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Meditazione: la chiave totale

di Osho 9 mesi fa


Meditazione: la chiave totale

Leggi l'introduzione del libro di Osho "La Gioia di Vivere Pericolosamente"

La meditazione apre le porte di tutti i misteri e di tutti i segreti dell'esistenza. È la chiave universale che apre tutte le serrature, trasformando resistenza in un libro aperto.

Indice dei contenuti:

1. Riconosci ciò che sei

Cos'è la meditazione? È una tecnica da praticare? È qualcosa che ci si deve sforzare di fare o che si può raggiungere attraverso la mente?

Assolutamente no: nulla di ciò che può fare la mente è meditazione!

La meditazione trascende il pensiero: è una dimensione in cui la mente è assolutamente impotente, il pensiero non può penetrare la meditazione: lo spazio meditativo comincia proprio dove finisce la mente!

Occorre ricordarlo, perché, nella vita, qualsiasi cosa facciamo e tutto ciò che raggiungiamo passano attraverso la mente. Per cui, anche quando ci rivolgiamo verso l'interno, continuiamo a pensare in termini di tecniche, metodi e azioni, perché l'esperienza accumulata nel corso di tutta la vita ci mostra che con la mente si può fare qualunque cosa. Ed è proprio così, salvo che per la meditazione!

La mente può fare tutto, può aiutarti a ottenere qualsiasi cosa, tranne la meditazione, perché non si tratta di una conquista, bensì di una realtà che esiste già. La meditazione è la tua natura: non deve essere raggiunta, conquistata, ma semplicemente riconosciuta, rimembrata.

È lì che ti sta aspettando; è sufficiente che tu ti rivolga verso la dimensione interiore e la troverai, perché l'hai sempre portata dentro di te, in ogni singolo istante. È la tua natura intrinseca, il tuo essere, ciò che sei, non ha niente a che vedere con le lue azioni. Non puoi averla e neppure non averla, perché non si può possedere, non è un oggetto: la meditazione sei tu, è la tua essenza!

Quando avrai compreso cos'è la meditazione, le cose diventeranno del tutto evidenti, in caso contrario continuerai a brancolare nel buio.

La meditazione non è uno stato mentale, bensì uno spazio di chiarezza!

La mente è caratterizzata dalla confusione. Non è mai chiara, né potrebbe esserlo, perché i pensieri creano intorno a te uno strato di nuvole sottile e insidioso, producendo una sorta di foschia che offusca ogni chiarezza. Quando, invece, svaniscono, quando cessi di essere avvolto dalle nuvole dei pensieri ed entri in uno stato di semplice essenza, accade la chiarezza. A quel punto riesci a vedere lontanissimo, la tua vista si spinge fino ai confini dell'esistenza e il tuo sguardo diventa penetrante, fino a raggiungere l'essenza più intima dell'essere.

"Meditazione" significa chiarezza di visione - assoluta chiarezza percettiva. Non puoi conseguirla con il pensiero: devi abbandonarlo!

Quando ti dico che devi smettere di pensare, non giungere a conclusioni affrettate: poiché sono costretto a usare il linguaggio, utilizzo quest'espressione, ma se tu cominci a sforzarti di lasciar andare il pensiero, fallirai, perché di nuovo ridurrai tutto a un'azione.

"Abbandona il pensiero" significa semplicemente non fare nulla! Lascia che i pensieri si acquietino, lascia che la mente svanisca da sola; siediti semplicemente in un angolo silenzioso a fissare il muro, senza fare assolutamente nulla. Rilassati, abbandonati, senza fare alcuno sforzo: non è necessario andare da nessuna parte.

È come se ti addormentassi restando sveglio: sei sveglio e rilassato, ma tutto il tuo corpo si sta abbandonando al sonno. Dentro di te rimani attento e presente, ma il tuo corpo entra in uno stato di profondo rilassamento.

In questo modo, i pensieri si acquieteranno da soli, senza bisogno di buttarti a capofitto in mezzo a loro per zittirli.

È come se l'acqua di un ruscello fosse intorbidita dal fango: cosa puoi fare? Se ti tuffassi nel torrente con l'intento di far tornare pulita quell'acqua, finiresti per renderla ancora più fangosa; perciò ti siedi semplicemente sulla sponda e aspetti. Non c'è nulla che tu debba fare, perché qualsiasi cosa tu faccia renderebbe l'acqua ancora più torbida.

Qualcuno ha attraversato il ruscello sollevando fango e foglie morte; devi solo avere pazienza, per cui ti siedi semplicemente sulla sponda e osservi, restando indifferente. A poco a poco, scorrendo, l'acqua si porterà via le foglie morte e il fango comincerà a depositarsi, perché non può restare a galla per sempre. Dopo un po', ti accorgerai all'improvviso che il ruscello è di nuovo perfettamente limpido!

Ogni volta che un desiderio attraversa la tua mente, il ruscello diventa torbido, perciò rimani semplicemente seduto, senza sforzarti di fare nulla. In Giappone questo stare "semplicemente seduti" viene chiamato zazen: continuando a sedere senza fare nulla, un giorno accadrà la meditazione.

Non si tratta di un fenomeno che provochi tu, bensì di qualcosa che ti accade, e quando arriva, lo riconosci immediatamente. È sempre stato presente, ma tu non stavi guardando nella direzione giusta; il tesoro è sempre stato dentro di te, ma tu eri impegnato in qualche altra occupazione: immerso nei pensieri, nei desideri e in chissà cos'altro. Una sola cosa non riusciva a catturare la tua attenzione: il tuo essere!

Quando l'energia si volge verso l'interno - quando accade ciò che il Buddha chiama parabvrutti, ossia il ritorno dell'energia alla fonte -, si raggiunge istantaneamente la chiarezza. A quel punto riesci a vedere nuvole che si trovano a migliaia di chilometri di distanza e puoi sentire l'antico canto dei pini, perché ti si rivela ogni cosa!

2. Chiamato a trascendere

La gente è così sovraccarica di cultura che, per prima cosa, deve liberarsi di quel peso. Si tratta di una necessità nuova, che il Buddha non conosceva, per cui, oggigiorno, i metodi buddhisti non funzionano più. Prima di usare le tecniche insegnate dal buddhismo, devi liberarti da questo peso, altrimenti non avranno alcuna efficacia.

Uno dei problemi che il mondo occidentale deve affrontare è precisamente questo: in Occidente è esploso l'Oriente! Tutti i metodi e le tecniche antiche sono ormai accessibili, ma le persone che le hanno messe a punto erano del tutto inconsapevoli del funzionamento della mente moderna.

Questi metodi sono stati sviluppati cinquemila e, in alcuni casi, persino diecimila anni fa, quando le menti che popolavano il mondo erano del tutto diverse: erano incredibilmente innocenti e infantili e quelle tecniche erano perfettamente in sintonia con quel tipo di mentalità. Ma oggi l'uomo non è più un bambino; è maturato e si trova ad affrontare i problemi che si creano naturalmente con la crescita: l'umanità non è più innocente.

Quegli antichi metodi sono stati sviluppati prima che Adamo mangiasse il frutto dell'albero della conoscenza. Da allora, l'uomo moderno ha continuando a raccogliere senza sosta i frutti di quell'albero, rimpinzandosi di mele, e adesso è così schiacciato dal loro peso, così irrigidito, che finché non riuscirà a sciogliersi, le tecniche di un tempo non potranno funzionare. Per questo la psicologia umanistica, la psicanalisi, la psicosintesi, i gruppi di Encounter, lo psicodramma e la gestalt sono di grandissimo aiuto: oggigiorno sono assolutamente fondamentali, ma sono incompleti. Lo capisci? Si limitano a preparare il terreno, ma non creano il giardino.

Le patologie umane nascono dal fatto che l'uomo ha bisogno di trascendere: se non riesci a trascendere il piano umano, incorrerai in una patologia. Tutte le malattie psicologiche esistono perché l'uomo possiede la capacità interiore di trascendere, di andare oltre la propria umanità. Dentro di te è presente quell'energia e, se non le permetti di esprimersi, ti si rivolterà contro, diventando distruttiva. Tutte le persone creative sono pericolose, perché se non riescono a esprimere la loro creatività, diventano distruttive.

L'uomo è il solo animale sulla Terra a essere creativo. Nessun'altra creatura è altrettanto pericolosa, perché gli altri animali non sono capaci di creare: si limitano semplicemente a vivere un'esistenza programmata, senza mai uscire dal loro solco.

Un cane vive e muore da cane; non cercherà mai di diventare un buddha e, ovviamente, non potrà neppure smarrire la rotta, trasformandosi in un Hitler. Procede semplicemente nello stesso solco, è estremamente conservatore, ortodosso e borghese: a eccezione dell'uomo, tutti gli animali sono tradizionalisti.

L'uomo porta dentro di sé una sorta di ossessione: vuole fare qualcosa, avere una meta, essere qualcuno. E se non gli è permesso, se non può diventare una rosa, vorrà quantomeno essere un'erba infestante, ma in ogni caso desidera essere qualcosa. Se non può diventare un buddha, diventerà un criminale; se non può comporre poesie, creerà incubi; e se non può sbocciare, non permetterà a nessun altro di farlo!

È su questo, dunque, che occorre lavorare.

3. Prima riscopri la tua limpidezza

Ho elaborato le mie tecniche di meditazione, perché mi sono accorto che l'uomo moderno ha dei problemi che i metodi antichi non sono in grado di affrontare. Queste antiche tecniche probabilmente risalgono addirittura a diecimila anni fa e sono state create per un genere di umanità del tutto diversa, per una cultura differente, per persone lontanissime da quelle odierne.

L'essere umano moderno, l'uomo contemporaneo, è profondamente diverso da quello del passato: dopo diecimila anni, ovviamente, è inevitabile!

Oggi, per esempio, ha assolutamente bisogno della Meditazione Dinamica, anche se, probabilmente, diecimila anni fa non era affatto necessaria. Se una persona è innocente, non ha alcun bisogno della Meditazione Dinamica; ma se è psicologicamente repressa e schiacciata da un peso enonne, le occorre una catarsi. La Meditazione Dinamica, quindi, la aiuta semplicemente a fare pulizia, dopodiché potrà avvalersi di qualsiasi metodo, senza alcuna difficoltà.

Se quella persona sperimentasse una delle tecniche più antiche senza alcuna preparazione, fallirebbe. Ho osservato molte persone che si sono rivolte direttamente a quei metodi senza riuscire ad arrivare da nessuna parte, perché erano così colme di spazzatura che prima diventava necessario fare pulizia. La Meditazione Dinamica è una tecnica incredibilmente utile...

Tutte le tecniche che ho elaborato sono destinate all'uomo contemporaneo: praticandole, tornerà a essere limpido, libero da ogni peso, semplice e innocente.

Per prima cosa, dunque, l'uomo moderno ha assolutamente bisogno di una forma di catarsi; solo allora potrà passare alle tecniche basate sul silenzio.

Tratto dal libro:

La Gioia di Vivere Pericolosamente

Come trasformare l'incertezza in una risorsa

Osho

Di fronte a un mondo in perenne e vorticoso cambiamento, dove il mutamento sembra l'unica certezza e i valori di un tempo non rappresentano più un faro cui rivolgersi, è facile lasciarsi sopraffare dalla paura.

Il problema, per Osho, non è la paura in se stessa ma l'esserne posseduti, e perché ciò non accada esiste un unico rimedio: vivere pericolosamente, che nella visione dell'autore significa abbracciare tutte le sfide che la vita ci offre, lasciando cadere gli strati con i quali ci proteggiamo.

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