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Luoghi comuni: la standardizzazione nella vita e nello sport

di Andrea Giannini, Andrea Arpili 6 mesi fa


Luoghi comuni: la standardizzazione nella vita e nello sport

Leggi un estratto dal libro "L'Enneagramma nello Sport"

Abbiamo già sottolineato come tra le tante fantastiche cose che ci insegna lo studio dell'Enneagramma troviamo quella di notare come ogni singolo carattere interpreti in maniera incredibilmente soggettiva la vita, quali significati le attribuisca ed in che maniera affronti un determinato evento.

Dato che parliamo di Sport e che consideriamo questo una vera e propria metafora di vita, diventa davvero utile capire come ogni enneatipo vive l'allenamento, la gara e le relazioni con allenatori e compagni. Partiamo ad esempio da un momento topico per ogni atleta, quello della gara. Si tratta di un evento veramente particolare e soggettivo. Attraverso l'esperienza abbiamo imparato ad analizzare i momenti che la precedono. Si tratta di situazioni che amplificano in maniera esponenziale il carattere di ogni atleta mettendolo a nudo da ogni schermo, facendo emergere punti di forza e di debolezza, tolleranza allo stress, capacità di relazione con se stessi, con compagni e staff, con gli avversari, con il contesto mediatico.

Subentra ora una problematica che nello sport viene sottovalutata e che noi definiamo come "trappola del luogo comune".

Ogni carattere vive la gara a modo suo e così come succede ad un atleta, succede anche a chi gestisce l'atleta ossia allenatore, team manager o direttore sportivo.

Capiterà che se ci troveremo di fronte ad un allenatore di tipo 1, questi esigerà silenzio ed ordine in una tavolata che affronta, ad esempio, il pranzo antecedente la gara perché per lui sono fondamentali il rigore e la disciplina. Per la stessa gara, un allenatore di tipo 7, che ama la libertà ed odia le restrizioni, avrebbe optato la sera prima per un'uscita al cinema di gruppo al fine di sdrammatizzare l'importanza dell'evento e rendere la mente dei propri atleti più libera.

Un allenatore di tipo 3 avrebbe coinvolto la squadra con un discorso sull'importanza dell'obiettivo e sull'essere efficienti nei compiti da eseguire per raggiungerlo. Un 5 dopo aver spiegato, con grande acume culturale la strategia, si sarebbe chiuso in se stesso quasi senza interagire con nessuno. Un 6 avrebbe continuato a sincerarsi di avere dato tutti gli strumenti possibili alla squadra continuando a dubitare continuamente di aver eseguito al massimo il suo dovere. Un 4 avrebbe cercato di motivare il team con messaggi di grande sentimento basati sulla ricerca di stimolare gli atleti attraverso fattori a forte impatto emotivo. 

Un 9, da buon moderatore, cercherebbe di avere un gruppo in equilibrio senza screzi né turbolenze, dove tutti si sentono partecipi e coprotagonisti della buona riuscita della gara. Un 2 punterebbe a portare luce prediligendo una comunicazione entusiasta, colorata, rivolta ad idolatrare ogni atleta ma soprattutto se stesso. Infine un 8 proietterebbe un video motivazionale con immagini di guerra, di gladiatori e di vittorie epiche.

Detto questo, dove risiede la verità? Cosa è opportuno fare per abbattere i luoghi comuni e creare un clima vincente?

Difficile rispondere ad una domanda così importante tenendo in considerazione l'eterogeneità di ogni carattere.

Crediamo che lo strumento migliore sia proprio quello di studiare l'Enneagramma con i suoi tipi e sottotipi, comprendendone le caratteristiche, le passioni e le virtù. Utilizzarlo per mettere ogni individuo in uno stato di comodo in cui potersi esprimere al meglio ed educare ogni atleta ad accettare, apprezzare ed apprendere dalle caratteristiche altrui per raggiungere un bene sia soggettivo che comune.

Siamo "animali sociali", il nostro carattere è costretto, anche se non sempre in egual misura, ad interagire con il prossimo e proprio la qualità di questa interazione può essere determinante ai fini di un risultato.

Anche in un qualsiasi sport individuale ci si allena in un contesto di squadra, basti pensare ad un pugile che dovrà avere diversi sparring o ad una squadra di nuoto o di atletica in cui nonostante la gara abbia una componente assolutamente individuale, troviamo moltissimi momenti di lavoro comune.

Leggendo giornali o ascoltando interviste e commenti si sente dire un altro classico luogo comune: "È stata la vittoria del gruppo". Cosa significa? Significa che chi fa questa affermazione ha la percezione che il valore interattivo di una squadra sia andato oltre le reali potenzialità del team.

Perché è avvenuto ciò? Perché in maniera inconscia si è creata un'alchimia tale fra i membri di squadra da ottimizzare tutti gli altri aspetti legati alla prestazione e farne un grande e a volte inaspettato successo. Se riusciremo a governare le soggettività, a relazionarle in maniera efficace, avremo dato una svolta importante al processo di ottimizzazione delle risorse umane.

Questo vale anche nella vita di ogni giorno ed in un qualsiasi tipo di azienda perché lo sport è una grandiosa scuola di management e ci insegna a gestire il potenziale umano che risiede in ognuno di noi soprattutto quando gli aspetti emotivi sono esasperati all'ennesima potenza.

Un grande maestro di sport e di vita come Julio Velasco ha utilizzato infatti le basi dell'educazione sportiva come approccio multilaterale alla gestione aziendale e allo sviluppo delle risorse umane.

Un altro luogo comune che si sente spesso nello sport è: "Quell'atleta ha personalità o non ha personalità". Nel retaggio culturale abbiamo notato che il termine personalità viene associato a comportamenti in cui l'atleta, a volte in maniera maleducata, si permette di fare o dire cose con arroganza e presunzione. Questi sono atteggiamenti che la maggior parte delle persone non utilizzerebbe e sono molto amati dai media. Da qui deriva anche una problematica di tipo sociale ed educativa che vede molti bambini atteggiarsi con comportamenti scimmiottanti di atleti che utilizzano tali modalità.

Nel proseguo di questo libro analizzeremo anche esempi di caratteri con personalità differenti e come vedremo che possono essere vincenti sia atteggiamenti irosi che diplomatici, sia ermetici che coinvolgenti. Secondo il nostro pensiero ciò che più conta è che ognuno impari a conoscersi e, attraverso questa conoscenza, possa esprimere se stesso nel migliore dei modi.

Noi crediamo che ognuno possa, indipendentemente dal carattere che possiede, essere un leader purché esprima le proprie caratteristiche in maniera coerente. La maggior parte di voi penserà che per avere personalità si debba essere come Zlatan Ibrahimovic che è un carattere di tipo 1 sessuale, ossia uno che ha un forte ego e che si deve mettere costantemente un gradino (nel suo caso anche due) sopra gli altri "comuni mortali". Essendo coerente col suo carattere riesce ad esprimere un processo di leadership e cioè ad avere seguito.

Roger Federer, un enneatipo 6 sociale è una personalità estremamente corretta e ligia al dovere, molto sensibile a combattere ogni tipo di ingiustizia. Anche lui è un atleta molto seguito che ha grande leadership, basti pensare a quante persone in tutto il mondo vorrebbero essere come lui.

Valentino Rossi, un enneatipo 7, un carattere che riesce a ridere e scherzare fino all'istante prima della gara, un Peter Pan immortale che cerca sempre il lato positivo di ogni cosa. Anche lui, con la sua modalità esprime leadership.

Ora provate a mischiare le personalità di questi tre grandissimi atleti e fingiamo che, ad esempio, Valentino assumesse i comportamenti di Zlatan e viceversa.

È immediata la sensazione di quanto questo stoni con le evidenti caratteristiche dei due personaggi. Non avrebbero la stessa leadership pur rimando atleti dello stesso livello.

Questo è un concetto fondamentale e un consiglio che diamo ad ognuno di voi, sia che siate atleti, che allenatori, che sportivi, che qualsiasi altra cosa: utilizzate L'ENNEAGRAMMA innanzitutto per scoprire voi stessi e siate coerenti con il vostro carattere. Imparate le modalità degli altri caratteri per interagire meglio con il prossimo e per apprendere caratteristiche altrui che potrete applicare pur non essendo nel vostro background.

Soprattutto non pensiate che per essere amati, vincenti o apprezzati come leader dobbiate impegnarvi ad essere come Pinco Pallino, campione di... non so cosa. L'esempio che vi abbiamo appena proposto palesa quanto esprimere se stessi possa portare risultati positivi.

Non vi basta? Benissimo, abbiamo un altro esempio per voi per continuare a sfatare questi luoghi comuni che ci hanno stancato davvero!

Tutti dicono che per vincere ci vuole carattere.... Ma cosa significa sto benedetto carattere?!?! Analizziamo altre due persone estremamente vincenti ma con due caratteri decisamente differenti.

Carlo Ancelotti, uno degli allenatori, a detta di qualsiasi addetto ai lavori e non, più bravi e vincenti al mondo. Ha un carattere di tipo 9, è quindi una persona diplomatica ed equilibrata che ha fatto della gestione del gruppo uno dei suoi cavalli di battaglia; gran moderatore, attraverso il suo carattere e le sue competenze è riuscito ad ottenere risultati oggettivamente straordinari grazie all'equilibrio che ha sempre trasferito al proprio gruppo di lavoro.

Ora consideriamo Mohamed Ali "the greatest", enneatipo 8, uno che nella sfida, nella battaglia, nello scontro contro ogni tipo di ambito: politico, sportivo, sociale ha espresso il meglio di sé diventando una vera e propria leggenda.

Provate ora nuovamente ad invertire questi due caratteri...pensate che il risultato possa essere lo stesso? No, non sarebbe stata la stessa cosa.

Ed è proprio per questo che non crediamo ai luoghi comuni e alle regole uguali per tutti. Crediamo fortemente nello sviluppo di ogni risorsa umana attraverso questo strumento semplice, vogliamo portare un briciolo di utilità a chiunque lo voglia, sportivo e non, nel riconoscersi in un enneatipo prevalente, che non significa inscatolarsi in un tunnel senza sfumature e via di uscita, ma imparare qualcosa in più su se stessi ed iniziare ad esprimersi in maniera libera e coerente con il proprio modo di essere.

Abbiamo la convinzione, e ci permettiamo di dirlo perché su di noi e sugli atleti che seguiamo ha funzionato, che la vostra vita, i vostri risultati e le vostre relazioni in qualsiasi ambito miglioreranno a dismisura.

L'Enneagramma nello Sport

Strategie per vincenti

Andrea Arpili, Andrea Giannini

Se senti l’esigenza di raggiungere importanti traguardi nella tua vita o nello sport, questo libro fa per te. I luoghi comuni ti chiedono di comportarti in una certa maniera per essere vincente scimmiottando atteggiamenti...

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Andrea Giannini nasce a Rimini l’8 settembre del 1983. Consegue una laurea di primo livello in Fisioterapia e successivamente consegue il c.o. e D.O. internazionale in osteopatia conseguito presso la Escuela de Osteopatia de Madrid nel 2013. Dal 2007 è socio fondatore e dirigente dello studio...
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Andrea Arpili è dottore in Scienze Motorie, Diploma universitario europeo di preparazione fisica Università di Lione, Preparatore Atletico Professionista FIGC, Allenatore calcio UEFA.
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