisaccia, dalla quale pendeva un tamburello. Nella cintura, appeso come un pugnale, portava un flauto d'osso e teneva sulle spalle, a tracolla, un lungo bastone. Sembrava stare a proprio agio nel bosco e si muoveva con la stessa familiarità e con la stessa curiosità di un bambino che gioca nel proprio cortile. Si fermava ora a toccare il ramo di un salice, ora si chinava a osservare fili di erba, spesso si girava indietro come per fissare nella memoria quanto aveva appena visto e percorso. 

La Donna lo attese per qualche minuto e, nel momento in cui l'uomo arrivò davanti alla porta, lo salutò agitando la mano con un gesto leggero, come per salutare una persona che non vedeva da anni ma che, in qualche modo, non era inattesa; e così era. Lui inclinò la testa verso il basso e le sorrise.

La donna lo invitò a entrare, ben sapendo che l'uomo aveva percorso molte miglia, per giungere sino a lì. Anche lui era in Viaggio come lei, come tutti, in fondo. L'uomo scosse i lunghi capelli, posò a terra la vecchia bisaccia, voltò lo sguardo verso la sua sinistra, si sfilò il bastone dalle spalle, lo impugnò, e con la punta del medesimo indicò il villaggio: quella era la sua vera destinazione.

"Si dice" esordì la Donna "che ove ci sia una celebrazione, lì ci sia anche un Narratore, con il suo flauto". "Così si dice" rispose lui. 

"Si dice che stasera ci sarà una festa al villaggio". "Così si dice" rispose lui.

"Si dice che si celebrerà il ritorno della Luce e che le candele saranno l'auspicio". "Così si dice" rispose ancora lui.

"E si dice che, con la Primavera, la Terra torni a nuova vita", continuò lei. "Così si dice" rispose nuovamente lui, mentre si rimetteva a tracolla il lungo bastone.

"Si dice che stasera suoneranno e canteranno nuovamente dei Bardi; MaterDea è il loro nome. Canteranno delle antiche tradizioni, della natura e della magia e di quelle cose che gli Uomini hanno dimenticato". "Cosi si dice".

"Si dice che nulla verrà dimenticato finché esisteranno i Bardi". "Cosi si dice", concluse l'Uomo e si accinse a tornare sui suoi passi, su per il sentiero, verso il villaggio.

A un certo punto, mentre il sole impercettibilmente cominciava a declinare, l'uomo si voltò verso la donna che ancora lo osservava e le sorrise.

"Si dice che ove ci sia una celebrazione, lì ci sia anche la Dama delle Fonti a proteggere la nascita e la rinascita". "Così si dice", sorrise di rimando la donna. E rientrò all'interno della casa.

Materdea

Sussurri della Grande Madre

Simon Papa, Marco Strega, Marco Pugliese

Questo libro non è una biografia musicale, è un flusso ininterrotto di pensieri e di emozioni. È un racconto contemplativo di un incontro tra due personalità fatate – un Fauno e una Ninfa – che, mediante quello strumento meraviglioso che è...

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