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Liberate la Donna Forte

di Clarissa Pinkola Estés 1 mese fa


Liberate la Donna Forte

Leggi un estratto da "Forte è la Donna" di Clarissa Pinkola Estés e scopri come la Grande Donna fu cancellata e il tuo ruolo nel ripristinarla

Mia nonna Katerin diceva che se ascoltavi storie sulla Madre Maria per nove settimane di fila... o se riuscivi a recitare il rosario per nove giorni di fila senza che la tua mente si distraesse neppure una volta... o se per nove notti consecutive andavi a piedi a una delle cappelle di Marna Marushka nei boschi - nove sono i mesi che la Madre Benedetta portò in grembo il Cristo vivente prima di dare alla luce la Luce del mondo - se facevi una di queste cose, la Madre Benedetta ti sarebbe apparsa e avrebbe risposto a qualunque tua domanda su come vivere piena di grazia su questa Terra.

Ma mia nonna diceva anche che c'era una scorciatoia. 

Il bisogno.

Diceva che chiunque avesse bisogno di conforto, visione, guida o forza, veniva udito dai Cuore Immacolato... e così la Madre Benedetta sarebbe immediatamente accorsa, i veli svolazzanti... per racchiuderci sotto il suo manto di protezione, per darci quell'unica cosa a cui il mondo tanto anela: il calore del tocco compassionevole di una madre.

So che avrete visto molte statue di Nostra Signora, senz'altro belle e ben fatte, ma che ne cancellano tutti i tratti semitici o asiatici o inuit, nahua, polinesiani, europei tribali, celtici, africani, o comunque indigeni.

Non credo che questa iconografia di Nuestra Madre sia da attribuirsi a preferenze razziali. Forse inizialmente lo «sbiancamento», come si diceva nell'antico lessico alchemico, fu solo un tentativo di indicare che candore e purezza sono spesso associate, in gran parte dell'immaginario «occidentale».

Così, per millenni presentata con l'incarnato chiaro, bionda o castana chiara, sovente con gli occhi azzurri, come le principesse delle fiabe, la nostra Maria, Miryam, Guadalupe, nel corso dei secoli venne man mano descritta anche in toni sempre più sommessi.

È pura, sapete. Timida.

È, come dire... tanto compiacente, dolce, tranquilla, passiva, remissiva.

Ebbene, devo dire di no! Io dico invece: è Fuoco!

Spero con tutto il cuore che voi conosciate anche la Maria, Miryam, Guadalupe del cuore più selvaggio, dei lunghi viaggi condotti con una mappa confusa, dei fuochi notturni in accampamenti lontani... che conosciate Colei che, quando tutti gli apostoli fuggirono... invece rimase. La Madre Benedetta, Colei che risplende dei fiammeggianti, conflagranti raggi di fuoco del Sole.

Altro che una sempliciotta schiva. Altro che un'insignificante, beneducata fanciulla. Altro che una che segue ordini mondani. Tutto l'opposto. Il nostro modello.

Ho una piccola statua di porcellana bianca di Maria, che qualche anima buona dipinse a mano con cura, in una fabbrica di migliaia di statuette di Maria che scorrono sul nastro trasportatore... minuscoli ghirigori d'oro ornano i bordi del suo manto. Graziosissima.

Ma la vera Madre che porto con me ovunque è la Donna-Dei-Boschi, la Nuestra Señora, la Guadalupe, Colei il cui manto è fatto di muschio del lato esposto a nord degli alberi al tramonto... Colei che nella scomposta chioma d'argento ha intrappolati frammenti di stelle... Colei la cui veste è morbida, di semplice stoffa tessuta a mano, con impigliati spine, semi di erbacce, e petali di rose selvatiche...

Colei che ha mani sporche per l'eterno coltivare cose terrene, e per il proprio duro lavoro diurno e notturno a fianco dei suoi figli e figlie che lavorano sodo, e dei loro figli, e dei loro vecchi, tutti.

La Guadalupe non è una figurina simmetrica dalle palme tese alla medesima distanza, e congelata nel tempo.

Lei è sempre in movimento.

Dove c'è emozione, lei è là.

Dove c'è turbamento, lei è là.

Dove c'è euforia, lei è là.

Impazienza, lei è là.

Fatica, lei è là.

Paura, inquietudine, dolore, bellezza, ispirazione, lei è là, sempre.

E lei è timida, in un certo senso, sì, ma in un senso diverso da quello che intendono quanti vorrebbero svigorirne la natura, rendendola anemica; sì, è timida, ma come chi esita per non essere tenuta a freno e immeschinita.

Ed è tranquilla, sì, ma non senza la volontà di insorgere ancora e ancora. Piuttosto, è calma come calmo è il possente oceano mentre si muove tra profonde fosse e pinnacoli, le sue onde enormi come il battito di un cuore sano: facile, spontaneo, muscolare.

Ed è pura, sì, ma non come chi non si avventura mai nelle tenebre, non ha mai un dubbio, non prende mai per qualche tempo una piega sbagliata, non ha mai un cedimento, ma piuttosto è pura come una gemma tagliata in centinaia di sfaccettature sfavillanti... è pura di quel tipo di puro che viene dall'essere tagliati al vivo da tribolazioni, vicissitudini e sfide - eppure privi in ogni sfaccettatura della benché minima stria opaca, grazie al taglio stesso e allo smeriglio e al lucido migliori... anziché smorti - e, malgrado tutto, ancora sfavillanti come puro fuoco.

Forte è la Donna

L'amore della Grande Madre per l'Anima Selvaggia

Clarissa Pinkola Estés

"In un mondo che è al contempo da crepacuore per l'orrore che presenta e mozzafiato per la bellezza che mostra, è davvero sacrosanta la ragione per andare in cerca di questa grande forza ammaestratrice nota come Nostra Madre. Per volerla trovare e...

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