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Loro due

di Emanuele Maria Sacchi 9 mesi fa


Loro due

Leggi un estratto da "Corri il Rischio di Vivere Felice" di Emanuele Maria Sacchi, e scopri l'inizio di una storia d’amore pazzesca e meravigliosa

Immagina un’isola pedonale, piena di luci, di musica, di locali eleganti, di gente e di colori. Immagina di camminare su un tappetto bianco e in alto vedi migliaia di neon che disegnano un cielo trapuntato di stelle. Ecco, questo posto magico si chiama viale Ceccarini e viene definito il “salotto” di Riccione: durante le feste e nei fine settimana è un inno alla vita.

Quando lui scelse di vivere al mare, venne ad abitare qui, con una terrazza che si affaccia sul viale e i pini marittimi che le fanno da cornice. La sua casa è bianca ed essenziale, senza quadri né soprammobili. I ricordi sono chiusi dentro un armadio; la scrivania, al contrario, è piena di progetti e di cose da fare.

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Corri il Rischio di Vivere Felice

Un emozionante romanzo di formazione e crescita personale

Emanuele Maria Sacchi

(3)

Puoi desiderare di non salire su un aereo, di non prendere la patente, di startene a casa a guardare un film o di andare in vacanza sempre nello stesso posto, ma non puoi desiderare di non innamorarti, finalmente, o di nuovo, o di più, o follemente....

€ 18,00

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Aveva trascorso la domenica a preparare il lavoro della settimana seguente; cinque seminari in cinque diverse città: era il suo lavoro da sempre, e da sempre lo amava. Il giorno dopo sarebbe partito. Il trolley e la borsa del computer erano già pronti.

Ci sono dei giorni in cui capita di fare un bilancio della propria esistenza; in quei momenti ti rendi conto che le cose più importanti della vita non sono le “cose” e che quel “qualcosa” che a volte ti manca, in realtà è sempre un “qualcuno”.

Al di là dei vetri, lui sentiva la gente in strada che si divertiva.

Accadde tutto all’improvviso: un fremito, un impulso, ed era già in strada per una passeggiata. L’Epifania era passata da poco e le luci del Natale scaldavano ancora il cuore. Il freddo di gennaio non era pungente. Lui si faceva largo in mezzo alla folla. Forse era l’unico che stava passeggiando da solo. Forse era l’unico e se ne accorse anche lui.

Stranamente non incontrò volti felici e nemmeno allegri. O forse era lui che proiettava negli altri il suo malessere. Eppure, perché essere tristi? Vivi in un posto bellissimo, fai un lavoro che ami, incontri ogni anno migliaia di persone ai tuoi seminari, esci tra gli applausi e firmi autografi… che diritto hai di essere triste?

“Nessun diritto”, si rispose. E abbozzò un sorriso.

Lui ha sempre avuto un sentimento di riconoscenza nei confronti delle vita, anche nei momenti più duri.

Gli ultimi avvenimenti lo avevano un po' ferito, ma gli occhi erano rimasti azzurri e l’entusiasmo intatto.

Era uscito per una semplice passeggiata, ma la vita ha molta più immaginazione di tutti noi.

Accadde tutto all’improvviso: la incrociò per un solo istante, mentre lei stava tenendo la sua bambina per mano e si districava tra la gente. Si sfiorarono appena. Lei aveva lunghi capelli castani e una gonna corta plissettata che a ogni passo ondeggiava magicamente. A ogni passo.

L’amore talvolta ha fretta. Nasce a prima vista. Scatta qualcosa che ti inebria e improvvisamente ti senti vivo come non mai.

Ma cosa poteva fare? Rincorrerla, fermarla per strada e presentarsi? Così? Spudoratamente così? Oppure trovare un pretesto e chiederle un’informazione?

No. Non sarebbe andata in questo modo. Lei era troppo bella per scegliere la banalità. E poi era con la sua bambina e forse l’imbarazzo avrebbe preso il sopravvento. Decise quindi di seguirla, senza farsi notare e con molta discrezione. Non sapeva cosa fare, eppure si sentiva eccitato.

“Sei proprio un cretino” gli disse la mente razionale; “Sei meraviglioso e ti voglio bene” gli rispose il cuore.

Dopo alcuni minuti, lei e la bambina si lasciarono la folla alle spalle, avvicinandosi alla stazione ferroviaria.

“E se adesso salgono su un treno, sei fregato, cosa potrai mai fare?” gli disse la mente razionale; “Salirai anche tu su quel treno e poi vedremo cosa succede” gli rispose il cuore.

Non fu così. Lei e la bambina procedettero oltre, fino al parcheggio delle auto.

“Ora sì che è davvero finita la tua stupida idea” disse la mente razionale, “Se salgono in auto e spariscono chissà dove, non la rivedrai mai più”. Il cuore ebbe un attimo di esitazione, stava per abdicare, quando invece ribatté con convinzione: “Col cavolo che finisce così, ora la raggiungo e le dico qualcosa, qualunque cosa, ma almeno ci provo!”

Non accadde nulla di tutto questo.

Lei e la bambina superarono il parcheggio e continuarono a salire a piedi per una strada. Ormai non c’era nessun altro nei paraggi ed era buio. Lui si tenne a debita distanza e continuava a seguirle, finché lei e la bambina aprirono un cancello ed entrarono in una casa, una piccola villetta.

È strano come una persona che nemmeno conosci possa diventare, improvvisamente, così importante da occupare tutti i tuoi pensieri, le tue risorse e i tuoi desideri.

La mente e il cuore di lui avevano finalmente fatto pace e ora si stavano chiedendo cosa fare. Lui si avvicinò al citofono per scorgere il nome, ma non c’era nessun nome e nessuna scritta. Digitò l’indirizzo su Google, ma non comparve nessun indizio neanche lì. E se avesse premuto quel citofono, poi, cosa avrebbe potuto dire? E se avesse aperto la porta qualcun altro, magari il marito, quale giustificazione avrebbe potuto fornire?

La bella notizia è che ora sapeva dove abitava. Non sapeva il nome, né se fosse sposata, ma sapeva dove trovarla.

Mente e cuore ripresero a lottare, ma la mente stava perdendo su tutti i fronti: il cuore avrebbe trovato il modo. Ormai ne era profondamente convinto. Tornò a casa e iniziò ad escogitare un piano.

Il coraggio di immaginare delle alternative è una delle nostre più grandi risorse.

Non ho dubbi: è la logica che stimola il pensiero, ma è l’emozione che fa agire le persone.

La mattina seguente l’aria era frizzante e il cielo terso. Quando il negozio di fiori aprì, lui era già lì davanti. Comprò cinque rose bianche avvolte in un piccolo bouquet e scrisse un biglietto.

Se nel centro degli occhi di ognuno di noi c’è una macchia d’inchiostro, vorrà pur dire qualcosa, non trovi?

Quindi pensò a cosa scrivere e andò personalmente a fare la consegna. Suonò il citofono con fiducia. A quell’ora del mattino poteva non esserci nessuno. Lei e il possibile marito probabilmente erano al lavoro e la bambina a scuola. Ma perché non provarci?

Le opportunità accadono a chi se le va a cercare. Inevitabilmente.

Al di là del cancello una signora con un grembiule, probabilmente la donna delle pulizie, aprì la porta, guardandolo con stupore e circospezione. Lui era in abito da lavoro, con un gessato blu e la cravatta in tinta, non sembrava certo un fattorino, tuttavia le consegnò i fiori e le disse: “Salve, questi fiori sono per la signora, c’è un biglietto; buona giornata.”

La donna sembrò perplessa, prese il mazzo di rose, ringraziò e richiuse la porta.

Sul biglietto c’era scritto questo: “Buongiorno, se Lei è sposata chiedo scusa a Lei e a suo marito, se invece non lo fosse, la prego di accettare questi semplici fiori. Domenica pomeriggio l’ho vista passeggiare in viale Ceccarini, tenendo per mano la sua bambina. Lei non cammina, lei ondeggia come una piuma. Ora sto partendo per un viaggio di lavoro, ma abito qui vicino e mi piacerebbe conoscerla. Semplicemente conoscerla.”

Nient’altro. Non un numero di telefono, non una mail, non un indirizzo. Tuttavia il biglietto era scritto su carta intestata, con il nome e il cognome di lui in rilievo.

Se vuole, pensò lui, in qualche modo saprà come rintracciarmi.

La vita ha più senso se ogni tanto decidi di sperimentare con fiducia. Se ti ribelli alla routine e inizi a fare la sublime esperienza del nuovo. Siamo tutti in bilico tra conservazione ed esplorazione. Siamo in bilico tra equilibrio e mancanza di equilibrio, solo che per avanzare dobbiamo accettare di perderlo, questo stramaledetto equilibrio!

È la vertigine che ci fa vibrare, non la consuetudine.


Osare, decidersi.
E crederci.


Se poi le cose non andranno come speravi, almeno ci avrai provato. Nessun rimorso, niente rimpianti.

È solo quando rinunci al sogno che ti spegni. Ma quando lo rincorri, comunque vada, hai vinto.

Non esiste nessuna storia che sia già stata scritta e dovremmo convincerci, definitivamente, che il foglio è bianco e che siamo noi a tenere in mano la penna.

La giornata e la notte trascorsero senza altre novità. Lui si addormentò con fatica. Avanzava il pensiero che fosse stato tutto inutile, che non avrebbe mai saputo chi fosse quella donna e che non l’avrebbe mai incontrata.

“Sei davvero un illuso”, disse la mente, “quante probabilità hai che voglia conoscerti e che sia pure una donna libera?”. Il cuore sospirava.

A volte ci perdiamo in sentieri sconosciuti; altre volte, in quei sentieri, ci incontriamo.

Ma se non rischi nulla, succede che in realtà metti tutto a rischio.

Se non rischi mai, dentro sei destinato a morire.

Il cuore riprese vigore e gli sussurrò: “Fidati di me, abbi fiducia e coltiva la speranza. Sempre.”

Corri il Rischio di Vivere Felice

Un emozionante romanzo di formazione e crescita personale

Emanuele Maria Sacchi

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Emanuele Maria Sacchi è il maggior esperto europeo di carisma e uno dei più apprezzati relatori internazionali di leadership, negoziazione e comunicazione competitiva. Collabora con aziende di 19 diversi Paesi ed è “best trainer” di importanti multinazionali,...
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