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Officinali o aromatiche?

di Francesco Beldì 4 mesi fa


Officinali o aromatiche?

Leggi l'introduzione del libro "Coltivazione Biologica delle Piante Aromatiche" di Francesco Beldì

Le piante aromatiche contengono sostanze in grado di donare aroma, sapore e fragranza a cibi e bevande. Spesso presentano anche principi attivi dalle virtù medicinali e componenti utilizzati in cosmesi o oli essenziali impiegati nella produzione di profumi.

Si tratta di un variegato e numeroso gruppo di piante molto utilizzate in passato quando rappresentavano la fonte principale da cui ottenere medicamenti e aromi per gli alimenti.

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Coltivazione Biologica delle Piante Aromatiche

Con 50 schede agronomiche per la cura, la difesa, la trasformazione e l’impiego

Francesco Beldì

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Nel Medioevo, ogni monastero era dotato di un Giardino dei semplici dove venivano coltivate erbe officinali e aromatiche sotto la guida di un erborista esperto. Lo stesso Regimen Sanitatis Salernitanum (Regola sanitaria salernitana), trattato a carattere didattico-didascalico della Scuola Medica Salernitana del XII-XIII secolo, affidava un ruolo di primo piano alle erbe aromatiche, il cui impiego si perde nella notte dei tempi ed è comune a tutte le civiltà.

Negli ultimi anni, anche nel nostro mondo civilizzato e ipertecnologico si sta assistendo a un rinnovato interesse per le aromatiche grazie all'accresciuta attenzione nei confronti dell'alimentazione naturale e alla riscoperta della fitoterapia.

Secondo l'Organizzazione Mondiale per la Sanità (OMS), ancora oggi le erbe curative, intese nel senso più ampio del termine, continuano a rappresentare la principale risorsa terapeutica per due terzi della popolazione mondiale.

L'interesse per queste piante non si manifesta solo attraverso il loro impiego per preparare manicaretti o per la cura di alcuni disturbi, ma anche con una maggiore diffusione della loro coltivazione. Una coltivazione alla portata di tutti, perché le aromatiche necessitano di poche cure e poco spazio dato che si consumano in quantità limitata rispetto agli ortaggi, ai cereali e alle altre colture.

Così basta un piccolo giardino o qualche vaso collocato sul balcone o sui davanzali delle finestre per poter disporre di una quantità sufficiente di aromi.

Come se non bastasse, si tratta spesso di piante rustiche, di facile coltivazione, in grado di dare soddisfazione anche a chi non è dotato di pollice verde.

E non bisogna dimenticare che alcune aromatiche sono molto decorative, così che possono essere utilizzate anche come piante ornamentali.

Coltivando le aromatiche si può disporre delle piante fresche per godere appieno delle loro virtù alimentari e curative e si può ampliare la gamma degli aromi disponibili per la cucina, grazie alla coltivazione di piante ormai inusuali che permettono di riscoprire i gusti perduti come quello delta balsamita, del dragoncello o del levistico.

Questo manuale vuole essere di aiuto a chi si impegna o vuole iniziare ad impegnarsi nella coltivazione delle aromatiche fornendo i suggerimenti per una coltivazione biologica, nella convinzione che questo metodo di produzione offra le maggiori garanzie per esaltare il gusto e le proprietà delle piante e assicuri la possibilità di disporre di alimenti privi di residui dei fitofarmaci di sintesi.

Le indicazioni contenute in queste pagine non si limitano alla sola coltivazione, ma si estendono alla raccolta e alla preparazione per la conservazione, due fasi in cui bisogna operare con grande attenzione per ottenere e conservare nel tempo foglie, semi e altre parti delle piante officinali caratterizzate da un elevato contenuto in principi attivi.

Anice Verde

Pimpinella anisum - Apiacee (Ombrellifere)

Esposizione: sole
Propagazione: seme
Esigenze nutrizionali: poco esigente
Parti della pianta utilizzate: semi
Principali utilizzi: alimentare

L'anice verde è una pianta erbacea annuale alta fino a 60 cm che cresce spontanea in Italia. Il fusto è eretto e cavo all'interno. Le foglie assumono forme differenti in funzione della posizione che hanno sul fusto: quelle alla base sono tondeggianti e dentate, quelle apicali sono frastagliate e hanno un picciolo più corto. I fiori compaiono in piena estate; sono bianchi e piccoli, riuniti in un ombrella apicale. Il seme è chiamato così impropriamente, perché dal punto vista botanico, in realtà, è un frutto.

ESIGENZE DELLA PIANTA

L'anice ama le esposizioni soleggiate e riparate dai venti freddi e asciutti. Gradisce il caldo e, in particolare, le lunghe estati. Sopporta i terreni ghiaiosi e sabbiosi, ma teme i ristagni idrici.

TECNICHE DI COLTIVAZIONE

L'anice non sopporta i trapianti, quindi va sempre seminato in pieno campo. La semina si esegue in aprile su un terreno perfettamente affinato. Dopo la semina è opportuno eseguire una rullatura per favorire la germinazione, che è abbastanza lenta. Per lo stesso motivo una falsa semina può contribuire ad un efficace controllo delle erbe nelle prime fasi della coltivazione. Se dopo la germinazione le piante sono troppo fitte si procede al diradamento per ottenere una densità di impianto di 10 -15 piante/mq. (circa 25-30 cm x 25-30 cm).

Le irrigazioni servono solo nella prima fase della crescita della pianta se la stagione ha un andamento siccitoso. Gli altri interventi colturali sono limitati alle 2-3 sarchiature necessarie al controllo delle piante spontanee.

PRINCIPALI PARASSITI - Afidi

Gli afidi possono annidarsi nelle infiorescenze e rovinarle. Per ridurre il rischio di attacchi è opportuno evitare le concimazioni azotate (anche con letame o compost). In caso di grave infestazione si può intervenire con trattamenti a base di sapone di Marsiglia alla dose 20 g/l di acqua oppure prodotti a base di Beauveria bassiana.

RACCOLTA

Le ombrelle mature si raccolgono in agosto-settembre nelle prime ore del mattino quando la rugiada impedisce ai frutti di cadere. Poi si pongono in luogo arieggiato per farle essiccare e, successivamente, batterle delicatamente per raccogliere i semi. Nelle coltivazioni professionali queste operazioni possono essere meccanizzate con una mietitrebbia opportunamente modificata.

UTILIZZO

I semi di anice si usano per insaporire i dolci e il pane e per aromatizzare le carni di pollo, coniglio, maiale e manzo. L'anice si usa anche per confezionare ghiaccioli, caramelle e liquori, come l'anisette, il pastis, l'ouzo e l'assenzio. I liquori a base di anice diventano opachi aggiungendo acqua, perché gli oli essenziali sono solubili solo in alcool. Il decotto di anice si utilizza come digestivo.

CARATTERISTICHE NUTRIZIONALI E SALUTISTICHE

L'anice ha proprietà digestive, antifermentative e antiputrefattive. Svolge anche un'azione balsamica sull'apparato respiratorio.

NOTE E CURIOSITÀ

L'anice è molto utilizzato e coltivato in Nord Europa, dove si è diffuso a partire dal Medioevo. Un'idea della sua importanza in quelle regioni si può ricavare dal fatto che nel 1305 i pedaggi riscossi sulle importazioni di semi di anice contribuirono a pagare le riparazioni al London Bridge.

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Francesco Beldì

Francesco Beldì, laureato in scienze agrarie nel 1991, si occupa di agricoltura biologica da oltre un decennio. I suoi principali campi d'interesse sono formazione, divulgazione, politica agraria, sperimentazione e promozione dei circuiti di filiera corta dei prodotti biologici. Dal 2001...
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