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Leonardo, la vita di un genio

di Marco Virginio Fiorini 25 giorni fa


Leonardo, la vita di un genio

Leggi un estratto dal libro "Il Codice Nascosto di Leonardo" di Marco Virginio Fiorini

Leonardo nasce il 15 aprile 1452 nel piccolo paesino di Vinci situato sulle pendici del Montalbano, rilievo collinare ricco di vigneti e oliveti (che oggi fa parte delle città metropolitana di Firenze), figlio “illegittimo” di una giovane contadina di Anchiano e di Ser Piero d’Antonio notaio. Il piccolo Leonardo viene comunque accolto nella casa del padre dove viene allevato in un clima di serenità.

Va a scuola per imparare a leggere e scrivere, ma all’età di sedici anni, dopo la morte di suo nonno, tutta la famiglia si trasferisce a Firenze dove il giovane Leonardo dimostra subito il suo interesse per tutto ciò che è il sapere. Non facendo parte a pieno titolo della famiglia del padre, anche se vive in casa sua, Leonardo non prosegue gli studi.

Stai leggendo un estratto da questo libro:

Il Codice Nascosto di Leonardo

Un viaggio nella geometria segreta di un genio

Marco Virginio Fiorini

L’Uomo Vitruviano è il disegno più famoso del mondo, ma in realtà esso si mostra solo in parte. Il grande genio vinciano che lo ha immaginato, elaborato e disegnato, ha voluto farci riflettere, forse giocare. Vediamo un uomo con braccia e gambe...

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Il suo carattere positivo, la sua precocità artistica e la sua acuta intelligenza colpiscono i familiari e quindi il padre lo manda a bottega dal Verrocchio, conosciuto come abilissimo pittore, scultore e orafo: qui il giovane Leonardo si distingue fin da subito per le sue innate doti di artista.

È in questo periodo che sembra sia avvenuto un episodio particolarmente significativo, che ci fa capire la sua grande capacità pittorica.

Giorgio Vasari, grande pittore e autore di varie biografie di artisti, racconta che il Verrocchio, oberato dal molto lavoro, avesse chiesto al giovane Leonardo di finire un quadro che lui stesso aveva cominciato e che doveva assolutamente consegnare al cliente per evitare problemi.

Si tratta del famoso Battesimo di Cristo in cui Leonardo dipinse l’angelo che si trova sul lato sinistro del dipinto. Una volta che il Verrocchio ebbe visto il quadro, restò talmente ammirato dalla grande bravura del giovane Leonardo, che fu tentato di smettere di dipingere.

Un’insopprimibile curiosità fa avvicinare Leonardo a tutte le discipline sia artistiche che scientifiche. Gli piacciono la meccanica, la fisica, la botanica, la zoologia, la medicina, l’anatomia umana in modo particolare e ogni tipo di fenomeno naturale.

La sua grande intelligenza gli permette di integrare tutte queste conoscenze nella sua arte e nelle sue invenzioni dedicate alla creazione di armi, di macchine per il volo e per le grandi costruzioni. Vuole sperimentare tutte le tecniche conosciute nella pittura cercando anche di migliorarle.

Nel 1480, a 28 anni, entra nell’Accademia del Giardino di S. Marco, patrocinata da Lorenzo il Magnifico, dove viene incaricato di realizzare delle sculture. In seguito viene incaricato di dipingere l'Adorazione dei Magi, un quadro per una chiesa appena fuori Firenze. In quel periodo a Firenze vivono molti grandissimi artisti i quali ovviamente si contendono le commesse di lavoro che possono arrivare solo dalla Curia o dai Medici. Questa guerra sotterranea, per accaparrarsi il lavoro, giunge a produrre un divertente siparietto.

Leonardo e Michelangelo (1475-1564) si contendono un blocco di marmo di Carrara bianco e senza alcuna venatura, depositato in una piazza dietro il Duomo di Firenze. Ambedue di grandi Maestri avevano, in precedenza, richiesto ai Medici la possibilità di usarlo per la realizzazione di una statua. I signori di Firenze, incerti su chi scegliere, traccheggiano e la decisione tarda. Una sera i due grandi artisti si trovano davanti al blocco.

Leonardo alto, bello, forte e baldanzoso davanti a Michelangelo più piccolo e, seppur più giovane, con un aspetto fisico meno aitante. Leonardo rivolgendosi a Michelangelo comincia: “Quel blocco sarà mio, l’ho visto prima di te e d’altra parte tu non hai nemmeno la forza di scolpirlo...” e per dimostrare la sua forza prende un pezzo di ferro trovato in terra, lo piega, lo lancia ai piedi di Michelangelo, dicendo: “Prova a raddrizzarlo se ci riesci”.

Michelangelo senza perdere la calma, raccoglie il ferro e lo rilancia verso Leonardo e gli risponde: “Non tocca certo a me raddrizzare le cose che tu fai storte...”.

Questo episodio ci fa capire quale fosse il livello di competitività che vi era tra i vari artisti.

Però Leonardo sogna orizzonti più larghi e decide di andare a Milano alla corte degli Sforza. Redige una lettera da consegnare al Duca di Milano, dove si presenta come ingegnere specializzato in macchine da guerra (sapendo delle continue scorribande militari del duca) e dove accenna, quasi in sordina, al fatto di essere un artista. Ludovico Sforza, uomo di grande intelligenza, capisce di avere davanti un uomo eccezionale e gli commissiona alcune opere.

Ecco nascere la Vergine delle Rocce, ma Leonardo si espone un po’ troppo, prospettando al Duca di fare per lui un gigantesco monumento equestre che avrebbe dovuto rimanere per sempre a perenne ricordo delle gesta del condottiero. Riceve persino vari anticipi in denaro. Purtroppo questo monumento non vedrà mai la luce. Nel 1489-1490 prepara le decorazioni del Castello Sforzesco di Milano per le nozze di Gian Galeazzo Sforza con Isabella d’Aragona mentre, in veste di ingegnere idraulico, si occupa della bonifica nella bassa pianura lombarda.

Ed è proprio nel 1490 che disegna il “suo” Uomo Vitruviano che diventerà il punto di riferimento per i secoli a venire circa le corrette proporzioni del corpo umano e a cui si ispireranno artisti di tutta Europa.

Ancora oggi il suo Uomo è considerato il disegno più conosciuto al mondo!

Nel 1495 comincia il famoso affresco all'Ultima Cena nella chiesa Santa Maria delle Grazie a Milano che diventa, sia per l’importanza e le dimensioni dell’opera, che per le effettive difficoltà tecniche a esso correlate, il suo principale tema di studio. Finirà il lavoro tre anni dopo.

Per una serie di vicende militari e politiche (l’invasione di Milano da parte delle truppe francesi), Leonardo lascia Milano per recarsi a Mantova e a Venezia.

Ma la sua irrequietezza lo spinge a tornare nel 1503 a Firenze per affrescare per conto della famiglia de’ Medici, a fianco di Michelangelo, il Salone dei Cinquecento o Sala del Gran Consiglio nel Palazzo della Signoria.

A lui viene commissionato un affresco che raffiguri la Battaglia di Anghiari che però non riuscirà a portare a termine, a causa di una serie d’errori dovuti alla sua continua voglia di esperimentare nuove tecniche pittoriche.

Di questo stesso periodo è il quadro più celebre della storia: Monna Lisa, detta anche La Gioconda, attualmente conservata al museo del Louvre a Parigi.

Dopo un periodo passato a Roma in cerca di incarichi, nel 1513, Leonardo ormai sessantunenne (età già avanzata per l’epoca) accetta la proposta del re di Francia Francesco I che lo invita ad Amboise nella bellissima vallata della Loira.

In questo periodo, Leonardo progetta decori per le grandi feste reali e parallelamente redige progetti di tipo idraulico per alcuni fiumi francesi (a cominciare dalla stessa Loira).

Per il grande genio, ormai stanco di tanto girovagare, sono anni di riposo e forse presagendo di essere vicino alla fine della sua vita, nel 1519 redige il suo testamento, lasciando tutti i propri beni a Francesco Melzi, un bel ragazzo conosciuto diverso tempo prima a cui Leonardo era molto legato (da qui i sospetti sulla sua presunta omosessualità).

Il 2 maggio 1519 Leonardo da Vinci, una delle menti più straordinarie di tutta l’umanità, muore e viene sepolto nella chiesa di S. Fiorentino ad Amboise.

Purtroppo, a seguito di varie e oscure vicende storiche, il suo corpo è andato disperso.

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Marco Virginio Fiorini

Marco Virginio Fiorini (Torino 1949). Il suo sogno fin da bambino era di diventare archeologo. Dopo il liceo classico, si laurea (con la lode) in Architettura a Torino nel 1975. L'anno dopo si iscrive alla facoltà di Archeologia, corso che, con rammarico, deve interrompere. Rimane in lui la...
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