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Mamma, posso arrampicarmi sull’albero?

di Marianna Gualazzi 24 giorni fa


Mamma, posso arrampicarmi sull’albero?

Stare a contatto con la natura rafforza il sistema immunitario e ci rende più felici: scopriamo l’effetto Biofilia

Quando mia figlia esce da scuola ha un unico desiderio: quello di arrampicarsi su un albero che cresce in un piccolo pendio scosceso proprio di fronte all’edificio scolastico. «Mamma posso andare sull’albero?»: io accolgo la sua frase con un sorriso e ovviamente la lascio andare. Con poche e sicure mosse lei è già tra le fronde e si gode il suo piccolo momento nella natura. È incredibile come i bambini sappiano seguire quell’istinto primordiale che ci lega indissolubilmente alla natura e, se non condizionati fin da piccini a starle lontano, paventando il terrore di sporcarsi o di ammalarsi, ne ricerchino il contatto profondo tutte le volte che possono. Attratti dai boschi, dai ruscelli, dai fossi e dai campi, i bambini vivono questi luoghi come fonte infinita di gioco e di benessere.

Il disturbo da deficit di natura

Il problema è che, oggi, sia gli adulti che i bambini, i boschi, le foreste e i laghi li vedono solo alla televisione, su Instagram o su Facebook. Questo progressivo distacco dalla natura, avvenuto nel giro di un paio di generazioni, ha risvolti drammatici, come spiega in una ludicissima analisi Pedram Shojai nel libro Il Monaco Urbano (Macro Edizioni): «Noi tutti soffriamo di quella che Richard Louv, autore di L’ultimo bambino nei boschi ha denominato “disturbo da deficit di natura”. Due o tre generazioni fa si viveva molto più a contatto con la natura.

Le nostre radici agricole furono precedute da millenni di caccia, raccolta, allevamento e pesca. Tutte queste attività richiedevano una connessione innata con l’ambiente naturale. […] Nell’arco di solo un paio di generazioni abbiamo sviluppato tecnologie e sostanze chimiche sintetiche che ci hanno permesso di isolarci dal mondo naturale e di scollegarci da questo legame vitale. Eliminiamo i germi con gli antibiotici; abbiamo l’aria condizionata nelle nostre auto veloci; bruciamo il combustibile naturale che proviene da terre lontane anziché tagliare la legna per tenere calde le nostre case, e il nostro cibo è pensato nei laboratori e prodotto nelle fabbriche.

Tutto questo ha un prezzo sia fisico sia psicologico per noi». Poco prima dei 30 anni, dopo aver vissuto per tutta la vita in uno dei luoghi più antropizzati d’Europa, mi sono trasferita nella campagna francese, ai piedi della catena montuosa del Jura. La mia casa si trovava ai margini del bosco e dalla mia finestra vedevo le Alpi francesi, il massiccio del Monte Bianco e il Lago Lemano. Tutti i giorni passeggiavo in campagna, attraversando ruscelli, boschetti e costeggiando siepi di rovi. Raccoglievo bacche, noci, mele e pere selvatiche, rami di vischio e rosa canina: tutti frutti che quella natura offriva gratuitamente.

Andavo spesso nel bosco che raggiungevo a piedi, incamminandomi per un sentiero a pochi metri dal cancello di casa. Il bosco è una meraviglia in tutte le stagioni: quando esplode di vita e di verde in primavera, quando ti ripara dal caldo in estate, infiammato dai rossi e dai gialli in autunno e ricoperto di neve e di gelo in inverno. Quando è nata mia figlia, me la mettevo in fascia e andavo nel bosco con lei: facevamo delle belle passeggiate e quando è stata in grado di camminare da sola ha iniziato esplorare tutte le meraviglie offerte da un sentiero che attraversa una foresta e che spesso solo i bambini molto piccoli, per la loro visuale privilegiata, riescono a scorgere. Quando sono ritornata in Romagna ho sofferto moltissimo: mi sentivo depressa e mi mancava tutta la natura con cui avevo così tanto familiarizzato.

Effetto Biofilia

La notizia brutta è che se stiamo lontani dalla natura inconaminata, dagli alberi e dai boschi ci ammaliamo.

Quella buona è che – viceversa – se riprendiamo quel contatto, se lo teniamo in vita, stiamo meglio, sia da un punto di vista fisico che psicologico. È stato lo psicoterapeuta Eric Fromm il primo a introdurre il concetto di biofilia a proposito dell’innata attrazione dell’uomo per la natura, per tutto ciò che è vivo e vitale. Il concetto è poi stato ripreso dal biologo evoluzionista Edwars O. Wilson parlando del bisogno umano di legarsi ad altri esseri viventi: l’uomo proviene dalla natura ed è al suo interno e in interazione con essa che si è evoluto. «In noi agisce la stessa forza vivente che è presente negli animali e nelle piante – scrive Clemens J. Arvay nel libro Effetto Biofilia – facciamo parte della rete della vita, del Web of Life per usare l’espressione coniata da Wilson.

Effetto Biofilia significa esperienza della natura e dei luoghi selvaggi, bellezza ed estetica naturale, liberazione dalle catene e guarigione». E non è certamente la mia personale esperienza a provarlo, ma studi sempre più numerosi mettono in evidenza come il contatto con la natura incontaminata rinforza il sistema immunitario e rende più numerose e attive le nostre cellule natural killer, quelle che – per intenderci – distruggono le cellule cancerogene e quelle portatrici di virus e batteri.

Oggi sappiamo che quando respiriamo l’aria del bosco, stiamo respirando un cocktail di sostanze bioattive rilasciate dalle piante. Tra queste sostanze ci sono i terpeni i quali, interagendo con il nostro sistema immunitario, favoriscono lo stato di salute, tanto che Arvay nel suo libro li chiama “terpeni anticancro”. Ma la natura ha altri straordinari e comprovati effetti sul nostro sistema mente, corpo e spirito: in Effetto Biofilia ne trovate una spiegazione esauriente e dettagliata, unita a tantissimi consigli per recuperare il rapporto uomo-natura, oltre che racconti di guarigione nel bosco e scoperta del selvaggio.

Io il libro l’ho divorato e ho capito che non è stato un caso se né io, né mio marito né mia figlia non ci siamo mai ammalati – neanche un mezzo starnuto – in quei cinque anni trascorsi nella nostra casa ai margini del bosco.

Effetto Biofilia

Il potere di guarigione degli alberi e delle piante - Il misterioso legame tra uomo e natura

Clemens G. Arvay

Se gli alberi diffondessero wifi gratis, ne pianteremmo così tanti da salvare il mondo... purtroppo producono "solo" il nostro benessere! Il bosco "ci fa bene", lo sentiamo a livello intuitivo, ma quella che poteva essere...

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