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Ma la frutta gonfia \ appesantisce \ fa ingrassare?

di Francesca Più 5 mesi fa


Ma la frutta gonfia \ appesantisce \ fa ingrassare?

Domande frequenti sull’alimentazione vegetale - Risponde Francesca Più

Spesso, quando si parla di “diete” presenti nei più svariati regimi alimentari, si considera la frutta come una bomba di zuccheri, pronta a farci “lievitare”!

E’ quindi nel luogo comune da considerare come sfizio sano (ma non troppo), o dessert in conclusione dei pasti. Ma sarà davvero così?

Facciamo un po’ di chiarezza, suddividendo le tematiche ed argomentandole in modo molto semplice:

Indice dei contenuti:

1. C’è zucchero e zucchero!

Gli zuccheri naturali ed integrali contenuti nella frutta non hanno nulla a che fare con gli zuccheri raffinati contenuti in dolci, paste, torte e bomboloni.

Non hanno nulla da spartire nemmeno con le confezioni di dolcificanti che si trovano in commercio: (spesso difatti si abbina erroneamente lo zucchero della frutta al fruttosio in sintesi venduto al supermercato).

Il nostro corpo utilizza come benzina primaria i carboidrati che si trovano in natura allo stato integrale, ovvero utilizzando l’alimento nella sua integrità ed interezza, con l’utilizzo di tutte le sue parti.

Questo avviene consumando ad esempio frutta, cereali e pseudo-cereali integrali, tutti completi dei macronutrienti, dei micronutrienti e – importantissimo – delle fibre.

Sono difatti le fibre che veicolano con le giuste tempistiche di assimilazione gli zuccheri nel nostro corpo ed è estremamente importante che ci siano quando consumiamo frutta e cereali per integrare i nutrienti nella maniera corretta.

Una postilla importante: ultimamente si pubblicizzano spesso estratti e succhi naturali di quasi sola frutta, ma è importante sapere che la frutta estratta è privata della sua fibra naturale e crea quindi una concentrazione zuccherina nel sangue senza alcun “filtro” di assorbimento, generando possibili picchi glicemici.

La frutta ideale è consumata a morsi.. o, in alternativa, frullata.

2. C’è frutta e frutta!

La frutta non è tutta uguale: soprattutto per quanto riguarda la coltivazione della stessa e dei trattamenti che subisce in tutto il suo ciclo vitale, dalla semina alla raccolta.

Molti studi sottolineano quanto i trattamenti con pesticidi e agenti chimici arricchiscano di tossine gli alimenti coltivati in modo “convenzionale”.. veleni che – semplificando – possono accumularsi nel nostro corpo il quale, per non lasciarli liberi di agire indisturbati, li “intrappola” nei grassi presenti nell'organismo (fin quanto possibile) causando sì un aumento di peso, ma soprattutto un aumento piuttosto rischioso di tossicità.

E’ quindi sempre da preferire frutta (e non solo) da coltivazione biologica e biodinamica, oppure al naturale senza alcun trattamento (come si troverebbe in natura).

3. C’è modo e modo di consumare frutta!

Quante volte abbiamo mangiato frutta dopo i pasti, magari qualche fetta di melone o anche una piccola banana, e ci è rimasta sullo stomaco? Questo disagio nell’apparato digerente lo si collega il più delle volte alla comune affermazione che la frutta “gonfia”, o “è pesante”.

Sfatiamo pure il mito: la frutta non rende né gonfi né appesantiti SE mangiata con le giuste tempistiche e combinazioni.

Gli alimenti, a seconda delle loro caratteristiche, hanno modalità di assimilazione differenti che è bene rispettare per avere un miglioramento digestivo e di assimilazione di sostanze utili per il nostro corpo e per evitare la fermentazione nel nostro apparato digerente ed escretore.

La frutta, in linea generale, è bene mangiarla sempre da sola o prima dei pasti perché è l'alimento più rapido ad essere digerito (richiede circa una mezz'ora al massimo).

Se assumiamo un cibo con una tempistica digestiva più lunga (come ad esempio un piatto cotto) prima di un alimento che non richiede quasi nessuno sforzo digestivo (come una fetta di cocomero), si andrà ad ingolfare l’apparato digerente creando gonfiori e fermentazione, e diminuendone l’assorbimento nutrizionale. Ecco spiegato uno dei motivi principali per i quali si pensa che la frutta faccia “appesantire” o “gonfiare”… siamo abituati a mangiarla dopo i pasti, al contrario di quello che dovrebbe essere.

Per rispettare la sequenzialità alimentare, si consiglia di assumere gli alimenti in questo ordine:

1) frutta

2) verdure crude, piatti crudisti

3) verdure cotte

4) piatto cotto combinato.

Ed ecco dei suggerimenti su come abbinare la frutta per assimilarla e digerirla al meglio:

  • La frutta va mangiata da sola a stomaco vuoto, o prima dei pasti
  • Non va mischiata la frutta acida (limoni, arance, pompelmi, kiwi, frutti di bosco) con la frutta dolce (cachi, banane, datteri, pere).
  • I meloni ed i cocomeri è preferibile consumarli sempre da soli (hanno una velocità digestiva davvero rapida, sui 15-20 minuti).
  • La frutta si combina bene (specialmente se monofrutto, quindi una sola tipologia di frutto) con la verdura a foglia verde tenera (insalate, spinaci, sedano)

4. Grassi in eccesso, e malassorbimento degli zuccheri

I grassi in eccesso inibiscono l’assorbimento degli zuccheri: in molti studi scientifici mirati alla cura del diabete, si è analizzato come sia principalmente il consumo smodato ed inconsapevole di grassi e olii raffinati a causare difficoltà nell'assorbimento degli zuccheri: un cambio di paradigma interessante, soprattutto se pensiamo a come solitamente vengono consumati i carboidrati sia della frutta e cereali integrali, sia raffinati, ovvero sotto forma di torte, pasticcini, pizze e panini ricchi di oli e grassi.

Continuando su questo ragionamento si può desumere quanto sia importante essere consapevoli dei grassi che si ingeriscono nella propria alimentazione: sarebbe bene quindi utilizzare grassi senza esagerare, e prediligere fonti di grassi integrali (olive, frutta a guscio - come noci, nocciole, mandorle.. -, semi oleosi, avocado) cercando di non abusare dei grassi concentrati deprivati della fibra e della polpa (come oli e burri, seppur vegetali e spremuti a freddo).

5. Non siamo tutti uguali!

Forse questo punto è il più importante.

Ognuno di noi proviene da background diversi, esperienze differenti, adattamenti e stili di vita unici per ogni individuo. Ognuno di noi, a seconda di ciò che è in questo istante, ha necessità e sfumature che possono differire l’uno dall'altro.

Non è affatto detto che un certo tipo di frutto (o di nutrimento in genere) agisca allo stesso modo in ogni corpo umano: è quindi fondamentale l'ascolto de-condizionato ed amorevole del proprio corpo, senza strutture dogmatiche ed imposte.

Scegliendo responsabilmente la nutrizione più risonante ed efficiente a seconda delle proprie richieste fisiologiche, psicologiche e spirituali - avvalendosi se necessario anche dell’aiuto di professionisti del settore - , si attuerà così una Nutrizione dell’Ascolto Consapevole, uno dei mezzi più efficaci che si possono utilizzare per servire il nostro benessere, a 360 gradi.

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