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Maria I Boethus - Estratto da "Codex Jesus"

di Alessio De Angelis, Alessandro De Angelis 4 mesi fa


Maria I Boethus - Estratto da "Codex Jesus"

Leggi in anteprima un estratto dal libro di Alessio e Alessandro De Angelis e segui la loro ricerca nella storia delle tracce di Gesù nelle fonti antiche

Nel I sec. d.C. furono redatte numerose testimonianze sulla vita e sulla morte di Gesù. Queste testimonianze sono tuttavia parziali per il fatto che furono gli stessi cristiani a scriverle, condizione che rende queste fonti autoreferenziali. Pochi sono invece gli autori non cristiani che sembrerebbero parlare esplicitamente dei personaggi evangelici. La fonte principale utilizzata dagli studiosi per confermare o smentire le vicende narrate dai vangeli è, indubbiamente, Giuseppe Flavio, sacerdote ebreo vissuto nel I sec. d.C.

Oltre a fornirci preziose informazioni sulla Giudea del periodo nelle principali sue due opere. Guerra Giudaica e Antichità Giudaiche, in alcuni sporadici passi G. Flavio sembrerebbe parlare anche di Gesù Cristo, in particolare in un brano definito tecnicamente dagli studiosi come Testimonium Flavianum.

È notoriamente risaputo, tuttavia, nel mondo degli studiosi che il Testimonium Flavianum è stato reso oggetto di numerose aggiunte e/o rimodulazioni che ne hanno sminuito la veridicità storico-documentale, tanto da essere sospettato di essere addirittura una interpolazione totale'®. Anche altre testimonianze sono spesso ambigue, come il passo di Svetonio nel quale si nominano i Giudei istigati da un certo “Chrestus”.

ludaeos impulsore Chresto assidue tumultuantes Roma expulit. (Espulse da Roma i Giudei che per istigazione di Cresto erano continua causa di disordine.)

Cronologicamente questa istigazione risulta avvenire sotto l'imperatore Claudio, perciò molti anni dopo la presunta morte di Gesù che, secondo i vangeli, sarebbe avvenuta negli anni trenta del I sec. d.C. Inoltre, il testo contiene la parola Chrestus invece che Christus.

Analizzeremo meglio queste testimonianze nel prosieguo del nostro studio. Per il momento ci preme sottolineare che, per la presente ricerca, ci avverremo spesso, oltre che delle fonti cristiane, anche e soprattutto delle testimonianze degli storiografi greci e latini contemporanei all'epoca della stesura del Nuovo Testamento.

La tesi di questo libro è che, a causa della parzialità delle fonti tramandateci dei vangeli, i quali riportano una storia viziata da una scarsa conoscenza dei fatti del periodo e da necessità teologiche e religiose, alle volte non è stato possibile riconoscere, nelle antiche fonti extra-cristiane, gli stessi personaggi protagonisti dei vangeli, dal momento che le loro storie differiscono, talvolta poco, talvolta in maniera più significativa, dalle medesime storie raccontate dagli evangelisti.

Può capitare, difatti, che uno stesso episodio, raccontato da due fonti molto diverse, possa essere modificato a tal punto da essere avvertito come due episodi totalmente differenti. È proprio questa la parzialità delle fonti cui ci riferivamo poc'anzi. Inizieremo dunque il nostro studio confrontando le testimonianze cristiane con quelle tramandateci dagli antichi scrittori greci e latini del periodo.

Dai vangeli canonici sappiamo che Erode il Grande cercava Gesù e che Maria e Giuseppe per sfuggire alle persecuzioni del re si rifugiarono in Egitto per un certo periodo. Secondo il racconto evangelico, sarebbe stata la paura che un neonato potesse spodestarlo dal trono che avrebbe indotto il re Erode a perseguitare Gesù.

Dal momento, tuttavia, che il re aveva in quel tempo 69 anni e che era in fin di vita (o perlomeno in stato di salute molto cagionevole, tanto che morì all'età di 70 anni, cioè poco dopo l'evento descritto dai vangeli), di cosa poteva aver paura Erode? Difatti era sostenuto dall'imperatore e godeva dell'appoggio delle legioni romane che avrebbero supportato il suo esercito regio. Nemmeno una paura nei confronti dei suoi eredi sarebbe dunque legittimamente fondata.

Attraverso una minuziosa ricerca comparata tra i vangeli e le opere di Giuseppe Flavio, crediamo che sia possibile rispondere a questa domanda.

Lo storiografo ebreo ci parla infatti di una Maria la cui storia corrisponde in maniera pressoché esatta, seppur con leggere varianti, a quella dei vangeli. Questa Maria, menzionata sia in Guerra Giudaica sia in Antichità Giudaiche, era cercata da Erode il Grande, in quanto prese parte a una congiura nella quale si cercava di assassinare il re con un veleno proveniente dall'Egitto.

Questo accadde proprio nello stesso periodo in cui la Maria dei vangeli fuggì, sempre in Egitto, cercata dal re. Il personaggio di cui parliamo è chiamato da Giuseppe Flavio “Mariamne”, forma grecizzata di “Miriam”, in italiano “Maria”.

Vediamo cosa riferisce G. Flavio a proposito di questa Maria, terza moglie del re Erode il Grande:

Viveva a Gerusalemme un sacerdote molto noto di nome Simone, figlio di Boethus, un alessandrino, che aveva una figlia considerata la più bella del tempo. Siccome di lei si parlava molto dai cittadini di Gerusalemme, e come capita, sulle prime Erode fu eccitato da quanto udiva, poi, dopo averla vista, fu colpito dall'avvenenza della ragazza; scacciò il pensiero di abusare del proprio potere per soddisfare pienamente il suo desiderio: aveva infatti buone ragioni di sospettare che sarebbe stato accusato di violenza e tirannia, e così ritenne che era meglio sposare la ragazza. Ma siccome, da una parte, Simone non era abbastanza illustre per diventare suo parente, ma d'altra parte era troppo importante per venire disprezzato, coronò il suo desiderio in una maniera ragionevole aumentando il prestigio della figlia ed innalzando lui a una delle posizioni più onorifiche, in questo modo: depose subito Gesù, figlio di Fiabi, da sommo sacerdote, e a questo ufficio designò Simone, e poi contrasse matrimonio con sua figlia.

Il nome della figlia del sacerdote Simone era dunque Mariamne, definita Mariamne II dagli studiosi. Da notare che Simone Boethus viene chiamato “sacerdote” da G. Flavio già prima che il re Erode lo onorasse del titolo di kohèn gadòl o “sommo sacerdote”. Inoltre lo storiografo aggiunge che il padre di Simone, Boethus, viveva ad Alessandria ed era verosimilmente anch'egli un sacerdote ebraico, dal momento che G. Flavio afferma che la famiglia di Simone era troppo importante per venire disprezzata.

Nel suo testamento Erode il Grande aveva nominato suo successore il figlio Antipatro, natogli dalla sua prima moglie, Doride. Quando Antipatro aveva circa cinquant'anni, il re nominò il figlio di sua moglie Mariamne II, Erode II, come successore di Antipatro, suo fratellastro, il quale mal sopportava questa situazione, in quanto avrebbe voluto che la successione fosse passata ai suoi figli.

Ma, ci dice G. Flavio, vi era anche un secondo motivo che rese Antipatro insofferente verso il padre, vale a dire il fatto che, nonostante egli stesse invecchiando, non riusciva a salire sul trono a causa di Erode che, a quasi settant'anni, era ancora in vita:

Inoltre, il padre lo aveva (i.e. Antipatro, NdA) anche privato della speranza nei figli; infatti non uno dei suoi figli Erode aveva nominato come prossimo successore dopo la sua morte, bensì Erode figlio di Mariamme.

Erode II, figlio di Maria “Boethus”, sarebbe quindi dovuto diventare re d'Israele alla morte del suo fratellastro Antipatro.

Ricapitolando, nel racconto evangelico e nelle opere di G. Flavio troviamo due “Marie”, che, in una perfetta sovrapposizione temporale, vale a dire intorno al 5 a.C., sono in relazione sia con Erode il Grande (l'una viene cacciata - ma più probabilmente, come stiamo per vedere, perseguitata legalmente per tentato omicidio - l'altra inseguita), sia con l'Egitto, dal momento che questo è il paese da dove proviene Maria, figlia di Simone, e verso dove fugge Maria, madre di Gesù.

Riteniamo che le coincidenze siano abbastanza per approfondire l'analisi su Maria, estendendola poi all'intera famiglia Boethus.

Ecco come G. Flavio descrive la congiura ai danni di Erode il Grande in Guerra Giudaica e in Antichità Giudaiche:

Si trovò che anche Mariamme (Maria, NdA), la figlia del sommo sacerdote, era partecipe della congiura; lo svelarono, infatti, i suoi fratelli sottoposti alla tortura. Della colpa materna il re punì anche il figlio, cancellando dal testamento Erode (Gesù), suo figlio, che vi era nominato come successore di Antipatro.

In queste accuse venne coinvolta anche la figlia del sommo sacerdote, che era moglie del re, perché, consapevole di ogni cosa, non aveva voluto dire nulla. Per questo motivo Erode divorziò da lei e cancellò la parte del testamento nella quale suo figlio era nominato suo successore al trono; depose inoltre il sommo sacerdote Simone, suo suocero, figlio di Boethus, e al suo posto designò Mattia, figlio di Teofilo, nativo di Gerusalemme.

Il veleno fu portato dall'Egitto da Antifilo, al quale era stato dato da suo fratello, che è un medico, e Teudione lo portò da noi. Dopo fu preparato da Antipatro per usarlo contro di re; io lo ricevetti da Perora, e io stesso l'ho custodito.

In Guerra Giudaica Giuseppe Flavio ci fa sapere che Maria era partecipe della congiura e che i suoi fratelli confessarono la sua implicazione; mentre in Antichità Giudaica Maria “consapevole di ogni cosa, non aveva voluto dire nulla”.

L’apparente discordanza tra le due versioni della stessa vicenda si spiega con una traduzione non accurata del testo di Antichità Giudaiche. In effetti in entrambe le versioni della vicenda G. Flavio fa riferimento a un totale coinvolgimento di Maria nella congiura contro Erode.

Tra il racconto di G. Flavio, per il quale Erode si sarebbe limitato a ripudiare Maria, e il racconto evangelico, secondo il quale Erode avrebbe perseguitato Maria e Giuseppe, volendo uccidere Gesù, riteniamo più attendibile quello evangelico, poiché risulterebbe strano che Erode, dopo aver ucciso Mariamne, sua seconda moglie, per gelosia, si fosse limitato solamente ad allontanare Maria, la quale non solo avrebbe preso parte a una congiura per ucciderlo, il che avrebbe senza dubbio comportato almeno conseguenze legali, ma, come stiamo per vedere, lo avrebbe anche tradito.

In effetti, Erode il Grande uccise suo figlio Antipatro per aver preso parte alla congiura insieme a Maria. Sarebbe dunque quanto meno insolito che Maria ne fosse uscita indenne. Verosimilmente, G. Flavio non era bene al corrente di come si fosse svolta la vicenda e si limitò a congetturare che Erode avesse solamente ripudiato Maria, probabilmente giungendo a queste considerazioni dopo aver riflettuto sul fatto che Maria sopravvisse a questo episodio.

Bisognerebbe a questo punto porci un interrogativo importante: che motivo avrebbe avuto Maria di cercare di avvelenare suo marito Erode il Grande, dal momento che Erode stava per morire e che suo figlio. Erode II, era anche stato nominato successore al trono d'Israele? Doveva essere sicuramente un motivo grave, tanto da costringerla a mettere in pericolo la sua stessa incolumità. In effetti per Maria sarebbe stato piuttosto conveniente che Erode il Grande vivesse a lungo, così che Antipatro, suo figlio e successore, potesse regnare per un breve lasso di tempo, lasciando il regno a Erode II, figlio di Maria.

Consapevoli di essere in un campo altamente ipotetico, tenteremo di dare risposta a questa domanda. Sappiamo dagli scritti di G. Elavio che Erode era molto possessivo nei confronti delle sue mogli, tanto da uccidere la sua seconda moglie, Maria l'Asmonea, per gelosia. Se fosse vera l'ipotesi d'identificazione tra Maria Boethus e Maria madre di Gesù, allora avremmo a disposizione un ulteriore dato che ci permetterebbe di chiarire la questione: secondo i vangeli Maria sarebbe fuggita con Giuseppe.

Di conseguenza potrebbe essere possibile che Maria prese parte alla congiura contro Erode poiché si trovava incinta di un uomo che non era suo marito, condizione che di lì a poco non avrebbe potuto più nascondere. Naturalmente, non sarebbe stato facile per Maria far credere che il bambino che portava in grembo fosse figlio di Erode, dal momento che, anziano e sul letto di morte, difficilmente sarebbe riuscito ad avere rapporti con lei.

L'ipotesi secondo cui Maria Boethus avesse cercato di anticipare il giorno della dipartita di suo marito, nonostante Erode sarebbe morto di lì a poco, spiega bene i dati che abbiamo a nostra disposizione. Ciò sarebbe accaduto, naturalmente, dopo aver partorito Erode II, che G. Flavio non ha dubbi nel definire “figlio di Erode il Grande”.

Mentre a Maria Boethus sarebbe risultata sconveniente una morte prematura di Erode il Grande, a meno che, come abbiamo detto, non fosse incinta di un altro uomo, Antipatro avrebbe avuto più di un valido motivo per prendere parte alla congiura contro Erode. Difatti non solo, ci dice G. Flavio, aveva urgenza di regnare, ma nella corte del re si era creata un’atmosfera di ansia e paura per il fatto che Erode il Grande condannava a morte chiunque fosse sospettato di congiurare contro di lui - e nemmeno gli innocenti avevano la speranza di salvarsi.

I vangeli di Matteo e di Luca sono concordi nell'affermare che Maria era già con Giuseppe quando rimase incinta di Gesù; in particolare dal vangelo di Luca si denoterebbe che Maria sarebbe stata espulsa dalla corte di Erode il Grande ancor prima di aver partorito Gesù.

Ciò potrebbe significare che Maria, dopo aver dato alla luce Erode II con Erode il Grande, rimase incinta di Gesù, concepito in un rapporto extra-coniugale; fatto che la avrebbe costretta a prendere parte alla congiura e che la avrebbe portata a fuggire dalla corte di Erode, il quale si sarebbe voluto vendicare uccidendo Maria con il frutto del suo tradimento.

Per Maria e Giuseppe sarebbe seguito un periodo di latitanza. Inizialmente, stando al racconto di Luca, sarebbero stati ospitati da Elisabetta, parente di Maria; per il parto avrebbero invece trovato una sistemazione di fortuna. Sarebbero poi fuggiti in Egitto, paese d'origine di Maria I Boethus e di Giuseppe (Cfr. Gap. X e Codex Jesus vol II per quanto riguarda Giuseppe), per tornare solo una volta che sarebbero stati al sicuro da Erode.

Nonostante Maria fosse anche madre di Erode II, nei vangeli non si fa menzione di un figlio che ella avrebbe portato con sé; ciò potrebbe significare che l'avesse lasciato alla corte di Erode il Grande. Difficilmente, tuttavia, una madre abbandonerebbe un figlio in tenerà età; questo potrebbe quindi significare che Erode II era già adulto nel 5 a.C.

Difatti, Maria avrebbe sposato Erode il Grande nel 23 a.C.; dunque è possibile che Erode II fosse nato nel 22 a.C. Dal momento che Erode non riusci a vendicarsi in altro modo su Maria, decise di diseredare suo figlio, eliminandolo dalla successione al trono.

Secondo questa ipotesi, dunque, Gesù sarebbe nato in un contesto illegittimo. Difatti afferma il Talmud a proposito dell'illegittimità che:

Un bastardo è tale per una [trasgressione della legge della] moglie del tuo vicino [cioè, per l'adulterio di una donna sposata con un uomo che non è suo marito].

Se fosse giusta l'ipotesi di identificazione tra Maria, madre di Gesù, e Maria Boethus, ci troveremmo di fronte a un classico caso di illegittimità.

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Alessio De Angelis

Alessio De Angelis (Tivoli, 1994), dopo aver ottenuto la maturità classica, si è iscritto all'Università “La Sapienza” di Roma, indirizzo “Lettere Classiche”. Ha iniziato precocemente la sua attività di scrittore di saggi storici sul...
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Alessandro De Angelis, dopo essere stato segnato da una esperienza premorte all'età di 17 anni, si iscrive all'Università “La Sapienza” di Roma nella facoltà di Lettere e Filosofia, abbracciando il ramo demo-etno-antropologico, dove teorizza la nascita delle...
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Ultimo commento su Maria I Boethus - Estratto da "Codex Jesus"

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maria margherita

Volete

Faccio una domanda all' autore : il cognome boette con due t e presente in Sardegna e come boete con una t in Olanda . Sono da considerarsi cognomi ebrei? Com'è si potrebbe fare una ricerca? Ne sa qualcosa ? Mi faccia sapere

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