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Nient'altro che oggetti

di Francine Jay 4 settimane fa


Nient'altro che oggetti

Leggi un estratto dal libro "Il Minimalista - Meno Cose = Più Felicità" di Francine Jay

Guardatevi attorno: come minimo, sarete circondati da almeno venti o trenta oggetti. Cosa sono? Come sono arrivati lì? A cosa servono?

È arrivato il momento di guardare gli oggetti per ciò che sono. Dobbiamo chiamarli per nome, ridimensionarli ed eliminare ogni alone di mistero che li avvolge. Cosa sono esattamente le cose che ci procuriamo, salvaguardiamo e conserviamo sacrificando così tanto tempo ed energie? E come hanno fatto a diventare così tante (si moltiplicano forse durante la notte)?

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Il Minimalista - Meno Cose = Più Felicità

Guida al riordino per tutta la famiglia

Francine Jay

Possedere meno cose è la chiave per la felicità Ti sei mai sentito sopraffatto da tutto quello che hai? Ti sei mai augurato che una tempesta improvvisa porti via tutte le cose inutili da casa tua? Se è così, forse è ora...

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In linea di massima, i nostri oggetti possono essere suddivisi in tre categorie: utili, belli e con valore affettivo.

Iniziamo con la categoria più semplice: le cose utili. Parliamo degli oggetti che hanno una funzione pratica e che ci sono utili nella vita quotidiana. Alcuni di questi sono indispensabili per sopravvivere, altri ci rendono semplicemente la vita più facile. È facile cadere nella tentazione di considerarli tutti utili. Vi è mai capitato di leggere un libro sulle tecniche di sopravvivenza? È sorprendente scoprire di quanto poco abbiamo bisogno per mantenerci in vita: un semplice riparo, qualche indumento per mantenerci al caldo, acqua, cibo, qualche contenitore e qualche accessorio per cucinare (chi dovesse ritrovarsi nella descrizione può immediatamente chiudere questo libro; tutti gli altri possono restare con noi!).

Oltre alle cose assolutamente indispensabili, ci sono oggetti non essenziali per la sopravvivenza ma comunque molto utili: letti, coperte, computer, bollitori, pettini, penne, pinzatrici, lampadine, libri, piatti, forchette, divani, prolunghe, martelli, cacciaviti, coltelli, tanto per avere un’idea. Tutto ciò che usate ogni giorno e che aggiunge valore reale alla vostra esistenza è il benvenuto nella gestione minimalista di una casa.

Ah, e ricordate: perché sia utile, un oggetto dev’essere utilizzato. Il concetto è questo: quasi tutti abbiamo una quantità di oggetti potenzialmente utili che però, di fatto, non utilizziamo. I doppioni ne sono un esempio: quanti di quei contenitori di plastica per il cibo affollano la dispensa o il freezer? C’era davvero bisogno di un secondo avvitatore elettrico? Altri oggetti restano semplicemente dove sono perché sono troppo complicati da utilizzare o da pulire: pensate ad esempio agli apparecchi multifunzione da cucina, ai set per la fonduta o agli umidificatori. Ci sono, poi, gli oggetti “per ogni evenienza” e che “potrebbero servire”, quelli che invecchiano in fondo ai cassetti, in attesa di fare il loro debutto. Sono proprio questi ad avere i giorni contati.

Insieme alle cose che ci sono utili, convivono quelle che non hanno una funzione pratica ma che soddisfano un altro tipo di bisogni: ci piacciono, tutto qui. Fin dall’inizio della sua storia, l’umanità ha sempre provato piacere nel circondarsi di cose gradevoli alla vista; le testimonianze partono dai graffiti rinvenuti nelle caverne del paleolitico e arrivano fino ai quadri appesi sopra i nostri divani.

Il gusto estetico è parte integrante della nostra identità e non va ignorato. La decorazione smaltata di un bel vaso o le linee eleganti di una poltrona in stile modernista sono capaci di suscitare un profondo e piacevole senso di soddisfazione ed è giusto che questo genere di oggetti faccia parte della nostra vita. A una condizione: il loro valore dev’essere fruibile e il loro posto in bella vista. Se la vostra collezione di vetri di Murano raccoglie polvere su uno scaffale o, ancora peggio, è impacchettata in solaio, non è nient’altro che ciarpame colorato. I nostri oggetti possono essere suddivisi in tre categorie: utili, belli e con valore affettivo.

Quando è il momento di fare il punto di tutto ciò che possedete, non cedete alla tentazione di considerare indispensabile ogni oggetto “artistico”. Solo perché qualcosa ha attirato la vostra attenzione alla fiera dell’artigianato, non significa che siate obbligati a tenerlo per tutta la vita su una mensola. Per contro, se ogni volta che lo guardate vi strappa un sorriso, o se la sua presenza infonde armonia e gusto per la bellezza alla vostra vita, allora merita decisamente di far parte della casa.

Inutile dire che se tutto ciò che abbiamo in casa fosse di straordinaria bellezza o assolutamente indispensabile, sarebbe molto più semplice. In realtà, scoprirete ben presto che c’è una montagna di oggetti che non sono né belli né funzionali. Ma allora da dove sono arrivati e perché sono lì? Nove volte su dieci, si tratta di oggetti a cui siamo in qualche modo affezionati: il vecchio vaso della nonna, la collezione di monete di papà, il pareo comprato durante il viaggio di nozze. Ci ricordano persone, luoghi e avvenimenti che hanno per noi un valore affettivo. Spesso sono approdati in casa nostra come regali, cimeli e souvenir.

Se qualcuno di questi oggetti ci riempie di gioia, è giusto esporli con orgoglio e godere della loro presenza; ma se, invece, stanno lì perché ci sentiamo in qualche modo obbligati a mostrarli (terrorizzati all’idea che zia Elvira si rivolterebbe nella tomba se sapesse che abbiamo buttato via le sue tazze di porcellana) o come ostentazione di una qualsiasi esperienza (come se nessuno, se non esponiamo quell’orribile tazza, crederebbe che abbiamo davvero visitato il Grand Canyon), forse è il caso di farci qualche domanda.

Aggirandovi per la casa, provate a dialogare con i vostri oggetti. Chiedete a ciascuno di loro: «Cosa sei e cosa sai fare?» «Come sei arrivato nella mia vita?» «Ti ho acquistato o mi sei stato regalato?» «Quanto spesso ti utilizzo?» «Se andassi perduto o se dovessi romperti, ti sostituirei oppure saresti un peso in meno?» «Sono davvero io che ti ho voluto?» Cercate di darvi delle risposte sincere, non c’è rischio che possiate ferire la sensibilità di un oggetto.

Procedendo con queste domande, vi imbatterete sicuramente in due sotto-categorie di oggetti, una delle quali si può definire “gli oggetti degli oggetti”. Sapete bene di cosa sto parlando: ci sono oggetti che per loro natura portano ad accumularne altri, come gli accessori, i manuali, gli attrezzi di pulizia specifici. Dotazioni supplementari, che servono a completare un oggetto, esporlo, riporlo, aggiustarlo. Questo genere di cose rappresenta un enorme potenziale di riordino: sbarazzarsi di un singolo oggetto può scatenare una vera reazione a catena!

La seconda sotto-categoria è quella che chiameremo “gli oggetti degli altri”. Un vero e proprio terreno minato.

Con l’unica eccezione (forse) di eventuali figli piccoli, la vostra autorità sugli oggetti degli altri è piuttosto limitata. Se si tratta del kayak che vostro fratello vi ha chiesto di tenere in garage per poi lasciarlo lì quindici anni, avete sicuramente il diritto di riprendere il controllo della situazione e chiedere che venga portato via appena possibile (con gentilezza, naturalmente). Ma se parliamo degli oggetti da collezione del partner, o dei vecchi videogiochi di un figlio adolescente, sarà necessario un approccio un po’ più diplomatico. Con un po’ di fortuna, la vostra operazione di riordino diventerà contagiosa e anche gli altri finiranno per avere cura delle proprie cose.

Per il momento, limitatevi a girare per casa e prendere coscienza delle vostre cose: questo è utile, questo è bello, questo non mi appartiene (facile, no?). Non abbiate fretta di buttar via nulla: lo faremo al momento opportuno. Nel frattempo, se vi capita tra le mani qualcosa di obbiettivamente inutile, orrendo o non identificabile, non esitate: sapete qual è la cosa giusta da fare!

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Francine Jay è conosciuta anche come “Miss Minimalist”. Francine ha aiutato migliaia di persone a liberare la propria casa dagli oggetti inutili e a semplificare il proprio stile di vita grazie a STREAMLINE, un metodo semplice ed efficace. I suoi consigli sono apparsi sui...
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