800 089 433 / 0547 346 317
Assistenza Clienti — Lun/ven 9:00-18:00

Nulla succede per caso - L'Amore è la Medicina più Potente - Libro di Claudio Pagliara

di Claudio Pagliara 17 giorni fa


Nulla succede per caso - L'Amore è la Medicina più Potente - Libro di Claudio Pagliara

Leggi un estratto dal libro "L'Amore è la Medicina più Potente" di Claudio Pagliara per scoprire ciò che la medicina ufficiale non ti dice!

«Rendi cosciente l'inconscio, altrimenti sarà l'inconscio a guidare la tua vita e tu lo chiamerai destino».
Carl Gustav Jung

Ci sono miliardi di persone nel mondo che sono infelici, che vivono una vita che a loro non piace, che vivono insieme anche se non si amano, che odiano il loro lavoro ma hanno paura di perderlo.

Vedremo che tutto questo ha delle conseguenze inimmaginabili sulla loro salute e ha delle cause che possono essere rimosse con il giusto percorso e con le giuste convinzioni. Ma lo vedremo lungo il viaggio che abbiamo iniziato insieme.

Nulla succede per caso. Se c’è qualcosa che non va nella tua vita, è perché c’è qualcosa che non sai, o c’è qualcosa che sai, ma non applichi.

Più aumenta la luce, cioè la conoscenza, e più si riducono gli eventi che attribuiamo alla fortuna, alla sfortuna o al volere degli dèi.

Dietro a una vita ricca di salute e di successo, ci sono abitudini che promuovono la salute e il successo. Dietro a una vita sfigata e con problemi sanitari importanti ci sono abitudini errate, che possono essere cambiate. Rimuovi le cause e rimuoverai gli effetti.

Il vero problema di tantissima gente è proprio quello di non riuscire a collegare gli avvenimenti della propria vita con le scelte fatte nel passato. Vedremo come è possibile costruire un futuro diverso e all’altezza dei tuoi legittimi sogni, agendo sulle giuste leve e con alcune verità strategiche, frutto della mia lotta quotidiana contro le malattie e la sofferenza, in quasi quarant’anni anni di attività professionale.

Il percorso che stai facendo ha anche l’obiettivo di farti scoprire le tue incredibili e immense risorse interiori e di farti comprendere che la soluzione ai tuoi problemi, compresa una tua eventuale guarigione, si trova, prima di tutto, dentro di te. Non fuori di te.

Le più grandi battaglie della tua vita si vincono, o si perdono, prima di tutto, e soprattutto, nel tuo cuore e nel tuo cervello.

Dentro di te c’è un’energia più grande di quella scoperta dai fisici all’interno dell’atomo e, sicuramente, più potente di qualsiasi farmaco.

Indice dei contenuti:

Non credere in me

Ma non voglio che tu creda a ciò che ti sto dicendo e che ti dirò. Non siamo su questo pianeta per credere, siamo qui per comprendere e, soprattutto, per verificare dai nostri risultati la bontà di ciò che ci viene detto.

Prima di credere bisogna, pertanto, verificare se ciò che ci viene detto funziona; se, cioè, riesce a spiegare tutto ciò che capita e ci capita e se riesce a migliorare la vita nostra, dei nostri cari e dell’umanità intera.

Ci è stato donato uno straordinario cuore e un meraviglioso cervello. E bisogna imparare a utilizzarli.

C’è un principio della medicina che dovrebbero conoscere tutti quanti: ciò che si usa si conserva e si sviluppa, ciò che non si usa si perde; è solo questione di tempo. La natura insegna: pianta un seme e vedrai che per germogliare e dare i suoi frutti ha bisogno di tempo e di impegno.

Chi crede senza comprendere e senza verificare, mette a riposo il suo cervello e il suo cuore; facendo così cede il suo potere e, di conseguenza, la sua vita nelle mani di qualcun altro. Credere ciecamente in un’autorità esterna, chiunque essa sia, porta a cedere il potere più importante che possa avere un essere umano: il potere di pensare, di creare, di scoprire, di comprendere, di verificare e perfino di amare.

Chi cede il potere di pensare, cede, di fatto, anche la libertà, perché la capacità di pensare rappresenta la propria vera fonte di libertà. Si crea una vera e propria psico-prigione.

Chi crede passivamente è come se avesse deciso, più o meno inconsciamente, di non usare il lobo frontale del proprio cervello; è, quindi, come se esercitasse una forma di auto-lobotomia culturale, si privasse cioè della sua parte più evoluta. È proprio la presenza del lobo frontale, come vedremo, che ha permesso, e permette, di dire che l’essere umano è fatto a immagine e somiglianza di Dio (capiremo meglio in seguito).

Più avanti vedremo che esiste una fede attiva che è completamente diversa dal credo di cui abbiamo parlato fino ad adesso e che rappresenta una capacità esclusiva dell’essere umano, che lo differenzia da tutti gli altri esseri viventi.

Mi piacerebbe che tu affrontassi questo percorso, che stiamo facendo insieme, senza pregiudizi, perché altrimenti potresti non cogliere quelle verità importanti che ho da trasmetterti e che, se applicate, indubbiamente, faranno la differenza nella tua vita. La presunzione di conoscere e la paura di cambiare ti potrebbero precludere l’accesso a quelle nuove conoscenze che ti permetteranno di realizzare la vita che vuoi.

Nel corso della mia esperienza ho notato che i “ricercatori” arroganti sono quelli che temono l’emergere di nuove verità, che potrebbero sconvolgere ciò che conoscono o credono di conoscere.

Devo dire che l’arroganza è anche lo stato d’animo tipico di chi ha paura di compromettere il proprio business. Chi è arrogante si rifiuta, a volte, perfino di accettare quegli esperimenti e quei dati che non riescono a spiegarsi con le conoscenze che hanno acquisito nel corso degli studi e delle loro ricerche. Si dimenticano che la realtà ha molta più fantasia di noi e che esistono ancora tantissime leggi che non conosciamo.

Non riuscire a spiegarsi, con le conoscenze ufficialmente e attualmente disponibili, alcuni fenomeni, non rappresenta un motivo sufficiente per negare la loro esistenza o, peggio ancora, per denigrare chi li ha evidenziati. Sicuramente è un motivo più che sufficiente, per non essere creduloni, per avere dubbi e per verificare in situazioni controllate, con metodo scientifico, i fenomeni nuovi descritti.

Solo l’apertura mentale ci dà la possibilità di evolvere nella direzione della sconfitta di alcuni mali, compreso il cancro.

La mente e il cuore, sono come il paracadute, funzionano quando sono aperti.

L’umiltà è la porta della conoscenza

Ti propongo, se ti va, lo stesso atteggiamento con cui io ho affrontato il mio percorso professionale e di vita: un atteggiamento di umiltà. L’umiltà che nasce dalla consapevolezza che, per quanto ricchi di conoscenza possiamo essere, saremo sempre, comunque, poveri, perché lo scibile umano è pressoché infinito.

L’umiltà crea lo stato d’animo adatto per aprire la propria mente e il proprio cuore a nuove conoscenze. Rappresenta lo stato d’animo di qualsiasi vero ricercatore onesto e sincero che voglia evolvere e crescere, per essere vera fonte di luce.

Come diceva il grande studioso Claude Bernard: «È quello che conosciamo che rappresenta il maggiore ostacolo ad apprendere nuove cose». Quello che conosciamo o, più spesso, quello che crediamo di conoscere, ci ostacola nell’accrescere la nostra luce e, quindi, ci impedisce di realizzare i nostri sogni.

Come correttamente diceva il grande filosofo Socrate: «La più grande forma di conoscenza è sapere di non sapere». Questo è l’atteggiamento che aiuta ad aprirsi con il cuore e con la mente, e che porta ad acquisire nuove conoscenze.

La presunzione e l’arroganza ci chiudono le nuove strade e rappresentano dei meccanismi di difesa, che nascono dall’insicurezza e dalla paura del nuovo.

Nella mia esperienza ho imparato sempre ad ascoltare con umiltà, perché sono fermamente convinto che, nella vita, non ci sia nessuno che sia così ricco da non avere nulla da apprendere e che, parimenti, non ci sia nessuno che sia così povero da non avere nulla da trasmettere.

Siamo tutti contemporaneamente allievi e maestri.

«Ogni persona che incontri è migliore di te in qualcosa. In quella cosa impara».
Mahatma Gandhi

Ti devo confessare che ho, sicuramente, imparato molto sui banchi della grandiosa Università di Bologna, ma che i miei più grandi maestri sono stati i miei pazienti, soprattutto quelli con tumori in fase terminale. Ho conosciuto migliaia di pazienti con tumore e ho seguito al loro domicilio centinaia di pazienti con tumore in fase terminale. Bambini, giovani, anziani, ricchi e poveri, ognuno aveva qualcosa da insegnarmi. Io voglio trasmetterti il distillato della loro esperienza.

I pazienti se vengono ascoltati con umiltà hanno tantissimo da insegnare; anzi, insegnano tutto ciò che è necessario sapere. La sofferenza, ascoltata con intelligenza e umiltà, ci indica la strada per vincere la stessa sofferenza.

Vorrei, se mi consenti, darti un altro consiglio, che per me è stato estremamente utile. Nella ricerca di quelle verità fondamentali e sostanziali, che sono quelle che devono guidare le tue scelte di vita, impara sempre a partire – soprattutto e prima di tutto – dai fatti che ti capitano, quelli di cui hai esperienza diretta o che, comunque, puoi verificare. Devi sempre partire dalla tua realtà, da ciò che osservi ogni giorno. Non ti basare solo su quello che leggi su un libro, su Internet, sui mezzi d’informazione di massa, ma neanche su eventuali riviste scientifiche.

Può sembrarti strano che un medico, oncologo e ricercatore ti dica questo. Ma proprio perché sono un ricercatore ti consiglio di fare come dovrebbe fare il vero ricercatore medico. Naturalmente considero valido lo stesso discorso nel tuo settore di vita o nel tuo ambito professionale. Il medico deve partire dai fatti, dalla propria esperienza quotidiana, da ciò che osserva nei suoi pazienti, e non da racconti di fatti che non può verificare o, peggio ancora, dalle opinioni altrui. Queste ultime possono essere utili per formulare delle ipotesi, che vanno sempre poi verificate con la propria esperienza.

Devi credere più a te che a ciò che ti viene raccontato, anche se la fonte sembra autorevole.

C’è un motivo essenziale per cui ti dico tutto questo, quando fra te e i fatti c’è un filtro (tv, quotidiani, Internet, riviste scientifiche, ecc.), può accadere che chi seleziona e interpreta i fatti da farti conoscere, abbia una visione/carenza soggettiva o degli interessi particolari, non sempre palesi o confessabili.

Riporto, ad esempio, quanto ha affermato il dott. Richard Horton, caporedattore di «Lancet», una delle riviste mediche scientifiche internazionali, fra le più rispettate nel mondo: «much of the scientific literature, perhaps half, may simply be untrue. Afflicted by studies with small sample sizes, tiny effects, invalid exploratory analyses, and flagrant conflicts of interest, together with an obsession for pursuing fashionable trends of dubious importance, science has taken a turn towards darkness». (Trad. lett. «Gran parte della letteratura scientifica, forse la metà, potrebbe essere semplicemente falsa. Le problematiche sono molteplici: studi con campioni di piccole dimensioni, effetti molto piccoli, analisi esplorative non valide e palesi conflitti di interesse, insieme a un’ossessione per il perseguimento di mode di dubbia importanza, la scienza ha preso una svolta verso il buio».)

Dello stesso tenore è quanto afferma il dott. Marcia Angell, caporedattore del «New England Medical Journal» (nemj), considerata un’altra delle più prestigiose riviste mediche peer-reviewed di tutto il mondo: «It is simply no longer possible to believe much of the clinical research that is published, or to rely on the judgment of trusted physicians or authoritative medical guidelines. I take no pleasure in this conclusion, which I reached slowly and reluctantly over my two decades as an editor of the New England Journal of Medicine». (Trad. lett. «Semplicemente, non è più possibile credere a gran parte della ricerca clinica che viene pubblicata, o fare affidamento sul giudizio di medici “fidati” o linee guida mediche autorevoli. Questa conclusione, a cui sono giunto lentamente e con riluttanza in due decenni come redattore del New England Journal of Medicine, non mi dà alcun piacere».)

Con ciò non voglio assolutamente dire che bisogna “fare di tutta l’erba un fascio”. Dico semplicemente di non essere creduloni, ma di usare il cervello e il cuore nella valutazione di qualsiasi informazione esterna. Bisogna evitare di fare della scienza una nuova religione e di considerare gli scienziati come i nuovi sacerdoti, che rappresentano gli unici oracoli della verità, che mettono al riposo il tuo cervello.

La scienza: una nuova religione?

La scienza rischia veramente di diventare una nuova religione che si basa sul fideismo assoluto e che, come in un nuovo Medioevo, è pronta a lapidare pubblicamente chiunque osi pensare diversamente dal pensiero scientifico prevalente del momento.

La gente ha in genere molte aspettative nei confronti della scienza, ritenendo, ingenuamente, che essa avrà sempre l’asso nella manica per risolvere i problemi dell’umanità. Tutto questo nell’illusione che la scienza avrà necessariamente un impatto positivo sulla propria vita, riducendo le malattie, le guerre, le carestie, le epidemie, le migrazioni, ecc. Ma questa è la visione che viene promossa e venduta quotidianamente dai Mass Media. In realtà ci si dimentica che la scienza è governata dall’economia, viene guidata dal mercato, quindi, dal dio denaro. Con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti e che spesso portano più problemi di quanti ne risolvano: inquinamento, cambiamenti climatici, malattie, migrazioni, guerre, ecc.

Le ricerche che vanno avanti sono quelle che vengono finanziate. Quelle che vengono finanziate sono solo quelle che possono avere ricadute economiche di business.

Come, con molto realismo, ha detto Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat Chrysler Automobiles: «I mercati non hanno morale». Non possiamo, pertanto, demandare all’economia la costruzione di una società giusta ed equa.

Lo sviluppo della scienza così pilotato non necessariamente è collegato con la creazione di una società migliore, anzi.

«La scienza non è nient’altro che una perversione se non ha come fine ultimo il miglioramento delle condizioni dell’umanità».
Nikola Tesla

Purtroppo, come afferma Martin Heidegger «La scienza non pensa», almeno nei limiti in cui ubbidisce esclusivamente a logiche economiche. Esiste cioè una restrizione, più o meno consapevole, alla libertà di pensiero dei ricercatori, soprattutto in merito a cosa ricercare, per la stretta dipendenza della ricerca dai finanziamenti elargiti dal potere economico e politico.

È l’amore che ti salverà

Non sarà la scienza, con le sue conoscenze, che salverà il mondo. Né lo sarà l’economia. Perché essi sono guidati dal dio denaro. L’unica cosa che potrà salvare il mondo, ma anche la tua vita, è l’amore!

È l’amore che deve guidare la scienza, l’economia, la tua vita e ogni cosa.

Se c’è una cosa di cui sono fermamente convinto, in base alla mia lunga esperienza, è proprio questa.

Bisogna evitare di credere passivamente per il solo fatto che una determinata “informazione” è comparsa su una famosa rivista scientifica o solo perché è stata detta da un famoso “ricercatore” o “scienziato”, che, non dimentichiamoci, potrebbe avere la carriera, direttamente o indirettamente, favorita o promossa da qualche potente lobby.

La logica politica attuale è pienamente integrata in questa logica di business. Ad esempio, il programma di finanziamento europeo per la ricerca, Horizon 2020, con un budget di 80 miliardi di euro, esprime così il proprio obiettivo: «The goal is to ensure Europe produces world-class science and technology that drives economic growth». (Trad. lett. «L’obiettivo è quello di garantire all’Europa lo sviluppo di una scienza e di una tecnologia di livello mondiale che possano guidare la crescita economica».)

Quindi, anche a livello politico, viene chiaramente esplicitata la linea guida: la ricerca viene finanziata perché questa possa permettere la crescita economica. Ci si dimentica che l’economia è uno strumento per qualcosa di molto più importante: la qualità e la durata della vita della popolazione. Non viceversa.

Uno dei più grossi errori che tu possa fare nella tua vita è quello di scambiare i mezzi con gli obiettivi. Ad esempio sacrificare la tua vita per accumulare soldi e proprietà, dimenticandoti che i soldi e le proprietà sono uno strumento per qualcosa di molto più importante: la qualità e la durata della tua vita.

Devi sempre chiederti: qual è l’obiettivo più importante della mia vita? E, anche, qual è, invece, non un obiettivo ma un semplice strumento, anche se fondamentale?

Tutto questo per non rischiare di sacrificare l’obiettivo principale sull’altare di un semplice strumento e accorgerti di questo grave, e imperdonabile, errore solo quando ormai è troppo tardi, perché sei alla fine della tua preziosa vita.

Ricordati che puoi imparare a fare benissimo proprio la cosa sbagliata.

A livello individuale e a livello sociale stiamo, purtroppo, nella stragrande maggioranza dei casi, facendo un grosso errore: stiamo sacrificando la vita per il dio denaro. Il denaro da semplice strumento è diventato l’obiettivo principe della corsa sfrenata dei singoli e della collettività.

C’è chi ha detto, più o meno così, dal libro Produttività 300% di Max Formisano: «Facciamo lavori che odiamo per comprare cose inutili che non ci servono, o cose che non possiamo permetterci, con soldi che non abbiamo, per fare colpo su gente che non sopportiamo!».

Il risultato è che corriamo sempre come matti e non abbiamo tempo per noi, per riflettere e capire cosa è veramente essenziale. Se vuoi un nuovo e diverso futuro devi riappropriarti della chiarezza su qual è l’obiettivo più importante della tua vita.

Imparare ad apprezzare quando sei in tempo

I miei pazienti mi hanno anche insegnato il grande valore della vita e che, noi tutti, abbiamo il grande difetto di apprezzare ciò che abbiamo, quando lo stiamo perdendo o l’abbiamo già perso.

Difendiamo, quindi, anche con i denti la nostra vita, quella dei nostri cari, dei nostri amici e del mondo intero. Non possiamo accettare di guardare passivamente gli eventi che stanno portando alla distruzione dell’intero pianeta e della nostra stessa vita. Ne vale veramente la pena. È tutto collegato e siamo tutti in rete.

In tutto l’universo la vita è possibile, per quello che ci è dato conoscere fino ad adesso, solo nella cosiddetta biosfera che circonda il pianeta Terra. Si tratta di uno spazio alto 10 km sopra il livello della terra e profondo 10 km sotto il livello del mare. Il diametro della Terra è di 12.000 km.

Considerata, pertanto, metaforicamente la Terra come una mela, la vita è possibile solo a livello della sottilissima sua buccia.

Difendiamo, quindi, il nostro futuro, quello dei nostri figli e quello della vita sul nostro meraviglioso pianeta, con l’arma più efficace e importante: l’amore.

L’amore rappresenta la via principale per conoscere: ti regalerà, pertanto, anche tutte le verità e tutte le conoscenze che sono al servizio della vita, del ben-essere e della gioia.

«La dittatura perfetta avrà sembianza di democrazia. Una Prigione senza muri nella quale i prigionieri non sogneranno di fuggire. Un sistema di schiavitù dove, grazie al consumo e al divertimento, gli schiavi ameranno la loro schiavitù».
Aldous Huxley

Sicuramente esistono scienziati e ricercatori onesti, al servizio esclusivo della verità e con la vocazione di promuovere il benessere e la salute della gente, ma esistono anche ricercatori e scienziati al servizio delle lobbies, che sono disposti anche a sacrificare la verità per il business.

Non credere, quindi, neanche a me. Ti consiglio di conservare sempre la tua capacità critica e di valutare quanto viene riferito in base ai risultati che avrai nella tua vita e in base alla tua esperienza diretta e indiretta.

Devi sempre partire da te e dalla tua vita. Ogni essere umano è, e deve essere, in qualche modo, un ricercatore di verità. La funzione principale del nostro cervello è proprio quella. Ricordati quanto ho già detto, in merito alla verità, nella Prefazione.

Qual è la più grande maestra di verità?

Qual è e, soprattutto, quale deve essere la più grande maestra di vita e di verità? Io non ho dubbi, la tua più grande maestra di verità è, e deve essere, la tua esperienza di vita.

Si tratta, però, di una maestra che presenta due differenze sostanziali con i maestri che hai avuto a scuola.

La prima differenza è che prima ti fa fare il test e solo dopo ti spiega la lezione. Prima ti fa sbattere la testa contro il muro, e, a volte, la si batte veramente forte.

La seconda differenza importante è che è una maestra estremamente severa. Se non comprendi la lezione, non ti perdona e non guarda in faccia a nessuno, proprio a nessuno; se non comprendi la lezione sei destinato a ripeterla, a ripetere l’esperienza, forse con una moglie (compagna, fidanzata, amica) o con un marito (compagno, fidanzato, amico) diversi, forse con un lavoro diverso o, forse, con una malattia diversa e spesso più grave.

Sei destinato, cioè, a ribattere la testa sempre più forte, finché non capisci, finché non evolvi. Se non comprendi, peggio per te, potrai solo lamentarti o arrivare anche a maledire di essere nato. Siamo esseri programmati per evolvere.

Ma l’esperienza, da sola, non è sufficiente per apprendere. Non basta accumulare anni o esperienze in un settore qualsiasi della nostra vita. L’esperienza da sola non insegna niente, per apprendere bisogna fermarsi e riflettere sull’esperienza fatta e capire cosa vuole insegnarci.

Ci sono lezioni della vita che sono talmente importanti, difficili e profonde che richiedono un adeguato tempo di riflessione sull’esperienza fatta, per essere capite e apprese. Purtroppo la maggior parte della gente ha sempre fretta, non ha tempo di fermarsi, sempre orientata all’esterno. Non ha più tempo per sé, tempo per riflettere, tempo per apprendere, tempo per evolvere e per essere felici.

La gente non deve avere tempo per pensare. Chi pensa può iniziare un percorso di liberazione dalle catene mentali, di evasione dalla psico-prigione che potrà portarlo a una non accettazione passiva di ciò che lo circonda e a fare scelte autonome, non più inserite in un contesto di business.

«Non è che io sia così intelligente, è solo che rimango con i problemi molto più a lungo».
Albert Einstein

La cosa più rivoluzionaria ed efficace che tu possa fare è pensare con amore.

La tua anima attrae le esperienze di cui ha bisogno

Io sono fermamente convinto che la nostra anima attrae le esperienze di cui ha bisogno per crescere. Tutte le esperienze che facciamo non sono casuali, in qualche modo, siamo stati noi stessi ad attrarle. Almeno nella stragrande maggioranza dei casi.

Ogni giorno modelliamo il nostro presente e il nostro futuro attraverso le scelte che facciamo. Il successo e il fallimento, la salute o la malattia rappresentano la naturale conseguenza della qualità delle scelte che facciamo; non sono – come crede purtroppo ancora tanta gente – la conseguenza della fortuna o della sfortuna.

La fortuna e la salute non si aspettano, si creano. Naturalmente con le giuste scelte. Nulla succede per caso. Vorrei che riflettessimo insieme. È importante.

Le scelte che facciamo rappresentano la naturale conseguenza delle nostre convinzioni, nella maggior parte dei casi convinzioni inconsce, che non sappiamo nemmeno di avere. Scelte che sono degli indicatori dei nostri pensieri e che ci indicano il grado di evoluzione della nostra anima.

I risultati conseguenti alle nostre scelte, con i loro feed-back (retro-azioni), ci impartiscono una lezione personalizzata, che rappresenta, di fatto, il cibo di cui ha bisogno la nostra anima per crescere, che, naturalmente, è diverso per ciascuno di noi.

La nostra anima, quindi, attraverso le scelte che fa, attrae le esperienze di cui ha bisogno in quel momento per crescere.

Ciascuno di noi apprende e ricorda attraverso due principali meccanismi: la ripetizione e l’emozione. La tecnica della ripetizione è facile da comprendere, più ripeti, più ricordi e più apprendi. Per quanto riguarda, invece, l’emozione, parto sempre da te.

Prova a ricordarti un tuo episodio dell’infanzia? Fallo adesso! Sono sicuro che ti sei ricordato di un episodio che ti ha particolarmente emozionato.

Ricordati, quindi, sempre che la ripetizione e l’emozione rappresentano le due tecniche più efficaci che hai a disposizione per condizionare il tuo inconscio e per obbligarlo a imparare e a ricordare in modo naturale. Voglio avvisarti che userò queste due tecniche per aiutarti ad apprendere e a memorizzare quelle verità propedeutiche, e strategiche, per gli obiettivi che mi sono imposto con il libro che hai tra le tue mani. Se, lungo questo percorso, ci dovesse essere qualcosa non molto chiara per te, non ti preoccupare, perché le informazioni veramente importanti le ripeterò in modo programmato.

Quello che succede per la gente, succede anche per i medici.

Nella stragrande maggioranza dei casi, anche i medici non hanno il tempo per riflettere perché, in un sistema farmacocentrico, i medici vengono scientificamente posti nella condizione di non avere nemmeno il tempo per ascoltare dovutamente i loro pazienti e, di conseguenza, nemmeno per pensare con la propria testa e il proprio cuore. Manca il personale sufficiente e i pazienti sono tanti.

Anche questa organizzazione del sistema sanitario non è casuale.

Ho svolto sia l’attività di medico ospedaliero che di medico di famiglia, per quasi quarant’anni; conosco bene la realtà in cui i colleghi medici sono costretti a lavorare. I medici di medicina generale, per esempio, con il massimale previsto (il numero di pazienti che possono avere che è di 1.500) e con tutta la burocrazia da cui sono oberati, dovendo ogni giorno visitare 40-50 pazienti, possono dedicare di media meno di 10 minuti a paziente. È il tempo necessario per salutare, per conoscere i sintomi e per prescrivere i relativi esami e farmaci, non raramente, secondo protocolli, per evitare qualsiasi tipo di ritorsione.

Non pensate voi, tanto c’è la scienza che pensa per voi. Voi dovete solo applicare.

Il ruolo prevalente dei medici deve essere quello di sfornare, in continuazione, farmaci ed esami. Devono quasi acriticamente applicare protocolli, decisi in alte sfere, divulgati da società scientifiche e da congressi finanziati spesso da multinazionali del farmaco.

Il discorso mi porterebbe lontano, per cui mi fermo qui.

C’è di fatto una medicina che, spesso, senza volerlo e senza saperlo, è al servizio di potenti interessi economici.

L'Amore è la Medicina più Potente

Come trasformare il cervello nel più efficiente produttore di farmaci che esista

Claudio Pagliara

Dentro di te, dentro il tuo cervello, c'è un'energia in grado di farti affrontare qualsiasi cosa! Scopri come usarla! L’esperienza di quasi 40 anni di attività clinica, unita alla ricerca e ad uno spirito libero da...

€ 12,90 € 10,97 -15,00%

Disponibilità: Immediata

Vai alla scheda


Il dott. Claudio Pagliara è specialista in oncologia. Presidente de L'ARCA (Associazione di Assistenza e di Ricerca sul Cancro) ha assistito gratuitamente centinaia di pazienti con tumore in fase terminale. Ha effettuato numerose pubblicazioni scientifiche ed è stato relatore in un gran numero...
Leggi di più...

Gli ultimi articoli


Non ci sono ancora commenti su Nulla succede per caso - L'Amore è la Medicina più Potente - Libro di Claudio Pagliara

Golden Books S.r.l.
Via Emilia Ponente 1705
47522 Cesena (FC)
P.iva e C.F. e C.C.I.A.A. 03271030409
Reg. Impr. di Forlì – Cesena n.293305
Capitale Sociale € 12.000 I.V.
Licenza SIAE 4207/I/3993
Macrolibrarsi è un marchio registrato
di Golden Books S.r.l. - Nimaia e Tecnichemiste