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Mangiate ciò che volete - Estratto dal libro "L'Alimentazione Sana e Naturale"

di Maureen Whitehouse 2 anni fa


Mangiate ciò che volete - Estratto dal libro "L'Alimentazione Sana e Naturale"

Leggi in anteprima un brano estratto dal capitolo 11 del libro di Maureen Whitehouse "L'Alimentazione Sana e Naturale"

«Chi discerne il reale sapore del suo cibo non può mai essere un goloso; chi non lo fa non può essere altrimenti». 
Henry David Thoreau

Mi trovavo su un set fotografico a New York City in compagnia di una delle super top model di allora.

Quando interrompemmo il lavoro per la pausa pranzo, ci trovammo davanti un sontuoso banchetto allestito da un servizio di catering.

Ci sedemmo e uno dei rappresentanti di agenzia fece il seguente commento: «Ha un aspetto fantastico, ma credo che voi modelle non mangerete granché».

L’altra modella, magra come un palo, protestò subito dicendo: «Oh, io posso mangiare tutto ciò che voglio». A queste parole, l’uomo spalancò gli occhi dicendo: «Santo cielo, lei non deve volere molto».

La modella mangiò effettivamente tutto ciò che voleva,
e l’agente aveva ragione, non era granché.

Ma lei sembrò assaporare con gioia ogni boccone.

Ho fatto la modella anche a Parigi. Lì questa filosofia alimentare di base ce l’avevano non solo le modelle, ma anche la maggior parte della gente. I miei amici parigini ritengono che sia possibile mangiare di tutto, ma con moderazione. Apparentemente, avevano appreso questo approccio alimentare da piccoli e hanno continuato a praticarlo per tutta la vita.

Spesso i parigini si concedono lauti pasti, che di solito contengono varie piccole portate. Gli alimenti di cui si nutrono sono di ottima qualità, poiché a Parigi è norma fare acquisti in piccoli mercati locali e comprare solo prodotti stagionali e gustosi. Anziché due etti di pesce, magari se ne concedono meno di un centinaio di grammi. Inoltre hanno scoperto che mangiare un quadretto di cioccolato di alta qualità dà molto più piacere di una torta al cioccolato alta un chilometro.

In altre parole, tutto si riduce a mantenere un equilibrio.

Se capita di esagerare, scelgono semplicemente di mangiare di meno il pasto successivo, o di fare più esercizio. Quindi, un dessert a pranzo può voler dire una cena più leggera o portare a spasso il cane per una passeggiata più lunga quella sera.

In genere non saltano i pasti né li sostituiscono con tavolette dietetiche preconfezionate. Non evitano ad ogni costo i grassi e gli zuccheri, e neanche tengono il conto delle calorie.

Al contrario, si focalizzano sul mangiare in modo tale da trarre dal cibo il maggiore grado di soddisfazione e gratificazione possibile, dando la precedenza alla qualità rispetto alla quantità, e rallentando il ritmo per gustare consapevolmente un pasto anziché mangiare di corsa, o mentre si è in qualche modo impegnati a fare altro.

Sebbene i francesi siano noti in tutto il mondo per la loro passione per il cibo e le arti culinarie, la magrezza del loro fisico dimostra l’efficacia di questo modo di pensare.

Cosa ancora più importante, questo approccio al mangiare coltiva l’equilibrio. Inoltre aggiunge più colore e gusto alla vita, arricchendo l’esistenza e promuovendo un senso di profonda soddisfazione e pienezza.

Quindi la prossima volta che vi sedete a tavola, ricordatevi che “meno” significa “di più”. Anziché un’enorme portata di cibo mediocre, imponetevi di gustare varie piccole portate saporite.

«La felicità è una ciotola di ciliegie e un libro di poesia all’ombra di un albero»
Astrid Alauda

Un ultimo commento

Noi tutti possiamo mangiare “tutto ciò che vogliamo”, se cominciamo a fare attenzione ai segnali e alle sensazioni che ci trasmette il nostro corpo.

Se cercate di imparare a mangiare solo quando avete fame e a smettere quando siete sazi, noterete il più delle volte, quando mangiate realmente più del dovuto, che davvero non vi va affatto ciò che invece state mangiando. Le porzioni supplementari, perfino del cibo più delizioso, perdono di gusto quando ne mangiate un boccone più del dovuto.

Quando vogliamo davvero sentirci bene, mangeremo solo quegli alimenti che ci fanno sentire bene e (di conseguenza!) ci danno un bell’aspetto.

Per nutrire la riflessione

Quando ero piccola, mi piacevano i neonati, così ero sempre intenta ad osservare mamme e papà alle prese coi loro piccoli.

Quelle esperienze mi comunicarono l’idea che fosse molto importante far mangiare il bambino – tanto! – talvolta anche fino al punto che ti risputava il cibo in faccia! Ricordo di aver udito esclamare frasi come: «È proprio un bravo mangione!» e: «Guarda che belle guancine. Vedo che non hai problemi a farla mangiare!».

Mi ricordo anche di aver visto i genitori usare strategie per distrarre la bambina, come far volare un aeroplanino di carta davanti al suo naso, proprio mentre le ficcavano in bocca quella importantissima cucchiaiata di cereali in più, nonostante la bimba l’avesse già rifiutata. Anche la televisione costituiva un’ottima distrazione. Si poteva infilare in bocca una sfilza di cucchiaiate di cibo a un bimbo che prima non lo voleva, se lo mettevi seduto davanti a un ipnotico programma per bambini.

Siamo stati tutti programmati dalle nostre esperienze infantili, la maggior parte delle quali non ricordiamo nemmeno. Quindi, non siate sorpresi se avete scoperto che per voi volere più cibo, anche se siete già sazi, rappresenta uno schema, e che non avete idea del perché.

Non ha alcuna importanza il perché, né cosa è successo nel vostro passato, non è questo il punto. Tutti fanno sempre del loro meglio, in base all’esperienza che hanno accumulato nella vita.

Limitatevi invece a realizzare che ora, nel presente, voi potete cambiare gli schemi inadatti a voi, facendo attenzione alle vostre sensazioni e rispettandole. Rendere onore alle vostre sensazioni più profonde rappresenta la chiave di ogni vostro successo!

«Niente di troppo»
Solone

Esercizio in risonanza - n.11

La prossima volta che vi viene voglia di prendere qualcosa da mangiare, domandatevi: «Perché sto mangiando adesso? Ho fame?». Se avete fame, bene! Continuate e godetevi in pieno il vostro cibo; ma mentre ne godete, cercate di essere presenti a voi stessi nell’anima.

Ad esempio, fate caso a come è buono il primo boccone, quando avete fame. Poi, continuando a mangiare, fate caso a quando iniziate a sentirvi sazi. Il cibo ha ancora lo stesso sapore delizioso adesso? Continuate a mangiare e a notare le vostre sensazioni.

Quando iniziate a sentirvi molto pieni, notate le sfumature di questo stato e se il cibo ha ancora lo stesso delizioso sapore di quando ne avete assaggiato il primo boccone.

Se fate attenzione alle sensazioni che avete mentre state mangiando, anziché mandare giù il cibo mentre siete distratti da qualcos’altro, noterete che in effetti lo gusterete molto di più, ma spesso mangerete di meno!

«La moderazione è la chiave del godimento durevole»
Hosea Ballou

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MAUREEN WHITEHOUSE ha vissuto una carriera da modella senza dimenticare il gusto per le buone ricette della famiglia di origine italiana. Maureen è riuscita a coniugare l'educazione alimentare acquisita nell'infanzia allo stile di vita morigerato tipico di chi lavora nella moda. Oggi trasmette...
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