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Memoria: come si creano i ricordi?

di Lo Staff di Macrolibrarsi.it 6 mesi fa


Memoria: come si creano i ricordi?

Memoria e programmi mentali

La memoria ha un valore duplice per noi. È una preziosa alleata che ci permetti di muoverci nello spazio con maggiore consapevolezza ma dall’altro, è anche un pericoloso nemico, che insiste per farci demordere ogni qualvolta decidiamo di voler cambiare strada.

Indice dei contenuti:

Cosa succede quando nasciamo

Quando nasciamo siamo una tavola bianca, una mente pulita e libera, un foglio bianco tutto da scrivere. E ogni minima informazione che entra in contatto con noi, va a riempire quello spazio vuoto.

Appena nati e nei primi anni di vita, siamo ghiotti di nuove informazioni, siamo come spugne che assorbono tutto ciò che ci circonda. Abbiamo bisogno di memorizzare dati, di creare ricordi, di avere dei punti di riferimento che ci indichino come muoverci nello spazio. I ricordi vanno a costituire tutto ciò che noi impariamo nella vita e le esperienze che abbiamo vissuto.

Ci sono ricordi belli e ricordi meno belli. Quando alcuni ricordi sono troppo dolorosi da tenere con sé, la mente tende a cancellarli, a lasciarli nell’inconscio e a noi sembra di non averli più. In realtà ci sono e hanno una loro influenza, anche se noi non ce ne rendiamo conto.

La memoria è anche un meccanismo di difesa perché permette di immagazzinare informazioni da tirare fuori al bisogno. Ad esempio, quando scopriamo che una determinata cosa potrebbe rappresentare un pericolo, tendiamo a starci alla larga. Perché lo facciamo? Perché il nostro cervello ha registrato che quella situazione è pericolosa e l’ha inserita in uno dei cassettini della memoria.

Come si creano i ricordi?

Per ogni avvenimento che ci accade e che ci troviamo a vivere, il nostro cervello crea due tracce ben distinte. La prima serve per rievocare quell’evento nell’immediato, la seconda per ricordarlo sul lungo periodo.

Cosa accade allora all’interno del nostro cervello? Per ogni evento vissuto, il cervello crea una traccia che viene definita “ricordo a breve a termine” destinata al momento presente che svanisce nel giro di pochi giorni. La seconda traccia che il cervello crea rimane silente per diverso tempo ma esiste già ed è quella che viene definita “ricordo a lungo termine”.

I ricordi delle nostre esperienze personali vengono gestiti da due aree cerebrali distinte, l’ippocampo e la corteccia. Il primo gestisce la memoria a breve termine che utilizziamo per ricordarci un numero di telefono, il nome di un locale o di una via prima di trascriverlo su un foglio. La corteccia invece memorizza la traccia del ricordo a lungo termine ed è lì che vengono immagazzinati i ricordi.

Fra i due distretti, c’è uno scambio continuo di informazioni. Se uno dei due viene leso, anche l’altro ne risente.

Memoria e programmi mentali

La memoria permette di creare al nostro interno dei programmi mentali e ha dei pro e dei contro.

È utile perché ci permette di imparare a muoverci nello spazio, evitando i rischi. Dall’altra parte ci limita perché tende a mantenerci sempre nella zona di comfort, creando resistenza quando vogliamo provare qualcosa di nuovo.

Dobbiamo fare buon uso della nostra memoria, utilizzandola per gestire le nostre giornate (contiene tutti gli insegnamenti accumulati negli anni) ma allo stesso non possiamo vivere nel ricordo di ciò che è stato e nemmeno limitarci perché abbiamo paura o non sappiamo cosa ci aspetta.

I ricordi sono utili, talvolta belli e talvolta dolorosi, ma costituiscono ciò che è stato, che nulla a che vedere con ciò che sarà.

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